Miscellanea: non solo sanita' - CRESCE IL NUMERO DEGLI UOMINI CHE SCELGONO LA VASECTOMIA PER NON AVERE PIÙ FIGLI

13/mar/2004 18.54.59 Luigi Sedita Contatta l'autore

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- "La Costituzione non è uno strumento del governo per limitare i cittadini. E' uno strumento per permettere ai cittadini di limitare il governo"  - Patrick Henry
-  "il più bell'esemplare di fascista...è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dare del fascista a chi fascista non è" Leonardo Sciascia (Nero su Nero)
- ... nel tempo dell'inganno universale, dire la verita' e' un atto rivoluzionario. (George Orwell)
 
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-1- CRESCE IL NUMERO DEGLI UOMINI CHE SCELGONO LA VASECTOMIA PER NON AVERE PIÙ FIGLI
-2- CONTRARIAMENTE A QUANTO COMUNEMENTE SI CREDE, IL CAFFÈ, LA BEVANDA PIÙ AMATA DAGLI ITALIANI, HA MOLTE PROPRIETÀ BENEFICHE
-3- ARRIVA SULLE STRADE L’AUTO AD ARIA: MANCANO POCHI GIORNI AL DEBUTTO DI EOLO, IL VEICOLO SPINTO DA UN MOTORE AD ARIA COMPRESSA
-4- VIA LIBERA DEL PARLAMENTO DI STRASBURGO A UNA DIRETTIVA SUL P2P. OBIETTIVO: COLPIRE LA PIRATERIA, NON CHI SCAMBIA FILE PER USO PERSONALE
(vedi anche notizia 10)
-5- “MENO ANTIBIOTICI AI BAMBINI MALATI”: È IL MONITO LANCIATO DALLE AUTORITÀ SANITARIE AMERICANE. L’ABUSO HA CONSENTITO LO SVILUPPO DI BATTERI SEMPRE PIÙ RESISTENTI.
-6- IN ITALIA IL PRIMO BY-PASS MULTIPLO A PAZIENTE SVEGLIO, SENZA UTILIZZARE L'ANESTESIA GENERALE: È IL PRIMO INTERVENTO AL MONDO
-7- NUOVE FRONTIERE PER LE BIOTECNOLOGIE CHE AIUTANO LA MEDICINA A COMPIERE PICCOLI MIRACOLI: IL GEL CHE RIMARGINA LE FERITE
-8- SPECIALIZZANDI, GOVERNO CREA MEDICI FRUSTRATI
-9- Le verità nascoste del digitale terrestre
-10- L'Europa non legittima gli atteggiamenti repressivi di Urbani (non punibilita' delle copie video e musica per uso personale) (vedi anche notizia 4)
-11- Bombe a Madrid e pillole mediatiche (una lettura degli eventi madrileni)
-12- Pulizia etnica all'italiana
-13- Le locandine del Vernacoliere e il "processo della topa" - 1983, La Socof (Sovrimposta Comunale sui Fabbricati) e la Sogot (Sovrimposta Governativa sulla Topa).
-14- Il Tempo - 400 milioni della campagna elettorale di FI arrivarono dal centralinista prestanome di Tanzi
-15- Il comune di Pavia aprirà nel 2004 73.000 e-mail gratuite per i suoi abitanti
-16- Sul volo della compagnia British Airways tra Johannersburg e Londra
-17- AIDS - HIV: acqua e sapone inattivano virus e cellule infette nelle secrezioni genitali
-18- Malattie Infettive TBC: inutile la radiografia laterale nei positivi al test cutaneo
-19- Italia, maglia nera Ue nell'Assistenza domiciliare integrata agli anziani - 2003
-20- Cassazione: se la Asl non indica dove curarsi deve risarcire il paziente che si reca all'estero
-21- Ancora sulle tre "i" - Insicurezza, ignoranza e imbroglio
-22- Pubblicità: realtà, irrealtà, iperrealtà.
 
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-1- IL BOOM DELLE STERILIZZAZIONI: CRESCE IL NUMERO DEGLI UOMINI CHE SCELGONO LA VASECTOMIA PER NON AVERE PIÙ FIGLI. PER I TEDESCHI È MEGLIO DELLA PILLOLA
di Franca Marini - 09/03/2004
Per gli urologi tedeschi, c'è un nuovo paziente-tipo: si tratta di un uomo nel pieno delle forze e nel fiore dell'età, di solito tra i 20 e i 45 anni, benestante, per lo più sposato o con partner fissa. Lo si incontra spesso nelle sale d’attesa degli specialisti: è taciturno, timido, ma deciso. E, come molte scelte che vengono di getto dal cuore, la sua è davvero una scelta senza ritorno, ma profondamente ponderata: ha deciso di farsi sterilizzare. Molto meglio della pillola, che stressa l'equilibrio ormonale della partner, meglio dello stesso preservativo, alquanto scomodo, la vasectomia è "il suo" metodo anticoncezionale. Sono almeno trentamila ogni anno, i maschi tedeschi che hanno deciso di non avere più figli in questo modo, ed il trend, peraltro, si diffonde sempre più: un nuovo modello di tregua nella guerra dei sessi. Uno dei tanti è David Kistner, 37 anni, chimico, che si è fatto sterilizzare nell'agosto scorso: "Io e mia moglie abbiamo deciso insieme", racconta. "Eppure, sul tavolo operatorio, sudavo freddo, e il mio cuore batteva come un tamburo. Davvero non volevo più bambini? Davvero il sesso sarà poi come prima?". "Due figli bastano, la spirale dava troppi dolori ad Anja. Venti minuti sul tavolo operatorio, venti minuti in narcosi locale a sentire il bisturi senza dolore, poi sono tornato a casa. Non me ne pento: tra noi ora il sesso è più libero e spontaneo". Il nuovo trend, ammettono i sociologi, è un segnale di quanto qui, in questo paese, contino le donne. "Quasi nessun uomo decide di spontanea volontà: la molla sono le richieste delle partner". E tali richieste, nel maschio post-sessantottino della Berliner Republik trovano insieme, solitamente, un interlocutore attento ed una controparte spesso debole. "Io sotto i ferri? Ma scherziamo", fu la prima reazione di Udo Schaetzke, 43 anni, operaio, che però adesso dichiara: "Dopo sei mesi mi sono fatto convincere. Adesso è divertente sentirsi l'oggetto sessuale di mia moglie. Ma sul lavoro è stata dura. I compagni mi prendevano in giro, "ma ti cresce ancora la barba?". E comunque, anche per i tedeschi, meno avvezzi dei mediterranei a vantare la propria virilità, bisturi e rinuncia a procreare per sempre sono traumi. "Io sconsiglio sempre i più giovani, nel timore che ci ripensino un anno dopo, ma l'intervento è reversibile", avverte il dottor Neubauer, della Klinik am Ring di Colonia. Ma ci sono anche i singles, che vogliono diventare sterili per scelta, proprio come Dirk Mueller, 37 anni, facoltoso consulente aziendale, che dichiara: "Il mio futuro è incerto, il lavoro mi assorbe, non posso prendermi la responsabilità di un figlio", e che però adesso paga cara la sua scelta, anche nella spensierata vita amorosa fatta di incontri occasionali: "Al più tardi alla terza notte insieme, la donna esterna la voglia di figli, e di solito, saputo della mia sterilità, non si sa più viva". Anche per i maschi, dunque, nella Germania post-emancipazione il prezzo della libertà o della fuga dai figli, può essere la solitudine, che lascia in bocca l’amaro sapore, e l’amara consapevolezza, di aver detto addio al futuro.

-2- CONTRARIAMENTE A QUANTO COMUNEMENTE SI CREDE, IL CAFFÈ, LA BEVANDA PIÙ AMATA DAGLI ITALIANI, HA MOLTE PROPRIETÀ BENEFICHE
di Marco Fresco
Le tante virtù del caffè. Sapevate, ad esempio, che tre tazzine al giorno aiutano fegato, arterie e respiro? E conoscete le differenze tra espresso, moka, americano, orzo e decaffeinato? Volete consigli per sceglierlo: quello d'orzo è più calorico. Insomma, il caffè aiuta fegato e digestione, dilata le arterie, allevia l’asma, i piccoli dolori ed il mal di testa, ed è amico della linea. Addirittura,diluito a basse dosi nel latte, è l’ideale per la prima colazione dei bambini, poiché ne stimola l’attenzione e la concentrazione. Queste, dunque, le "virtù del caffè", la bevanda più amata dagli italiani.
Ad elencarne i pregi, dettandone i consigli per l'uso, è la dietista dell'istituto clinico Humanitas di Rozzano, Chiara Trombetti: l'esperta, sul notiziario on line dell'ospedale, sfata il luogo comune che descrive la bevanda nera come un elisir dall'aroma irresistibile, ma con numerose insidie per la salute. "Molti lo ignorano - sottolinea - ma il caffè ha molti effetti benefici".
Espresso, americano, o fatto in casa con la moka, "viene promosso a pieni voti nell'alimentazione. A patto di non abusarne, ovviamente, e di non superare le tre o quattro tazzine al giorno". Innanzitutto, spiega la Trombetti, "il caffè protegge le arterie perché contiene antiossidanti come il tannino ed altri polifenoli", risultando addirittura "quattro volte più efficace di una tazza di tè verde". In secondo luogo, "è amico del fegato, prevenendo malattie come la cirrosi e la calcolosi biliare grazie all'elevato contenuto in diterpeni, il kawehol e il cafestol che sono protettivi per le cellule epatiche".
Ed in particolare, soprattutto se preparato con la moka e sorseggiato amaro a fine pasto, "favorisce la digestione". Terzo importante punto a favore: il caffè "può aiutare durante le crisi d'asma - prosegue la dietista - perché la caffeina ha un effetto broncodilatatore e riduce l'affaticamento dei muscoli respiratori aumentando il volume d'aria che arriva ai polmoni con l'espirazione". È questo un beneficio che si mantiene addirittura "fino a due ore" dopo, diciamo così, l’assunzione della tazzina. La quarta virtù, continua la Trombetti, consiste nel fatto che "contrariamente a quanto si creda il caffè allevia il mal di testa grazie al suo potere vasocostrittore".
Ed è persino "leggermente analgesico, ed infatti, non a caso, nei medicinali a base di paracetamolo, utilizzati come antidolorifici, è contenuta anche la caffeina". Quinta e ultima voce di questo "elogio al caffè", è il suo effetto dimagrante. "Senza l'aggiunta di zucchero la tazzina non supera le due calorie", assicura l'esperta, ricordando inoltre che "la caffeina accelera il metabolismo rendendo i grassi immediatamente disponibili come energia per l'attività fisica". Quanto, invece, all'effetto insonnia, afferma l’esperta " è molto soggettivo", come pure la sensazione di nausea che rischia di provocare nelle donne in gravidanza.
Per finire, allora, è sbagliato negarlo ai bimbi che vanno a scuola, poiché "mezza tazzina di caffè, diluita nel latte, ha un effetto stimolante a livello cerebrale". Ma attenzione: non tutti i tipi di caffè sono uguali. L'espresso, ad esempio, contiene più caffeina di quello preparato con la moka, che invece va bevuto appena fatto per non rischiare di perderne le sostanze benefiche, che sono anche le più volatili. E l'americano, sebbene sia più acquoso, non è meno forte come si crede, ma 'racchiude' dosi doppie di caffeina, quindi conviene non superare le due tazze al giorno. Quello d'orzo, infine, mantiene l'aroma ma non ha caffeina, oltre a contare dieci calorie invece di due. A chiudere la lista il decaffeinato, che perde le virtù legate alla caffeina ma mantiene quelle antiossidanti. Ed adesso, per chiudere definitivamente, ecco le controindicazioni, che tuttavia ci sono.
Deve stare attento, ad esempio, chi soffre d'ulcera gastrica: "se proprio non riesce a rinunciarci, suggerisce la Trombetti, eviti di berlo a stomaco vuoto ma lo accompagni a brioche o biscotti".
 
-3- ARRIVA SULLE STRADE L’AUTO AD ARIA: MANCANO POCHI GIORNI AL DEBUTTO DI EOLO, IL VEICOLO SPINTO DA UN MOTORE AD ARIA COMPRESSA
E così, l’auto ecologica è finalmente pronta a conquistare le strade italiane. Si chiama Eolo, ed è il veicolo dal design francese prodotto in Italia, spinto da un motore ad aria compressa, che verrà presentato sul mercato tra circa 60 giorni. Dunque, dopo un lungo silenzio, indispensabile per il proseguo dei lavori ed il raggiungimento del fine ultimo, la city car più economica, versatile ed ecologica del mondo, torna a far parlare di sé. “La Eolo Italia - ha detto all’amministratore delegato della casa - dispone di una sede a Frosinone che offre lavoro a poco meno di 90 persone. Si produce un’automobile ogni trenta minuti, ma presto, con l’apertura delle nuove sedi, su tutto il territorio, si raggiungeranno numeri in grado di soddisfare tutte le richieste del mercato”. “La nostra auto ecologica - ha concluso - debutterà a Roma, successivamente nelle altre grosse città italiane”. Ma vediamo cos’è esattamente Eolo, e per quale motivo si parla di “rivoluzione”. Il mezzo, in grado di percorrere fino a 100 chilometri con poco più di 77 centesimi di euro di elettricità, costa quanto un'utilitaria e, cosa più importante, non inquina. Brevettata da Guy Negre, progettista di motori di Formula 1, è disponibile in 4 versioni, monovolume familiare a 6 posti, taxi a 5 posti, con ampio spazio per i bagagli nell'abitacolo, pulmino da trasporto chiuso e pick up. Il suo motore, realizzato in alluminio, non funziona tramite combustione, ma attraverso la semplice espansione dell'aria. Pertanto, non essendoci “fiamma”, la temperatura non supera i 40 gradi centigradi, le parti meccaniche hanno una vita operativa molto più lunga del normale, si riducono i costi di manutenzione e si possono usare lubrificanti economici come il normale olio da cucina. Ma il punto di forza di questa auto resta comunque la sua natura ecologica: al contrario dei normali veicoli a 4 ruote, infatti, dal suo tubo di scappamento esce soltanto aria pura ad una temperatura di circa 20 gradi sotto zero. E per i distributori…d’aria, non c’è problema: grazie ai compressori integrati è sufficiente una comune presa della corrente e in 4/7 ore, a seconda della versione di Eolo acquistata, si potrà beneficiare di un nuovo carico di aria. Altri particolari di Eolo? Il telaio dell'auto è realizzato in alluminio tubolare ultraleggero ed ultraresistente, che la rende estremamente robusta ed affidabile. Anche l'impianto elettrico è tutto di nuova concezione: una normale auto trasporta inutilmente fino a 30 chili di fili elettrici, mentre in una Eolo ce ne sono meno di 2 chili, poiché un solo filo comanda tutti i dispositivi. La carrozzeria è in fibra e resina, realizzata con tecnologia RTM: leggera e più resistente di una carrozzeria tradizionale in lamiera, richiede spese contenute in caso di sostituzioni. Ma Eolo Italia intende andare oltre, producendo addirittura carrozzerie in fibra e resina vegetale, completamente riciclabili: è pronta, infatti, ad iniziare una ricerca con l'Enea per produrre carrozzerie in fibra di canapa e resina ricavata dai legumi. I sedili, in canapa, semplicissimi, comodi e sempre freschi d'estate, hanno una forma veramente nuova, e la loro struttura, in tubolare di alluminio, protegge il passeggero. Gli pneumatici, al fine di diminuire l'attrito, sono di dimensioni 135/13, e gli ammortizzatori sono indipendenti. Proprio come nelle auto da corsa, i comandi sono posti sul volante, per offrire al guidatore un maggiore controllo sul veicolo e grande comodità di guida. Infine, il sistema di climatizzazione in estate sfrutta i 20 gradi sotto zero dell'aria che esce dal cilindro, e quindi non toglie potenza al motore, mentre in inverno è il calore del motore a fornire aria calda. Il motore eroga peraltro prestazioni veramente interessanti: Eolo può raggiungere i 110 chilometri orari e gode di un’autonomia di circa 200 chilometri in un ciclo urbano.
 

-4- VIA LIBERA DEL PARLAMENTO DI STRASBURGO A UNA DIRETTIVA SUL P2P. OBIETTIVO: COLPIRE LA PIRATERIA, NON CHI SCAMBIA FILE PER USO PERSONALE - 12/03/2004
Il Parlamento Europeo, a grande maggioranza, ha dato il suo via libera ad una direttiva in materia di copyright che, se da un lato impone un giro di vite contro chi copia e distribuisce illegalmente cd e dvd a scopi commerciali, dall'altro, però, e pure in maniera abbastanza esplicita, solleva da ogni rischio chi scambia musica e film per uso personale.
Nella proposta di direttiva approvata dal Parlamento dell'Unione, che ora è in attesa di essere adottata anche dal Consiglio, si legge che le misure volte a tutelare la proprietà intellettuale "dovrebbero tenere conto degli interessi dei terzi inclusi, segnatamente i consumatori ed i privati che agiscono in buona fede". Una formula complicata che, comunque, viene poi chiarita nel resoconto emesso dall'ufficio stampa dell'Europarlamento: "Significa che gli atti commessi in buona fede dai consumatori, come ad esempio lo scaricare musica da Internet ad uso personale, non saranno perseguibili". Dunque, mentre negli Stati Uniti i discografici continuano a stanare gli appassionati di servizi peer-to-peer come KaZaA, WinMX o Morpheus, basti pensare che altre 531 lettere sono state spedite il mese scorso per annunciare altrettante azioni legali, nel Vecchio Continente, invece, si fa largo l'idea che soltanto chi lucra sulla pirateria debba essere perseguito dalla giustizia. Ma contro i pirati di professione, comunque, la mano dell'Unione Europea è anche più pesante di quella statunitense. E se in base al Digital Millennium Copyright Act americano i titolari di copyright possono conoscere l'identità di chi scambia illegalmente materiali protetti, la direttiva europea va ben oltre, prevedendo che le vittime di violazioni del copyright possano addirittura richiedere persino il congelamento dei conti correnti bancari dei pirati. Anzi, inizialmente, il testo elaborato dalla Commissione Europea prevedeva anche sanzioni penali, ma tali misure sono state successivamente emendate e trasformate in sanzioni amministrative. Tuttavia, le procedure penali eventualmente previste dai singoli stati membri restano comunque valide. È bene sapere, però, che la relatrice del provvedimento è la francese Janelly Fourtou, europarlamentare popolare e moglie di Jean-Rene Fourtou, capo del colosso mediale Vivendi Universal. Il legame, ovviamente, ha provocato pesanti rimostranze da parte delle associazioni per i diritti civili, spaventate dal possibile conflitto di interessi ed anche dai poteri che la nuova direttiva attribuisce ai titolari di diritti. Ma quello che suscita, peraltro, particolare perplessità è il campo di applicazione della direttiva, tanto ampio da applicarsi a qualunque tipo di proprietà intellettuale. La direttiva passa ora al Consiglio dei ministri dell'Unione, che prevede di adottarla in maniera definitiva entro la fine della legislatura, cioè entro l'estate, dopodiché, i governi dei singoli stati membri avranno due anni di tempo, non più solo diciotto mesi come proposto dalla Commissione, per la ratifica.
 
-5- “MENO ANTIBIOTICI AI BAMBINI MALATI”: È IL MONITO LANCIATO DALLE AUTORITÀ SANITARIE AMERICANE. L’ABUSO HA CONSENTITO LO SVILUPPO DI BATTERI SEMPRE PIÙ RESISTENTI.
di Marco Fresco
La febbre del bimbo sale, e la mammina ansiosa non ci pensa due volte: fruga nell’armadietto delle medicine, trova dello sciroppo antibiotico, ne versa un pò e lo propina al lamentoso figlioletto. È un esempio da non seguire, sebbene è molto comune in Italia, dove il fenomeno dell’uso improprio di farmaci contro i germi non cala. Negli Stati Uniti, addirittura, stanno correndo ai ripari. I Centers of Disease Control di Atlanta, Cdc, hanno lanciato una mega-campagna di informazione ai genitori: “Meno antibiotici ai bambini malati”. Infatti, l’abuso di antibiotici ha generato la moltiplicazione di batteri resistenti a queste cure. Il risultato è che il 30% dei ceppi di streptococco, principale causa di polmonite, restano indifferenti ad una delle classi di antibiotici più prescritte negli ultimi 5-6 anni, i macrolidi. E si fa sempre più consistente il rischio che un giorno infezioni anche banali non possano essere più curate. Da qui, dunque, la controffensiva delle autorità sanitarie americane. A campagne informative indirizzate a medici e pazienti si aggiungono delle linee guida. Si raccomanderà ai dottori di famiglia di prescrivere solo se strettamente necessario, e di tenere sotto osservazione il giovane malato prima di passare alla ricetta. “Stiamo notando dei progressi, i consumi calano - ha annunciato l’epidemiologo Richard Besser. Basti pensare che, tra il ’99 e il 2000, negli Usa sono state distribuite 11 milioni di prescrizioni per l’otite media in bambini sotto i 15 anni. Ed anche l’Europa e l’Italia hanno seguito il cattivo esempio degli americani. “Anche da noi sarebbero opportune delle linee guida - dice Marta Ciofi, Istituto superiore di sanità -. Abbiamo visto che molte volte la prescrizione di uno sciroppo è voluta dai genitori. Più è alto il livello culturale, minore è la richiesta”. Anche se spesso, però, è il medico che per non avere responsabilità dispensa la cura, magari per telefono, senza visita. In tanti, poi, sono quelli che ricorrono al fai-da-te e non esitano a svitare il tappo della medicina al primo comparire della febbre. Lo denuncia Francesco Chiodo, ordinario di malattie infettive all’università di Bologna, pediatra: “In Italia purtroppo l’antibiotico viene confuso da molte mamme come antifebbrile. Questo impiego inappropriato, unito al dosaggio errato, ha favorito la selezione di ceppi di batteri resistenti ad alcuni farmaci”. Addirittura, “l’antibiotico viene equiparato con superficialità all’aspirina. E la responsabilità è anche nostra. Dimentichiamo che sotto i 5 anni l’80% delle infezioni sono di origine virale, quindi non andrebbero curate con gli antibiotici che combattono i germi”, afferma Manuel Castello, presidente della nuova Accademia internazionale di pediatria. Sono comunque pochi ed incompleti i dati italiani. Uno studio su bambini umbri di 0-14 anni mostra che il 90% hanno preso antibatterici almeno una volta. Un’indagine dell’Istituto superiore di sanità rivela che il 60% delle visite, richieste soprattutto per infezioni alle vie respiratorie e otiti, si concludono con la prescrizione e che i farmaci più gettonati sono gli antibiotici, almeno per il 33%. Chiodo consiglia di non essere precipitose: “Tenete sotto osservazione per due giorni il bambino con la febbre. Se continua a mostrarsi sofferente nonostante la temperatura sia calata con gli antipiretici chiamate il medico”. Toccherà a lui distinguere tra forme virali e batteriche e, in questo caso, scegliere il farmaco più adatto.
 
-6- IN ITALIA IL PRIMO BY-PASS MULTIPLO A PAZIENTE SVEGLIO, SENZA UTILIZZARE L'ANESTESIA GENERALE: È IL PRIMO INTERVENTO AL MONDO
Poter intervenire senza anestesia generale e senza circolazione extracorporea consente di aprire la strada ad operazioni meno traumatiche per i pazienti e meno costose per la sanità. Il primo intervento al mondo di by-pass aorto-coronarico multiplo eseguito su un paziente sveglio, senza utilizzare l'anestesia generale, è stato eseguito il 19 gennaio in Italia, negli Spedali Civili di Brescia. Il paziente, un uomo di 67 anni, che non era in condizioni di poter sopportare l'anestesia generale, sta bene e si trova già nel reparto di degenza. Finora, dichiara il cardiochirurgo dell'equipe, sono stati eseguiti senza anestesia soltanto interventi molto più semplici, di by-pass singoli. Il successo di questo primo intervento senza anestesia generale e senza circolazione extracorporea, secondo il cardiochirurgo, apre adesso 'la possibilità di estendere questa tecnica a tutti i tipi di by-pass'. Generalmente, interventi di questo tipo richiedono tre giorni di ricovero in terapia intensiva, con alti costi e disagi per i pazienti, mentre l'intervento eseguito a Brescia con successo 'dimostra per la prima volta la fattibilità della nuova tecnica ', che offre la possibilità di interventi di by-pass più leggeri per i pazienti e meno costosi anche per la sanità. Per avere un'idea del possibile risparmio, basti pensare che sono circa 20.000 gli interventi di questo tipo eseguiti ogni anno in Italia. La nuova tecnica, in pratica, permette di bloccare nel paziente le sensazioni del dolore per mezzo di un'anestesia toracica epidurale. E' stato inoltre bloccato il nervo radiale, che attraversa la regione ascellare: in questo modo il paziente, completamente sveglio, non ha avvertito alcuna sensazione di dolore mentre i cardiochirurghi eseguivano due by-pass utilizzando arteria mammaria e arteria radiale. Peraltro, l'uso di tecniche chirurgiche così poco invasive, ha permesso di eseguire l'intervento senza utilizzare la macchina cuore-polmone.
 
-7- NUOVE FRONTIERE PER LE BIOTECNOLOGIE CHE AIUTANO LA MEDICINA A COMPIERE PICCOLI MIRACOLI: IL GEL CHE RIMARGINA LE FERITE
Rimargina le ferite a tempo di record, ed è degno di essere paragonato ad una scena di Harry Potter: ecco perché si è aggiudicato il Medical Award per l'innovazione biotech, il gel che non solamente accelera la chiusura delle ferite, ma riduce anche le cicatrici e le infiammazioni. Lo hanno messo a punto i ricercatori dell'University College di Londra. Nonostante, però, sia ancora necessario il sigillo conferito dalle sperimentazioni sull'uomo, l'equipe inglese è molto ottimista: il gel “ripara-ferite”, che funziona spegnendo il gene responsabile dei processi infiammatori, potrebbe infatti diventare presto un trattamento di routine per milioni di persone, si spera almeno nel giro di un paio d'anni. Infatti, i test condotti sugli animali, in laboratorio, hanno dimostrato che, utilizzando il gel, un comune taglio si rimargina in soli tre giorni, contro i sette che sono necessari normalmente. E peraltro, i risultati sembrano davvero promettenti, sia per le ferite cutanee, sia per lesioni alla cornea o ad altri organi. Il gel agisce semplicemente velocizzando il processo attraverso il quale le cellule si organizzano per moltiplicarsi e rimarginare la ferita.
 
 
-8- SPECIALIZZANDI, GOVERNO CREA MEDICI FRUSTRATI
Grigio il futuro per Feder Specializzandi dopo il no al decreto.
Costringendo gli specializzandi a condizione senza garanzie formative, adeguata remunerazione e tutele lavorative, il Governo crea una classe medica gia' frustrata in partenza, lasciando prevedere un futuro grigio Per la sanita' pubblica in Italia. Lo sostiene la FederSpecializzandi dopo che la Commissione Affari Sociali della Camera ha respinto tutti gli emendamenti al decreto che riguarda la categoria.
L'associazione ha stigmatizzato la 'corsa al ritiro dell'emendamento' dei deputati di maggioranza. ''Ha fatto eccezione - si legge in una nota di Federspecializzandi - l'onorevole Chiara Moroni che, insieme ai membri dell'opposizione, ha recepito le nostre richieste e si e'coerentemente rifiutata di ritirare i propri emendamenti, pretendendone la votazione''. Federspecializzandi, quindi, ''rifiuta questo provvedimento del Governo e, pertanto, conferma l'astensione di 24 ore il 22 marzo e la partecipazione alla manifestazione nazionale del 24 aprile a Roma, all'interno della 'Vertenza per la Salute. ''Stante l'attuale provvedimento, AC 4761 - continua la nota - per gli specializzandi si prospetta l'iscrizione alla gestione separata Inps, prima d'ora riservata ai lavoratori autonomi e parasubordinati. La tutela del periodo di malattia e' quindi prevista solo per i giorni di ricovero ospedaliero, mentre la maternita' viene 'tutelata' con un'irrisoria indennita'. Nessuna menzione e' stata fatta circa il mancato adeguamento al
caro vita del trattamento economico, che resta quello fissato nel lontano 1992. Tantomeno e' stato rimosso l'iniquo limite al conseguimento di una ulteriore specialita' da parte di chi e' gia' specializzato. Si conferma infondata, come da noi sostenuto, la prospettiva di un contratto di lavoro autonomo e di conseguenti tagli alla retribuzione. Il governo insiste nel tentativo di sopire le sacrosante proteste degli specializzandi attribuendo loro il ruolo ibrido di lavoratori subordinati, per quanto riguarda gli obblighi e l'attivita' lavorativa, ed autonomi per cio' che riguarda le tutele e la previdenza''., spesa ha sforato per 2,7 miliardi nel 2003. Spesa sanitaria Grilli, spesa ha sforato per 2,7 miliardi nel 2003
 Rispetto agli accordi dell'8 agosto 2001, la spesa sanitaria nel 2003 e' stata superiore di 2,736 miliardi di euro. Lo ha detto il Ragioniere Generale dello Stato, Vittorio Grilli, nel corso di un'audizione alla Commissione Bilancio della Camera. ''Questo dato non comprende gli oneri legati al rinnovo sia delle convenzioni sia dei contratti di lavoro del personale, questi ultimi firmati lo scorso dicembre ma divenuti esecutivi nel 2004'', ha spiegato Grilli. Tali oneri sono quantificabili, ha aggiunto il Ragioniere Generale dello Stato ''in ulteriori 2,5 miliardi, per cui la spesa che inizialmente doveva essere di oltre 78 miliardi e' gia a 81 e arrivera' a oltre 83 miliardi di euro. ''Il dato reale dello sfondamento della spesa sanitaria - ha concluso Grilli - rispetto all'accordo non migliora nel 2003 rispetto al 2002 (3,689 miliardi) e resta in linea con quello del 2001 (5,370 miliardi)''. Per alcune Regioni, pero' ''lo scostamento strutturale e' piu' significativo''. In pratica, il 50% dello scostamento complessivo e' infatti dovuto a tre Regioni: Lazio, Campania e Sicilia sia per il 2001 che per il 2002. La maggiore spesa sanitaria, ha aggiunto Grilli, e' stata coperta dalle Regioni con misure una tantum, operazioni di cartolarizzazione e con il ricorso a manovre fiscali.

-9- Le verità nascoste del digitale terrestre
L'Associazione Adiconsum chiede all'Authority più trasparenza nell'informazione ai consumatori sul digitale terrestre: decoder, copertura, impianto di ricezione.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - News, 13-03-2004]
L'Adiconsum ha scritto una lettera all'Authority per le Comunicazioni nella quale esprime tutte le sue riserve circa il modo in cui, in questo momento, l'opinione pubblica viene informata sulla tv digitale terrestre (è già partita la campagna promozionale favorita dal bonus per l'acquisto dei decoder che il Governo ha voluto introdurre per incentivare la diffusione).
Adiconsum nella lettera dice: "Tutti i messaggi pubblicitari diffusi sia in televisione sia sulla carta stampata non informano circa l'attuale fase sperimentale in corso, facendo credere che la televisione digitale terrestre sia già una realtà operante in modo ottimale e che la decisione di utilizzarla al meglio dipenda solo dalla volontà del consumatore di dotarsi o meno del ricevitore, invece l'utente ha diritto di sapere che siamo in una fase sperimentale, per evitare la forte delusione di collegare il decoder digitale terrestre alla propria antenna e poi accorgersi di non poter vedere nulla o di avere dei doppioni dei programmi già in uso".
Il primo problema sollevato, concretamente, è quello della diversità del ricevitore. La legge stessa che regolamenta l'incentivo stabilisce che il decoder deve essere dotato di canale di ritorno tramite rete di telecomunicazione e di software per la gestione dell'interattività.
Non tutti i decoder infatti permettono di interagire con le emittenti, e non potendo l'acquirente sperimentare le applicazioni interattive perché non esistono quasi per niente (servizi municipali on line, ecc.) è necessario che l'Authority imponga delle informative corrette che precisino se il decoder è per la sola visione dei canali o anche per l'interattività.
Occorre anche che i rivenditori chiariscano all'acquirente che il sistema non sarà totalmente gratuito per l'interattività perché prevederà i costi di collegamento alla rete telefonica fissa o in banda larga.
Bisogna poi, cosa indispensabile, che all'interno delle attività commerciali dove viene venduto il decoder sia presente la mappa di copertura del segnale. A differenza dell'attuale sistema analogico che permette di vedere male, con il digitale o si vede o non si vede.
Diventa quindi necessario che i clienti possano conoscere se nella zona in cui abitano la qualità del segnale sia sufficiente a raggiungere la soglia necessaria per attivare la ricerca automatica dei servizi digitali, presente nel decoder.
Anche l'impianto di ricezione vecchio o mal predisposto può impedire la ricezione del digitale. Perché se chi ha acquistato un decoder digitale abita da solo se ha dei problemi può chiamare un antennista ma se abita in un condominio dovrà convincere gli altri condomini ma intanto il decoder non serve a niente.
Prima di acquistare il decoder sarebbe, quindi, sempre bene far effettuare una verifica tecnica dell'impianto di ricezione da un installatore d'antenna abilitato secondo la legge.
Secondo l'Adiconsum nel caso al cliente non venissero fornite dal rivenditore sufficienti informazioni sul tipo di decoder, sulle verifiche all'impianto di ricezione, sulla copertura della zona, si può richiedere la sostituzione del decoder o la restituzione di quanto pagato.

-10- L'Europa non vuole il Decreto Urbani

Il Parlamento Europeo vota una discutibile Direttiva sulla proprietà intellettuale che, comunque, non legittima gli atteggiamenti repressivi di Urbani.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - News, 10-03-2004]
Il Parlamento europeo ha approvato nella giornata del 9 Marzo una Direttiva sulla tutela della proprietà intellettuale che ha accolto buona parte delle richieste delle grandi multinazionali multimediali, case discografiche e cinematografiche in testa, che volevano impegnare tutti Paesi Ue a combattere la riproduzione e la distribuzione di prodotti coperti da copyright attraverso la Rete.
Non sono previste sanzioni penali (che i singoli Paesi potrebbero introdurre) ma è un reato amministrativo la riproduzione e distribuzione a fini commerciali di musica e film mentre è fatta salva "la buona fede del consumatore", cioè la possibilità di scaricare musica a fini personali, che non deve essere perseguita.
Agli Internet Provider spetta l'obbligo di fornire i dati utili all'identificazione di chi invece realizza operazioni commerciali illegali di vendita o scambio di file multimediali.
Con questa Direttiva, e nonostante tutti i suoi limiti, il Decreto che il Ministro Urbani voleva introdurre in italia, recante pene pesanti per l'utente internet che scaricasse musica o film, nonché l'obbligo di introdurre impossibili e costosissimi sistemi di filtraggio anti file-shating, si pone contro la volontà del Parlamento Europeo: se il Ministro dovesse ostinarsi rischierebbe di mandare l'Italia sotto processo davanti alla Corte di Giustizia europea.
 
-11- Bombe a Madrid e pillole mediatiche (una lettura degli eventi madrileni) di Riccardo Forte forte@cmfem.it

Forse l'essere italiano ed aver vissuto la stagione infame della cosiddetta "strategia della tensione", con annessi presunti tentativi di golpe (Segni - De Lorenzo, vicenda mai del tutto chiarita), creazione di organizzazioni paramilitari occulte (Gladio, Stay Behind), stragi senza responsabili (Piazza Fontana, Brescia, Italicus, Ustica, ecc.), mi ha abituato a sospettare l'esistenza di una insospettabile (si fa per dire) "manina" che manovra nell'ombra e con indubbia abilità tutti i sanguinosi eventi che colpiscono ora l'Italia, ora altri.
Sono sempre stato convinto che l'unica ragione per la quale gli USA intervennero, con la copertura NATO, nel Kossovo (dove operava ed opera tuttora un esercito illegale armato e sostenuto dagli USA) fu un puro e semplice calcolo economico: proprio in quei giorni - bizzarra coincidenza - nasceva in Europa la moneta unica, che minacciava di soppiantare il dollaro e fare del Vecchio Continente il baricentro dell'economia mondiale.
Da sempre, gli Stati Uniti sfruttano la diffusione a livello planetario della loro unità di conto per tenere sotto controllo l'inflazione (non a caso la convertibilità del dollaro è stata abolita ai tempi di Nixon).
E non a caso la guerra all'Iraq è stata pianificata non appena Saddam Hussein ha deciso e comunicato che avrebbe regolato in Euro e non più in dollari tutte le transazioni internazionali.
Qualcuno pensa che gli USA potrebbero accettare che il mercato petrolifero non sia più legato a dollaro?
Significherebbe perdere completamente il controllo dei prezzi, trovandosi nel volgere di poco tempo a pagare il greggio ben più caro di oggi. Attualmente un litro di benzina costa negli USA poco più di 30 eurocent: l'economia americana subirebbe un trauma gravissimo se il prezzo alla pompa dovesse arrivare ai livelli cui siamo abituati in Europa.
Dunque, gli USA hanno bisogno di tenere sotto stretto controllo sia l'area mediorientale, dove si trovano i più importanti giacimenti petroliferi, sia l'Europa, temibile avversario economico, industriale, finanziario e, tra non molto tempo, anche politico.
Per poter continuare ad esercitare la loro influenza egemone hanno bisogno che i paesi dell'Europa continuino a vedere negli USA una presenza indispensabile e rassicurante. L'alternativa sarebbe la costituzione di un esercito europeo in grado di proporsi come valida alternativa alle truppe USA/NATO.
Provate a immaginare lo scenario: l'Europa, ormai in grado di difendersi da sola e magari pure meglio, si riprende basi e caserme mentre gli ameircani tornano a casa.
A fare cosa? Se non sbaglio, le truppe USA dislocate in tutta Europa sono circa mezzo milione di militari: se tornassero tutti in patria, quanti di loro avrebbero un lavoro?
E chi difenderebbe gli interessi americani fuori dal loro territorio?
Recentemente si è parlato di un possibile spostamento di basi dall'Italia alla Spagna, ma non è ancora chiaro se questo progetto andarà realmente in porto, né quando e con quali modalità. E' possibile che il governo spagnolo, benché fedele alleato degli USA ed in prima linea nella guerra santa di Bush, tentenni. Anche perché, pure se Aznar è del tutto affidabile da questo punto di vista, è tuttavia certo che tra qualche giorno lascerà la guida del paese (non si è ricandidato) e non è detto che le elezioni le vinca il suo "delfino" Rajoy, il quale peraltro potrebbe rivelarsi più autonomo del suo predecessore e magari fare qualche sgradita sorpresa al Grande Fratello, rifiutando le basi.
Sarò troppo "dietrologico", ma in quella rivendicazione arrivata al giornale londinese in lingua araba (Aznar, dov'è l'America? Chi vi proteggerà - Gran Bretagna, Giappone, Italia e gli altri - da noi?) non vedo tanto la firma di Al Qaeda quanto il messaggio mafioso e trasversale di un anonimo "amico" che offre "protezione". L'ETA non ha alcun interesse a colpire la gente comune, i lavoratori, i cittadini, gli studenti; Al Qaeda, per quanto dipinta come un'organizzazione dotata di mezzi potenti e sofisticati, finora ha colpito luoghi fortemente simbolici utilizzando tecniche sì devastanti, ma anche piuttosto grezze e primitive (elementi suicidi, autocisterne e automobili imbottite di esplosivo).
Collocare dieci zaini esplosivi in tre convogli della metro per farli saltare in aria con un telecomando quando si trovano in tre diverse stazioni è un atto capace di portare un devastante carico di terrore, ma totalmente privo di valore politico.
Nemmeno per un fondamentalista come Bin Laden sarebbe concepibile colpire indiscriminatamente degli innocenti. In nome del suo dio e di una interpretazione malata dell'Islam può avere una giustificazione farsi saltare in aria in un autobus israeliano, perché si colpisce direttamente un governo dichiaratamente ostile ed una popolazione presumibilmente complice di questo per motivi culturali e religiosi; non ne ha e non potrebbe mai averne invece un atto come quello di Madrid.
Che purtroppo si giustifica solo con il potere politico ed economico ed il bisogno di mantenere il controllo del mondo intero. E magari torna pure utile per la rielezione di Bush.
Un vecchio adagio dice: dai nemici mi guardi Iddio, che dagli amici mi guardo io.
Riccardo Forte
forte@cmfem.it

-12- Pulizia etnica all'italiana

Profondissimo e doveroso rispetto si deve alle vittime delle foibe per mano della violenza comunista, ma altrettanto se ne deve alle vittime slovene e croate per mano della pulizia etnica fascista che tra il 1942 e il 1943 ha innescato la spirale della violenza .... 
Sono anni che mi faccio insultare da amici e conoscenti di sinistra per le mie affermazioni sulle responsabilità degli italiani fascisti sulla realtà delle foibe. Ho sempre ribadito la volontà della sinistra italiana di mettere nel dimenticatoio la questione foibe. Secondo me per 2 motivi: prima perchè si doveva stare dalla parte di Tito per questioni ideologiche, poi perchè Tito, ripudiando Stalin, aveva tradito la rivoluzione comunista. Tito non era un sant'uomo ma nemmeno quel feroce assassino che si è voluto far credere. Le mie convinzioni vengono da lunghe conversazioni con mio suocero, ufficiale di finanza istriano, antifascista che, pur non amando Tito, sosteneva che gli italiani, in quelle terre, erano stati veramente feroci contro un popolo inerme, quasi analfabeta che non capiva perchè dovesse parlare una lingua (l'italiano) che non conosceva come non conosceva il tedesco e il serbocroato. Parlava infatti un dialetto misto di veneto e croato. Bastava non parlare l'italiano per subire angherie di ogni genere. Mi fa piacere che finalmente qualcuno parli di queste cose.
Liliana Pilla liliana.pilla@tiscalinet.it
 
 
-13- Le locandine del vernacoliere e il "processo della topa"
 
Il Vernacoliere è celebre anche per le locandine, ideate da Mario Cardinali, che mensilmente fanno scandalo in edicola.
Alcune ormai sono definite "storiche", in primis quelle che causarono il famoso "processo della topa".
 
 
 
DICEMBRE 1983
Quella del dicembre 1983 è la prima locandina storica del Vernacoliere.
Il Governo ha da poco messo una nuova tassa, la Socof, Sovrimposta Comunale sui Fabbricati, e subito Mario Cardinali rincara la dose con la Sogot, Sovrimposta Governativa sulla Topa.
E per la prima volta in Italia e nel mondo la "topa" compare sulla locandina di un giornale, ovviamente di Livorno. Ed altrettanto ovviamente un pisano denuncia il direttore ed autore del pezzo, Mario Cardinali, autore della locandina e del relativo pezzo satirico-vernacolare, per offesa al pudore, ovvero per pubblicazione oscena.
Povero pisano, era meglio se si sognava ghiande!
Al processo per direttissima l'irrefrenabile Cardinali racconta a lingua sciolta non solo che "topa" è parola livornese fra le più usate e familiari, con la quale da secoli a Livorno la nonna dice "bella topina" alla nipote quand'è piccina e il marito esclama "bella topona" alla moglie quand'è grande, ma dichiara anche, il logorroico imputato, che «nel filone satirico-giornalistico-vernacolare da lui inaugurato sul suo mensile nel 1982 il linguaggio vernacolare, oltre ad avere un preciso riferimento ambientale, è strettamente funzionale all'intento satirico perseguito, rispecchiando, secondo il genere del grottesco rappresentato, le varie tipicizzazioni dell'eloquio livornese. Precisando altresì che tale uso del vernacolo si riallaccia anche all'intento di recuperare una caratteristica quale lo spirito ribellistico, irriverente e dissacrante del popolo livornese, componente essenziale del suo retroterra culturale, e di testimoniare ciò che in realtà è la lingua corrente popolare livornese, nella quale l'uso di certe parole "sboccate" è molto comune, privo di significati offensivi o di valori negativi».
Citazione testuale dalla sentenza di assoluzione «perchè il fatto non costituisce reato» pronunciata il 13 gennaio 1984 dal Tribunale di Livorno con Giorgio Monteverde presidente, Sandra Lombardi e Carlo De Pasquale giudici a latere, e un Pubblico Ministero convintissimo anche lui che la topa del Vernacoliere non faceva proprio male a nessuno, non avendo nemmeno i denti).
In culo a' pisani, toh! (dal volume di Mario Cardinali "Ambrogio ha trombato la contessa", Ponte alle Grazie, Firenze 1995).
FEBBRAIO 1984

Siamo all'apoteosi del Vernacoliere e della Topa, assolti nell'omonimo processo del gennaio 1984. La locandina del mensile satirico annuncia l'avvenimento con sarcastico clamore.
Da quel momento la topa diviene una vera e propria categoria kantiana nell'universo filosofico del Vernacoliere, un simbolo cosmogonico della fenomenologia terrena, un preciso, continuo e puntuale riferimento ideologico e sostanziale per tutto ciò a cui l'umanità ha sempre teso e sempre tenderà, quel mitico mondo migliore con tanta topa per tutti e se ci levi anche quel sogno ci pare d'avello sempre preso 'n culo e basta.
(dal volume di Mario Cardinali "Ambrogio ha trombato la contessa", Ponte alle Grazie, Firenze 1995).
 
 
-14- TEMPO - 400 milioni della campagna elettorale di FI arrivarono dal centralinista prestanome di Tanzi
 
Il centralinista  di Parmalat sarebbe stato il secondo supporter finanziario della scalata di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Quattro versamenti, da cento milioni l’uno, ricevuti dall’ex segretario amministrativo di Forza Italia, Giovanni Dell’Elce, per la trionfale campagna elettorale del 2001. Le quattro società che effettuarono in quella primavera il versamento, e cioè la Rimigliano srl, la Pisorno agricola srl, la Sata srl e la Finaliment srl, più che nella disponibilità di Tanzi erano in realtà in quella del suo prestanome di fiducia: il centralinista Angelo Ugolotti. Per tutta  la giornata di ieri perquisiti gli uffici della sede milanese della Bank of America alla ricerca di documenti, atti e di tutti i contratti che hanno legato Parmalat con la banca dal 1997 in poi. Contemporaneamente i magistrati hanno interrogato, come testi, tutti i funzionari della sede. Si è consegnato ai magistrati Bonici, l’ex presidente di Parmalat Sudamerica, dopo dieci giorni di latitanza. Il manager ha negato ogni responsabilità affermando di aver soltanto eseguito gli ordini provenienti dalla casa madre, in particolare da Fausto Tonna.
 
-15- Il Comune di Pavia aprirà nel 2004  73.000 e-mail gratuite per i suoi abitanti.
 
[ZEUS News - www.zeusnews.it - Prima Pagina, 12-12-2003]
Al Comune siamo tutti registrati: quando nasciamo, muoriamo, ci sposiamo, cambiamo domicilio, facciamo o non facciamo il militare e il comune pensa, o dovrebbe pensare a noi, quando dobbiamo fare l'asilo nido, quando dobbiamo procurarci una tomba, camminare per strada, prendere un bus o andare a votare.
Oggi il Comune può aiutarci anche a comunicare con la posta elettronica come ha deciso di fare l'Amministrazione Comunale di Pavia. Nel 2004 a tutti i 73.000 abitanti del Comune sarà aperta gratuitamente una casella e-mail (nome.cognome@comune.pv.it); sarà il regalo del compleanno del Comune per ogni cittadino pavese che, in quel giorno, riceverà una lettera di auguri con userid e password.
A questo indirizzo di posta elettronica i cittadini riceveranno informazioni sui blocchi del traffico o sulle sedute del Consiglio Comunale ma sarà a loro disposizione come un qualunque indirizzo e-mail.
Beh, cosa dire? L'iniziativa di una casella e-mail gratuita può essere una buona cosa: in fondo il cittadino ogni anno lascia un bel po' di soldini nelle casse comunali tra Ici e addizionale Irpef; speriamo, però, che non si tratti di uno dei tanti servizi, anche comunali, che partono gratis o quasi e, poi, quando non ne puoi più fare a meno, ti arriva una mazzata e, teoricamente, il comune potrebbe risparmiare molto in posta ordinaria.
Spero che molti Comuni prima di imitare Pavia si limitino a introdurre la buona abitudine di permettere ai cittadini di colloquiare via e-mail con i propri uffici, rispondendo puntualmente a quesiti e reclami; e, perché no, anche con il Signor Sindaco.
 
-16- Sul volo della compagnia British Airways tra Johannersburg e Londra
 
La scena che segue si svolge sul volo della compagnia British Airways tra Johannersburg e Londra: una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto di fianco a un nero.
Visibilmente turbata, chiama l'hostess.
"Che problema c'è signora?" chiede l'hostess.
"Ma non lo vedete?" risponde la signora "mi avete messo di fianco a un nero. Non sopporto di rimanere vicino ad un essere così ripugnante. Assegnatemi un'altro posto".
"Per favore si calmi" dice l'hostess " Perchè tutti i posti sono occupati. Vado a vedere se ce n'è uno disponibile".
L'hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi "Signora, come pensavo, non c'è nessun posto libero in classe economica. Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c'è nessun posto neanche in classe "executive". D'altro canto, abbiamo ancora un posto in prima classe" e prima che la donna abbia modo di commentare la cosa l'hostess continua "E' insolito per la nostra compagnia permettere a una persona di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona così sgradevole.
E rivolgendosi al nero, l'hostess dice "Quindi, signore, se lo desiderate, prendete il vostro bagaglio a mano che un posto in prima classe l'attende..."
E tutti i passeggeri vicini che, stupiti, avevano assistito alla scena, si alzarono applaudendo.
 
-17- AIDS - HIV: acqua e sapone inattivano virus e cellule infette nelle secrezioni genitali

I semplici acqua e sapone sono sufficienti ad inattivare il virus dell'HIV nelle secrezioni genitali. Già in precedenza era stato dimostrato che la pulizia dei genitali con acqua e sapone dopo il rapporto sessuale è sufficiente ad evitare l'infezione da HIV. Il sapone dunque funziona come killer dell'HIV, e potrebbe essere usato con altri strumenti utilizzati per impedire la trasmissione del virus, come i diaframmi. Gli autori sottolineano però che il sapone non dovrebbe essere usato come strumento di irrigazione vaginale per eliminare localmente il virus, sia perchè non sono stati ancora effettuati studi che provino la sua efficacia in questo senso, sia perchè il sapone ha anche degli effetti collaterali, quali la fissurazione della mucosa vaginale e l'alterazione della flora batterica locale. (Antimicrob Agents Chemother 2003;47:3321-3322)
 
-18- Malattie Infettive TBC: inutile la radiografia laterale nei positivi al test cutaneo

I radiogrammi laterali del torace non sembrano utili nella valutazione di pazienti adulti con test alla tubercolina positivo. Le radiografie del torace infatti vengono utilizzate routinariamente in questi casi, ma non era chiaro se una proiezione laterale potesse aggiungere qualcosa al valore diagnostico di quella anteroposteriore. Secondo il presente studio, tale aggiunta non avviene. Secondo i ricercatori, ciò è naturale, in quanto la tubercolosi postprimaria colpisce più di frequente i segmenti apicali-posteriori dei lobi superiori, oppure i segmenti superiori dei lobi inferiori, tutte aree che possono essere ben visualizzate con la proiezione antero-posteriore. Inoltre, eliminare la proiezione laterale farebbe risparmiare circa 72000 dollari americani all'anno. (Chest. 2003;124:1824-1827)
 
-19- Italia, maglia nera Ue nell'Assistenza domiciliare integrata agli anziani - 2003
 
Maglia nera, anzi nerissima, nella classifica europea dell'assistenza domiciliare agli anziani oltre i 65 anni. L'attribuisce all'Italia una ricerca in undici Paesi della Unione condotta dall'Universitá Sacro Cuore di Roma per conto della Commissione Europea. Secondo la ricerca, il nostro sistema sanitario riesce ad assistere a domicilio meno dell'1% degli over 65, per l'esattezza lo 0,9. Peggio di tutti e di gran lunga. Il dato più basso, dopo quello dell'Italia, è il 6% della Cecoslovacchia.
La Francia supera l'8%, la Germania il 10%, l'Inghilterra e i Paesi scandinavi addirittura il 20%. Ne ha dato notizia al congresso della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria a Firenze il responsabile della ricerca, Roberto Bernabei. «Si tratta - ha spiegato - di uno studio durato tre anni, realizzato per il Quinto Programma Quadro della Commissione con lo scopo di capire le differenti caratteristiche di ciascun sistema e di individuare il migliore. Presenteremo i risultati completi a Bruxelles nelle prossime settimane. Lo studio dovrebbe inoltre essere presto pubblicato dalla rivista scientifica Lancet».
La popolazione europea, ha ricordato il professore Bernabei, sta invecchiando a ritmi sostenuti in tutto l'Occidente, un fenomeno che riguarda inparticolare l'Italia, ormai, notoriamente, il Paese più vecchio del mondo con circa un quarto della popolazione oltre i 65 anni. In una societá con molti anziani un efficiente servizio di assistenza domiciliare diventa strategico almeno per tre motivi: garantisce sorveglianza e aiuto a persone rese fragili dall'etá; le fa sentire meno sole (l'isolamento è uno dei drammi della vecchiaia); consente risparmi sensibilissimi al sistema.
«In Italia - ha aggiunto Bernabei - si preferisce di gran lunga ricoverare gli anziani in ospedale. Ma un solo giorno di degenza costa oltre cinquecento euro, mentre con l'assistenza a domicilio non si superano i cinquanta. Una differenza di uno a dieci che pesa enormemente sul bilancio di un sistema sanitario. Una diversa organizzazione consentirá di risparmiare miliardi di euro oltretutto garantendo più efficenza».
 
-20- Cassazione: se la Asl non indica dove curarsi deve risarcire il paziente che si reca all'estero
 
Le Asl - e le Regioni dalle quali dipendono - non possono negare ai cittadini il diritto al rimborso delle spese per le cure altamente specializzate, ricevute all'estero, sostenendo che anche in Italia il malato avrebbe potuto ottenere, nei centri all'avanguardia, lo stesso trattamento terapeutico. Per negare l'autorizzazione al rimborso, le Asl devono dimostrare di aver indicato al paziente gli ospedali italiani che effettivamente praticano le terapie richieste e di averlo messo in contatto con queste strutture. Le Asl, cioè, non possono rifiutarsi di farsi carico delle spese che i loro assistiti hanno sostenuto all'estero, se si limitano a indicare genericamente ai pazienti che in Italia si somministra quel determinato trattamento.
Il caso si è aperto quando una donna si è rivolta prima al tribunale e poi alla Corte d'appello di Lecce, per ottenere il rimborso di circa 53mila marchi spesi per far curare il marito, malato di tumore al polmone, in Germania, in una clinica dove praticavano un metodo chemioterapico specializzato p
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