Indice delle news
-1- Nuovo esame di stato, protestano i
neolaureati
-2- Ircss Dibattito sul nuovo
modello
-3- Protesi al Silicone, ancora al bando negli
Usa
-4- 10.000 medici accusasti ingiustamente ogni
anno di malpractice
-5- Ospedalieri a rischio di depressione,
ambulatoriali stressati
-6- Corte Costituzionale - Cisl Medici, giusta
sentenza sulle professioni
-7- A.A.A. cercasi medici disposti a lavorare
in Gran Bretagna
-8- Farmaci - Studi clinici, i pazienti
vogliono conoscere i conflitti d'interesse
-9- Cantoni
svizzeri al giro di boa: devolution dannosa alla salute
-10- Tar Lazio - Test glicemia, bocciato il
ricorso delle case farmaceutiche
-11- Sarà la Toscana a testare le
strategie di politica sanitaria dell'OMS
-12- A prevenzione 5% del fondo SSN, ma si
spende ancora meno
-13- Il SSN italiano scende al nono posto nella
classifica mondiale (era al 6°)
-14- Svizzera: premio di 16mila euro per
chi segnala errori medici
-15- Parto cesareo in aumento in tutt'Italia
(DRG prestazione piu' remunerativa)
-16- Cesareo aumenta rischi per future
gravidanze
-17- Cittadinanza
Attiva: premature le dimissioni dagli ospedali
-18- Biotech: primo pesce lampada OGM, al
buio illumina stanza , prima era un detector di
tossine
-19- Spot pubblicitari e infanzia:
applicare la normativa UE che li vieta nei programmi per
l'infanzia
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-1- Nuovo esame di stato, protestano i
neolaureati
Preoccupati i neo medici dalle novità del nuovo esame di
abilitazione professionale e dalle novità apportate al concorso per l'accesso
alla specializzazione
Manifestazione nazionale dei laureati in medicina, martedi' 9 marzo, per
protestare contro le nuove regole per l'accesso alla specializzazione ed
all'esame di Stato per l'abilitazione professionale. I neolaureati si sono dati
appuntamento a Roma, ore 14.00, al ministero dell'Universita'.
Ad organizzare la protesta il
comitato E.R. Emergenza Riforme che chiede: 1) La sospensione della riforma
dell'esame di Stato e ulteriori sessioni secondo il precedente sistema, ritenuto
piu' idoneo a valutare la preparazione di un medico; 2) La riduzione del numero
dei quiz degli archivi nazionali per l'esame di Stato e l'esame di accesso alle
scuole di specializzazione (2500 invece di 5500) in considerazione del poco
tempo disponibile per lo studio; 3) La sospensione della norma che istituisce la
data unica nazionale degli esami di accesso alla specializzazione medica.
Come funziona il nuovo esame di
abilitazione? Dal primo aprile al 31 giugno si dovra' seguire un tirocinio
pratico di tre mesi presso un reparto di medicina, un reparto di chirurgia e
presso un medico di medicina generale, ai quali seguira' una valutazione finale.
Il 15 luglio si potra' accedere quindi all'esame vero e proprio con 180 quiz
sorteggiati tra 5000 domande. Contemporaneamente avra' però luogo anche il nuovo
concorso d'ammissione alle scuole di specializzazione dal 20 a 22 aprile, sempre
con quiz sorteggiati da un altro pool di 5000 domande.
-2- Ircss Dibattito sul nuovo modello
''Le Fondazioni Irccs: opportunita' e limiti. Un modello da
valorizzare?''. Il passaggio al modello di Fondazione insieme alle
nuove possibilita' aperte dalla recente legge sugli Irccs puo' aiutare a
determinare migliori condizioni di flessibilita' nella gestione, contribuendo a
migliorare le attivita' e a rendere disponibili importanti risorse professionali
e finanziarie. Ma puo' anche portare con se' una stagione di conflittualita' non
facilmente governabile.
-3- Chirurgia Plastica - Protesi al Silicone,
ancora al bando negli Usa
Gli esperti Usa ribadiscono il loro no al ritorno delle protesi al silicone
per un seno piu' prosperoso. Questi prodotti sono stati messi al bando negli
Stati Uniti nel '92, primo e unico caso al mondo, sostituiti da dischetti
riempiti di soluzione salina. Una misura precauzionale, presa dalla Food and
Drug Administration per il rischio di effetti negativi, a lungo termine, delle
protesi al silicone sulla salute, come tumori o malattie autoimmuni. Ma
soprattutto, a impensierire gli esperti e' la possibilita' che queste protesi
'esplodano', rompendosi.
-4- 10.000 medici accusasti ingiustamente ogni anno di
malpractice
''Aumentano le denunce contro medici innocenti''. Questo il commento del
Consiglio direttivo nazionale dell'Amami, l'Associazione per i medici accusati
di malpractice ingiustamente, di fronte ai risultati del 'Pit Salute 2003', il
rapporto del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. ''Se e' vero
che i sospetti errori medici sono in aumento - commenta in una nota Maurizio
Maggiorotti, presidente dell'associazione - certo e' che vedremo ancora piu'
sanitari innocenti trascinati in giudizio e poi assolti da accuse infondate. Ma
- prosegue - che avranno patito danni irreparabili sotto il profilo morale e
professionale''. Il fenomeno dell'accusa ingiusta nei confronti dei 'camici
bianchi' colpisce oggi, secondo le stime dell'Amami, circa 10.000 volte l'anno
la professione medica.
-5- Ospedalieri a rischio di depressione,
ambulatoristi stressati
Per il 14% dei medici una delle cause di stress e' da
addebitare al 'drammatico senso di decadenza' che vive la classe medica
Medico ''e' bello'', ma talvolta ''eccessivamente faticoso''. Sia per i
ritmi di lavoro e la conseguente poca liberta' personale, sia per le scarse
prospettive di crescita professionale. A rivelarlo una ricerca commissionata da
Pfizer su un campione di 250 medici operanti nella provincia di Torino.
Dallo studio emerge che il 90% degli intervistati si dice soddisfatto per la
scelta della professione. Ma il 67% denuncia una forte intensificazione,
soprattutto negli ultimi anni, dello stress professionale. Un fenomeno piu'
frequente nel caso di medici che prestano servizio negli ambulatori, specie di
provincia. Gli ospedalieri, invece, sono piu' soggetti a 'burn out', un vero e
proprio logorio professionale, che se non curato puo' sfociare nella
depressione. Le cause sono varie e sono state raggruppate in tredici fattori.
Principale motivo di stress per i medici intervistati sono orari e ritmi di
lavoro, su cui pesano le responsabilita' della professione, ma anche
l'insufficiente liberta' personale e le pressioni esagerate della case
farmaceutiche.
Di natura diversa, ma non meno faticoso, lo stress provocato
dai rapporti con pazienti e familiari, i primi pieni di pregiudizi e pretese, i
secondi spesso aggressivi e interferenti. Per il 14% dei medici, infine,
una delle cause di stress e' da addebitare al 'drammatico senso di decadenza'
che vive la classe medica, che si descrive sempre meno apprezzata, con reddito e
inquadramneto del tutto inadeguati, impossibilitata a cambiare, e soprattutto
priva di buone prospettive future di carriera personale.
-6- Corte Costituzionale - Cisl Medici, giusta
sentenza sulle professioni
E' condivisibile la sentenza della Corte Costituzionale che ha 'bocciato'
una legge regionale del Piemonte sulla regolamentazione di pratiche terapeutiche
e discipline 'non convenzionali', come agopuntura, fitoterapia e omeopatia. Ad
apprezzare la decisione, presa sulla base del principio che la disciplina sulle
professioni sanitarie sia riservata allo Stato, e' la Cisl medici. ''Al di
la' del merito - scrive in una nota Giuseppe Garraffo, segretario generale
dell'associazione di categoria - la sentenza va controcorrente rispetto
all'imperante retorica del federalismo e della devoluzione, perche' mette un
punto fermo e necessario'' riservando allo Stato l'individuazione delle figure
professionali, con i relativi profili e ordinamenti didattici. La sentenza
dell'Alta Corte, aggiunge Garraffo, ''potrebbe contribuire a mettere fine al
braccio di ferro e alla confusione di competenze, in materia legislativa, che
contrappone lo Stato e le Regioni, dopo la modifica del titolo V della
Costituzione''.
-7- A.A.A. cercasi medici disposti a lavorare in Gran
Bretagna
Ottime possibilita' per i 'General Practitioner' (medici di
famiglia), la cui retribuzione media nel 2001 e' stata di 99.000 euro. Ricercati
anche specialisti in psichiatria, istopatologia, radiologia clinica, anestesia,
chirurgia ortopedica, oftalmologia, medicina interna.
L'Ufficio analisi
verifica implementazione politiche per l'impiego della Provincia di Perugia,
tramite il Servizio Eures, ha attivato una ricerca e selezione del personale per
il Nhs, il servizio sanitario britannico. L'iniziativa e' finanziata interamente
dal Governo britannico, e la necessita' di medici si rivolge a varie
specializzazioni in tutto il territorio del Paese.
Le specializzazioni con
il maggior numero di posti disponibili sono: medicina generale, psichiatria,
istopatologia, radiologia clinica, anestesia, chirurgia ortopedica,
oftalmologia, medicina interna. Il Nhs offre condizioni d'impiego che prevedono:
retribuzioni e condizioni nazionali (vale a dire stesse retribuzioni e
condizioni in ogni parte dell'Inghilterra), 6 settimane all'anno di ferie, piu'
le festivita' pubbliche e fino a 40 giorni di congedo per studio ogni 3 anni.
Ottime possibilita', poi, per i 'General Practitioner' (medici di famiglia),
la cui retribuzione media nel 2001 e' stata di 99.000 euro. Ai quali si offre
inoltre il diritto ad esercitare privatamente senza perdere la propria
retribuzione dell'NHS, contratti di lavoro permanenti, ma si possono negoziare
contratti a tempo determinato.
Il candidato ideale, interessato a lavorare
nel Regno Unito, dovrebbe conoscere la lingua inglese a livello 'intermediate'.
In caso di necessita', verranno impartite lezioni di lingua per migliorare il
livello di conoscenza. L'equipe del Nhs preposta alle assunzioni organizzera',
grazie al contributo della rete EURES Italiana, seminari regionali per i medici
interessati a conoscere le possibilita' di lavoro nel Regno Unito.
-8- Farmaci - Studi clinici, i pazienti vogliono
conoscere i conflitti d'interesse
I pazienti cui viene chiesto di
partecipare alle sperimentazioni cliniche dei nuovi farmaci chiedono di essere
informati sul 'conflitto d'interesse'. Un ampio studio statunitense, pubblicato
sul 'Journal of Medical Ethics', rivela l'importanza di una piena onesta' da
parte del medico sui suoi rapporti economici con la ditta farmaceutica
interessata alla ricerca. Infatti, la maggior parte dei pazienti intervistati
(87%) ritiene che questo dato sia necessario per dare il proprio 'consenso
informato' alla ricerca, mentre, quasi i due terzi (il 64%) dichiara che saperlo
sia 'estremamente' o 'molto' importante
-9- Cantoni svizzeri al giro di boa: devolution dannosa alla
salute
La Svizzera ripensa la sua assistenza sanitaria oggi decisa
da ogni singolo Cantone. E la Confederazione ha via via assunto dal 1996 nuovi
compiti che prima spettavano ai Cantoni definendo anche le prestazioni garantite
a tutti e che non possono più essere modificate dai Governi locali. In
prospettiva c'è un'ulteriore riduzione dell'autonomia dei Cantoni per consentire
equità di finanziamento, anche se con un incremento di spesa pubblica a loro
carico.
-10- Tar Lazio - Test glicemia, bocciato il ricorso delle case
farmaceutiche
Il Tar del Lazio ha accolto la linea difensiva della
Regione Toscana e delle Asl toscane, respingendo i ricorsi presentati dalla case
farmaceutiche Roche Diagnostics, Abbott, Bayer, Menarini e Ortho Clinical
Diagnostics, nonche' da Assobiomedica, con i quali le aziende chiedevano
l'annullamento del provvedimento dell'Autorita' Garante della concorrenza e del
mercato del 30 aprile 2003 sui test per la glicemia. A conclusione di un ampio
contraddittorio, con provvedimento del 30 aprile 2003, l'Autorita' aveva
accertato l'esistenza tra le imprese farmaceutiche sottoposte a indagine di un
'cartello'.
Il provvedimento dell'Autorita', pesantemente sanzionatorio per
le case farmaceutiche, traeva origine dal fatto che nel periodo 1998-2001
l'Autorita' Garante aveva ricevuto numerose denunce, sia da parte di privati che
da aziende sanitarie italiane - tra le quali la Asl 11 di Empoli e la Asl 12 di
Viareggio - che segnalavano un forte aumento dei prezzi di acquisto delle
strisce reattive per la rilevazione del livello glicemico nei pazienti
diabetici.
-11- Sarà la Toscana a testare le strategie di politica sanitaria
dell'OMS
La Toscana diverra' una sorta di laboratorio per testare
l'efficacia delle politiche di salute pubblica scelte dall'Organizzazione
Mondiale della Sanita', in particolare per quanto riguarda stili di vita,
alimentazione, promozione dell'attivita' fisica, lotta ad alcol, droghe e fumo,
riduzione delle disuguaglianze. L'accordo quadro di collaborazione tra la
Regione e l'Ufficio Europeo dell'Oms e' stato siglato oggi pomeriggio dal
presidente Claudio Martini e da Marc Danzon, direttore regionale dell'Oms
Europa. Alla firma erano presenti anche Enrico Rossi, assessore regionale per il
diritto alla salute, Roberto Bertollini, direttore tecnico dell'Oms Europa,
Michele Faberi, responsabile del Centro Europeo Ambiente e Salute dell'Oms,
ufficio di Roma, Erio Ziglio, responsabile dell'Ufficio dell'Oms di Venezia per
gli investimenti per la salute e lo sviluppo.
-12- A PREVENZIONE 5% FONDO SSN, MA SI SPENDE ANCORA MENO
La Prevenzione e' il fanalino di coda nel panorama della sanita' italiana:
a questa voce e' infatti dedicato solo il 5% del Fondo sanitario nazionale. Ma a
rendere ancora piu' difficile il decollo di una valida politica di prevenzione
nel nostro Paese concorre anche un altro fattore: rispetto ai fondi disponibili,
si spende addirittura di meno, con una media del 4,24%. A lanciare l'allarme e'
stato Carlo Signorelli, ordinario di Igiene all'Universita' di Parma, nel corso
del convegno 'Prevenzione e tutela della salute'. I fondi destinati alla
prevenzione sono dunque ridotti ma e' singolare, hanno sottolineato gli esperti
a convegno, che molte regioni non riescano ad impiegare neppure quelli
disponibili. E' il caso di Lazio, Campania e Friuli Venezia Giulia, che si
collocano in coda alla classifica: qui, ha affermato Signorelli, i fondi
destinati a programmi di prevenzione raggiungono, rispettivamente, il 2,98%, il
2,80% e il 2,84%. Riescono ad impiegare la totalita' dei fondi a loro
disposizione, il 5% appunto, solo Umbria, Valle d'Aosta, Sardegna e Basilicata.
Eppure, sottolineano gli esperti, proprio la prevenzione - soprattutto quella di
II livello, che interviene con la diagnosi precoce in una situazione di
pre-patologia - sara' la parola chiave del futuro, anche considerato il sempre
crescente invecchiamento della popolazione. Un dato su tutti: le morti evitabili
sono circa 79.000 l'anno, delle quali 26.497 per malattie cardiache.
-13- Ssn al nono posto nel mondo
Pubblicato da Cybermed 27
Novembre, 2003
L'Italia scende dal sesto al nono posto della
classifica dei migliori sistemi sanitari tra i paesi industrializzati dell'Ocse.
I dati arrivano da un articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal,
scritto da una èquipe dell'European Centre on Health of Societies in Transition.
Si tratta di un aggiornamento e di una revisione
della classifica stilata tre anni fa dall'Organizzazione mondiale della Sanità
(Oms), che aveva suscitato una serie di polemiche, soprattutto per il modo con
cui erano stati eseguiti i calcoli. I ricercatori hanno messo a punto un nuovo
metodo statistico che ha tenuto conto di alcuni fattori usati in precedenza,
come il finanziamento ai sistemi ospedalieri e la loro capacità di rispondere
alla domanda di salute della popolazione, ma che ne ha modificato altri, come i
principali indicatori sanitari di ogni paese.
In particolare, hanno usato
per il calcolo non il tasso di mortalità generale, ma solo le morti che si
sarebbero potute evitare con un sistema sanitario ben organizzato, come quelle
dovute ad alcuni tipi di malattie croniche. Tutto ciò ha determinato una
completa rivoluzione di tutte le posizioni.
L'Italia dal sesto è calata al
nono posto, mentre a Gran Bretagna dal decimo è finita al diciottesimo posto. Il
Giappone, che nella classifica dell'Oms aveva avuto l'onore della piazza più
alta, è finito al tredicesimo e la Francia dal terzo al quinto.
Al contrario
hanno scalato la classifica la Germania, dal quattordicesimo al sesto, il
Canada, dal nono al quarto, la Svezia, dal quarto al primo e la Norvegia
dall'undicesimo al secondo.
Praticamente invariata la posizione degli Stati
Uniti, che tra i diciannove paesi Ocse considerati nello studio, occupavano
prima la quindicesima e ora la sedicesima piazza, e dell'Australia, dal secondo
al terzo. L'ultimo posto spetta invece al Portogallo, che prima era al
penultimo.
Secondo una delle autrici della ricerca, Ellen Nolte, il nuovo
metodo è molto più affidabile di quello precedente e dovrebbe essere usato
dall'Oms anche nel prossimo rapporto globale sullo stato dei sistemi sanitari.
Fonte: Federfarma - Sole24Ore
-14 SVIZZERA: PREMIO 16MILA EURO PER CHI
SEGNALA ERRORI MEDICI Pubblicato da Cybermed
- 18 Novembre, 2003
Un premio per il piu' grave errore
medico e' stato istituito in Svizzera: dotato di 25mila franchi (circa 16mila
euro), il premio 'Anna Seiler' vuole rompere il muro di silenzio che protegge il
mondo medico, secondo quanto si e' appreso oggi a Berna. Il premio e' stato
lanciato dall'Ospedale universitario di Berna dove tre anni fa due neonati
morirono dopo aver ricevuto la medicina sbagliata.
Il premio - che porta il nome della fondatrice dell'ospedale di Berna - vuole
in primo luogo incoraggiare il personale ospedaliero in Svizzera ad infrangere
l'omerta' e comunicare ad esempio i casi in cui i pazienti sono sottoposti a
rischi inutili. L'anonimato sara' garantito e solo il nome del vincitore del
premio sara' comunicato pubblicamente. Ogni incidente riferito - ha spiegato un
portavoce dell'ospedale a Swissinfo/Radio svizzera internazionale - sara'
valutato in base alle misure che sono state adottate per prevenire casi
analoghi. Secondo gli esperti, si registra in media un incidente o un errore
medico nell'1,5 % degli atti medici in ospedale. Molto spesso le conseguenze
sono banali, ma non sempre. Nel 2001 ad esempio, un chirurgo ha amputato la
gamba sbagliata in un ospedale di Lugano ed il cliente e' deceduto poco dopo
l'amputazione della gamba malata. Nel 1998 un paziente e' deceduto a Lucerna
dopo una iniezione letale. La prima consegna del premio e' in programma in marzo
in occasione del 650/o anniversario della nascita dell'ospedale di Berna.
-15- PARTO CESAREO IN AUMENTO IN TUTTA
ITALIA
(ANSA) - ROMA, 26
NOV - 17:11 - Il parto cesareo
in Italia e' in notevole aumento ed e' passato dall'11,2% del 1980 ( dati Sio
Sistema Informativo Ospedaliero) al 33,17% del 2000 fino a raggiungere il 33,91%
nel 2001 (dati Sdo). Questi i dati forniti da Laura Pellegrini, direttore
generale dell'Agenzia per i servizi sanitari e regionali (Assr) nel corso
dell'audizione presso la Commissione Igiene e Sanita' del Senato sul tema
"Indagine conoscitiva sulla denatalita', gravidanza, parto e puerperio in
Italia". Secondo l'analisi dell'Assr esiste un'estrema variabilita' regionale,
che vede tutte le regioni meridionali nettamente al di sopra della media
nazionale, con il record della Campania (54,04% nel 2001), una regione in cui,
da qualche anno, il numero di nascite con parto cesareo e' piu' alto di quello
con parto spontaneo. Inoltre in Campania, Calabria e Sicilia l'incidenza dei
tagli cesarei e' altissima non solo nelle strutture private, ma anche in quelle
pubbliche ed e' mediamente superiore al 40%. Una serie di regioni del Nord si
colloca al di sotto della media nazionale (con punte minime per Bolzano, 14,09%
e il Friuli, 20,25% nel 2001) mentre, tra le regioni del centro, troviamo valori
sostanzialmente vicini alla media nazionale, con la Toscana che si distingue con
il 22,82% nel 2001. Da uno studio condotto dall'Assr sulle schede di dimissione
e' emerso che nel 49,4% dei casi non e' indicato il motivo del parto cesareo.
Ben 12 regioni presentano una percentuale di questa diagnosi non diagnosi
superiore al 70% dei casi. Il 15,63% del totale nazionale delle nascite avviene
in strutture che effettuano meno di 500 parti l'anno e, secondo il Progetto
obiettivo materno infantile ( D.M. 24 aprile 2000), non dovrebbero esistere in
quanto particolarmente a rischio per la madre e il nascituro. Inoltre, la
percentuale dei tagli cesarei aumenta con l'eta' materna ( 30% tra 20 e 25 anni,
32% tra 25 e 30, 33,5% tra 30 e 35/40 e infine 44% tra 40 e 45 anni). "In
conclusione - ha sottolineato Pellegrini - per arginare l'eccessivo ricorso al
taglio cesareo in Italia, sarebbe indispensabile approfondire le evidenze della
letteratura e dei dati certi di morbilita' e mortalita' materne e neonatali
relativamente alle diverse procedure; effettuare la rilevazione dei costi di
interventi non giustificati; approntare un censimento delle strutture non
adeguate e un aggiornamento delle modalita' di formazione per individuare ed
eliminare eventuali distorsioni cliniche, organizzative, culturali,
giurisprudenziali e promuovere nuove modalita' di formazione degli operatori".
(ANSA).
-16- CESAREO AUMENTA RISCHI PER FUTURE GRAVIDANZE
ANSA) - LONDRA, 27 NOV - 19:44 - Le probabilita' di avere un bambino nato
morto raddoppia per quelle donne che hanno subito in precedenza un parto
cesareo. Dei ricercatori britannici hanno detto che questa scoperta dovrebbe
scoraggiare le donne dal chiedere un cesareo a meno che non sia per seri motivi
medici. Il numero di parti cesarei e' infatti in crescita e nell'ultimo decennio
i numeri sono raddopiati. Questo aumento fa temere agli esperti che le donne
scelgano il parto cesareo per evitare le doglie. Questo intervento era gia'
associato con un maggior rischio di disfunzioni della placenta ma il professor
Gordon Smith dell'universita' di Cambridge e' stato il primo ad analizzare il
legame tra il parto cesareo e la nascita di bimbi morti al secondo parto. Il
ricercatore ha analizzato i dati per 120 nascite in Scozia tra il 1992 e il 1998
ed ha scoperto che il tasso settimanale era di 2.4 bimbi nati morti per ogni
10.000 nascite per quelle donne che avevano subito un cesareo al primo parto
mentre il tasso di bimbi nati morti per ogni 10.000 nascite per quelle donne che
avevano avuto un parto naturale per il primo figlio era di 1.4. Il rischio di
avere un bambino nato morto aumenta alla 34esima settimana della seconda
gestazione qualsiasi fosse stato il motivo del precedente parto cesareo. Secondo
gli esperti il parto cesareo potrebbe mettere a rischio la seconda gestazione
per motivi biologici, danneggiando i vasi sanguigni che portano il sangue
all'utero o causando anormalita' alla placenta. Scrivendo sul giornale medico
britannico The Lancet i ricercatori hanno sottolineato che anche se i rischi
raddoppiano, la possibilita' di avere un bimbo nato morto dopo un cesareo sono
comunque molto bassi: uno ogni 1.100. Il team si augura pero' che la loro
ricerca faccia riflettere quelle donne che vogliono un parto cesareo per motivi
non medici.(ANSA).
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| -17- CITTADINANZA
ATTIVA, PREMATURE LE DIMISSIONI DAGLI OSPEDALI |
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(ANSA) - ROZZANO (MILANO), 24 NOV - "Quasi
tutte premature" le dimissioni dall'ospedale in Italia, secondo
Gianfrancesco Liuzzo, vice segretario nazionale di 'Cittadinanza
attiva', nuova denominazione del 'Tribunale dei diritti del malato',
che annuncia su questo fronte una forte campagna. La presa di
posizione di Cittadinanza attiva e' in coincidenza con la
presentazione della seconda edizione del libro di Teresa
Petrangolini 'Salute e diritti dei cittadini' Editori riuniti, 311
pagine), avvenuta oggi all' Istituto Humanitas di Rozzano alla
presenza del ministro della Salute, Girolamo Sirchia. "Le dimissioni
premature - ha denunciato oggi Liuzzo - con l'avvento dei Drg
(rimborsi a prestazione della struttura che eroga il servizio, ndr)
sono ormai all'ordine del giorno. Sempre piu' si sente dire che
l'ammalato dimesso e' riatteso in ospedale dopo tre giorni per le
medicazioni. E' una cosa che non dovrebbe esistere". "E il fatto e'
grave soprattutto se l'ammalato e' anziano: se e' una persona sola
e' un dramma perche' non trova posto nelle Rsa (residenze sanitarie
anziani) che sono assolutamente insufficienti, se ha famiglia, il
piu' delle volte questa non e' preparata a curarlo. Se infine ha
bisogno di riabilitazione e' un doppio dramma perche' nei Lea
(livelli essenziali di assistenza) la riabilitazione non esiste
piu'. E questo e' un peccato anche dal punto di vista della spesa,
perche' se un malato ha bisogno di riabilitazione e non la fa,
tornera' al piu' presto in ospedale". Invece, secondo Liuzzo "e'
l'ospedale che deve occuparsi fino in fondo di quel che avviene dopo
il ricovero. Non puo' lavarsene le mani". Non a caso in un'appendice
in fondo al libro di Teresa Petrangolini, insieme ai facsimile dei
moduli per ottenere il rispetto di vari diritti, c'e' anche quello
"per opporsi alle dimissioni improprie", citando espressamente
l'articolo di legge (23/10/85 n.595) che obbliga l'ospedale a
rispettare il diritto del cittadino a non essere dimesso o
trasferito in altre strutture se sussistono determinati requisiti
(ad esempio la necessita' di interventi non praticabili a domicilio
o condizioni di salute o di lavoro del familiare che non si possono
conciliare col prendersi cura del malato dimesso). Petrangolini ha
annunciato una ripresa di attenzione dell' associazione in
Lombardia, dove e' stata organizzata una nuova sede in via Mecenate,
25 a Milano e la pubblicizzazione a breve di un numero verde. "Il
libro - ha detto il segretario generale di Cittadinanza attiva - e'
stato scritto affinche' il cittadino sia piu' pronto a tutelare i
propri diritti. Se infatti il cittadino e' piu' attivo in questo
senso, non solo si difende meglio, ma fa si' che il Sistema
Sanitario Nazionale raggiunga meglio i suoi stessi scopi". "In un
momento in cui quando si parla di sanita' se ne parla soltanto in
termini di economia - ha concluso Petrangolini - noi presentiamo un
libro in cui si parla solo di diritti. Non e' possibile che il fine
ultimo del Servizio sanitario nazionale sia risparmiare. In fondo al
libro abbiamo pubblicato anche la carta dei diritti del cittadino
malato: 14 diritti imprescindibili che in qualsiasi condizione e in
qualsiasi Paese dell'Ue devono guidare i servizi
sanitari".(ANSA).
-18- BIOTECH: PRIMO PESCE LAMPADA OGM, AL
BUIO ILLUMINA STANZA PRIMA ERA UN DETECTOR DI TOSSINE
Pubblicato da Cybermed
- 24 Novembre, 2003 Grazie all'ingegneria
genetica potrebbe presto arrivare un compagno di stanza luminoso per
i bambini. Alla National University di Singapore un gruppo di
ricercatori guidati da Zhiyuan Gong, ha ottenuto in laboratorio il
primo pesce modificato geneticamente che si illumina di rosso:
l'esemplare sara' disponibile anche a Taiwan per un costo di circa
cinque dollari.
Si chiama pesce zebra, ha riferito
Alan Blake della compagnia che l'ha brevettato, ed e' stato
ribattezzato per l'occasione pesce a incandescenza. Il pesce e'
stato ingegnerizzato in modo da far emettere una fluorescenza rossa
quando e' al buio nel suo acquario. In condizioni di normale
illuminazione della stanza invece il pesce appare invece solo dal
colorito molto vivo. Ma la sua storia del pesce zebra ogm e' lunga:
alcuni anni fa gli studiosi avevano ottenuto il pesce zebra
geneticamente modificato come indicatore per combattere
l'inquinamento ambientale grazie alla sua capacita' di illuminarsi
emettendo fluorescenza in presenza di alcune tossine. I ricercatori
avevano inserito nel suo Dna un gene di un corallo che gli
conferisce la proprieta di emettere luce. Ora il pesce zebra e' in
grado di illuminarsi di rosso anche se queste tossine non presenti.
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-19- Spot pubblicitari e infanzia:
applicare la normativa UE che la vieta nei programmi per
l'infanzia |
Sarebbe
necessaria una vasta e capillare campagna di sensibilizzazione dei teleutenti,
genitori e parenti, sulla massiccia presenza di spot pubblicitari all'interno o
negli intervalli di programmi per l'infanzia. L'UE possiede normative in
merito, applichiamole.
La pubblicità non solo tratta il telespettatore come
consumatore di merci, ma costituisce anche un veicolo ideologico ed un veicolo
di costumi ed idee spesso scadenti, infanzia e gioventù dovrebbero
esserne risparmiati.