News sanita': Nuovo esame di stato, protestano i neolaureati ...

11/mar/2004 03.36.03 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Indice delle news
 
-1-   Nuovo esame di stato, protestano i neolaureati
-2-   Ircss Dibattito sul nuovo modello
-3-   Protesi al Silicone, ancora al bando negli Usa
-4-   10.000 medici accusasti ingiustamente ogni anno di malpractice
-5-   Ospedalieri a rischio di depressione, ambulatoriali stressati
-6-   Corte Costituzionale - Cisl Medici, giusta sentenza sulle professioni
-7-   A.A.A. cercasi medici disposti a lavorare in Gran Bretagna
-8-   Farmaci - Studi clinici, i pazienti vogliono conoscere i conflitti d'interesse
-9-   Cantoni svizzeri al giro di boa: devolution dannosa alla salute
-10-  Tar Lazio - Test glicemia, bocciato il ricorso delle case farmaceutiche
-11-  Sarà la Toscana a testare le strategie di politica sanitaria dell'OMS
-12-  A prevenzione 5% del fondo SSN, ma si spende ancora meno
-13-  Il SSN italiano scende al nono posto nella classifica mondiale (era al 6°)
-14-  Svizzera: premio di 16mila euro per chi segnala errori medici
-15-  Parto cesareo in aumento in tutt'Italia (DRG prestazione piu' remunerativa)
-16-  Cesareo aumenta rischi per future gravidanze
-17-  Cittadinanza Attiva: premature le dimissioni dagli ospedali
-18-  Biotech: primo pesce lampada OGM, al buio illumina stanza , prima era un detector di tossine
-19- Spot pubblicitari e infanzia: applicare la normativa UE che li vieta nei programmi per l'infanzia
 
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-1- Nuovo esame di stato, protestano i neolaureati
Preoccupati i neo medici dalle novità del nuovo esame di abilitazione professionale e dalle novità apportate al concorso per l'accesso alla specializzazione
Manifestazione nazionale dei laureati in medicina, martedi' 9 marzo, per protestare contro le nuove regole per l'accesso alla specializzazione ed all'esame di Stato per l'abilitazione professionale. I neolaureati si sono dati appuntamento a Roma, ore 14.00, al ministero dell'Universita'.

Ad organizzare la protesta il comitato E.R. Emergenza Riforme che chiede: 1) La sospensione della riforma dell'esame di Stato e ulteriori sessioni secondo il precedente sistema, ritenuto piu' idoneo a valutare la preparazione di un medico; 2) La riduzione del numero dei quiz degli archivi nazionali per l'esame di Stato e l'esame di accesso alle scuole di specializzazione (2500 invece di 5500) in considerazione del poco tempo disponibile per lo studio; 3) La sospensione della norma che istituisce la data unica nazionale degli esami di accesso alla specializzazione medica.

Come funziona il nuovo esame di abilitazione? Dal primo aprile al 31 giugno si dovra' seguire un tirocinio pratico di tre mesi presso un reparto di medicina, un reparto di chirurgia e presso un medico di medicina generale, ai quali seguira' una valutazione finale. Il 15 luglio si potra' accedere quindi all'esame vero e proprio con 180 quiz sorteggiati tra 5000 domande. Contemporaneamente avra' però luogo anche il nuovo concorso d'ammissione alle scuole di specializzazione dal 20 a 22 aprile, sempre con quiz sorteggiati da un altro pool di 5000 domande.
 
-2- Ircss Dibattito sul nuovo modello
''Le Fondazioni Irccs: opportunita' e limiti. Un modello da valorizzare?''. Il passaggio al modello di Fondazione insieme alle nuove possibilita' aperte dalla recente legge sugli Irccs puo' aiutare a determinare migliori condizioni di flessibilita' nella gestione, contribuendo a migliorare le attivita' e a rendere disponibili importanti risorse professionali e finanziarie. Ma puo' anche portare con se' una stagione di conflittualita' non facilmente governabile.
 
-3- Chirurgia Plastica - Protesi al Silicone, ancora al bando negli Usa
Gli esperti Usa ribadiscono il loro no al ritorno delle protesi al silicone per un seno piu' prosperoso. Questi prodotti sono stati messi al bando negli Stati Uniti nel '92, primo e unico caso al mondo, sostituiti da dischetti riempiti di soluzione salina. Una misura precauzionale, presa dalla Food and Drug Administration per il rischio di effetti negativi, a lungo termine, delle protesi al silicone sulla salute, come tumori o malattie autoimmuni. Ma soprattutto, a impensierire gli esperti e' la possibilita' che queste protesi 'esplodano', rompendosi.
 
-4- 10.000 medici accusasti ingiustamente ogni anno di malpractice
''Aumentano le denunce contro medici innocenti''. Questo il commento del Consiglio direttivo nazionale dell'Amami, l'Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente, di fronte ai risultati del 'Pit Salute 2003', il rapporto del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. ''Se e' vero che i sospetti errori medici sono in aumento - commenta in una nota Maurizio Maggiorotti, presidente dell'associazione - certo e' che vedremo ancora piu' sanitari innocenti trascinati in giudizio e poi assolti da accuse infondate. Ma - prosegue - che avranno patito danni irreparabili sotto il profilo morale e professionale''. Il fenomeno dell'accusa ingiusta nei confronti dei 'camici bianchi' colpisce oggi, secondo le stime dell'Amami, circa 10.000 volte l'anno la professione medica.
 
-5- Ospedalieri a rischio di depressione, ambulatoristi stressati
Per il 14% dei medici una delle cause di stress e' da addebitare al 'drammatico senso di decadenza' che vive la classe medica
Medico ''e' bello'', ma talvolta ''eccessivamente faticoso''. Sia per i ritmi di lavoro e la conseguente poca liberta' personale, sia per le scarse prospettive di crescita professionale. A rivelarlo una ricerca commissionata da Pfizer su un campione di 250 medici operanti nella provincia di Torino.
Dallo studio emerge che il 90% degli intervistati si dice soddisfatto per la scelta della professione. Ma il 67% denuncia una forte intensificazione, soprattutto negli ultimi anni, dello stress professionale. Un fenomeno piu' frequente nel caso di medici che prestano servizio negli ambulatori, specie di provincia. Gli ospedalieri, invece, sono piu' soggetti a 'burn out', un vero e proprio logorio professionale, che se non curato puo' sfociare nella depressione. Le cause sono varie e sono state raggruppate in tredici fattori. Principale motivo di stress per i medici intervistati sono orari e ritmi di lavoro, su cui pesano le responsabilita' della professione, ma anche l'insufficiente liberta' personale e le pressioni esagerate della case farmaceutiche.
Di natura diversa, ma non meno faticoso, lo stress provocato dai rapporti con pazienti e familiari, i primi pieni di pregiudizi e pretese, i secondi spesso aggressivi e interferenti.  Per il 14% dei medici, infine, una delle cause di stress e' da addebitare al 'drammatico senso di decadenza' che vive la classe medica, che si descrive sempre meno apprezzata, con reddito e inquadramneto del tutto inadeguati, impossibilitata a cambiare, e soprattutto priva di buone prospettive future di carriera personale.
 
-6- Corte Costituzionale - Cisl Medici, giusta sentenza sulle professioni
E' condivisibile la sentenza della Corte Costituzionale che ha 'bocciato' una legge regionale del Piemonte sulla regolamentazione di pratiche terapeutiche e discipline 'non convenzionali', come agopuntura, fitoterapia e omeopatia. Ad apprezzare la decisione, presa sulla base del principio che la disciplina sulle professioni sanitarie sia riservata allo Stato, e' la Cisl medici.  ''Al di la' del merito - scrive in una nota Giuseppe Garraffo, segretario generale dell'associazione di categoria - la sentenza va controcorrente rispetto all'imperante retorica del federalismo e della devoluzione, perche' mette un punto fermo e necessario'' riservando allo Stato l'individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e ordinamenti didattici. La sentenza dell'Alta Corte, aggiunge Garraffo, ''potrebbe contribuire a mettere fine al braccio di ferro e alla confusione di competenze, in materia legislativa, che contrappone lo Stato e le Regioni, dopo la modifica del titolo V della Costituzione''.
 
-7- A.A.A. cercasi medici disposti a lavorare in Gran Bretagna
Ottime possibilita' per i 'General Practitioner' (medici di famiglia), la cui retribuzione media nel 2001 e' stata di 99.000 euro. Ricercati anche specialisti in psichiatria, istopatologia, radiologia clinica, anestesia, chirurgia ortopedica, oftalmologia, medicina interna.
L'Ufficio analisi verifica implementazione politiche per l'impiego della Provincia di Perugia, tramite il Servizio Eures, ha attivato una ricerca e selezione del personale per il Nhs, il servizio sanitario britannico. L'iniziativa e' finanziata interamente dal Governo britannico, e la necessita' di medici si rivolge a varie specializzazioni in tutto il territorio del Paese.
Le specializzazioni con il maggior numero di posti disponibili sono: medicina generale, psichiatria, istopatologia, radiologia clinica, anestesia, chirurgia ortopedica, oftalmologia, medicina interna. Il Nhs offre condizioni d'impiego che prevedono: retribuzioni e condizioni nazionali (vale a dire stesse retribuzioni e condizioni in ogni parte dell'Inghilterra), 6 settimane all'anno di ferie, piu' le festivita' pubbliche e fino a 40 giorni di congedo per studio ogni 3 anni.
Ottime possibilita', poi, per i 'General Practitioner' (medici di famiglia), la cui retribuzione media nel 2001 e' stata di 99.000 euro. Ai quali si offre inoltre il diritto ad esercitare privatamente senza perdere la propria retribuzione dell'NHS, contratti di lavoro permanenti, ma si possono negoziare contratti a tempo determinato.
Il candidato ideale, interessato a lavorare nel Regno Unito, dovrebbe conoscere la lingua inglese a livello 'intermediate'. In caso di necessita', verranno impartite lezioni di lingua per migliorare il livello di conoscenza. L'equipe del Nhs preposta alle assunzioni organizzera', grazie al contributo della rete EURES Italiana, seminari regionali per i medici interessati a conoscere le possibilita' di lavoro nel Regno Unito. 
 
-8- Farmaci - Studi clinici, i pazienti vogliono conoscere i conflitti d'interesse
I pazienti cui viene chiesto di partecipare alle sperimentazioni cliniche dei nuovi farmaci chiedono di essere informati sul 'conflitto d'interesse'. Un ampio studio statunitense, pubblicato sul 'Journal of Medical Ethics', rivela l'importanza di una piena onesta' da parte del medico sui suoi rapporti economici con la ditta farmaceutica interessata alla ricerca. Infatti, la maggior parte dei pazienti intervistati (87%) ritiene che questo dato sia necessario per dare il proprio 'consenso informato' alla ricerca, mentre, quasi i due terzi (il 64%) dichiara che saperlo sia 'estremamente' o 'molto' importante
 
-9- Cantoni svizzeri al giro di boa: devolution dannosa alla salute
La Svizzera ripensa la sua assistenza sanitaria oggi decisa da ogni singolo Cantone. E la Confederazione ha via via assunto dal 1996 nuovi compiti che prima spettavano ai Cantoni definendo anche le prestazioni garantite a tutti e che non possono più essere modificate dai Governi locali. In prospettiva c'è un'ulteriore riduzione dell'autonomia dei Cantoni per consentire equità di finanziamento, anche se con un incremento di spesa pubblica a loro carico.
 
-10- Tar Lazio - Test glicemia, bocciato il ricorso delle case farmaceutiche
Il Tar del Lazio ha accolto la linea difensiva della Regione Toscana e delle Asl toscane, respingendo i ricorsi presentati dalla case farmaceutiche Roche Diagnostics, Abbott, Bayer, Menarini e Ortho Clinical Diagnostics, nonche' da Assobiomedica, con i quali le aziende chiedevano l'annullamento del provvedimento dell'Autorita' Garante della concorrenza e del mercato del 30 aprile 2003 sui test per la glicemia. A conclusione di un ampio contraddittorio, con provvedimento del 30 aprile 2003, l'Autorita' aveva accertato l'esistenza tra le imprese farmaceutiche sottoposte a indagine di un 'cartello'.
Il provvedimento dell'Autorita', pesantemente sanzionatorio per le case farmaceutiche, traeva origine dal fatto che nel periodo 1998-2001 l'Autorita' Garante aveva ricevuto numerose denunce, sia da parte di privati che da aziende sanitarie italiane - tra le quali la Asl 11 di Empoli e la Asl 12 di Viareggio - che segnalavano un forte aumento dei prezzi di acquisto delle strisce reattive per la rilevazione del livello glicemico nei pazienti diabetici.
 
-11- Sarà la Toscana a testare le strategie di politica sanitaria dell'OMS
La Toscana diverra' una sorta di laboratorio per testare l'efficacia delle politiche di salute pubblica scelte dall'Organizzazione Mondiale della Sanita', in particolare per quanto riguarda stili di vita, alimentazione, promozione dell'attivita' fisica, lotta ad alcol, droghe e fumo, riduzione delle disuguaglianze. L'accordo quadro di collaborazione tra la Regione e l'Ufficio Europeo dell'Oms e' stato siglato oggi pomeriggio dal presidente Claudio Martini e da Marc Danzon, direttore regionale dell'Oms Europa. Alla firma erano presenti anche Enrico Rossi, assessore regionale per il diritto alla salute, Roberto Bertollini, direttore tecnico dell'Oms Europa, Michele Faberi, responsabile del Centro Europeo Ambiente e Salute dell'Oms, ufficio di Roma, Erio Ziglio, responsabile dell'Ufficio dell'Oms di Venezia per gli investimenti per la salute e lo sviluppo.
 
-12- A PREVENZIONE 5% FONDO SSN, MA SI SPENDE ANCORA MENO
La Prevenzione e' il fanalino di coda nel panorama della sanita' italiana: a questa voce e' infatti dedicato solo il 5% del Fondo sanitario nazionale. Ma a rendere ancora piu' difficile il decollo di una valida politica di prevenzione nel nostro Paese concorre anche un altro fattore: rispetto ai fondi disponibili, si spende addirittura di meno, con una media del 4,24%. A lanciare l'allarme e' stato Carlo Signorelli, ordinario di Igiene all'Universita' di Parma, nel corso del convegno 'Prevenzione e tutela della salute'. I fondi destinati alla prevenzione sono dunque ridotti ma e' singolare, hanno sottolineato gli esperti a convegno, che molte regioni non riescano ad impiegare neppure quelli disponibili. E' il caso di Lazio, Campania e Friuli Venezia Giulia, che si collocano in coda alla classifica: qui, ha affermato Signorelli, i fondi destinati a programmi di prevenzione raggiungono, rispettivamente, il 2,98%, il 2,80% e il 2,84%. Riescono ad impiegare la totalita' dei fondi a loro disposizione, il 5% appunto, solo Umbria, Valle d'Aosta, Sardegna e Basilicata. Eppure, sottolineano gli esperti, proprio la prevenzione - soprattutto quella di II livello, che interviene con la diagnosi precoce in una situazione di pre-patologia - sara' la parola chiave del futuro, anche considerato il sempre crescente invecchiamento della popolazione. Un dato su tutti: le morti evitabili sono circa 79.000 l'anno, delle quali 26.497 per malattie cardiache.
 
-13- Ssn al nono posto nel mondo Pubblicato da Cybermed 27 Novembre, 2003

L'Italia scende dal sesto al nono posto della classifica dei migliori sistemi sanitari tra i paesi industrializzati dell'Ocse. I dati arrivano da un articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal, scritto da una èquipe dell'European Centre on Health of Societies in Transition.

Si tratta di un aggiornamento e di una revisione della classifica stilata tre anni fa dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che aveva suscitato una serie di polemiche, soprattutto per il modo con cui erano stati eseguiti i calcoli. I ricercatori hanno messo a punto un nuovo metodo statistico che ha tenuto conto di alcuni fattori usati in precedenza, come il finanziamento ai sistemi ospedalieri e la loro capacità di rispondere alla domanda di salute della popolazione, ma che ne ha modificato altri, come i principali indicatori sanitari di ogni paese.
In particolare, hanno usato per il calcolo non il tasso di mortalità generale, ma solo le morti che si sarebbero potute evitare con un sistema sanitario ben organizzato, come quelle dovute ad alcuni tipi di malattie croniche. Tutto ciò ha determinato una completa rivoluzione di tutte le posizioni.
L'Italia dal sesto è calata al nono posto, mentre a Gran Bretagna dal decimo è finita al diciottesimo posto. Il Giappone, che nella classifica dell'Oms aveva avuto l'onore della piazza più alta, è finito al tredicesimo e la Francia dal terzo al quinto.
Al contrario hanno scalato la classifica la Germania, dal quattordicesimo al sesto, il Canada, dal nono al quarto, la Svezia, dal quarto al primo e la Norvegia dall'undicesimo al secondo.
Praticamente invariata la posizione degli Stati Uniti, che tra i diciannove paesi Ocse considerati nello studio, occupavano prima la quindicesima e ora la sedicesima piazza, e dell'Australia, dal secondo al terzo. L'ultimo posto spetta invece al Portogallo, che prima era al penultimo.
Secondo una delle autrici della ricerca, Ellen Nolte, il nuovo metodo è molto più affidabile di quello precedente e dovrebbe essere usato dall'Oms anche nel prossimo rapporto globale sullo stato dei sistemi sanitari. Fonte: Federfarma - Sole24Ore

-14 SVIZZERA: PREMIO 16MILA EURO PER CHI SEGNALA ERRORI MEDICI Pubblicato da Cybermed - 18 Novembre, 2003
Un premio per il piu' grave errore medico e' stato istituito in Svizzera: dotato di 25mila franchi (circa 16mila euro), il premio 'Anna Seiler' vuole rompere il muro di silenzio che protegge il mondo medico, secondo quanto si e' appreso oggi a Berna. Il premio e' stato lanciato dall'Ospedale universitario di Berna dove tre anni fa due neonati morirono dopo aver ricevuto la medicina sbagliata.

Il premio - che porta il nome della fondatrice dell'ospedale di Berna - vuole in primo luogo incoraggiare il personale ospedaliero in Svizzera ad infrangere l'omerta' e comunicare ad esempio i casi in cui i pazienti sono sottoposti a rischi inutili. L'anonimato sara' garantito e solo il nome del vincitore del premio sara' comunicato pubblicamente. Ogni incidente riferito - ha spiegato un portavoce dell'ospedale a Swissinfo/Radio svizzera internazionale - sara' valutato in base alle misure che sono state adottate per prevenire casi analoghi. Secondo gli esperti, si registra in media un incidente o un errore medico nell'1,5 % degli atti medici in ospedale. Molto spesso le conseguenze sono banali, ma non sempre. Nel 2001 ad esempio, un chirurgo ha amputato la gamba sbagliata in un ospedale di Lugano ed il cliente e' deceduto poco dopo l'amputazione della gamba malata. Nel 1998 un paziente e' deceduto a Lucerna dopo una iniezione letale. La prima consegna del premio e' in programma in marzo in occasione del 650/o anniversario della nascita dell'ospedale di Berna.

-15- PARTO CESAREO IN AUMENTO IN TUTTA ITALIA
(ANSA) -  ROMA, 26 NOV - 17:11 - Il parto cesareo in Italia e' in notevole aumento ed e' passato dall'11,2% del 1980 ( dati Sio Sistema Informativo Ospedaliero) al 33,17% del 2000 fino a raggiungere il 33,91% nel 2001 (dati Sdo). Questi i dati forniti da Laura Pellegrini, direttore generale dell'Agenzia per i servizi sanitari e regionali (Assr) nel corso dell'audizione presso la Commissione Igiene e Sanita' del Senato sul tema "Indagine conoscitiva sulla denatalita', gravidanza, parto e puerperio in Italia". Secondo l'analisi dell'Assr esiste un'estrema variabilita' regionale, che vede tutte le regioni meridionali nettamente al di sopra della media nazionale, con il record della Campania (54,04% nel 2001), una regione in cui, da qualche anno, il numero di nascite con parto cesareo e' piu' alto di quello con parto spontaneo. Inoltre in Campania, Calabria e Sicilia l'incidenza dei tagli cesarei e' altissima non solo nelle strutture private, ma anche in quelle pubbliche ed e' mediamente superiore al 40%. Una serie di regioni del Nord si colloca al di sotto della media nazionale (con punte minime per Bolzano, 14,09% e il Friuli, 20,25% nel 2001) mentre, tra le regioni del centro, troviamo valori sostanzialmente vicini alla media nazionale, con la Toscana che si distingue con il 22,82% nel 2001. Da uno studio condotto dall'Assr sulle schede di dimissione e' emerso che nel 49,4% dei casi non e' indicato il motivo del parto cesareo. Ben 12 regioni presentano una percentuale di questa diagnosi non diagnosi superiore al 70% dei casi. Il 15,63% del totale nazionale delle nascite avviene in strutture che effettuano meno di 500 parti l'anno e, secondo il Progetto obiettivo materno infantile ( D.M. 24 aprile 2000), non dovrebbero esistere in quanto particolarmente a rischio per la madre e il nascituro. Inoltre, la percentuale dei tagli cesarei aumenta con l'eta' materna ( 30% tra 20 e 25 anni, 32% tra 25 e 30, 33,5% tra 30 e 35/40 e infine 44% tra 40 e 45 anni). "In conclusione - ha sottolineato Pellegrini - per arginare l'eccessivo ricorso al taglio cesareo in Italia, sarebbe indispensabile approfondire le evidenze della letteratura e dei dati certi di morbilita' e mortalita' materne e neonatali relativamente alle diverse procedure; effettuare la rilevazione dei costi di interventi non giustificati; approntare un censimento delle strutture non adeguate e un aggiornamento delle modalita' di formazione per individuare ed eliminare eventuali distorsioni cliniche, organizzative, culturali, giurisprudenziali e promuovere nuove modalita' di formazione degli operatori". (ANSA).
 
-16- CESAREO AUMENTA RISCHI PER FUTURE GRAVIDANZE
ANSA) - LONDRA, 27 NOV - 19:44 - Le probabilita' di avere un bambino nato morto raddoppia per quelle donne che hanno subito in precedenza un parto cesareo. Dei ricercatori britannici hanno detto che questa scoperta dovrebbe scoraggiare le donne dal chiedere un cesareo a meno che non sia per seri motivi medici. Il numero di parti cesarei e' infatti in crescita e nell'ultimo decennio i numeri sono raddopiati. Questo aumento fa temere agli esperti che le donne scelgano il parto cesareo per evitare le doglie. Questo intervento era gia' associato con un maggior rischio di disfunzioni della placenta ma il professor Gordon Smith dell'universita' di Cambridge e' stato il primo ad analizzare il legame tra il parto cesareo e la nascita di bimbi morti al secondo parto. Il ricercatore ha analizzato i dati per 120 nascite in Scozia tra il 1992 e il 1998 ed ha scoperto che il tasso settimanale era di 2.4 bimbi nati morti per ogni 10.000 nascite per quelle donne che avevano subito un cesareo al primo parto mentre il tasso di bimbi nati morti per ogni 10.000 nascite per quelle donne che avevano avuto un parto naturale per il primo figlio era di 1.4. Il rischio di avere un bambino nato morto aumenta alla 34esima settimana della seconda gestazione qualsiasi fosse stato il motivo del precedente parto cesareo. Secondo gli esperti il parto cesareo potrebbe mettere a rischio la seconda gestazione per motivi biologici, danneggiando i vasi sanguigni che portano il sangue all'utero o causando anormalita' alla placenta. Scrivendo sul giornale medico britannico The Lancet i ricercatori hanno sottolineato che anche se i rischi raddoppiano, la possibilita' di avere un bimbo nato morto dopo un cesareo sono comunque molto bassi: uno ogni 1.100. Il team si augura pero' che la loro ricerca faccia riflettere quelle donne che vogliono un parto cesareo per motivi non medici.(ANSA).
 
-17- CITTADINANZA ATTIVA, PREMATURE LE DIMISSIONI DAGLI OSPEDALI
(ANSA) - ROZZANO (MILANO), 24 NOV - "Quasi tutte premature" le dimissioni dall'ospedale in Italia, secondo Gianfrancesco Liuzzo, vice segretario nazionale di 'Cittadinanza attiva', nuova denominazione del 'Tribunale dei diritti del malato', che annuncia su questo fronte una forte campagna. La presa di posizione di Cittadinanza attiva e' in coincidenza con la presentazione della seconda edizione del libro di Teresa Petrangolini 'Salute e diritti dei cittadini' Editori riuniti, 311 pagine), avvenuta oggi all' Istituto Humanitas di Rozzano alla presenza del ministro della Salute, Girolamo Sirchia. "Le dimissioni premature - ha denunciato oggi Liuzzo - con l'avvento dei Drg (rimborsi a prestazione della struttura che eroga il servizio, ndr) sono ormai all'ordine del giorno. Sempre piu' si sente dire che l'ammalato dimesso e' riatteso in ospedale dopo tre giorni per le medicazioni. E' una cosa che non dovrebbe esistere". "E il fatto e' grave soprattutto se l'ammalato e' anziano: se e' una persona sola e' un dramma perche' non trova posto nelle Rsa (residenze sanitarie anziani) che sono assolutamente insufficienti, se ha famiglia, il piu' delle volte questa non e' preparata a curarlo. Se infine ha bisogno di riabilitazione e' un doppio dramma perche' nei Lea (livelli essenziali di assistenza) la riabilitazione non esiste piu'. E questo e' un peccato anche dal punto di vista della spesa, perche' se un malato ha bisogno di riabilitazione e non la fa, tornera' al piu' presto in ospedale". Invece, secondo Liuzzo "e' l'ospedale che deve occuparsi fino in fondo di quel che avviene dopo il ricovero. Non puo' lavarsene le mani". Non a caso in un'appendice in fondo al libro di Teresa Petrangolini, insieme ai facsimile dei moduli per ottenere il rispetto di vari diritti, c'e' anche quello "per opporsi alle dimissioni improprie", citando espressamente l'articolo di legge (23/10/85 n.595) che obbliga l'ospedale a rispettare il diritto del cittadino a non essere dimesso o trasferito in altre strutture se sussistono determinati requisiti (ad esempio la necessita' di interventi non praticabili a domicilio o condizioni di salute o di lavoro del familiare che non si possono conciliare col prendersi cura del malato dimesso). Petrangolini ha annunciato una ripresa di attenzione dell' associazione in Lombardia, dove e' stata organizzata una nuova sede in via Mecenate, 25 a Milano e la pubblicizzazione a breve di un numero verde. "Il libro - ha detto il segretario generale di Cittadinanza attiva - e' stato scritto affinche' il cittadino sia piu' pronto a tutelare i propri diritti. Se infatti il cittadino e' piu' attivo in questo senso, non solo si difende meglio, ma fa si' che il Sistema Sanitario Nazionale raggiunga meglio i suoi stessi scopi". "In un momento in cui quando si parla di sanita' se ne parla soltanto in termini di economia - ha concluso Petrangolini - noi presentiamo un libro in cui si parla solo di diritti. Non e' possibile che il fine ultimo del Servizio sanitario nazionale sia risparmiare. In fondo al libro abbiamo pubblicato anche la carta dei diritti del cittadino malato: 14 diritti imprescindibili che in qualsiasi condizione e in qualsiasi Paese dell'Ue devono guidare i servizi sanitari".(ANSA).
 
-18- BIOTECH: PRIMO PESCE LAMPADA OGM, AL BUIO ILLUMINA STANZA PRIMA ERA UN DETECTOR DI TOSSINE Pubblicato da Cybermed - 24 Novembre, 2003
Grazie all'ingegneria genetica potrebbe presto arrivare un compagno di stanza luminoso per i bambini. Alla National University di Singapore un gruppo di ricercatori guidati da Zhiyuan Gong, ha ottenuto in laboratorio il primo pesce modificato geneticamente che si illumina di rosso: l'esemplare sara' disponibile anche a Taiwan per un costo di circa cinque dollari.

Si chiama pesce zebra, ha riferito Alan Blake della compagnia che l'ha brevettato, ed e' stato ribattezzato per l'occasione pesce a incandescenza. Il pesce e' stato ingegnerizzato in modo da far emettere una fluorescenza rossa quando e' al buio nel suo acquario. In condizioni di normale illuminazione della stanza invece il pesce appare invece solo dal colorito molto vivo. Ma la sua storia del pesce zebra ogm e' lunga: alcuni anni fa gli studiosi avevano ottenuto il pesce zebra geneticamente modificato come indicatore per combattere l'inquinamento ambientale grazie alla sua capacita' di illuminarsi emettendo fluorescenza in presenza di alcune tossine. I ricercatori avevano inserito nel suo Dna un gene di un corallo che gli conferisce la proprieta di emettere luce. Ora il pesce zebra e' in grado di illuminarsi di rosso anche se queste tossine non presenti.

 
-19- Spot pubblicitari e infanzia: applicare la normativa UE che la vieta nei programmi per l'infanzia
Sarebbe necessaria una vasta e capillare campagna di sensibilizzazione dei teleutenti, genitori e parenti, sulla massiccia presenza di spot pubblicitari all'interno o negli intervalli di programmi per l'infanzia. L'UE possiede normative in merito, applichiamole.
La pubblicità non solo tratta il telespettatore come consumatore di merci, ma costituisce anche un veicolo ideologico ed un veicolo di  costumi ed idee spesso scadenti, infanzia e gioventù dovrebbero esserne risparmiati.
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