Da http://www.democrazialegalita.it/Editoriali/Editorialenr44_020518_Ang_Rai_partiti.htm
Si parla di pluralismo televisivo e pari opportunita' di accesso, ma in fin dei conti, tanto per fare un esempio, la Lista Di Pietro, Italia dei Valori, ora non ha alcuna possibilita' di accesso al servizio pubblico televisivo, ma con il centro sinistra e' stato diverso ?
Vi propongo un articolo di Roberta Anguillesi con interrogativi ai quali la coalizione di centro sinistra dovrebbe dare qualche risposta per cominciare a capire qualcosa della sconfitta e porre le basi per una leale collaborazione e una efficace progettualita'.
Cordiali saluti. Luigi Sedita
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Allegato Il
nuovo organigramma RAI | |
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PRESIDENTE |
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DIRETTORE Generale
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Agostino Saccà (FORZA
ITALIA) - GOVERNO |
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DIRETTORE
RAIUNO |
Fabrizio Del Noce (FORZA
ITALIA) - GOVERNO |
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TG1 |
Clemente Mimum (FORZA
ITALIA) - GOVERNO |
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DIRETTORE
RAIDUE |
Antonio Marano (LEGA NORD)
- GOVERNO |
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TG2 |
Mauro Mazza (ALLEANZA
NAZIONALE) - GOVERNO |
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DIRETTORE
RAITRE |
Paolo Ruffini (MARGHERITA)
- OPPOSIZIONE |
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TG3 |
Antonio Di Bella (DS) -
OPPOSIZIONE |
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TG3 REGIONALI |
Angela Buttiglione
(CCD-CDU) - GOVERNO |
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Vicedirettori TG1, TG2,
TG3 |
moltiplicazione di poltrone
(5 al TG1, 5 al TG2, 5 al TG3) - oltre 70% in quota GOVERNO |
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GIORNALI RADIO (1, 2 e
3) |
Bruno Socillo (ALLEANZA
NAZIONALE) - GOVERNO |
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Direzione RADIO2,
RADIO3 |
Sergio Valzania (CCD-CDU) -
GOVERNO |
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RAI
International |
Massimo Magliaro (ALLEANZA
NAZIONALE) - GOVERNO |
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Le
proprietà del capo del governo in campo televisivo: | |
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CANALE 5 e TG5 (SILVIO
BERLUSCONI) - CAPO DEL GOVERNO | |
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editoria a controllo
diretto del capo del governo: | |
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MONDADORI SpA (SILVIO
BERLUSCONI) - CAPO DEL GOVERNO che pubblica: | |
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le
testate controllate indirettamente dal capo del governo
: | |
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IL GIORNO - (AREA
GOVERNATIVA) | |
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( l'0rganigramma e le
informazioni sulle proprietà di Berlusconi sono tratti da un
ciclostilato in proprio di Raffaele Palumbo su www.controradio.it
) | |
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La festa è finita e i cocci
sono nostri di Roberta
Anguillesi |
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Il problema non è l'occupazione
della rai da parte del governo. Il problema è che questa sia stata
possibile.
La soluzione dobbiamo cercarla in ciò che l'ha resa possibile,
altro che pasta Cunegonda. E' stupido e improvvido guarire l'effetto
fregandosene della causa. L'occupazione della rai stata possibile perché non
esiste in Italia qualcosa che non dipenda dalla "politica" e non esiste in
Italia una "politica" che non sia partito o appartenenza.
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In Italia si chiama
"politica" l'osservanza del vecchio contratto orale tra patrono e cliente,
l'antica divisione tra fazioni l'una contro l'altra armata, tranne che
quando, scesa la sera, si accendono le luci della vecchia trattoria
(Pasolini la chiamava palazzo) e tutti uniti, tutti insieme,
convivialmente, democraticamente, si va a studiare il modo di mantenere
gli equilibri perniciosi che pagheranno il conto all'oste amico. |
E che questo desiderio, questa
pulsione sia presente, fino al corporativismo di un Santoro che tesse le lodi
della rai lottizzata dei nani e delle ballerine in quota, e che non esista un
politico che non cerchi di farsi padrone, o vassallo o valvassore o anche
valvassino, lasciateci almeno le cooperative e rai tre.
Con questa
dirigenza di aspiranti padroncini non si vince, né con questa base di osannanti
clienti, e solo con i contro non si fa un passo avanti verso la coscienza della
nostra storia e la necessità di rinnovare questo antichissimo, autoreferente e
compiaciuto paese.
La società civile, gli autoconvocati , io, noi, non
potevamo accontentarci dell'opposizione a Berlusconi, non dovevamo
accontentarci; è bastato qualche passaggio in tv, un paio di nuovi, benedetti e
tacitati leader, un qualche appello a quota 60mila, e siamo già abbastanza
contenti, ci ri-sentiamo rappresentati.
Aspettiamo solo un'altra
"berlusconata" per dispiegare le belle bandiere e marciare verso la
normalizzazione bipartisan che ci hanno, lo sappiamo,promesso e che
probabilmente non ci dispiace.
Aggiungo un documento inquietante ma solo
perché si possa riflettere su com'è stato possibile arrivare a questa
situazione, si rifletta su cosa è la rai e cosa invece dovrebbe essere, su cosa
sia in Italia fare politica e su cosa invece dovrebbe essere, su chi, quando e
perché, ha evitato accuratamente di parlare di regole democratiche da pensare e
proporre invece che di pacchetti voto da spostare, posti chiave da occupare
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