sicurezza necessaria e indispensabile per le funzioni dell'ospedale Spallanzani di Roma e per il quartiere

14/mar/2004 05.42.52 Luigi Sedita Contatta l'autore

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All'ospedale Spallanzani di Roma sembra che sia in corso un processo di militarizzazione dello stesso senza che gli organi istituzionali deputati al controllo siano stati messi al corrente e siano stati coinvolti come dovrebbe essere fatto in uno Stato che si definisce democratico.
(leggi il comunicato di  http://www.e-laser.org/htm/news.asp?idNews=178 )
Lo Spallanzani di Roma in un prossimo futuro dovrebbe svolgere la funzione di Ospedale Civile per la Sicurezza Nazionale, con il compito di fronteggiare sotto il versante sanitario eventuali attacchi bioterroristici.
Tenendo conto  che secondo le raccomandazioni internazionali la struttura non sarebbe adatta allo scopo per la sua peculiare ubicazione (in un quartiere ad alta densità abitativa e con la vicinanza di un asilo) e tenendo presenti le perplessità e le riserve avanzate sui requisiti di biosicurezza e sui protocolli di contenimento biologico degli agenti infettanti, che lo renderebbero non solo inadeguato, ma anche insicuro,
a dicembre con una nota dettagliata abbiamo sollecitato  ( lo scrivente, l'on. G. Russo Spena di RC, l'on. G. Calo' dell'IDV e l'avv. V. Marinelli di Europeansconsumers)  il Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, Prof. L. Santi, a fornire gli opportuni chiarimenti in modo da fugare tutte le riserve, le perplessità e i timori anche in base alla particolare situazione internazionale.
 
La risposta del Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, Prof. L. Santi, che allego alla presente, ci ha fatto sapere 
-1- che " la sicurezza dei laboratori BSL4 e' stato un problema oggetto di particolare approfondimento nell'ambito dell'organizzazione dei paesi membri del G8"
-2- che il cosidetto "laboratorio BSL4 e' stato ispezionato personalmente dal Presidente del Comitato dei Lavoratori di massima sicurezza del G8"
-3- che il "percorso autorizzativo nazionale  e' stato ispirato alla legge 626 del 94.
 
Purtroppo le suddette precisazioni non garantiscono automaticamente che vengano osservati i protocolli internazionali e non danno in ogni caso una risposta esauriente alla necessita' di sapere
1) se esiste  un collaudo e una certificazione delle autorità competenti sulla BSL4
2) e se la struttura, definita come BSL4, abbia le caratteristiche congrue a tale livello come:

a)    presenza di sistemi di allarme in ogni stanza;

b)    presenza di porte a chiusura ermetica;

c)    presenza di teleschermi interni, affinché ogni operazione sia ben documentabile;

d)   presenza di uno spogliatoio e doccia dove ogni operatore si dovrebbe (come previsto dalle norme di sicurezza internazionali) cambiare completamente gli   indumenti in entrata ed in uscita dalla BSL4;

e)  presenza di porte di accesso al laboratorio scorrevoli e bloccabili (self-closing and lockble);

f)     presenza di un sistema di scarico dei liquidi costituito da materiale acido-base resistente, provvisto di filtri HEPA per la protezione contro insetti; verifica  sulla decontaminazione dei liquidi di scarico con un processo validato fisicamente e biologicamente prima di arrivare nel sistema fognario;

g)  certificazione di tutti i ceppi altamente patogeni presenti all’interno di codesto Istituto.

 
Intanto, in questa situazione di poca chiarezza i progetti governativi sull'ospedale sembra che stiano andando avanti senza un reale coinvolgimento degli organi istituzionali di controllo e senza che in parlamento siano state date dal governo risposte esaurienti alle richieste di chiarimento avanzate da piu' parti.
Per richiedere trasparenza, sicurezza  e adeguati controlli, invito tutti coloro che potranno a partecipare al sit-in organizzato a Roma per venerdi' 21 marzo alle ore 15.30 in via Portuense 292.
 
Dott. Luigi Sedita - Responsabile Nazionale Dipartimento Sanità e Diritto alla Salute dell'Italia dei Valori  
 
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No alla militarizzazione dello Spallanzani http://www.e-laser.org/htm/news.asp?idNews=178

di Nadir

Venerdì 21 marzo ore 15.30 Sit-in contro il G7 sul bioterrorismo all'ospedale Spallanzani in via Portuense n. 292 a Roma

Con il progetto sul bioterrorismo lo Spallanzani si sta trasformando, da ospedale con trentennale esperienza in materia di lotta alle malattie infettive in struttura di ricerca e sperimentazione ..... e per finalità militari!

Da molti mesi gli organi di informazione accennano a questo "progetto": il ministro Sirchia ha già inaugurato i nuovi laboratori dello Spallanzani per il trattamento di agenti patogeni letali (vaiolo, antrace, ebola.) legati al c.d. bioterrorismo. È già pronto un primo finanziamento di 25 milioni di euro la cui provenienza non è nota: fonti ministeriali fanno riferimento ad una multinazionale americana, fonti giornalistiche parlano di questi soldi provenienti direttamente da Bush, che così vuol coprire gli interessi americani nell'Europa del Sud e nel Mediterraneo ricchi di sedi diplomatiche e basi USA (Balcani, Medioriente, ecc). L'assenso e il coinvolgimento del governo Berlusconi è totale mentre gli organi istituzionali che dovrebbero decidere, controllare e gestire questioni così delicate sembrano non esserne coinvolte.

Intanto la struttura dello Spallanzani è già in fase di trasformazione in presidio militare:
1) è stato chiuso l'unico reparto di pediatria pubblica del centro-sud per le malattie infettive;
2) è stato chiuso il passaggio (in modo invalicabile) con il S. Camillo;
3) verranno presto trasferiti altrove l'asilo nido interno ed i reparti di Rianimazione e di Gastroenterologia;
4) il 21 marzo, si svolgerà il meeting sul bioterrorismo dei ministri della sanità dei Paesi G7!

Sono i primi effetti della "guerra permanente" che già ci ritroviamo in casa nostra o è "solo" speculazione contro i diritti di cittadini e malati? Oltre a consegnare fette di territorio per le basi militari americane, a "prestare" strade, porti, aeroporti, ora il governo Berlusconi si accinge a consegnare a Bush anche i nostri ospedali? Se tutto ciò non è vero, perché non hanno ancora risposto chiaramente alle interrogazioni parlamentari, alle ispezioni ed alle domande dei cittadini e dei lavoratori?

Vogliamo trasparenza e verità su questo progetto per il "bioterrorismo", vogliamo essere consultati come cittadini e lavoratori: se è proprio necessaria la ricerca e la cura di tipo militare perché non farla in strutture militari dimesse, lontane da centri abitati anziché in un ospedale pubblico già funzionante!? Quale sicurezza per i lavoratori, i malati e per tutta la popolazione? La ricerca e la sperimentazione devono essere gestite in luoghi idonei e in modo trasparente dal servizio pubblico italiano e non da multinazionali o dal governo USA! Cosa si discuterà veramente nel G7 allo Spallanzani? Perché farlo a porte chiuse?

Lo Spallanzani deve rimanere un Ospedale pubblico per la ricerca e la cura: chiediamo l'immediata riapertura della pediatria e del passaggio con il San Camillo!

Coordinamento per la Salute Pubblica (Aprile per la sinistra, Attac, Banca etica rete Lilliput , Cittadinanza attiva Tribunale Diritti Del Malato, Cobas Spallanzani, Comitato di Resistenza Popolare, LILA Lazio, C.C.O. Mario Mieli, Rifondazione Comunista Fed. Romana - Circolo Sanità G. Maccacaro -, Verdi, Un Ponte Per, ) aderiscono alla manifestazione: il coord. Cittadino ROMA CITTA APERTA ALLA PACE e la fed. Romana di ITALIA dei VALORI

NOTE Il Coordinamento si riunisce tutti i lunedì dalle ore 18.00 alle 20.30 c/o il C. S. "il Cantiere" in Via G. Modena a Trastevere per contatti tel. 340.8525308, e-mail: coordinamentosalute@libero.it
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