Si muore anche di Marijuana: il fatale incremento degli incidenti stradali

02/ago/2020 11:42:25 Celebrity Centre Firenze Contatta l'autore

L’idea comune è che la marijuana è una “droga leggera” e che “di marijuana non si muore”. Se è vero che l’overdose è molto rara, è altrettanto vero che è statisticamente provato che l’abuso di cannabis incrementa gli incidenti stradali.

L’istituto no-profit IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha effettuato una ricerca indipendente per cercare di comprendere la relazione tra uso di marijuana e incidenti stradali. Esaminando i rapporti della polizia e le richieste di risarcimento assicurativo, l’IIHS ha scoperto che gli incidenti sono aumentati del 6% negli stati dove è stata legalizzata la marijuana, rispetto agli stati vicini in cui tale uso è rimasto illegale. Questo è il secondo anno consecutivo in le statistiche mostrano una tendenza all’aumento.

L'IIHS ha anche condotto uno studio a bordo strada sull'uso della marijuana e ha scoperto un nuovo fattore: mentre quelli sotto l'influenza dell'alcool tendono a guidare da soli o con altri adulti, circa il 14% di quelli che hanno confermato di usare marijuana ha avuto un bambino nel loro veicolo. Ciò riflette il fatto, ha aggiunto, che l'uso di marijuana non è limitato alle sere e alle altre volte in cui gli adulti hanno maggiori probabilità di bere e abusare di alcol. Questo fatto non è peraltro una sorpresa, è noto che la droga rende irresponsabili.

C’è inoltre una differenza fondamentale tra alcool e marijuana: i livelli dell’alcol nel sangue di un automobilista che ha bevuto scendono rapidamente, nel giro di poche ore, man mano che si ritorna sobri. Ma i livelli di THC (l’allucinogeno contenuto nella marijuana) rimangono nel corpo per settimane, molto tempo dopo che si è smesso di fumare. Quindi è una dato di fatto che mentre un automobilista ubriaco deve solo aspettare qualche ora per poter guidare di nuovo, chi ha fumato marijuana teoricamente dovrebbe attendere giorni e giorni prima di rimettersi al volante… è chiaro che praticamente nessuno osserva queste precauzioni: dopo uno o più spinelli nel weekend o durante la settimana ci si rimette alla guida con amici, colleghi e famiglia.

Quanto sopra è la prova che la legalizzazione della marijuana, supportata da associazioni e partiti politici, è un errore sociale che presenta conti altissimi. Il problema della droga va risolto alla radice, la legalizzazione è un tentativo a dir poco miope. Una vera soluzione passa necessariamente dalla riduzione del suo uso, il che implica informazione e prevenzione nelle scuole.

“Un Mondo Libero dalla Droga” è un’associazione internazionale che si batte per ottenere una società nel quale la droga non costituisce più una piaga sociale. I volontari dell’associazione credono che un giovane informato sui pericoli degli stupefacenti possa decidere, pensando con la propria testa, di stare alla larga da qualsiasi ambiente dove si faccia uso di droga o se ne promuova l’uso. I giovani devono conoscere la dura verità: dove gira la droga, c’è spesso crimine e perversione sessuale.

Le attività di “Un Mondo Libero dalla Droga” consistono nell’andare nelle scuole e raccontare ai ragazzi la verità sulla droga: lezioni di due ore che includono video, dati scientifici, dati statistici e testimonianze. Un ragazzo informato sulla droga molto difficilmente ne diverrà schiavo. Anche da adulto, si rifiuterà di diventare un tossicodipendente di sostanze legali o illegali.

La Chiesa di Scientology sostiene la campagna di “Un Mondo libero dalla Droga” fin dalla sua fondazione. L’associazione organizza eventi pubblici e lezioni nelle scuole, per informare sugli effetti dannosi degli stupefacenti e degli psicofarmaci. A partire dal 2015 i volontari della campagna hanno tenuto lezioni a migliaia di ragazzi toscani delle scuole medie inferiori e superiori.

 

“L'arma più efficace nella guerra contro la droga è l'educazione.” L. Ron Hubbard

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl