All'ospedale Spallanzani di Roma sembra
che sia in corso un processo di militarizzazione dello stesso senza che gli
organi istituzionali deputati al controllo siano stati messi al corrente e siano
stati coinvolti come dovrebbe essere fatto in uno Stato che si definisce
democratico.
Lo Spallanzani di Roma in un prossimo futuro dovrebbe svolgere
la funzione di Ospedale Civile per la Sicurezza Nazionale, con il compito di
fronteggiare sotto il versante sanitario eventuali attacchi
bioterroristici.
Tenendo conto che secondo le
raccomandazioni internazionali la struttura non sarebbe adatta allo
scopo per la sua peculiare ubicazione (in un quartiere ad alta densità
abitativa e con la vicinanza di un asilo) e
tenendo presenti le perplessità e le riserve avanzate sui requisiti di
biosicurezza e sui protocolli di contenimento biologico degli agenti infettanti,
che lo renderebbero non solo inadeguato, ma anche insicuro,
a dicembre con una nota dettagliata abbiamo sollecitato ( lo
scrivente, l'on. G. Russo Spena di RC, l'on. G. Calo' dell'IDV e l'avv. V.
Marinelli di Europeansconsumers) il Presidente del Comitato Nazionale per la
Biosicurezza e le Biotecnologie, Prof. L. Santi, a fornire gli opportuni
chiarimenti in modo da fugare tutte le riserve, le perplessità e i timori
anche in base alla particolare situazione internazionale.
La risposta del Presidente del Comitato Nazionale per la
Biosicurezza e le Biotecnologie, Prof. L. Santi, che allego alla presente, ci ha
fatto sapere
-1- che " la sicurezza dei laboratori BSL4 e' stato un problema
oggetto di particolare approfondimento nell'ambito dell'organizzazione dei paesi
membri del G8"
-2- che il cosidetto "laboratorio BSL4 e' stato ispezionato
personalmente dal Presidente del Comitato dei Lavoratori di massima sicurezza
del G8"
-3- che il "percorso autorizzativo nazionale e' stato ispirato
alla legge 626 del 94.
Purtroppo le suddette precisazioni non
garantiscono automaticamente che vengano osservati i protocolli internazionali
e non danno in ogni caso una risposta esauriente alla necessita' di
sapere
1) se esiste un collaudo e una certificazione delle
autorità competenti sulla BSL4
2) e se la struttura, definita come BSL4, abbia le
caratteristiche congrue a tale livello come:
a) presenza di
sistemi di allarme in ogni stanza;
b)
presenza di
porte a chiusura ermetica;
c)
presenza di
teleschermi interni, affinché ogni operazione sia ben documentabile;
d)
presenza di
uno spogliatoio e doccia dove ogni operatore si dovrebbe (come previsto dalle
norme di sicurezza internazionali) cambiare completamente gli
indumenti in entrata ed in uscita dalla BSL4;
e)
presenza di
porte di accesso al laboratorio scorrevoli e bloccabili (self-closing and
lockble);
f)
presenza di
un sistema di scarico dei liquidi costituito da materiale acido-base resistente,
provvisto di filtri HEPA per la protezione contro insetti; verifica sulla
decontaminazione dei liquidi di scarico con un processo validato fisicamente e
biologicamente prima di arrivare nel sistema fognario;
g)
certificazione di tutti i ceppi altamente patogeni presenti all’interno
di codesto Istituto.
Intanto, in questa situazione di poca chiarezza i progetti
governativi sull'ospedale sembra che stiano andando avanti senza un
reale coinvolgimento degli organi istituzionali di controllo e senza che in
parlamento siano state date dal governo risposte esaurienti alle richieste di
chiarimento avanzate da piu' parti.
Per richiedere trasparenza, sicurezza e adeguati controlli, invito
tutti coloro che potranno a partecipare al sit-in organizzato a Roma per
venerdi' 21 marzo alle ore 15.30 in via Portuense
292.
Dott. Luigi Sedita - Responsabile Nazionale Dipartimento Sanità e Diritto alla Salute
dell'Italia dei
Valori
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di Nadir
Venerdì 21 marzo ore 15.30 Sit-in
contro il G7 sul bioterrorismo all'ospedale Spallanzani in via Portuense n. 292
a Roma
Con il progetto sul bioterrorismo lo Spallanzani si sta
trasformando, da ospedale con trentennale esperienza in materia di lotta alle
malattie infettive in struttura di ricerca e sperimentazione ..... e per
finalità militari!
Da molti mesi gli organi di informazione accennano a
questo "progetto": il ministro Sirchia ha già inaugurato i nuovi laboratori
dello Spallanzani per il trattamento di agenti patogeni letali (vaiolo, antrace,
ebola.) legati al c.d. bioterrorismo. È già pronto un primo finanziamento di 25
milioni di euro la cui provenienza non è nota: fonti ministeriali fanno
riferimento ad una multinazionale americana, fonti giornalistiche parlano di
questi soldi provenienti direttamente da Bush, che così vuol coprire gli
interessi americani nell'Europa del Sud e nel Mediterraneo ricchi di sedi
diplomatiche e basi USA (Balcani, Medioriente, ecc). L'assenso e il
coinvolgimento del governo Berlusconi è totale mentre gli organi istituzionali
che dovrebbero decidere, controllare e gestire questioni così delicate sembrano
non esserne coinvolte.
Intanto la struttura dello Spallanzani è già in
fase di trasformazione in presidio militare:
1) è stato chiuso l'unico
reparto di pediatria pubblica del centro-sud per le malattie infettive;
2) è
stato chiuso il passaggio (in modo invalicabile) con il S. Camillo;
3)
verranno presto trasferiti altrove l'asilo nido interno ed i reparti di
Rianimazione e di Gastroenterologia;
4) il 21 marzo, si svolgerà il meeting
sul bioterrorismo dei ministri della sanità dei Paesi G7!
Sono i primi
effetti della "guerra permanente" che già ci ritroviamo in casa nostra o è
"solo" speculazione contro i diritti di cittadini e malati? Oltre a consegnare
fette di territorio per le basi militari americane, a "prestare" strade, porti,
aeroporti, ora il governo Berlusconi si accinge a consegnare a Bush anche i
nostri ospedali? Se tutto ciò non è vero, perché non hanno ancora risposto
chiaramente alle interrogazioni parlamentari, alle ispezioni ed alle domande dei
cittadini e dei lavoratori?
Vogliamo trasparenza e verità su questo
progetto per il "bioterrorismo", vogliamo essere consultati come cittadini e
lavoratori: se è proprio necessaria la ricerca e la cura di tipo militare perché
non farla in strutture militari dimesse, lontane da centri abitati anziché in un
ospedale pubblico già funzionante!? Quale sicurezza per i lavoratori, i malati e
per tutta la popolazione? La ricerca e la sperimentazione devono essere gestite
in luoghi idonei e in modo trasparente dal servizio pubblico italiano e non da
multinazionali o dal governo USA! Cosa si discuterà veramente nel G7 allo
Spallanzani? Perché farlo a porte chiuse?
Lo Spallanzani deve rimanere
un Ospedale pubblico per la ricerca e la cura: chiediamo l'immediata riapertura
della pediatria e del passaggio con il San Camillo!
Coordinamento per la
Salute Pubblica (Aprile per la sinistra, Attac, Banca etica rete Lilliput ,
Cittadinanza attiva Tribunale Diritti Del Malato, Cobas Spallanzani, Comitato di
Resistenza Popolare, LILA Lazio, C.C.O. Mario Mieli, Rifondazione Comunista Fed.
Romana - Circolo Sanità G. Maccacaro -, Verdi, Un Ponte Per, ) aderiscono alla
manifestazione: il coord. Cittadino ROMA CITTA APERTA ALLA PACE e la fed. Romana
di ITALIA dei VALORI
NOTE Il Coordinamento si riunisce tutti i lunedì
dalle ore 18.00 alle 20.30 c/o il C. S. "il Cantiere" in Via G. Modena a
Trastevere per contatti tel. 340.8525308, e-mail: coordinamentosalute@libero.it