- "La Costituzione non è uno strumento del governo per
limitare i cittadini. E' uno strumento per permettere ai cittadini di limitare
il governo" - Patrick Henry
- "il più
bell'esemplare di fascista...è quello del sedicente antifascista unicamente
dedito a dare del fascista a chi fascista non è" Leonardo Sciascia (Nero su
Nero)
- ... nel tempo dell'inganno universale, dire
la verita' e' un atto rivoluzionario. (George Orwell)
In questa miscellanea (se
l'e-mail non si leggesse bene per il formato HTML, si consiglia
di leggere il file allegato miscellanea.doc che riporta lo stesso testo in
versione doc)
-1- CRESCE IL NUMERO DEGLI UOMINI CHE
SCELGONO LA VASECTOMIA PER NON AVERE PIÙ FIGLI
-2- CONTRARIAMENTE A QUANTO COMUNEMENTE SI
CREDE, IL CAFFÈ, LA BEVANDA PIÙ AMATA DAGLI ITALIANI, HA MOLTE PROPRIETÀ
BENEFICHE
-3- ARRIVA SULLE STRADE L’AUTO AD ARIA:
MANCANO POCHI GIORNI AL DEBUTTO DI EOLO, IL VEICOLO SPINTO DA UN MOTORE AD ARIA
COMPRESSA
-4- VIA LIBERA DEL PARLAMENTO DI STRASBURGO
A UNA DIRETTIVA SUL P2P. OBIETTIVO: COLPIRE LA PIRATERIA, NON CHI SCAMBIA FILE
PER USO PERSONALE
(vedi anche notizia 10)
-5- “MENO ANTIBIOTICI AI BAMBINI MALATI”: È
IL MONITO LANCIATO DALLE AUTORITÀ SANITARIE AMERICANE. L’ABUSO HA CONSENTITO LO
SVILUPPO DI BATTERI SEMPRE PIÙ RESISTENTI.
-6- IN ITALIA IL PRIMO BY-PASS
MULTIPLO A PAZIENTE SVEGLIO, SENZA UTILIZZARE L'ANESTESIA GENERALE: È IL PRIMO
INTERVENTO AL MONDO
-7- NUOVE FRONTIERE PER LE BIOTECNOLOGIE
CHE AIUTANO LA MEDICINA A COMPIERE PICCOLI MIRACOLI: IL GEL CHE RIMARGINA LE
FERITE
-8- SPECIALIZZANDI, GOVERNO CREA MEDICI
FRUSTRATI
-9- Le verità nascoste del digitale
terrestre
-10- L'Europa non legittima gli
atteggiamenti repressivi di Urbani (non punibilita' delle copie video e musica
per uso personale) (vedi anche notizia
4)
-11- Bombe a Madrid e pillole mediatiche
(una lettura degli eventi madrileni)
-12- Pulizia etnica
all'italiana
-13- Le locandine del Vernacoliere e
il "processo della topa" - 1983, La Socof (Sovrimposta Comunale sui
Fabbricati) e la Sogot (Sovrimposta Governativa sulla Topa).
-14-
Il Tempo - 400 milioni
della campagna elettorale di FI arrivarono dal centralinista prestanome di
Tanzi
-15- Il comune di Pavia aprirà nel 2004 73.000 e-mail gratuite
per i suoi abitanti
-16- Sul volo della compagnia British
Airways tra Johannersburg e Londra
-17- AIDS - HIV: acqua e sapone inattivano
virus e cellule infette nelle secrezioni genitali
-18- Malattie Infettive TBC: inutile la
radiografia laterale nei positivi al test cutaneo
-19- Italia, maglia nera
Ue nell'Assistenza domiciliare integrata agli anziani -
2003
-20- Cassazione: se la Asl non indica dove
curarsi deve risarcire il paziente che si reca all'estero
-21- Ancora sulle tre "i" - Insicurezza,
ignoranza e imbroglio
-22- Pubblicità: realtà, irrealtà,
iperrealtà.
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-1- IL BOOM DELLE STERILIZZAZIONI: CRESCE IL NUMERO DEGLI
UOMINI CHE SCELGONO LA VASECTOMIA PER NON AVERE PIÙ FIGLI. PER I TEDESCHI È
MEGLIO DELLA PILLOLA
di Franca Marini - 09/03/2004
Per gli urologi tedeschi, c'è un nuovo
paziente-tipo: si tratta di un uomo nel pieno delle forze e nel fiore dell'età,
di solito tra i 20 e i 45 anni, benestante, per lo più sposato o con partner
fissa. Lo si incontra spesso nelle sale d’attesa degli specialisti: è taciturno,
timido, ma deciso. E, come molte scelte che vengono di getto dal cuore, la sua è
davvero una scelta senza ritorno, ma profondamente ponderata: ha deciso di farsi
sterilizzare. Molto meglio della pillola, che stressa l'equilibrio ormonale
della partner, meglio dello stesso preservativo, alquanto scomodo, la vasectomia
è "il suo" metodo anticoncezionale. Sono almeno trentamila ogni anno, i maschi
tedeschi che hanno deciso di non avere più figli in questo modo, ed il trend,
peraltro, si diffonde sempre più: un nuovo modello di tregua nella guerra dei
sessi. Uno dei tanti è David Kistner, 37 anni, chimico, che si è fatto
sterilizzare nell'agosto scorso: "Io e mia moglie abbiamo deciso insieme",
racconta. "Eppure, sul tavolo operatorio, sudavo freddo, e il mio cuore batteva
come un tamburo. Davvero non volevo più bambini? Davvero il sesso sarà poi come
prima?". "Due figli bastano, la spirale dava troppi dolori ad Anja. Venti minuti
sul tavolo operatorio, venti minuti in narcosi locale a sentire il bisturi senza
dolore, poi sono tornato a casa. Non me ne pento: tra noi ora il sesso è più
libero e spontaneo". Il nuovo trend, ammettono i sociologi, è un segnale di
quanto qui, in questo paese, contino le donne. "Quasi nessun uomo decide di
spontanea volontà: la molla sono le richieste delle partner". E tali richieste,
nel maschio post-sessantottino della Berliner Republik trovano insieme,
solitamente, un interlocutore attento ed una controparte spesso debole. "Io
sotto i ferri? Ma scherziamo", fu la prima reazione di Udo Schaetzke, 43 anni,
operaio, che però adesso dichiara: "Dopo sei mesi mi sono fatto convincere.
Adesso è divertente sentirsi l'oggetto sessuale di mia moglie. Ma sul lavoro è
stata dura. I compagni mi prendevano in giro, "ma ti cresce ancora la barba?". E
comunque, anche per i tedeschi, meno avvezzi dei mediterranei a vantare la
propria virilità, bisturi e rinuncia a procreare per sempre sono traumi. "Io
sconsiglio sempre i più giovani, nel timore che ci ripensino un anno dopo, ma
l'intervento è reversibile", avverte il dottor Neubauer, della Klinik am Ring di
Colonia. Ma ci sono anche i singles, che vogliono diventare sterili per scelta,
proprio come Dirk Mueller, 37 anni, facoltoso consulente aziendale, che
dichiara: "Il mio futuro è incerto, il lavoro mi assorbe, non posso prendermi la
responsabilità di un figlio", e che però adesso paga cara la sua scelta, anche
nella spensierata vita amorosa fatta di incontri occasionali: "Al più tardi alla
terza notte insieme, la donna esterna la voglia di figli, e di solito, saputo
della mia sterilità, non si sa più viva". Anche per i maschi, dunque, nella
Germania post-emancipazione il prezzo della libertà o della fuga dai figli, può
essere la solitudine, che lascia in bocca l’amaro sapore, e l’amara
consapevolezza, di aver detto addio al futuro.
-2- CONTRARIAMENTE A QUANTO
COMUNEMENTE SI CREDE, IL CAFFÈ, LA BEVANDA PIÙ AMATA DAGLI ITALIANI, HA MOLTE
PROPRIETÀ BENEFICHE
di Marco Fresco
Le tante virtù del caffè. Sapevate, ad esempio, che tre
tazzine al giorno aiutano fegato, arterie e respiro? E conoscete le differenze
tra espresso, moka, americano, orzo e decaffeinato? Volete consigli per
sceglierlo: quello d'orzo è più calorico. Insomma, il caffè aiuta fegato e
digestione, dilata le arterie, allevia l’asma, i piccoli dolori ed il mal di
testa, ed è amico della linea. Addirittura,diluito a basse dosi nel latte, è
l’ideale per la prima colazione dei bambini, poiché ne stimola l’attenzione e la
concentrazione. Queste, dunque, le "virtù del caffè", la bevanda più amata dagli
italiani.
Ad elencarne i pregi, dettandone i consigli per l'uso, è
la dietista dell'istituto clinico Humanitas di Rozzano, Chiara Trombetti:
l'esperta, sul notiziario on line dell'ospedale, sfata il luogo comune che
descrive la bevanda nera come un elisir dall'aroma irresistibile, ma con
numerose insidie per la salute. "Molti lo ignorano - sottolinea - ma il caffè ha
molti effetti benefici".
Espresso, americano, o fatto in casa con la moka, "viene
promosso a pieni voti nell'alimentazione. A patto di non abusarne, ovviamente, e
di non superare le tre o quattro tazzine al giorno". Innanzitutto, spiega la
Trombetti, "il caffè protegge le arterie perché contiene antiossidanti come il
tannino ed altri polifenoli", risultando addirittura "quattro volte più efficace
di una tazza di tè verde". In secondo luogo, "è amico del fegato, prevenendo
malattie come la cirrosi e la calcolosi biliare grazie all'elevato contenuto in
diterpeni, il kawehol e il cafestol che sono protettivi per le cellule
epatiche".
Ed in particolare, soprattutto se preparato con la moka e
sorseggiato amaro a fine pasto, "favorisce la digestione". Terzo importante
punto a favore: il caffè "può aiutare durante le crisi d'asma - prosegue la
dietista - perché la caffeina ha un effetto broncodilatatore e riduce
l'affaticamento dei muscoli respiratori aumentando il volume d'aria che arriva
ai polmoni con l'espirazione". È questo un beneficio che si mantiene addirittura
"fino a due ore" dopo, diciamo così, l’assunzione della tazzina. La quarta
virtù, continua la Trombetti, consiste nel fatto che "contrariamente a quanto si
creda il caffè allevia il mal di testa grazie al suo potere
vasocostrittore".
Ed è persino "leggermente analgesico, ed infatti, non a
caso, nei medicinali a base di paracetamolo, utilizzati come antidolorifici, è
contenuta anche la caffeina". Quinta e ultima voce di questo "elogio al caffè",
è il suo effetto dimagrante. "Senza l'aggiunta di zucchero la tazzina non supera
le due calorie", assicura l'esperta, ricordando inoltre che "la caffeina
accelera il metabolismo rendendo i grassi immediatamente disponibili come
energia per l'attività fisica". Quanto, invece, all'effetto insonnia, afferma
l’esperta " è molto soggettivo", come pure la sensazione di nausea che rischia
di provocare nelle donne in gravidanza.
Per finire, allora, è sbagliato negarlo ai bimbi che vanno
a scuola, poiché "mezza tazzina di caffè, diluita nel latte, ha un effetto
stimolante a livello cerebrale". Ma attenzione: non tutti i tipi di caffè sono
uguali. L'espresso, ad esempio, contiene più caffeina di quello preparato con la
moka, che invece va bevuto appena fatto per non rischiare di perderne le
sostanze benefiche, che sono anche le più volatili. E l'americano, sebbene sia
più acquoso, non è meno forte come si crede, ma 'racchiude' dosi doppie di
caffeina, quindi conviene non superare le due tazze al giorno. Quello d'orzo,
infine, mantiene l'aroma ma non ha caffeina, oltre a contare dieci calorie
invece di due. A chiudere la lista il decaffeinato, che perde le virtù legate
alla caffeina ma mantiene quelle antiossidanti. Ed adesso, per chiudere
definitivamente, ecco le controindicazioni, che tuttavia ci sono.
Deve stare attento, ad esempio, chi soffre d'ulcera
gastrica: "se proprio non riesce a rinunciarci, suggerisce la Trombetti, eviti
di berlo a stomaco vuoto ma lo accompagni a brioche o biscotti".
-3- ARRIVA SULLE STRADE L’AUTO AD ARIA: MANCANO POCHI
GIORNI AL DEBUTTO DI EOLO, IL VEICOLO SPINTO DA UN MOTORE AD ARIA
COMPRESSA
E così, l’auto ecologica è finalmente pronta
a conquistare le strade italiane. Si chiama Eolo, ed è il veicolo dal design
francese prodotto in Italia, spinto da un motore ad aria compressa, che verrà
presentato sul mercato tra circa 60 giorni. Dunque, dopo un lungo silenzio,
indispensabile per il proseguo dei lavori ed il raggiungimento del fine ultimo,
la city car più economica, versatile ed ecologica del mondo, torna a far parlare
di sé. “La Eolo Italia - ha detto all’amministratore delegato della casa -
dispone di una sede a Frosinone che offre lavoro a poco meno di 90 persone. Si
produce un’automobile ogni trenta minuti, ma presto, con l’apertura delle nuove
sedi, su tutto il territorio, si raggiungeranno numeri in grado di soddisfare
tutte le richieste del mercato”. “La nostra auto ecologica - ha concluso -
debutterà a Roma, successivamente nelle altre grosse città italiane”. Ma vediamo
cos’è esattamente Eolo, e per quale motivo si parla di “rivoluzione”. Il mezzo,
in grado di percorrere fino a 100 chilometri con poco più di 77 centesimi di
euro di elettricità, costa quanto un'utilitaria e, cosa più importante, non
inquina. Brevettata da Guy Negre, progettista di motori di Formula 1, è
disponibile in 4 versioni, monovolume familiare a 6 posti, taxi a 5 posti, con
ampio spazio per i bagagli nell'abitacolo, pulmino da trasporto chiuso e pick
up. Il suo motore, realizzato in alluminio, non funziona tramite combustione, ma
attraverso la semplice espansione dell'aria. Pertanto, non essendoci “fiamma”,
la temperatura non supera i 40 gradi centigradi, le parti meccaniche hanno una
vita operativa molto più lunga del normale, si riducono i costi di manutenzione
e si possono usare lubrificanti economici come il normale olio da cucina. Ma il
punto di forza di questa auto resta comunque la sua natura ecologica: al
contrario dei normali veicoli a 4 ruote, infatti, dal suo tubo di scappamento
esce soltanto aria pura ad una temperatura di circa 20 gradi sotto zero. E per i
distributori
d’aria, non c’è problema: grazie ai compressori integrati è
sufficiente una comune presa della corrente e in 4/7 ore, a seconda della
versione di Eolo acquistata, si potrà beneficiare di un nuovo carico di aria.
Altri particolari di Eolo? Il telaio dell'auto è realizzato in alluminio
tubolare ultraleggero ed ultraresistente, che la rende estremamente robusta ed
affidabile. Anche l'impianto elettrico è tutto di nuova concezione: una normale
auto trasporta inutilmente fino a 30 chili di fili elettrici, mentre in una Eolo
ce ne sono meno di 2 chili, poiché un solo filo comanda tutti i dispositivi. La
carrozzeria è in fibra e resina, realizzata con tecnologia RTM: leggera e più
resistente di una carrozzeria tradizionale in lamiera, richiede spese contenute
in caso di sostituzioni. Ma Eolo Italia intende andare oltre, producendo
addirittura carrozzerie in fibra e resina vegetale, completamente riciclabili: è
pronta, infatti, ad iniziare una ricerca con l'Enea per produrre carrozzerie in
fibra di canapa e resina ricavata dai legumi. I sedili, in canapa,
semplicissimi, comodi e sempre freschi d'estate, hanno una forma veramente
nuova, e la loro struttura, in tubolare di alluminio, protegge il passeggero.
Gli pneumatici, al fine di diminuire l'attrito, sono di dimensioni 135/13, e gli
ammortizzatori sono indipendenti. Proprio come nelle auto da corsa, i comandi
sono posti sul volante, per offrire al guidatore un maggiore controllo sul
veicolo e grande comodità di guida. Infine, il sistema di climatizzazione in
estate sfrutta i 20 gradi sotto zero dell'aria che esce dal cilindro, e quindi
non toglie potenza al motore, mentre in inverno è il calore del motore a fornire
aria calda. Il motore eroga peraltro prestazioni veramente interessanti: Eolo
può raggiungere i 110 chilometri orari e gode di un’autonomia di circa 200
chilometri in un ciclo urbano.
-4- VIA LIBERA DEL PARLAMENTO DI
STRASBURGO A UNA DIRETTIVA SUL P2P. OBIETTIVO: COLPIRE LA PIRATERIA, NON CHI
SCAMBIA FILE PER USO PERSONALE - 12/03/2004
Il Parlamento Europeo, a grande maggioranza,
ha dato il suo via libera ad una direttiva in materia di copyright che, se da un
lato impone un giro di vite contro chi copia e distribuisce illegalmente cd e
dvd a scopi commerciali, dall'altro, però, e pure in maniera abbastanza
esplicita, solleva da ogni rischio chi scambia musica e film per uso personale.
Nella proposta di direttiva approvata dal
Parlamento dell'Unione, che ora è in attesa di essere adottata anche dal
Consiglio, si legge che le misure volte a tutelare la proprietà intellettuale
"dovrebbero tenere conto degli interessi dei terzi inclusi, segnatamente i
consumatori ed i privati che agiscono in buona fede". Una formula complicata
che, comunque, viene poi chiarita nel resoconto emesso dall'ufficio stampa
dell'Europarlamento: "Significa che gli atti commessi in buona fede dai
consumatori, come ad esempio lo scaricare musica da Internet ad uso personale,
non saranno perseguibili". Dunque, mentre negli Stati Uniti i discografici
continuano a stanare gli appassionati di servizi peer-to-peer come KaZaA, WinMX
o Morpheus, basti pensare che altre 531 lettere sono state spedite il mese
scorso per annunciare altrettante azioni legali, nel Vecchio Continente, invece,
si fa largo l'idea che soltanto chi lucra sulla pirateria debba essere
perseguito dalla giustizia. Ma contro i pirati di professione, comunque, la mano
dell'Unione Europea è anche più pesante di quella statunitense. E se in base al
Digital Millennium Copyright Act americano i titolari di copyright possono
conoscere l'identità di chi scambia illegalmente materiali protetti, la
direttiva europea va ben oltre, prevedendo che le vittime di violazioni del
copyright possano addirittura richiedere persino il congelamento dei conti
correnti bancari dei pirati. Anzi, inizialmente, il testo elaborato dalla
Commissione Europea prevedeva anche sanzioni penali, ma tali misure sono state
successivamente emendate e trasformate in sanzioni amministrative. Tuttavia, le
procedure penali eventualmente previste dai singoli stati membri restano
comunque valide. È bene sapere, però, che la relatrice del provvedimento è la
francese Janelly Fourtou, europarlamentare popolare e moglie di Jean-Rene
Fourtou, capo del colosso mediale Vivendi Universal. Il legame, ovviamente, ha
provocato pesanti rimostranze da parte delle associazioni per i diritti civili,
spaventate dal possibile conflitto di interessi ed anche dai poteri che la nuova
direttiva attribuisce ai titolari di diritti. Ma quello che suscita, peraltro,
particolare perplessità è il campo di applicazione della direttiva, tanto ampio
da applicarsi a qualunque tipo di proprietà intellettuale. La direttiva passa
ora al Consiglio dei ministri dell'Unione, che prevede di adottarla in maniera
definitiva entro la fine della legislatura, cioè entro l'estate, dopodiché, i
governi dei singoli stati membri avranno due anni di tempo, non più solo
diciotto mesi come proposto dalla Commissione, per la ratifica.
-5- “MENO ANTIBIOTICI AI BAMBINI MALATI”: È
IL MONITO LANCIATO DALLE AUTORITÀ SANITARIE AMERICANE. L’ABUSO HA CONSENTITO LO
SVILUPPO DI BATTERI SEMPRE PIÙ RESISTENTI.
di Marco Fresco
La febbre del bimbo sale, e la mammina
ansiosa non ci pensa due volte: fruga nell’armadietto delle medicine, trova
dello sciroppo antibiotico, ne versa un pò e lo propina al lamentoso
figlioletto. È un esempio da non seguire, sebbene è molto comune in Italia, dove
il fenomeno dell’uso improprio di farmaci contro i germi non cala. Negli Stati
Uniti, addirittura, stanno correndo ai ripari. I Centers of Disease Control di
Atlanta, Cdc, hanno lanciato una mega-campagna di informazione ai genitori:
“Meno antibiotici ai bambini malati”. Infatti, l’abuso di antibiotici ha
generato la moltiplicazione di batteri resistenti a queste cure. Il risultato è
che il 30% dei ceppi di streptococco, principale causa di polmonite, restano
indifferenti ad una delle classi di antibiotici più prescritte negli ultimi 5-6
anni, i macrolidi. E si fa sempre più consistente il rischio che un giorno
infezioni anche banali non possano essere più curate. Da qui, dunque, la
controffensiva delle autorità sanitarie americane. A campagne informative
indirizzate a medici e pazienti si aggiungono delle linee guida. Si raccomanderà
ai dottori di famiglia di prescrivere solo se strettamente necessario, e di
tenere sotto osservazione il giovane malato prima di passare alla ricetta.
“Stiamo notando dei progressi, i consumi calano - ha annunciato l’epidemiologo
Richard Besser. Basti pensare che, tra il ’99 e il 2000, negli Usa sono state
distribuite 11 milioni di prescrizioni per l’otite media in bambini sotto i 15
anni. Ed anche l’Europa e l’Italia hanno seguito il cattivo esempio degli
americani. “Anche da noi sarebbero opportune delle linee guida - dice Marta
Ciofi, Istituto superiore di sanità -. Abbiamo visto che molte volte la
prescrizione di uno sciroppo è voluta dai genitori. Più è alto il livello
culturale, minore è la richiesta”. Anche se spesso, però, è il medico che per
non avere responsabilità dispensa la cura, magari per telefono, senza visita. In
tanti, poi, sono quelli che ricorrono al fai-da-te e non esitano a svitare il
tappo della medicina al primo comparire della febbre. Lo denuncia Francesco
Chiodo, ordinario di malattie infettive all’università di Bologna, pediatra: “In
Italia purtroppo l’antibiotico viene confuso da molte mamme come antifebbrile.
Questo impiego inappropriato, unito al dosaggio errato, ha favorito la selezione
di ceppi di batteri resistenti ad alcuni farmaci”. Addirittura, “l’antibiotico
viene equiparato con superficialità all’aspirina. E la responsabilità è anche
nostra. Dimentichiamo che sotto i 5 anni l’80% delle infezioni sono di origine
virale, quindi non andrebbero curate con gli antibiotici che combattono i
germi”, afferma Manuel Castello, presidente della nuova Accademia internazionale
di pediatria. Sono comunque pochi ed incompleti i dati italiani. Uno studio su
bambini umbri di 0-14 anni mostra che il 90% hanno preso antibatterici almeno
una volta. Un’indagine dell’Istituto superiore di sanità rivela che il 60% delle
visite, richieste soprattutto per infezioni alle vie respiratorie e otiti, si
concludono con la prescrizione e che i farmaci più gettonati sono gli
antibiotici, almeno per il 33%. Chiodo consiglia di non essere precipitose:
“Tenete sotto osservazione per due giorni il bambino con la febbre. Se continua
a mostrarsi sofferente nonostante la temperatura sia calata con gli antipiretici
chiamate il medico”. Toccherà a lui distinguere tra forme virali e batteriche e,
in questo caso, scegliere il farmaco più adatto.
-6- IN ITALIA IL PRIMO BY-PASS MULTIPLO A
PAZIENTE SVEGLIO, SENZA UTILIZZARE L'ANESTESIA GENERALE: È IL PRIMO INTERVENTO
AL MONDO
Poter intervenire senza anestesia generale e
senza circolazione extracorporea consente di aprire la strada ad operazioni meno
traumatiche per i pazienti e meno costose per la sanità. Il primo intervento al
mondo di by-pass aorto-coronarico multiplo eseguito su un paziente sveglio,
senza utilizzare l'anestesia generale, è stato eseguito il 19 gennaio in Italia,
negli Spedali Civili di Brescia. Il paziente, un uomo di 67 anni, che non era in
condizioni di poter sopportare l'anestesia generale, sta bene e si trova già nel
reparto di degenza. Finora, dichiara il cardiochirurgo dell'equipe, sono stati
eseguiti senza anestesia soltanto interventi molto più semplici, di by-pass
singoli. Il successo di questo primo intervento senza anestesia generale e senza
circolazione extracorporea, secondo il cardiochirurgo, apre adesso 'la
possibilità di estendere questa tecnica a tutti i tipi di by-pass'.
Generalmente, interventi di questo tipo richiedono tre giorni di ricovero in
terapia intensiva, con alti costi e disagi per i pazienti, mentre l'intervento
eseguito a Brescia con successo 'dimostra per la prima volta la fattibilità
della nuova tecnica ', che offre la possibilità di interventi di by-pass più
leggeri per i pazienti e meno costosi anche per la sanità. Per avere un'idea del
possibile risparmio, basti pensare che sono circa 20.000 gli interventi di
questo tipo eseguiti ogni anno in Italia. La nuova tecnica, in pratica, permette
di bloccare nel paziente le sensazioni del dolore per mezzo di un'anestesia
toracica epidurale. E' stato inoltre bloccato il nervo radiale, che attraversa
la regione ascellare: in questo modo il paziente, completamente sveglio, non ha
avvertito alcuna sensazione di dolore mentre i cardiochirurghi eseguivano due
by-pass utilizzando arteria mammaria e arteria radiale. Peraltro, l'uso di
tecniche chirurgiche così poco invasive, ha permesso di eseguire l'intervento
senza utilizzare la macchina cuore-polmone.
-7- NUOVE FRONTIERE PER LE BIOTECNOLOGIE CHE
AIUTANO LA MEDICINA A COMPIERE PICCOLI MIRACOLI: IL GEL CHE RIMARGINA LE
FERITE
Rimargina le ferite a tempo di record, ed è
degno di essere paragonato ad una scena di Harry Potter: ecco perché si è
aggiudicato il Medical Award per l'innovazione biotech, il gel che non solamente
accelera la chiusura delle ferite, ma riduce anche le cicatrici e le
infiammazioni. Lo hanno messo a punto i ricercatori dell'University College di
Londra. Nonostante, però, sia ancora necessario il sigillo conferito dalle
sperimentazioni sull'uomo, l'equipe inglese è molto ottimista: il gel
“ripara-ferite”, che funziona spegnendo il gene responsabile dei processi
infiammatori, potrebbe infatti diventare presto un trattamento di routine per
milioni di persone, si spera almeno nel giro di un paio d'anni. Infatti, i test
condotti sugli animali, in laboratorio, hanno dimostrato che, utilizzando il
gel, un comune taglio si rimargina in soli tre giorni, contro i sette che sono
necessari normalmente. E peraltro, i risultati sembrano davvero promettenti, sia
per le ferite cutanee, sia per lesioni alla cornea o ad altri organi. Il gel
agisce semplicemente velocizzando il processo attraverso il quale le cellule si
organizzano per moltiplicarsi e rimarginare la
ferita.
-8- SPECIALIZZANDI, GOVERNO CREA MEDICI
FRUSTRATI
Grigio il futuro per Feder Specializzandi dopo il no al
decreto.
Costringendo gli specializzandi a condizione senza garanzie
formative, adeguata remunerazione e tutele lavorative, il Governo crea una
classe medica gia' frustrata in partenza, lasciando prevedere un futuro grigio
Per la sanita' pubblica in Italia. Lo sostiene la FederSpecializzandi dopo che
la Commissione Affari Sociali della Camera ha respinto tutti gli emendamenti al
decreto che riguarda la categoria.
L'associazione ha stigmatizzato la 'corsa
al ritiro dell'emendamento' dei deputati di maggioranza. ''Ha fatto eccezione -
si legge in una nota di Federspecializzandi - l'onorevole Chiara Moroni che,
insieme ai membri dell'opposizione, ha recepito le nostre richieste e si
e'coerentemente rifiutata di ritirare i propri emendamenti, pretendendone la
votazione''. Federspecializzandi, quindi, ''rifiuta questo provvedimento del
Governo e, pertanto, conferma l'astensione di 24 ore il 22 marzo e la
partecipazione alla manifestazione nazionale del 24 aprile a Roma, all'interno
della 'Vertenza per la Salute. ''Stante l'attuale provvedimento, AC 4761 -
continua la nota - per gli specializzandi si prospetta l'iscrizione alla
gestione separata Inps, prima d'ora riservata ai lavoratori autonomi e
parasubordinati. La tutela del periodo di malattia e' quindi prevista solo per i
giorni di ricovero ospedaliero, mentre la maternita' viene 'tutelata' con
un'irrisoria indennita'. Nessuna menzione e' stata fatta circa il mancato
adeguamento al
caro vita del trattamento economico, che resta quello fissato
nel lontano 1992. Tantomeno e' stato rimosso l'iniquo limite al conseguimento di
una ulteriore specialita' da parte di chi e' gia' specializzato. Si conferma
infondata, come da noi sostenuto, la prospettiva di un contratto di lavoro
autonomo e di conseguenti tagli alla retribuzione. Il governo insiste nel
tentativo di sopire le sacrosante proteste degli specializzandi attribuendo loro
il ruolo ibrido di lavoratori subordinati, per quanto riguarda gli obblighi e
l'attivita' lavorativa, ed autonomi per cio' che riguarda le tutele e la
previdenza''., spesa ha sforato per 2,7 miliardi nel 2003. Spesa sanitaria
Grilli, spesa ha sforato per 2,7 miliardi nel 2003
Rispetto agli
accordi dell'8 agosto 2001, la spesa sanitaria nel 2003 e' stata superiore di
2,736 miliardi di euro. Lo ha detto il Ragioniere Generale dello Stato, Vittorio
Grilli, nel corso di un'audizione alla Commissione Bilancio della Camera.
''Questo dato non comprende gli oneri legati al rinnovo sia delle convenzioni
sia dei contratti di lavoro del personale, questi ultimi firmati lo scorso
dicembre ma divenuti esecutivi nel 2004'', ha spiegato Grilli. Tali oneri sono
quantificabili, ha aggiunto il Ragioniere Generale dello Stato ''in ulteriori
2,5 miliardi, per cui la spesa che inizialmente doveva essere di oltre 78
miliardi e' gia a 81 e arrivera' a oltre 83 miliardi di euro. ''Il dato reale
dello sfondamento della spesa sanitaria - ha concluso Grilli - rispetto
all'accordo non migliora nel 2003 rispetto al 2002 (3,689 miliardi) e resta in
linea con quello del 2001 (5,370 miliardi)''. Per alcune Regioni, pero' ''lo
scostamento strutturale e' piu' significativo''. In pratica, il 50% dello
scostamento complessivo e' infatti dovuto a tre Regioni: Lazio, Campania e
Sicilia sia per il 2001 che per il 2002. La maggiore spesa sanitaria, ha
aggiunto Grilli, e' stata coperta dalle Regioni con misure una tantum,
operazioni di cartolarizzazione e con il ricorso a manovre
fiscali.
-9- Le verità nascoste del digitale terrestre
L'Associazione Adiconsum chiede all'Authority più trasparenza
nell'informazione ai consumatori sul digitale terrestre: decoder, copertura,
impianto di ricezione.
L'Adiconsum ha
scritto una lettera all'Authority per le Comunicazioni nella quale esprime tutte
le sue riserve circa il modo in cui, in questo momento, l'opinione pubblica
viene informata sulla tv digitale terrestre (è già partita la campagna
promozionale favorita dal bonus per l'acquisto dei decoder che il Governo ha
voluto introdurre per incentivare la diffusione).
Adiconsum nella
lettera dice: "Tutti i messaggi pubblicitari diffusi sia in televisione sia
sulla carta stampata non informano circa l'attuale fase sperimentale in corso,
facendo credere che la televisione digitale terrestre sia già una realtà
operante in modo ottimale e che la decisione di utilizzarla al meglio dipenda
solo dalla volontà del consumatore di dotarsi o meno del ricevitore, invece
l'utente ha diritto di sapere che siamo in una fase sperimentale, per evitare la
forte delusione di collegare il decoder digitale terrestre alla propria antenna
e poi accorgersi di non poter vedere nulla o di avere dei doppioni dei programmi
già in uso".
Il primo problema sollevato, concretamente, è quello della
diversità del ricevitore. La legge stessa che regolamenta l'incentivo stabilisce
che il decoder deve essere dotato di canale di ritorno tramite rete di
telecomunicazione e di software per la gestione dell'interattività.
Non tutti i decoder infatti permettono di interagire con
le emittenti, e non potendo l'acquirente sperimentare le applicazioni
interattive perché non esistono quasi per niente (servizi municipali on line,
ecc.) è necessario che l'Authority imponga delle informative corrette che
precisino se il decoder è per la sola visione dei canali o anche per
l'interattività.
Occorre anche che i rivenditori chiariscano all'acquirente
che il sistema non sarà totalmente gratuito per l'interattività perché prevederà
i costi di collegamento alla rete telefonica fissa o in banda larga.
Bisogna poi, cosa indispensabile, che all'interno delle
attività commerciali dove viene venduto il decoder sia presente la mappa di
copertura del segnale. A differenza dell'attuale sistema analogico che permette
di vedere male, con il digitale o si vede o non si vede.
Diventa quindi necessario che i clienti possano conoscere
se nella zona in cui abitano la qualità del segnale sia sufficiente a
raggiungere la soglia necessaria per attivare la ricerca automatica dei servizi
digitali, presente nel decoder.
Anche l'impianto di ricezione vecchio o mal predisposto
può impedire la ricezione del digitale. Perché se chi ha acquistato un decoder
digitale abita da solo se ha dei problemi può chiamare un antennista ma se abita
in un condominio dovrà convincere gli altri condomini ma intanto il decoder non
serve a niente.
Prima di acquistare il decoder sarebbe, quindi, sempre
bene far effettuare una verifica tecnica dell'impianto di ricezione da un
installatore d'antenna abilitato secondo la legge.
Secondo l'Adiconsum nel caso al cliente non venissero
fornite dal rivenditore sufficienti informazioni sul tipo di decoder, sulle
verifiche all'impianto di ricezione, sulla copertura della zona, si può
richiedere la sostituzione del decoder o la restituzione di quanto pagato.
-10- L'Europa non vuole il Decreto Urbani
Il Parlamento Europeo vota una discutibile
Direttiva sulla proprietà intellettuale che, comunque, non legittima gli
atteggiamenti repressivi di Urbani.
Il Parlamento europeo ha approvato nella giornata del 9
Marzo una Direttiva sulla tutela della proprietà intellettuale che ha accolto
buona parte delle richieste delle grandi multinazionali multimediali, case
discografiche e cinematografiche in testa, che volevano impegnare tutti Paesi Ue
a combattere la riproduzione e la distribuzione di prodotti coperti da copyright
attraverso la Rete.
Non sono previste sanzioni penali (che i singoli Paesi
potrebbero introdurre) ma è un reato amministrativo la riproduzione e
distribuzione a fini commerciali di musica e film mentre è fatta salva "la buona
fede del consumatore", cioè la possibilità di scaricare musica a fini personali,
che non deve essere perseguita.
Agli Internet Provider spetta l'obbligo di fornire i dati
utili all'identificazione di chi invece realizza operazioni commerciali illegali
di vendita o scambio di file multimediali.
Con questa Direttiva, e nonostante tutti i suoi limiti, il
Decreto che il Ministro Urbani voleva introdurre in italia, recante pene pesanti
per l'utente internet che scaricasse musica o film, nonché l'obbligo di
introdurre impossibili e costosissimi sistemi di filtraggio anti file-shating,
si pone contro la volontà del Parlamento Europeo: se il Ministro dovesse
ostinarsi rischierebbe di mandare l'Italia sotto processo davanti alla Corte di
Giustizia europea.
-11- Bombe a Madrid e pillole mediatiche (una
lettura degli eventi madrileni) di Riccardo Forte forte@cmfem.itForse l'essere
italiano ed aver vissuto la stagione infame della cosiddetta "strategia della
tensione", con annessi presunti tentativi di golpe (Segni - De Lorenzo, vicenda
mai del tutto chiarita), creazione di organizzazioni paramilitari occulte
(Gladio, Stay Behind), stragi senza responsabili (Piazza Fontana, Brescia,
Italicus, Ustica, ecc.), mi ha abituato a sospettare l'esistenza di una
insospettabile (si fa per dire) "manina" che manovra nell'ombra e con indubbia
abilità tutti i sanguinosi eventi che colpiscono ora l'Italia, ora
altri.
Sono sempre stato convinto che l'unica ragione per la quale gli USA
intervennero, con la copertura NATO, nel Kossovo (dove operava ed opera tuttora
un esercito illegale armato e sostenuto dagli USA) fu un puro e semplice calcolo
economico: proprio in quei giorni - bizzarra coincidenza - nasceva in Europa la
moneta unica, che minacciava di soppiantare il dollaro e fare del Vecchio
Continente il baricentro dell'economia mondiale.
Da sempre, gli Stati Uniti
sfruttano la diffusione a livello planetario della loro unità di conto per
tenere sotto controllo l'inflazione (non a caso la convertibilità del dollaro è
stata abolita ai tempi di Nixon).
E non a caso la guerra all'Iraq è stata
pianificata non appena Saddam Hussein ha deciso e comunicato che avrebbe
regolato in Euro e non più in dollari tutte le transazioni
internazionali.
Qualcuno pensa che gli USA potrebbero accettare che il
mercato petrolifero non sia più legato a dollaro?
Significherebbe perdere
completamente il controllo dei prezzi, trovandosi nel volgere di poco tempo a
pagare il greggio ben più caro di oggi. Attualmente un litro di benzina costa
negli USA poco più di 30 eurocent: l'economia americana subirebbe un trauma
gravissimo se il prezzo alla pompa dovesse arrivare ai livelli cui siamo
abituati in Europa.
Dunque, gli USA hanno bisogno di tenere sotto stretto
controllo sia l'area mediorientale, dove si trovano i più importanti giacimenti
petroliferi, sia l'Europa, temibile avversario economico, industriale,
finanziario e, tra non molto tempo, anche politico.
Per poter continuare ad
esercitare la loro influenza egemone hanno bisogno che i paesi dell'Europa
continuino a vedere negli USA una presenza indispensabile e rassicurante.
L'alternativa sarebbe la costituzione di un esercito europeo in grado di
proporsi come valida alternativa alle truppe USA/NATO.
Provate a immaginare lo scenario: l'Europa, ormai in grado
di difendersi da sola e magari pure meglio, si riprende basi e caserme mentre
gli ameircani tornano a casa.
A fare cosa? Se non sbaglio, le truppe USA dislocate in
tutta Europa sono circa mezzo milione di militari: se tornassero tutti in
patria, quanti di loro avrebbero un lavoro?
E chi difenderebbe gli interessi
americani fuori dal loro territorio?
Recentemente si è parlato di un
possibile spostamento di basi dall'Italia alla Spagna, ma non è ancora chiaro se
questo progetto andarà realmente in porto, né quando e con quali modalità. E'
possibile che il governo spagnolo, benché fedele alleato degli USA ed in prima
linea nella guerra santa di Bush, tentenni. Anche perché, pure se Aznar è del
tutto affidabile da questo punto di vista, è tuttavia certo che tra qualche
giorno lascerà la guida del paese (non si è ricandidato) e non è detto che le
elezioni le vinca il suo "delfino" Rajoy, il quale peraltro potrebbe rivelarsi
più autonomo del suo predecessore e magari fare qualche sgradita sorpresa al
Grande Fratello, rifiutando le basi.
Sarò troppo "dietrologico", ma in quella
rivendicazione arrivata al giornale londinese in lingua araba (Aznar, dov'è
l'America? Chi vi proteggerà - Gran Bretagna, Giappone, Italia e gli altri - da
noi?) non vedo tanto la firma di Al Qaeda quanto il messaggio mafioso e
trasversale di un anonimo "amico" che offre "protezione". L'ETA non ha alcun
interesse a colpire la gente comune, i lavoratori, i cittadini, gli studenti; Al
Qaeda, per quanto dipinta come un'organizzazione dotata di mezzi potenti e
sofisticati, finora ha colpito luoghi fortemente simbolici utilizzando tecniche
sì devastanti, ma anche piuttosto grezze e primitive (elementi suicidi,
autocisterne e automobili imbottite di esplosivo).
Collocare dieci zaini esplosivi in tre convogli della
metro per farli saltare in aria con un telecomando quando si trovano in tre
diverse stazioni è un atto capace di portare un devastante carico di terrore, ma
totalmente privo di valore politico.
Nemmeno per un fondamentalista come Bin
Laden sarebbe concepibile colpire indiscriminatamente degli innocenti. In nome
del suo dio e di una interpretazione malata dell'Islam può avere una
giustificazione farsi saltare in aria in un autobus israeliano, perché si
colpisce direttamente un governo dichiaratamente ostile ed una popolazione
presumibilmente complice di questo per motivi culturali e religiosi; non ne ha e
non potrebbe mai averne invece un atto come quello di Madrid.
Che purtroppo
si giustifica solo con il potere politico ed economico ed il bisogno di
mantenere il controllo del mondo intero. E magari torna pure utile per la
rielezione di Bush.
Un vecchio adagio dice: dai nemici mi guardi Iddio, che
dagli amici mi guardo io.
Riccardo Forte forte@cmfem.it
-12- Pulizia etnica
all'italiana
Profondissimo e doveroso rispetto si deve
alle vittime delle foibe per mano della violenza comunista, ma altrettanto se ne
deve alle vittime slovene e croate per mano della pulizia etnica fascista
che tra il 1942 e il 1943 ha innescato la spirale della violenza
....
Sono anni che mi faccio insultare da amici e conoscenti di
sinistra per le mie affermazioni sulle responsabilità degli italiani fascisti
sulla realtà delle foibe. Ho sempre ribadito la volontà della sinistra italiana
di mettere nel dimenticatoio la questione foibe. Secondo me per 2 motivi: prima
perchè si doveva stare dalla parte di Tito per questioni ideologiche, poi perchè
Tito, ripudiando Stalin, aveva tradito la rivoluzione comunista. Tito non
era un sant'uomo ma nemmeno quel feroce assassino che si è voluto far credere.
Le mie convinzioni vengono da lunghe conversazioni con mio suocero, ufficiale di
finanza istriano, antifascista che, pur non amando Tito, sosteneva che gli
italiani, in quelle terre, erano stati veramente feroci contro un popolo inerme,
quasi analfabeta che non capiva perchè dovesse parlare una lingua
(l'italiano) che non conosceva come non conosceva il tedesco e il serbocroato.
Parlava infatti un dialetto misto di veneto e croato. Bastava non parlare
l'italiano per subire angherie di ogni genere. Mi fa piacere che finalmente
qualcuno parli di queste cose.
-13- Le locandine del vernacoliere e il "processo
della topa"
Il Vernacoliere è celebre anche per le locandine, ideate
da Mario Cardinali, che mensilmente fanno scandalo in edicola.
Alcune ormai
sono definite "storiche", in primis quelle che causarono il famoso
"processo della topa".
DICEMBRE 1983
Quella del dicembre 1983 è la prima locandina storica del
Vernacoliere.
Il Governo ha da poco messo una nuova tassa, la Socof,
Sovrimposta Comunale sui Fabbricati, e subito Mario Cardinali rincara la dose
con la Sogot, Sovrimposta Governativa sulla Topa.
E per la prima volta in
Italia e nel mondo la "topa" compare sulla locandina di un giornale, ovviamente
di Livorno. Ed altrettanto ovviamente un pisano denuncia il direttore ed autore
del pezzo, Mario Cardinali, autore della locandina e del relativo pezzo
satirico-vernacolare, per offesa al pudore, ovvero per pubblicazione
oscena.
Povero pisano, era meglio se si sognava ghiande!
Al processo per direttissima l'irrefrenabile Cardinali
racconta a lingua sciolta non solo che "topa" è parola livornese fra le più
usate e familiari, con la quale da secoli a Livorno la nonna dice "bella topina"
alla nipote quand'è piccina e il marito esclama "bella topona" alla moglie
quand'è grande, ma dichiara anche, il logorroico imputato, che «nel filone
satirico-giornalistico-vernacolare da lui inaugurato sul suo mensile nel 1982 il
linguaggio vernacolare, oltre ad avere un preciso riferimento ambientale, è
strettamente funzionale all'intento satirico perseguito, rispecchiando, secondo
il genere del grottesco rappresentato, le varie tipicizzazioni dell'eloquio
livornese. Precisando altresì che tale uso del vernacolo si riallaccia anche
all'intento di recuperare una caratteristica quale lo spirito ribellistico,
irriverente e dissacrante del popolo livornese, componente essenziale del suo
retroterra culturale, e di testimoniare ciò che in realtà è la lingua corrente
popolare livornese, nella quale l'uso di certe parole "sboccate" è molto comune,
privo di significati offensivi o di valori negativi».
Citazione testuale dalla sentenza di assoluzione «perchè
il fatto non costituisce reato» pronunciata il 13 gennaio 1984 dal Tribunale di
Livorno con Giorgio Monteverde presidente, Sandra Lombardi e Carlo De Pasquale
giudici a latere, e un Pubblico Ministero convintissimo anche lui che la topa
del Vernacoliere non faceva proprio male a nessuno, non avendo nemmeno i
denti).
In culo a' pisani, toh! (dal volume di Mario Cardinali "Ambrogio
ha trombato la contessa", Ponte alle Grazie, Firenze 1995).
FEBBRAIO 1984
Siamo all'apoteosi del Vernacoliere e della Topa, assolti
nell'omonimo processo del gennaio 1984. La locandina del mensile satirico
annuncia l'avvenimento con sarcastico clamore.
Da quel momento la topa
diviene una vera e propria categoria kantiana nell'universo filosofico del
Vernacoliere, un simbolo cosmogonico della fenomenologia terrena, un preciso,
continuo e puntuale riferimento ideologico e sostanziale per tutto ciò a cui
l'umanità ha sempre teso e sempre tenderà, quel mitico mondo migliore con tanta
topa per tutti e se ci levi anche quel sogno ci pare d'avello sempre preso 'n
culo e basta.
(dal volume di Mario Cardinali "Ambrogio ha trombato la
contessa", Ponte alle Grazie, Firenze 1995).
-14- TEMPO - 400 milioni della campagna
elettorale di FI arrivarono dal centralinista prestanome di
Tanzi
Il centralinista
di Parmalat sarebbe stato il secondo supporter finanziario della scalata
di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Quattro versamenti, da cento milioni
l’uno, ricevuti dall’ex segretario amministrativo di Forza Italia, Giovanni
Dell’Elce, per la trionfale campagna elettorale del 2001. Le quattro società che
effettuarono in quella primavera il versamento, e cioè la Rimigliano srl, la
Pisorno agricola srl, la Sata srl e la Finaliment srl, più che nella
disponibilità di Tanzi erano in realtà in quella del suo prestanome di fiducia:
il centralinista Angelo Ugolotti. Per tutta la giornata di ieri perquisiti gli
uffici della sede milanese della Bank of America alla ricerca di documenti, atti
e di tutti i contratti che hanno legato Parmalat con la banca dal 1997 in poi.
Contemporaneamente i magistrati hanno interrogato, come testi, tutti i
funzionari della sede. Si è consegnato ai magistrati Bonici, l’ex presidente di
Parmalat Sudamerica, dopo dieci giorni di latitanza. Il manager ha negato ogni
responsabilità affermando di aver soltanto eseguito gli ordini provenienti dalla
casa madre, in particolare da Fausto Tonna.
-15- Il Comune di Pavia aprirà nel 2004
73.000 e-mail gratuite per i suoi abitanti.
Al Comune siamo tutti registrati: quando nasciamo,
muoriamo, ci sposiamo, cambiamo domicilio, facciamo o non facciamo il militare e
il comune pensa, o dovrebbe pensare a noi, quando dobbiamo fare l'asilo nido,
quando dobbiamo procurarci una tomba, camminare per strada, prendere un bus o
andare a votare.
Oggi il Comune può aiutarci anche a comunicare con la
posta elettronica come ha deciso di fare l'Amministrazione Comunale di Pavia.
Nel 2004 a tutti i 73.000 abitanti del Comune sarà aperta gratuitamente una
casella e-mail (nome.cognome@comune.pv.it); sarà il regalo del compleanno del
Comune per ogni cittadino pavese che, in quel giorno, riceverà una lettera di
auguri con userid e password.
A questo indirizzo di posta elettronica i cittadini
riceveranno informazioni sui blocchi del traffico o sulle sedute del Consiglio
Comunale ma sarà a loro disposizione come un qualunque indirizzo e-mail.
Beh, cosa dire? L'iniziativa di una casella e-mail
gratuita può essere una buona cosa: in fondo il cittadino ogni anno lascia un
bel po' di soldini nelle casse comunali tra Ici e addizionale Irpef; speriamo,
però, che non si tratti di uno dei tanti servizi, anche comunali, che partono
gratis o quasi e, poi, quando non ne puoi più fare a meno, ti arriva una mazzata
e, teoricamente, il comune potrebbe risparmiare molto in posta ordinaria.
Spero che molti Comuni prima di imitare Pavia si limitino a
introdurre la buona abitudine di permettere ai cittadini di colloquiare via
e-mail con i propri uffici, rispondendo puntualmente a quesiti e reclami; e,
perché no, anche con il Signor Sindaco.
-16- Sul volo della compagnia
British Airways tra Johannersburg e Londra
La scena che segue si svolge sul volo della compagnia
British Airways tra Johannersburg e Londra: una donna bianca, di circa 50 anni,
prende posto di fianco a un nero.
Visibilmente turbata, chiama
l'hostess.
"Che problema c'è signora?" chiede l'hostess.
"Ma non lo
vedete?" risponde la signora "mi avete messo di fianco a un nero. Non sopporto
di rimanere vicino ad un essere così ripugnante. Assegnatemi un'altro
posto".
"Per favore si calmi" dice l'hostess " Perchè tutti i posti sono
occupati. Vado a vedere se ce n'è uno disponibile".
L'hostess si allontana e
ritorna qualche minuto più tardi "Signora, come pensavo, non c'è nessun posto
libero in classe economica. Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non
c'è nessun posto neanche in classe "executive". D'altro canto, abbiamo ancora un
posto in prima classe" e prima che la donna abbia modo di commentare la cosa
l'hostess continua "E' insolito per la nostra compagnia permettere a una persona
di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il
comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di
una persona così sgradevole.
E rivolgendosi al nero, l'hostess dice "Quindi,
signore, se lo desiderate, prendete il vostro bagaglio a mano che un posto in
prima classe l'attende..."
E tutti i passeggeri vicini che, stupiti, avevano
assistito alla scena, si alzarono applaudendo.
-17- AIDS
- HIV: acqua e sapone inattivano virus e cellule infette nelle secrezioni
genitali
I semplici acqua e sapone sono sufficienti ad
inattivare il virus dell'HIV nelle secrezioni genitali. Già in precedenza era
stato dimostrato che la pulizia dei genitali con acqua e sapone dopo il rapporto
sessuale è sufficiente ad evitare l'infezione da HIV. Il sapone dunque funziona
come killer dell'HIV, e potrebbe essere usato con altri strumenti utilizzati per
impedire la trasmissione del virus, come i diaframmi. Gli autori sottolineano
però che il sapone non dovrebbe essere usato come strumento di irrigazione
vaginale per eliminare localmente il virus, sia perchè non sono stati ancora
effettuati studi che provino la sua efficacia in questo senso, sia perchè il
sapone ha anche degli effetti collaterali, quali la fissurazione della mucosa
vaginale e l'alterazione della flora batterica locale. (Antimicrob Agents
Chemother 2003;47:3321-3322)
-18- Malattie Infettive TBC: inutile la
radiografia laterale nei positivi al test cutaneo
I radiogrammi
laterali del torace non sembrano utili nella valutazione di pazienti adulti con
test alla tubercolina positivo. Le radiografie del torace infatti vengono
utilizzate routinariamente in questi casi, ma non era chiaro se una proiezione
laterale potesse aggiungere qualcosa al valore diagnostico di quella
anteroposteriore. Secondo il presente studio, tale aggiunta non avviene. Secondo
i ricercatori, ciò è naturale, in quanto la tubercolosi postprimaria colpisce
più di frequente i segmenti apicali-posteriori dei lobi superiori, oppure i
segmenti superiori dei lobi inferiori, tutte aree che possono essere ben
visualizzate con la proiezione antero-posteriore. Inoltre, eliminare la
proiezione laterale farebbe risparmiare circa 72000 dollari americani all'anno.
(Chest. 2003;124:1824-1827)
-19- Italia, maglia nera Ue nell'Assistenza
domiciliare integrata agli anziani - 2003
Maglia nera, anzi nerissima, nella classifica europea
dell'assistenza domiciliare agli anziani oltre i 65 anni. L'attribuisce
all'Italia una ricerca in undici Paesi della Unione condotta dall'Universitá
Sacro Cuore di Roma per conto della Commissione Europea. Secondo la ricerca, il
nostro sistema sanitario riesce ad assistere a domicilio meno dell'1% degli over
65, per l'esattezza lo 0,9. Peggio di tutti e di gran lunga. Il dato più basso,
dopo quello dell'Italia, è il 6% della Cecoslovacchia.
La Francia supera l'8%, la Germania il 10%, l'Inghilterra
e i Paesi scandinavi addirittura il 20%. Ne ha dato notizia al congresso
della Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria a Firenze il
responsabile della ricerca, Roberto Bernabei. «Si tratta - ha spiegato - di
uno studio durato tre anni, realizzato per il Quinto Programma Quadro della
Commissione con lo scopo di capire le differenti caratteristiche di ciascun
sistema e di individuare il migliore. Presenteremo i risultati completi a
Bruxelles nelle prossime settimane. Lo studio dovrebbe inoltre essere presto
pubblicato dalla rivista scientifica Lancet».
La popolazione europea, ha
ricordato il professore Bernabei, sta invecchiando a ritmi sostenuti in tutto
l'Occidente, un fenomeno che riguarda inparticolare l'Italia, ormai,
notoriamente, il Paese più vecchio del mondo con circa un quarto della
popolazione oltre i 65 anni. In una societá con molti anziani un efficiente
servizio di assistenza domiciliare diventa strategico almeno per tre motivi:
garantisce sorveglianza e aiuto a persone rese fragili dall'etá; le fa sentire
meno sole (l'isolamento è uno dei drammi della vecchiaia); consente risparmi
sensibilissimi al sistema.
«In Italia - ha aggiunto Bernabei - si preferisce di gran
lunga ricoverare gli anziani in ospedale. Ma un solo giorno di degenza costa
oltre cinquecento euro, mentre con l'assistenza a domicilio non si superano i
cinquanta. Una differenza di uno a dieci che pesa enormemente sul bilancio di un
sistema sanitario. Una diversa organizzazione consentirá di risparmiare miliardi
di euro oltretutto garantendo più efficenza».
-20- Cassazione: se la Asl non indica dove curarsi
deve risarcire il paziente che si reca all'estero
Le Asl - e le Regioni dalle quali dipendono - non possono
negare ai cittadini il diritto al rimborso delle spese per le cure altamente
specializzate, ricevute all'estero, sostenendo che anche in Italia il malato
avrebbe potuto ottenere, nei centri all'avanguardia, lo stesso trattamento
terapeutico. Per negare l'autorizzazione al rimborso, le Asl devono dimostrare
di aver indicato al paziente gli ospedali italiani che effettivamente praticano
le terapie richieste e di averlo messo in contatto con queste strutture. Le Asl,
cioè, non possono rifiutarsi di farsi carico delle spese che i loro assistiti
hanno sostenuto all'estero, se si limitano a indicare genericamente ai pazienti
che in Italia si somministra quel determinato trattamento.
Il caso si è
aperto quando una donna si è rivolta prima al tribunale e poi alla Corte
d'appello di Lecce, per ottenere il rimborso di circa 53mila marchi spesi per
far curare il marito, malato di tumore al polmone, in Germania, in una clinica
dove praticavano un metodo chemioterapico specializzato per questa neoplasia.
L'uomo aveva chiesto alla propria Asl e alla Regione Puglia l'autorizzazione ad
avere assistenza sanitaria all'estero prima di intraprendere il viaggio. Ma
vistosi negato il rimborso dalla Asl, perchè quel tipo di chemioterapia "era
praticabile in numerose strutture nazionali", senza però specificare in quali,
l'uomo si era recato comunque all'estero e i suoi familiari avevano dato fondo
ai risparmi pur di allungargli la vita.
In seguito alla sua morte la moglie aveva chiesto il
risarcimento delle spese ma, sia in primo che in secondo grado, le era stato
negato. In Cassazione, tuttavia, le è stata data ragione perchè "dai generali
principi costituzionali di buon andamento della pubblica amministrazione e di
tutela del diritto fondamentale alla salute dell'individuo, deriva che
certamente fa carico all'amministrazione sanitaria, e nella specie ai Centri
regionali di riferimento e alle Aziende sanitarie locali, un obbligo di
informazione a favore del cittadino circa le strutture sanitarie di alta o
altissima specializzazione esistenti in Italia, idonee a fornire, per le
patologie lamentate, le stesse prestazioni specialistiche richieste e praticate
all'estero". "È infatti compito fondamentale e ineludibile della stessa
amministrazione - prosegue la Cassazione - indirizzare il cittadino affetto da
grave patologia, non adeguatamente curabile in sede locale, presso i centri di
alta o altissima specializzazione del settore, di cui essa è certamente a
conoscenza e con i quali è in contatto, non essendo pensabile lasciare
all'assistito il compito di attivarsi per individuare dette strutture".
Tanto
più che le neoplasie non si fermano in attesa del perfezionamento degli iter
burocratici, per cui se la Asl non mette il paziente in contatto con i centri di
eccellenza italiani e gli lascia questo compito, allora ricorre la situazione di
"gravità e urgenza" che rende superfluo il nulla-osta per curarsi all'estero. In
simili circostanze il malato può andare a curarsi nel Paese suggeritogli dal suo
medico e presentare, al ritorno, il conto delle spese alla Asl. Adesso un nuovo
giudice, indicato nella Corte di appello di Bari, dovrà provvedere a liquidare
alla donna la somma spesa per la cura del marito.
-21- Ancora sulle tre "i" - Insicurezza, ignoranza
e imbroglio.
Il governo italiano ha deciso di adottare ufficialmente Microsoft per tutti
i sistemi informatici (e-government) legati alle attivita' di amministrazione e
governo. E' una strana decisione.
In Germania, l'amministrazione pubblica ha deciso da tempo di passare a
Linux, che e' molto piu' economico e soprattutto piu' sicuro (le ultime wersioni
di Windows sono la pacchia di virus e infiltrazioni abusive). In Francia,
Microsoft e' decisamente impopolare. Alla Ibm (due anni fa) e alla Ford (adesso)
tutti i sistemi aziendali, su scala mondiale, sono stati trasferiti da Windows a
Linux. In Giappone, Cina e Sud Corea i ministri dell'Industria si sono
incontrati per promuovere insieme un sistema operativo non-Microsoft, a partire
da Linux.
In Europa, Microsoft e' sotto inchiesta da tempo (dal commissario Monti)
per irregolarita' di vario genere, a cominciare dalla monopolizzazione illegale;
in America, e' costretta a fare la spola da una corte federale all'altra per
salvarsi da accuse analoghe, versando cifre faraoniche (due miliardi ad Aol
Time) di risarcimento extragiudiziale.
In Italia, regaliamo tranquillamente milioni di euri a Microsoft per dei
sistemi obsoleti, insicuri, e di gran lunga piu' costosi di ogni altro al mondo.
Le tre "i"? Insicurezza, ignoranza e imbroglio.
-22- Pubblicità: realtà, irrealtà, iperrealtà.
- E' sempre bel tempo.
- Siamo tutti ricchi, belli e
giovani.
- La famiglia italiana media è costituita dal padre che non
raggiunge i 30 anni, la madre ha 20 anni e i figli hanno solo 10 anni in meno di
loro, ovviamente tutti sani e bellissimi.
- Lei fa la mantenuta, infatti è
sempre a casa che sforna torte e biscotti, innaffia le piante oppure si mette in
perizoma e si lascia fotografare sul balcone dai vicini e quando ha il ciclo si
arrampica sugli alberi oppure si butta col paracadute.
- Lui ovviamente è un
super manager, lavora 2 ore al giorno, va in ufficio in elicottero, e prende sui
10 mila euro al mese per poter mantenere il casolare di campagna, la moglie e i
cinque figli.
- I figli miracolosamente non litigano mai, vanno bene a
scuola, sono ubbidienti e l'unica cosa che chiedono è la loro merendina
preferita e l'unica disgrazia che potranno mai combinare è una macchia di
cioccolata sulla maglietta (ma a quella ci pensa la nonna).
- Si fa sesso
ogni giorno in ogni angolo della casa.
- Ci si può innamorare nel bel mezzo
di un incendio che sta devastando un quartiere.
- Se la tua auto monta un
tetto apribile è probabile che un caccia ti si accosti a testa in giù.
-
Vieri sa cos'è l'ADSL.
- Quando ti ammali, se prendi una medicina ti passerà
tutto in 30 secondi.
- I tuoi colleghi di lavoro sono tutti fotomodelli/e al
di sotto dei 30 anni
- Il capo non ti dice niente se ti becca col walkman o
se fai disegnini in riunione.
- Se ti metti a ballare il tango in mezzo alla
strada non ti prendono per schizofrenica.
- Quando fai una passeggiata ti può
capitare di incontrare Antonio Banderas o Sean Connery.
- Se non hai voglia
di cucinare, tuo marito e i tuoi figli si accontentano benissimo di una
scatoletta di carne gelatinosa e ti ringraziano pure.
- Quando è ora di cena
tutta la famiglia si riunisce e fa una danza rituale con un camaleonte.
-
Quando litighi col tuo ragazzo, fuori dalla porta ce n'è un altro pronto a
consolarti.
- Le donne semplicemente adorano avere il ciclo e ti raccontano
tutte contente com'è bello avere mezzo metro di cotone in mezzo alle gambe.
-
I neonati non sporcano mai i pannolini e la prima cosa che imparano è cambiarsi
da soli. Se pisciano, pisciano una strana acqua blu...
- Non c'è mai traffico
e tutte le strade passano per vallate stupende dove ci sei solo tu!
- Gli
animali non fanno cacca.
- Tua nonna fa yoga, ginnastica artistica, ti porta
ai concerti, ti dà il numero di telefono del cantante e corre a portarti i
vestiti perchè tu, povera nipotina, hai voluto fare il bagno nuda.
- Giochi a
basket e sei contento di stare a perdere tanto pensi alla tua macchina nuova.
Che è una Fiat...
- Tu vai in giro e tutti ti ringraziano per aver fatto la
spesa. http://www.welfareitalia.it/contents.php?cid=323