Antiplagio e i livori di Striscia & Antonio Ricci

12/mar/2004 21.53.17 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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Antonio Ricci coltiva in casa il plagio tv piu' scandaloso del secolo, ovvero il Gabibbo: copyato dalla societa' dello stesso Ricci (che, guarda caso, si chiama Copy) dalla mascotte USA Big Red, scoperta da Telefono Antiplagio.

I LIVORI DEL GIOVANE RICCI
di Alessandro Sessa
L'autunno 2003 rimarrà scolpito a vita nella mente di Antonio Ricci, nel momento in cui Affari Tuoi spodestava Striscia La Notizia nella classifica auditel e decretava la fine lenta ma inesorabile della sua creatura.
Sono passati appena pochi anni da quando Striscia La Notizia veniva considerato, anche da alcuni addetti ai lavori, l'unico vero telegiornale libero italiano. Ma in tv come nella vita i successi spesse volte sono effimeri: gli equilibri sono saltati, il meccansimo si è inceppato, autori e conduttori sono allo sbaraglio nel difficile compito di arginare la diaspora di ascolti.
Antonio Ricci ha dimostrato nella sua lunga carriera televisiva, passata in gran parte al timone di Striscia, di essere un uomo che non sa perdere, rancoroso ed astioso. La sua creatura è sempre stata il veicolo preferito per colpire i suoi nemici o per perpetrare vendette personali, verso la RAI in primis, ma anche nei confronti di qualsiasi suo detrattore e proprio queste sue caratteristiche lo hanno reso un personaggio temibile e quasi intoccabile, sopratutto in virtù dell'ingente visibilità pubblica del suo programma. Gli ascolti sono sempre stati il suo fiore all'occhiello e il suo vanto, tanto da sfruttare un cavillo delle rilevazioni auditel per concentrare il conteggio dei contatti nella fase dove si sapeva esserci maggiore concentrazione di telespettatori.
Verso la fine del 2003 quel giocattolo straordinariamente longevo improvvisamente si rompe, complice il programma di Bonolis in controprogrammazione su Rai 1. La rappresaglia di Ricci è più violenta e "unpolitically correct" che mai: rinnega il suo ex pupillo Bonolis e lo accusa delle peggiori nefandezze epitetizzandolo con aggettivi aspri e offensivi, connotati in maniera fortemente nazional-popolare, in pieno stile Striscia La Notizia.
La rappresaglia non ottiene i risultati sperati, gli ascolti sono in caduta libera ed evidentemente Publitalia comincia a telefonare sempre più spesso alla redazione del bell'Antonio, preoccupata dalle quote di pubblicità che potrebbe perdere dai suoi inserzionisti. Inizia lo sbando: la questione Bonolis viene lasciata sullo sfondo dal momento che viene constatato che gli italiani sanno bene che i quiz sono taroccati, non hanno mai pensato il contrario e sembra stargli bene così; la funzione di difensore civico del programma viene quasi del tutto abbandonata a favore di una comicità sempre più becera e demenziale garantita da un esperto del settore quale Enzo Salvi. Come è sempre stato, i "biro biro" e tormentoni vari si infittiscono creando una coltre di fumo agli occhi degli spettatori, ma adesso l'operazione è molto più difficile poiché hanno lo scopo di intrattenerli di fronte al vuoto assoluto. Si è persa la verve, si evince stanchezza e noia, sembra quasi che ora che non si è più primi si sia persa la voglia di partecipare; forse è la dimostrazione di un'incapacità da parte degli autori di saper intervenire in maniera radicale per migliorare il prodotto: per anni è bastato inserire un paio di tormentoni nuovi e qualche inviato folkloristico per perpetuare struttura e contenuti che si sono susseguiti pressochè identici per oltre 10 anni, ora evidentemente non sono più sufficienti.
Fine di un ciclo: Ezio Greggio non ringrazia più i 10 milioni di italiani spettatori di Striscia.

La dèbacle si compie facendo un giro per il web o nelle altre trasmissioni televisive: la sconfitta di Striscia sembra legittimare i detrattori che si scatenano in parodie sottolineando la pochezza, la superficialità e le ovvietà delle sue pseudo-inchieste come fa in maniera assolutamente ineccepibile Fabio De Luigi in Mai dire domenica; o le frecciate sempre piuttosto garbate lanciate da Fabio Fazio nel corso delle sue ultime trasmissioni.
Fine di un ciclo: Antonio Ricci non è più così temuto da suoi colleghi.

Dal web invece si scatenano i privati cittadini: sui forum di discussione dedicati ai programmi televisivi si consumano le critiche più aspre nei confronti di Striscia. Le accuse più frequenti sono l'involgarimento del programma, la manifesta parzialità a favore dei prodotti targati Mediaset e l'accanimento verso la concorrenza, funzionale alle strategie di rete.
Fine di un ciclo: ormai nessuno pensa più che Striscia La Notizia sia un telegiornale libero.

Il colpo di grazia viene proprio dalle libere associazioni dei cittadini, proprio quelle che Ricci si adopera di tutelare, difendere ed appoggiare. Nato da una costola del Telefono Antiplagio, http://www.striscia.tv e http://www.striscia.org, siti parodia di Striscia la notizia, sono la "voce dissenziente" della rete nei confronti di Striscia La Notizia. "Ci occupiamo di Striscia la Notizia perche' stronca i ciarlatani della concorrenza e grazia quelli pubblicizzati da Mediaset. Antonio Ricci, poi, coltiva in casa il plagio televisivo piu' scandaloso del secolo ovvero il Gabibbo: copyato dalla societa' dello stesso Ricci - che, guarda caso, si chiama Copy - dalla mascotte USA Big Red, scoperta proprio da Telefono Antiplagio. E hanno anche il coraggio di mandarlo in giro (il Gabibbo) a scovare i tarocchi altrui!", dice Afredo Barrago, presidente dell'associazione che rincara la dose su Ricci: "Ricci e' convivente con un modo contraddittorio, oltre che affaristico, di fare tv: e' la forza del denaro che genera la paura. Un esempio: nel settembre 2002 Striscia ha attaccato un antifurto per auto, mettendone in crisi le vendite. Dopo qualche tempo, anziche' sentire la replica dei produttori, abbiamo visto gli spot dell'antifurto (ovviamente su Mediaset). Ma per chi non e' parte del sistema, Ricci e' solo schiavo del denaro; accusa gli altri di volersi fare pubblicita' attaccando Striscia la Notizia, ma e' il primo che senza onnipresenza non sa che fare". Barrago è perentorio alla domanda su quali colpi di cosa dovremmo aspettarci da Antonio Ricci nel futuro prossimo: "ad esempio la copyatura di un nuovo pupazzo (magari a forma di banana), dopo il pre-pensionamento del Gabibbo, oppure il pre-pensionamento della stessa Striscia, se gli ascolti dovessero continuare a scendere. Ricci pero' non si arrendera': pare che la sua rivincita sia affidata a Gerry Scotti, Sconsolata ecc. Ancora una volta la Copy di Antonio Ricci dimostra di non avere creativita', a parte quella fiscale (leggi 'condono'). Pero' vorremmo rivolgere una domanda a Striscia: quand'e' che togliera' realmente ai ricchi per dare ai poveri, anziche' togliere ai ricchi per dare ai Ricci?".
Fine di un ciclo: rimangono ormai in pochi a pensare che Striscia assolva ad un servizio pubblico.

(postato da Vincenzo, martedì 09 marzo)
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