ANTIPLAGIO mamma Ebe ecc. su Polizia Moderna 03/04

20/mar/2004 02.35.14 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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AFFARI MAGICI di Annalisa Bucchieri (Polizia Moderna, marzo 2004)
E’ un esercito quello degli operatori dell'occulto. Circa 22 mila tra cartomanti, maghi, chiaroveggenti, guaritori, esorcisti a disposizione degli oltre 10 milioni di italiani che ogni anno aprono il cuore e il portafogli al mondo esoterico, per un volume d'affari che supera i 5 miliardi di euro dei quali il 97 per cento è esentasse, o meglio, è il caso di dirlo “occultato” al fisco. A giudicare dalle cifre del rapporto annuale sull'argomento stilato dal Telefono Antiplagio, un'associazione no profit fondata nel 1994 da Giovanni Panunzio, la magia è prima di tutto un grosso e appetibile affare al quale nessuno vuole rinunciare nonostante il mestiere di ciarlatano, ovvero qualsiasi attività diretta a speculare sulla credulità altrui, sia vietato dalla legge, secondo l'articolo 121, ultimo comma del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
IL MISTERO ARRICCHISCE
Per una "fattura" si possono spendere 2.000 euro, per una "legatura d'amore" fino a 4.000. Eppure all'ingrosso i prezzi sono molto più accessibili. Ad esempio, un chilo di incenso contro il malocchio costa solamente 18 euro, mentre il kit per un rito qualunque costa mediamente 50 euro. Ciò che fa salire il prezzo delle prestazioni sono le "energie soprannaturali", in grado di guarire da ogni maleficio, che il mago di turno dichiara di possedere. Anche se finora nessuno e stato in grado, sotto scientifico controllo, di dare dimostrazione di almeno uno di questi fantomatici poteri. Si tratta nella maggior parte dei casi di truffe in piena regola, alle quali difficilmente segue una denuncia da parte della vittima che spesso si vergogna di ammettere la propria ingenuità. Un fenomeno sommerso di cui i fatti di cronaca che talvolta giungono alla ribalta, sono solamente la punta dell'iceberg.
UNA PIAGA SOCIALE NASCOSTA
Far emergere questo sottobosco è una delle battaglie della Federconsumatori, condotta dal suo affiliato Francesco Castellotti: "Gli arresti di Mamma Ebe e del Mago della Sfinge, come i servizi di Striscia la notizia, spero portino tutti a far riflettere sulla vera natura della magia: non è un fenomeno di folclore ma una vera e propria piaga sociale che porta, in casi estremi, a commettere gravi reati. E come se non bastasse il mondo della magia, si rivolge ora anche agli adolescenti con pubblicazioni specializzate e interventi mirati sui mezzi di comunicazione, quasi a voler coltivare una nuova generazione di utenti".
EFFETTI “MEDIATICI”
Rincara la dose Panunzio: "Ormai i maghi si sono accaparrati innumerevoli spazi mediatici per alimentare il proprio giro d'affari. Le loro pubblicità si trovano non solo su riviste di settore ma anche su quotidiani e periodici, radio, servizi telefonici a pagamento, Internet e soprattutto televisioni". Ma proprio secondo il rapporto solo settemila dei circa 22 mila operatori dell'occulto sono reclamizzati. Gli altri sfruttano il tam tam delle conoscenze per acquisire nuovi clienti. Perché allora criminalizzare i mass media che ospitano questi soggetti? Risponde Panunzio: "Non era pericoloso quello che diceva Wanna Marchi mentre andava in onda, quanto quello che brigava quando contattava i suoi clienti in separata sede. Però, il piccolo schermo le permetteva il primo adescamento". Si unisce al coro Massimo Polidoro, segretario del Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni paranormali: "Oggi la tv è la cassa di risonanza per eccellenza, un mago sul piccolo schermo acquista immediatamente una patina di credibilità. Si incentiva così il ricorso all'irrazionale tra gli spettatori".
COSA DICE LA LEGGE
Sebbene un decreto-legge del '94 abbia stabilito pene più severe per le truffe dell'occulto, rimane il fatto che il reato di plagio è stato derubricato dal codice penale. Troppa tolleranza a detta di molti. Ma forse indurire la legge serve fino a un certo punto. Il problema va affrontato alla radice, domandandosi perché sempre più persone scelgono la fuga verso l'irrazionale nei momenti in cui il loro assetto emotivo è critico.
IDENTIKIT DEL CLIENTE…
La credulità non dipende dal fattore culturale in senso stretto. Non è scontato che il cliente che paga per guardare nella palla di vetro sia una persona semplice e poco informata. Ci sono esempi di personaggi in vista, non ultimo l'allenatore di calcio Liedholm che accompagnò i suoi giocatori da un guaritore di Busto Arsizio e per anni ha disegnato tattiche in campo basandosi su consigli astrologici. In testa alle regioni con più alto tasso di magia c'è, a sorpresa, la Lombardia con 2.500 operatori esoterici, e circa 180 mila clienti. I nuovi maghi battono le zone della ricchezza ad alta densità di popolazione, dove è più facile trovare clientela facoltosa. Quindi va sfatato il luogo comune che i meridionali siano più soggetti al fenomeno. Si tratta di uno status psicologico più che culturale. Secondo la psicoterapia, spiega Gianni Lanari, responsabile del Cisp (Centro italiano di soccorso psicologico) queste persone plagiate dagli stregoni del nuovo millennio usano una categoria di pensiero disfunzionale, chiamata “fallacia di controllo”. Cioè pensano che tutto ciò che gli succede non dipenda da loro ma da fattori esterni. Non sono responsabili né possono gestire o modificare l'andamento della propria vita. Quindi nei momenti di difficoltà o di disgrazia l'unica soluzione da ricercare è quella soprannaturale. Nella maggior parte dei casi il rituale magico o la fattura antimalocchio soddisfano il cliente. Sortiscono un effetto placebo: tendo a sentirmi meglio dopo che mi sono rivolto al mago solo per il fatto di essere convinto di aver intrapreso la strada giusta". Diversa la situazione di chi, afflitto da malattie gravi, si rivolge in extremis al guaritore o, che incapace di accettare un lutto, cerca la medium psicofona che lo faccia parlare con il caro estinto. Queste persone possono essere state fino ad allora in grado di affrontare con le proprie risorse e la propria energia la vita, ma gli eventi estremi della morte e della malattia le hanno ridotte a una temporanea impotenza, di cui si approfittano gli sciacalli dell'esoterismo. Molte delle vittime potrebbero trovare un valido aiuto nello studio dello psicologo. Ma è un'alternativa che non si prende frequentemente in considerazione. Costa troppa fatica e non garantisce soluzioni veloci. "Noi non diamo risposte immediate. Portiamo la persona a trovarle in sé - spiega Gianni Lanari – non indichiamo scorciatoie, avvertiamo piuttosto che il percorso psicoterapico sarà lungo e richiederà il massimo impegno". E’ un metodo che contrasta con la fretta che affligge la nostra società. Ad azzardare una lettura storica del problema è Benedetta Barbanti, psicologa clinica: "Oggigiorno non siamo più allenati a sopportare il dolore e a essere pazienti, tutto si deve risolvere nel più breve tempo possibile. La magia viene vista come il pronto soccorso della nostra anima in ambasce". Mentre poi, lungi dal chiudere l'emergenza in quattro e quattro otto si cade nella dipendenza dei cialtroni.
… E DEL MAGO DEL TERZO MILLENNIO
"E’ successo a una mia paziente - racconta la Barbanti - che per dieci anni e stata succube di un profeta di metodi orientali. Le toglieva l'energia negativa con il sesso. Il millantatore in questione non aveva apparentemente nulla di familiare con la figura colorita di un indovino o cartomante. Ma si presentava come un profeta new age della medicina alternativa". I nuovi maghi sono ben lontani dall'imbonitore di piazza di paese, dalla fattucchiera di famiglia che leva il malocchio. Non si limitano a colpire la fantasia popolare, ma mettono in campo strategie psicologiche molto affinate. "Osservando quelli che parlano in televisione si capisce che se ne intendono di caratteristiche della personalità - continua la psicologa - utilizzano domande chiave, mirate ma molto soft: età della persona che ha chiamato e l'età della persona in causa, lavoro, il motivo della richiesta, se lo ha già visto in tv. Si fanno un quadro della situazione ma restano vaghi, non si espongono finché attraverso una carta che indica pericolo non provocano un commento della persona che ha chiamato. E da lì è tutto in discesa". Ormai gli stregoni del terzo millennio hanno conquistato il palcoscenico delle grandi città. A Milano sono 1.600: più numerosi degli psicologi e fatturano il doppio.
COSA FARE?
Ma gli psicoterapeuti non sono rimasti a guardare e hanno messo in campo una serie di iniziative sulla prevenzione. Tra le quali: la Settimana della prevenzione psicologica (www.prevenzione-psicologica.it), organizzata dal Cisp nel mese di marzo, che offre la consultazione gratuita di 300 esperti in tutta Italia, per diffondere la cultura del benessere psicologico. D'altro canto sportelli virtuali d'informazione ai cittadini iniziano a moltiplicarsi sulla scia del Telefono Antiplagio. Creare un numero amico è utile soprattutto perché la gente truffata dal mago difficilmente ha il coraggio di dichiarare la propria ingenuità o di smascherare completamente una persona di cui ha subito il carisma. Attraverso una telefonata può invece mantenere l'anonimato e al tempo stesso sfogarsi. Federconsumatori è molto sensibile al problema. E ha lanciato recentemente Allarme Ciarlatani, un progetto articolato di tutela dai raggiri dei maghi. Si avvale di un telefono e una casella di posta elettronica (allarme.ciarlatani@libero.it), più una rete di sportelli in tutta Italia, nelle sedi dell'associazione, a disposizione delle segnalazioni dei cittadini. "Cerchiamo di dare consigli su come ottenere risarcimento dai danni economici. Ma soprattutto puntiamo sulla prevenzione attraverso progetti di comunicazione - dice Francesco Castellotti, a capo del servizio Allarme Ciarlatani e autore fra l'altro di “Attenti al mago”, un manualetto di autodifesa a uso dei consumatori - facciamo campagne di informazione realizzate con l'aiuto di scienziati e illusionisti. Spesso infatti i furbastri dell'occulto utilizzano trucchetti che solamente un bravo illusionista sa cogliere.

EBE E LA SFINGE di Giorgio Silvi (Polizia Moderna, marzo 2004)
L’esercizio della magia ha portato in Italia a commettere gravi reati. I due casi risolti dalla Polizia di Stato, di cui si parla di seguito, vanno oltre la truffa semplice. Nel primo la ciarlatana invece della tunica esoterica veste un camice bianco-mistico e somministra, senza alcuna autorizzazione, nella sua clinica, intrugli che attentano all'integrità fisica, incorrendo così nell'esercizio abusivo della professione medica e nell'associazione per delinquere. Nel secondo la magia viene utilizzata per ottenere prestazioni sessuali dalle clienti, plagiate e umiliate. Un danno che va ben oltre quello economico.
MAMMA EBE, SANTE SEVIZIE
Ebe Gigliola Giorgini, in arte Mamma Ebe, è una vecchia conoscenza per il dirigente del commissariato di Cesena, Oreste Capocasa. L'arrestò la prima volta nel 2002 dopo una lunga indagine partita da una lettera anonima, scritta da una delle pseudosuorine pentite che lei stessa ordinava come ancelle del Signore. Aveva anche allestito una chiesetta dedicata a Padre Pio vicino al suo gabinetto paramedico. Il meccanismo di confondere patente di santità, principi religiosi, con poteri da guaritrice era ben oliato. Farmaco e misticismo erano le sue armi. Con gli antidepressivi prescritti da un medico complice, creava dipendenza e assoggettamento delle persone che si rivolgevano a lei chiedendo di essere esorcizzate dal Male. Inviava angeli a risolvere problemi casalinghi con tariffe da 25 euro l'ora. I suoi poteri soprannaturali venivano dimostrati con il cambiamento del colore degli occhi, se erano diventati verdi aveva visto Dio, azzurri la Madonna, e così via. Sceneggiate in cui sanguinava e riceveva finte stigmate la rendevano ancora più santa e buona agli occhi dei suoi clienti. Uscita di galera, Mamma Ebe si era spostata dall’Emilia in Toscana, nella sua casa vicino Pistoia, dove ricostruì esattamente tutto il diabolico meccanismo di prima. Aggiungendo alle pratiche mediche quella dell'agopuntura. Infilava senza nessuna igiene e cognizione anatomica spilloni ovunque. Ai genitali per la sterilità, nel cuoio capelluto per la calvizie, nel collo per i dolori cervicali. In maniera direttamente proporzionale aumentavano gli indemoniati e il conto in banca della Giorgini. Ma Oreste Capocasa che l'ha incastrata la prima volta ha continuato a seguire le sue gesta: "Dagli appostamenti all'abitazione siamo riusciti a verificare una media di 30 clienti al giorno per 30/50 euro a visita o applicazione. Grazie a uno stratagemma siamo riusciti a nascondere delle cimici nella villa e a intercettare le conversazioni che l'hanno inchiodata davanti ai giudici". Ora i capi d'imputazione che gravano sulla sua testa sono così gravi che non le permetteranno di ritornare presto in circolazione. Ma sconfiggere il reato e meno difficile che sconfiggere la creduloneria: "Trovo sorprendente - dice Capocasa - che dopo le rivelazioni delle indagini Mamma Ebe continui ad avere seguaci. La moglie di un professionista viene sempre a dirmi che ho perseguitato una santa".
LA SFINGE, L’UNICO ENIGMA ERA IL SESSO
Oscar Ghetti, dirigente della squadra mobile di Forlì racconta del Mago della Sfinge da lui arrestato e recentemente condannato a 10 anni di reclusione: "Quasi altrettanti ne ha passati costringendo a scambi di coppia e prestazioni erotiche di ogni genere le clienti e facendo abusi su ragazze minorenni a partire dalla sua nipotina di 14 anni. Il rito sexualis a cui sottoponeva le sue vittime doveva servire a cacciare il male che albergava in loro. La sua patina esotico-egiziana, rafforzata dalla presenza della sacerdotessa Nefertiti, una sua adepta-aiutante che faceva da collettore con la clientela, era mescolata a pretese mistico-cattoliche: dichiarava che il Padreterno era entrato in lui donandogli poteri spirituali del Bene". Chi era realmente il Mago della Sfinge? Un perverso innanzitutto. Due denunce precedenti per atti osceni e di libidine nei confronti di minori ne denotano la vocazione all'abuso sessuale. La sua scarsa cultura non gli ha impedito d'inventarsi il teatrino magico per plagiare ai suoi sogni le clienti, tutte giovani e carine. Ve ne sono molti di questi sedicenti maghi che pretendono pagamenti in natura, invece o in aggiunta del denaro. "Fu un amico della ragazza vittima a fare la segnalazione - ricorda Ghetti - poi una poliziotta del mio team con molta pazienza e delicatezza ha fatto parlare la ragazza. Non è facile denunciare o raccontare certe situazioni: la vergogna, la mortificazione e la debolezza che ha portato queste persone a rivolgersi a un mago rende loro impossibile prendere coscienza del sopruso subito". Per questa giovane donna ci sono voluti quasi dieci anni e la fortuna di incontrare sulla sua strada una squadra di poliziotti molto attenti.
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