sintesi parziale:
... Alla prossima scadenza elettorale
europea, con il sistema proporzionale, qualsiasi partito si voti all'interno del
centrosinistra è utile per portare voti all'opposizione. Dunque non c'è ricatto
che tenga. L'unico imperativo è non astenersi dal voto.
Ma attenzione: la
composizione e i rapporti di forza nel centro sinistra saranno determinati dal
risultato delle prossime elezioni. Perciò è fondamentale per l'Italia che tutti
quelli che la pensano come noi vadano a votare per i partiti piccoli: Comunisti
italiani, Verdi, Lista Di Pietro-Occhetto e Rifondazione
Se questi partiti avranno un buon
risultato, diciamo un 15%, e il listone Prodi avrà un risultato dignitoso ma
modesto, non superiore al 32% per intenderci, ci sarà davvero la possibilità di
portare avanti le politiche della sinistra necessarie per cominciare a cambiare
questo paese. Indipendentemente dal fatto che poi si faccia davvero una
costituente dell'Ulivo allargata a tutti (tanto più probabile quanto più debole
sarà il listone) o si creino due partiti: uno di centro o riformista (parola che
ormai fa accapponare la pelle a chiunque resti un pizzico di sale in zucca) e
uno più propriamente di sinistra.
Invece, nel caso in cui dovesse
determinarsi ....
Appello della Rete dei Movimenti sul numero di Marzo della
rivista Aprile
Senza se e senza ma:
votate i partiti piccoli!
di Marina
Minicuci
Quasi tutta l'Italia è ormai una
grande Parmalat-Fininvest: Repubblica fondata sull'apparenza e la
falsificazione. Prima di fondare Forza Italia la dimensione dei debiti di
Berlusconi, la sua disinvoltura nel falsificare i bilanci e creare società
finanziarie off-shore, erano pressocché identiche a quella di Tanzi. Ora, solo
negli ultimi due anni di governo, Berlusconi ha aumentato di quattro miliardi di
euro il suo capitale. Mentre l'Italia e gli italiani sono al tracollo: mai stati
tanto male. Per non dire della miseria culturale, dell'etica sotto i talloni,
dell'incapacità di amare e di sognare, le depressioni...
Questo sistema
e questo governo sono il nemico da battere, senza se e senza ma, per qualsiasi
persona onesta e intelligente.
Le contrapposizioni fra le varie
fazioni del centro sinistra sono un deterrente per raggiungere tale obbiettivo.
Pure, non contrapporsi non significa -ci mancherebbe!- avere tutti la stessa
idea di come cambiare le cose e tantomeno -ci mancherebbe!- significa che le
opinioni minoritarie si annullino in quelle maggioritarie.
Noi pensiamo
che non si debbano accettare ricatti in Parlamento come quel papocchio sul
rifinanziamento della missione e si debbano dire dei no netti e grandi come una
casa. Senza indugi. Senza tentennamenti.
Noi pensiamo che il
sequestro mediatico cui siamo sottoposti non vada trattato con le pinze ma con
il bisturi. A mali estremi estremi rimedi, senza se e senza ma.
Noi
pensiamo che l'opposizione non debba mai più fare la comparsa a Berlusconi in tv
o altrove: non ci si siete al tavolo coi bari, come lo dobbiamo
dire?
Dunque, noi pensiamo -pur con tutto il rispetto e
nella ferma convinzione che il nostro nemico non sono alcuni partiti del
centro sinistra ma il governo- che il procedere dei partiti del listone Prodi
non sia sufficiente a opporsi a una situazione che è una tragedia a 360 gradi,
senza se e senza ma.
In quest'ottica, in questa emergenza, la
remissione da parte di alcuni autorevoli intellettuali della propria tessera
diessina, a me sembra un gesto dovuto, un importante gesto simbolico, prima
ancora che un apprezzabile atto di coerenza, razionale e maturo.
Iscriversi a un partito è un atto di fiducia con cui si aderisce ad un programma
politico. La fiducia è un concetto laico che sostiene la piena indipendenza del
pensiero e dell'azione politica delle persone. La fiducia, in senso lato, deriva
da speranza e stima fondata verso qualcuno o qualcosa. La fiducia è quindi
sempre temporanea, rinnovabile ma sempre passibile di caducità. Per atti di fede
(che è -ricordiamolo- adesione incondizionata a un fatto, un'idea determinata da
motivi non giustificabili per intero dalla ragione) ci sono le religioni, non i
partiti. Non solo è perfettamente normale che chi non condivide più una linea
smetta di legittimarla ma, in una situazione come questa, a mio avviso, è
doveroso. Non c'è argomento che tenga. E chi per ragioni personali non lo vuol
fare platealmente, lo può sempre fare nel segreto dell'urna.
Alla
prossima scadenza elettorale, con il sistema proporzionale, qualsiasi partito si
voti all'interno del centrosinistra è utile per portare voti all'opposizione.
Dunque non c'è ricatto che tenga. L'unico imperativo è non astenersi dal
voto.
Ma attenzione: la composizione e i rapporti di forza
nel centro sinistra saranno determinati dal risultato delle prossime elezioni.
Perciò è fondamentale per l'Italia che tutti quelli che la pensano come noi
vadano a votare per i partiti piccoli: Comunisti italiani, Verdi, lista Di
Pietro- Occhetto e Rifondazione.
Se questi partiti avranno
un buon risultato, diciamo un 15%, e il listone Prodi avrà un risultato
dignitoso ma modesto, non superiore al 32% per intenderci, ci sarà davvero la
possibilità di portare avanti le politiche della sinistra necessarie per
cominciare a cambiare questo paese. Indipendentemente dal fatto che poi si
faccia davvero una costituente dell'Ulivo allargata a tutti (tanto più probabile
quanto più debole sarà il listone) o si creino due partiti: uno di centro o
riformista (parola che ormai fa accapponare la pelle a chiunque resti un pizzico
di sale in zucca) e uno più propriamente di sinistra.
Invece, nel caso in cui dovesse determinarsi una sostanziale vittoria del
listone e un tiepido risultato dei piccoli, si produrrebbe una "normalizzazione"
per la quale ciascuno di noi, non aderente alla linea del listone, verrebbe
inghiottito o spazzato via e c'è da giurarci si riaprirebbe violento lo scontro
fratricida. Perciò, invitiamo tutti coloro che pensano ci sia urgente e
imprescindibile bisogno di più sinistra, di più rigore, di meno se e ma, a un
serio e responsabile esame di coscienza che lasci da parte le nostalgie e i
sentimentalismi per un partito che non c'è più, un amore che non è più
corrisposto e che non potrà mai più essere quello che avevamo abbracciato. E a
compiere un atto altamente responsabile per tentare di dare una sterzata a
questo disgustoso paese.