Sul 4 novembre, con preghiera di diffusione. Grazie.

Non si dice pi "carneficina di uomini", ma "intervento militare per portare la pace".

29/ott/2008 23.58.17 Movimento Nonviolento Contatta l'autore

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4 NOVEMBRE 1918-2008: NON FESTA MA LUTTO

La grande guerra fu una grande carneficina



di Mao Valpiana *





La "festa" militarista del 4 novembre stata voluta ed istituita dal

fascismo. E ora che gli eredi culturali del ventennio sono arrivati al

potere, quella festa vogliono rilanciare. Non solo caserme aperte,

esposizione pubblica di carri armati, parate in divisa, ma anche

militari nelle scuole a raccontare ai giovani l'epopea della "grande

guerra". Alla festa per la vittoria si aggiunta quella per l'unit

nazionale ed anche la Giornata delle Forze Armate. Ogni anno, in ogni

citt, le autorit civili, militari, religiose, si ritrovano tutte unite

per legittimare eserciti e guerre. Stiamo assistendo ad un arretramento

culturale. Le parole perdono il loro significato. Non si dice pi

"carneficina di uomini", ma "intervento militare per portare la pace".

La guerra ormai entrata nelle coscienze di molti, per annullarle. Ed

ora si vuole persino riscrivere la storia!



Alle iniziative militariste del ministro La Russa dobbiamo rispondere

con una campagna culturale che ristabilisca la verit storica, che

valorizzi il dettato costituzionale: L'Italia ripudia la guerra. Il

Movimento Nonviolento, i Beati Costruttori di Pace e Peacelink hanno

proposto di trasformare il 4 novembre in una giornata di studio e di

memoria, in una giornata di ripudio della guerra, invitando ogni persona

di buona volont e di buon senso (soprattutto gli insegnanti onesti) a

dire pubblicamente la verit storica, invitando i cittadini ad esporre

dai loro balconi le bandiere della pace e della nonviolenza, a

partecipare alle manifestazioni ufficiali esprimendo una voce di dissenso.



E soprattutto nelle scuole, gli insegnanti onesti:



- leggano agli studenti le strazianti poesie di Giuseppe Ungaretti

scritte in trincea;

- facciano leggere il Giornale di guerra e di prigionia di Carlo Emilio

Gadda, in cui emerge l'ottusit di ufficiali arroganti e l'insipienza

criminale degli alti comandi;

- facciano leggere Addio alle armi di Ernest Hemingway e Un anno

sull'altopiano di Emilio Lussu, grandi testimonianze del fanatismo di

quella guerra;

- diffondano le lettere dei soldati che mandavano al diavolo la guerra e

il re. Furono censurate. Perch censurarle oggi nelle cerimonie

ufficiali e non farne mai la minima menzione?

- facciano vedere ai ragazzi i capolavori cinematografici La grande

guerra di Mario Monicelli del 1959, Uomini contro di Francesco Rosi del

1970, e il film Tu ne tueras pas di Autant-Lara ("Non uccidere" nella

versione italiana) che fu denunciato per vilipendio e proiettato

pubblicamente nel 1961 dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira, con un

coraggioso gesto di disobbedienza civile.





Bisogna diffondere la voce di chi ha maledetto la guerra perch voleva

la pace. Oramai in tutte le scuole i libri di storia hanno rivisto il

tradizionale giudizio positivo sulla prima guerra mondiale e oggi

prevale una netta disapprovazione di una guerra che fu una carneficina e

che poteva essere evitata portando all'Italia Trento e Trieste mediante

una neutralit concordata con l'Austria. Ci chiediamo per quale oscura

ragione il livello di consapevolezza raggiunto dalla cultura venga

demolito dalla retorica governativa. Non comprendiamo come possa essere

che una guerra venga celebrata in piazza nella sua giornata vittoriosa,

e quella stessa guerra sia disapprovata nei libri di scuola. Ecco perch

ci dobbiamo dissociare dalle cerimonie ufficiali. Il popolo della pace -

in nome della nonviolenza - deve dire ancora una volta no alla guerra.

Bisogna dissociarsi in nome della pace e della Costituzione. Bisogna

dissociarsi in nome di tutti quegli italiani pacifici che furono

condotti a combattere e a morire perch costretti. Bisogna dissociarsi

in nome di tutti i disertori che non vollero partecipare a quella che il

papa Benedetto XV defin un'inutile strage.



La realt storica ci dice che i veri costi umani di quella guerra furono

per l'Italia: 680mila 071 morti; un milione 50mila feriti di cui 675mila

mutilati. Per l'Austria-Ungheria: un milione 200mila morti; tre milioni

620mila feriti. I morti di tutti i paesi coinvolti furono quasi 10

milioni. Queste le conseguenze di una folle decisione del re e del

governo contro la volont del Parlamento (450 su 508 deputati erano

contrari); furono uccisi, feriti, mutilati due milioni 405mila italiani,

contadini e poveri, e quattro milioni 820mila austriaci e ungheresi, per

conquistare all'Italia terre che si potevano ottenere per via

diplomatica, come voleva Giolitti.

Bisogna ricordare che chi non combatteva veniva fucilato dai carabinieri

italiani. Il sentimento di pace degli italiani venne violentato da un

militarismo spietato, che avrebbe poi aperto le porte al fascismo. Noi

ricordiamo con rispetto e con pena profonda le vittime civili e militari

di tutte le guerre. Piangiamo tutti i morti della prima e della seconda

guerra mondiale, ed oggi delle guerre in Afghanistan, in Iraq, in

Israele, in Palestina, in Cecenia, in Congo, in Tibet, siano essi civili

o militari, uomini o donne, italiani o di qualsiasi altra nazionalit.

Rende vero onore alle vittime soltanto chi lavora tenacemente per

rendere illegittima ogni guerra ed escluderla dai mezzi della politica,

per sciogliere gli eserciti ed istituire i corpi civili di pace per una

polizia internazionale sotto egida dell'Onu. Non gli eserciti hanno

diritto a render omaggio alle vittime (di ieri e di oggi), ma chi alle

guerre si oppone; solo chi costruttore di pace e si batte affinch mai

pi ci siano guerre domani, pu ricordare le vittime delle guerre di

ieri senza offenderle ancora.

Noi pensiamo che perseverando in questa azione rigorosamente

nonviolenta, anno dopo anno riusciremo a rendere sempre pi partecipate

le nostre iniziative di memoria, e rendere sempre pi evidente

l'ipocrisia e l'immoralit dei militari scandalosamente in festa innanzi

alle tombe delle vittime.

Noi pensiamo che il 4 novembre possa e debba diventare una giornata di

memoria contro tutte le guerre e di impegno per la pace.





* Movimento Nonviolento Verona



Movimento Nonviolento

www.nonviolenti.org

an@nonviolenti.org



Associazione Beati i Costruttori di Pace

www.beati.org

segreteria@beati.org



Associazione PeaceLink

www.peacelink.it

info@peacelink.it









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Movimento Nonviolento

via Spagna, 8

37123 Verona



tel. 045 8009803

Fax 045 8009212



sito: www.nonviolenti.org





War is over (John Lennon)



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