Nuovi Mondi Media Newsletter #18 - 17 giugno 2004

18/giu/2004 19.02.05 Nuovi Mondi Media Contatta l'autore

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DUE ESTRATTI DA "CENSURA. LE NOTIZIE PIU' CENSURATE NEL 2003" DI PETER PHILLIPS E PROJECT CENSORED


ATTACCHI MEDIATICI

di Michael Parenti

 

Da qualche tempo ormai soffro di quelli che io chiamo "attacchi mediatici". Tutti noi abbiamo sentito parlare degli "attacchi di vecchiaia", un'espressione usata per lo piu' dagli anziani quando improvvisamente hanno un vuoto di memoria. Non ci si ricorda piu' niente e l'anziano protesta: "E' un attacco di vecchiaia". Un attacco mediatico e' un po' diverso. Si verifica mentre leggi o ascolti le notizie. Sei inorridito e frustrato per i pregiudizi conservatori, l'evasivita', l'illogicita' e la vera e propria disinformazione. Non hai un vuoto mentale, semplicemente vorresti averlo.

 

Ricordo un attacco mediatico che mi ha colpito mentre ascoltavo un notiziario della BBC. Si presume che la BBC fornisca una trattazione delle notizie migliore di quella dei principali mezzi d'informazione statunitense. Di tanto in tanto trasmette servizi sull'Europa e il Terzo Mondo che difficilmente sarebbero ripresi dai conduttori di telegiornali negli Usa. E poi i giornalisti della BBC rivolgono domande scomode ai personaggi che intervistano, con un piglio critico raramente riscontrato nei giornalisti Usa. La verita' pero' e' che, quando si tratta di affrontare le questioni fondamentali del potere economico, del predominio delle multinazionali e della globalizzazione occidentale, i giornalisti e commentatori della BBC stanno attenti quanto i loro colleghi americani a non avventurarsi oltre certi parametri ortodossi.

 

Il recente pezzo della BBC che ha prodotto in me uno di questi attacchi mediatici era un servizio speciale sull'asma, che iniziava osservando che il numero delle persone che soffrono di quel disturbo sta aumentando al tasso allarmante del 50% ogni dieci anni. "Gli scienziati sono sconcertati", perche' "non ci sono spiegazioni facili", dice il commentatore. Un fattore e' la "predisposizione genetica". Si sente uno scienziato britannico affermare che, si', dietro l'asma c'e' sicuramente un fattore ereditario; tende a ricorrere nelle famiglie. Ma certo, mi dico, l'asma aumenta del 50% ogni dieci anni perche' la gente con una predisposizione genetica verso quell'affezione fa piu' sesso e ha piu' figli di tutti gli altri. Sento avvicinarsi un attacco mediatico.

 

Ci sono altri fattori che contribuiscono alla diffusione dell'asma, prosegue il commentatore, per esempio lo "stile di vita". E intervista un altro scienziato che conferma questa "scoperta scientifica". La gente mantiene piu' pulita la propria abitazione, usa l'aria condizionata e, in genere, si crea un ambiente di vita piu' asettico, spiega lo scienziato. Cio' significa che manca l'esposizione ai pollini, alla polvere e allo sporco dei bei tempi andati. Quindi, non ci si costruiscono le difese contro tali sostanze irritanti. Questi commenti mi fanno ripensare alla mia infanzia, quando vivevo vicino a un cantiere edile che per un'infinita' di mesi ha depositato ogni giorno nuvole di polvere sulla mia casetta. Anziche' diventare piu' resistente, ho sviluppato un'ipersensibilita' alla polvere e alla terra che non mi ha piu' abbandonato. e' proprio vero che l'esposizione a un ambiente tossico ci rende piu' forti? Considerando i casi di tumore, affezioni polmonari e varie malattie professionali, dovremmo concludere che l'esposizione non funge da vaccino, anzi, sembra inibire o sovraccaricare il nostro sistema immunitario, lasciandoci piu' vulnerabili, non meno.

 

Il servizio della BBC sull'asma ci porta poi in India per un po' di "real TV". Un giovane asmatico ci descrive la sua malattia con voce stridula, accompagnata dal cic-ciac del respiratore che tiene in mano. L'infermo dice di non avere soldi per le medicine. Il commentatore conclude che la malattia persiste cosi' frequentemente tra i poveri in cosi' gran numero perche' non si possono permettere le cure mediche. Si', mi dico io, ma questo non spiega quali siano le cause dell'asma. Viene intervistato un altro "esperto". Dice che in India, come nella maggior parte del mondo, l'asma si riscontra maggiormente nelle citta' sovraffollate, meno in periferia e ancora meno in campagna. Il perche' non lo dice ma a questo punto posso immaginarlo da solo: gli abitanti degli slum al centro di Calcutta hanno uno stile di vita troppo asettico; un eccesso di aria condizionata e di pulizia li ha privati dell'opportunita' di costruirsi delle buone difese immunitarie. Ormai l'attacco mediatico e' sempre piu' vicino.

 

Il servizio della BBC non fa menzione di come le politiche neoliberali di "libero mercato" abbiano scacciato la gente dalle campagne provocando un'esplosione demografica nelle baraccopoli di tutto il mondo. E' in queste aree urbane degradate che si riscontra il piu' alto tasso di patologie asmatiche. Il servizio non ci dice nemmeno come, via via che si satura il mercato delle sigarette in Occidente, le compagnie del tabacco ne promuovano vigorosamente il consumo in Asia, Africa e America Latina, portando a un'impennata del numero dei fumatori nel Terzo Mondo, cosa che certo non giova al sistema respiratorio di nessuno. Infine, il commentatore della BBC nomina l'inquinamento. Dice che "potrebbe" essere una delle cause, ma servono altri studi. Potrebbe? Inoltre si domanda, "ma l'inquinamento e' davvero una causa o semplicemente un fattore scatenante?", ma sembra propendere maggiormente verso la seconda ipotesi, sebbene a questo punto io faccia fatica a capire la differenza.

 

L'attacco mediatico mi e' piombato addosso a tutta forza. Comincio a prendermela con la mia radio, rivolgendole commenti convincenti e misurati come: "Somaro leccapiedi di un commentatore della BBC!" Gli apologeti dei media amano sottolineare che i giornalisti si trovano a dover fare i conti con rigidi vincoli di tempo e di spazio e devono necessariamente ridurre realta' complesse in brevi resoconti; percio' e' necessario riassumere, quindi, omissioni e sviste sono inevitabili. Ma quel servizio della BBC era durato una decina di minuti, un tempo piuttosto lungo per gli standard dei notiziari. Ci sarebbe stato tranquillamente modo di dire qualcosa su come l'uso delle automobili sia aumentato vertiginosamente in tutto il mondo, arrecando gravi danni alla qualita' dell'aria, soprattutto nelle citta'. Ci sarebbe stato il tempo sufficiente per accennare a come la distruzione delle foreste pluviali e l'enorme aumento delle emissioni industriali abbiano contribuito a un'allarmante concentrazione di CO2 e alla proporzionale diminuzione del contenuto d'ossigeno nell'atmosfera. La BBC avrebbe potuto dirci che i cartelli del petrolio ci hanno tenuti agganciati al combustibile fossile, rifiutandosi di sviluppare sistemi non inquinanti di generazione dell'energia dalle maree, dal vento, dal calore e dal sole. Ma i padroni dei grandi mezzi d'informazione respingerebbero tali rivelazioni come "espressione di opinioni personali" ideologicamente motivate. Viceversa, quel servizio della BBC aveva preferito essere "equilibrato" e "oggettivo" dando la colpa alle vittime, alla loro predisposizione genetica, al loro stile di vita asettico, alla loro incapacita' di acquistare farmaci.

 

Gli anchorman che ci tengono alla carriera imparano la sottile arte dell'evasivita'. Non dovremmo mai accusarli di fare un giornalismo scadente e trasandato. Se non altro, sono abilissimi a girare intorno ai punti essenziali di un fatto. Con grande eleganza dicono tanto su molto poco, servendoci un sacco di notizie frivole inutilmente ipercaloriche e poco nutrienti. Cosi' evitano di offendere quelli che detengono il potere politico-economico. Quanto basta per farci restare senza fiato.


Il coinvolgimento degli Usa nel massacro dei talebani

Fonti: Asheville Global Report (Agr), Num. 179, 20-26 giugno 2002, Titolo: "Documentary Implicates U.S. Troops in Taliban Prisoner Deaths". Redatto da: Kendra Sarvadi. In These Times, 2 settembre 2002 Titolo: "Secret History?". Autore: Adam Porter. Docenti valutatori: Maureen Buckley e Ray Castro. Studenti ricercatori: Tara Spreng e Emilio Licea.

 

Un documentario dal titolo "Massacro a Mazar", distribuito nel 2002 dal produttore e regista cinematografico scozzese Jamie Doran, coinvolge le truppe statunitensi nella tortura e nella morte di circa 3000 uomini provenienti da Mazar-i-Sharif, in Afghanistan.

 

Il documentario di Doran e' successivo alle scoperte dei Medici per i Diritti Umani (PHR), i quali hanno concluso che c'erano prove della sepoltura di resti umani in due fosse comuni nei pressi di Mazar-i-Sharif. Nel documentario, due testimoni dichiarano di essere stati costretti a guidare dei camion nel deserto con centinaia di prigionieri talebani rinchiusi in container sigillati. I testimoni hanno dichiarato che gli ordini provenivano da un comandante statunitense locale. I prigionieri, quelli che non erano ancora morti soffocati nel furgone, sono stati uccisi dai tiratori dell'Alleanza del Nord, mentre 30 o 40 soldati americani stavano li' a guardare.

 

Irfan Azgar Ali, un superstite del viaggio, ha dichiarato al quotidiano The Guardian (Londra), "Ci hanno stipato in container sigillati. Non abbiamo ricevuto acqua per 20 ore; bussavamo sulle pareti del container. Mancava l'aria e faceva molto caldo. Nel mio container eravamo in 300. Una volta arrivati a Sheberghan, solo dieci di noi erano ancora vivi". Un camionista afgano, costretto a trasportare i container, dice che i prigionieri avevano cominciato a implorare un po' d'aria. "I comandanti dell'Alleanza del Nord ci hanno detto di fermare i camion e noi siamo scesi", racconta. "Dopodiche', hanno sparato sui container per creare dei fori per l'aria. Il sangue ha cominciato a colare; dentro stavano gridando". Un altro autista del convoglio ha calcolato che, in media, tra le 150 e le 160 persone sono morte in ogni container. Quando questi sono stati aperti a Sheberghan, i corpi dei morti sono ruzzolati a terra. Un altro testimone dichiara di aver osservato insieme ad altri un soldato americano mentre spezzava il collo a un prigioniero afgano e versava dell'acido su altri detenuti. Oltre ai cadaveri dei prigionieri talebani, i documentaristi sostengono che in quel luogo potrebbero essere stati sepolti migliaia di afgani, pakistani, uzbeki, ceceni e tagiki.

 

Il signore della guerra afgano, il Generale Abdul Rashid Dostum, i cui uomini pare abbiano perpetrato gli assassini, ammette di averne uccisi solo 200 e che i prigionieri erano gia' morti durante il viaggio. Un soldato dell'Alleanza del Nord che ha parlato con Doran sostiene che le truppe Usa abbiano diretto l'occultamento dei cadaveri. Il soldato ha riferito a Doran che, "gli americani avevano detto alla gente di Sheberghan di sbarazzarsene [dei cadaveri] prima che potessero essere ripresi dai satelliti". Un testimone ha raccontato al Guardian che un veicolo con forze speciali statunitensi era parcheggiato sul luogo mentre i bulldozer seppellivano i morti. Il film di Doran mostrava zone di sabbia rossa battuta, apparentemente impastata di sangue, nonche' "abiti, pezzi di teschi, capelli arruffati, mandibole, femori, e costole che spuntavano da sotto la sabbia, nonostante il maldestro tentativo di rimuovere le prove dopo il fatto" (Melbourne Sunday Herald Sun, 9 febbraio 2003). Inoltre, c'erano bossoli sparsi ovunque, a triste testimonianza che alcuni prigionieri talebani, ancora vivi, erano stati giustiziati prima di venire sepolti nel deserto. Le Nazioni Unite e alcuni funzionari per i diritti umani hanno trovato la fossa, ma non hanno calcolato il numero di cadaveri che vi sono contenuti.

 

Dice Doran, "Ho portato il documentario al Parlamento Europeo perche'... ho avuto una gran paura che le fosse potessero essere manomesse. Dovevo portarlo ai massimi livelli in Europa". Secondo l'Herald di Glasgow (19 dicembre 2002), Doran ha dichiarato che "si stanno nascondendo dietro a un muro di omerta', sperando che questa storia svanisca nel nulla, ma non e' cosi'". Doran ha temuto anche per la sicurezza dei testimoni, due dei quali in seguito sono stati assassinati. Anche il ricercatore piu' importante di Doran, Najibullah Quarishi, e' stato quasi ucciso dalle percosse ricevute nel tentativo fallito di rubargli una copia del documentario incriminato. La proiezione del film al Parlamento Europeo ha dato il via ad alcuni appelli affinche' una commissione internazionale indaghi sulle responsabilita'.

 

Abdrew McEntree, ex Presidente di Amnesty International, ha dichiarato che, nel documentario, "prove molto credibili" richiedevano ulteriori indagini. McEntree ha affermato di credere che fossero stati commessi crimini di guerra non solo secondo il diritto internazionale, ma anche secondo la legge statunitense. Un portavoce del Pentagono ha respinto le accuse: "Il Commando Centrale degli Usa ha indagato a fondo... quando sono emerse le prime accuse sul ritrovamento di fosse comuni nella zona della prigione di Sheberghan. Sono state fatte ricerche approfondite e non e' emersa nessuna prova che militari statunitensi sapessero, fossero presenti o partecipassero". Anche un portavoce dell'ambasciata statunitense a Berlino ha respinto le accuse lanciate nel documentario dichiarando: "e accuse sul coinvolgimento dei soldati americani nella tortura, nella condanna a morte e nella sparizione dei prigionieri talebani sono del tutto false. Le truppe statunitensi non hanno partecipato in alcun modo ne' sono state testimoni di alcuna violazione dei diritti umani". Ma in una dichiarazione all'agenzia d'informazioni giornalistiche United Press International (29 agosto 2002), Doran ha detto: "E' fuori dubbio che alcuni soldati americani si trovassero alla prigione di Sheberghan; a meno che non siano andati in giro per otto giorni con gli occhi bendati e le orecchie tappate, devono aver visto cosa stava succedendo".

 

AGGIORNAMENTO DI ADAM PORTER

La situazione in Afganistan e' cambiata poco da quando ha assunto il potere il governo di Hamid Kharzai, designato dagli Usa. Lo stesso vale per Mazar. La produzione di oppio, la maggior fonte di reddito del vice ministro alla Difesa Rachid Dostum, presunto orchestratore del massacro di Mazar, e' aumentata dell'1. 847% (cifre dell'ONU) e il famigerato ministero del vizio e della virtu' e' stato ripristinato. Alle donne non e' permesso di essere truccate in pubblico mentre i talebani sono ritornati nel Sudest del paese, uccidendo alcuni soldati di Kharzai. Gli uomini di Dostum sono stati coinvolti in una serie di "scontri" con altri signori della guerra nel Nord. Per quanto riguarda il massacro di Mazar e' successo ben poco, a parte il fatto che alcuni testimoni sono morti e alcuni cadaveri sono stati riesumati e sepolti altrove. Il film girato dal regista irlandese Jamie Doran e dalla sua eccellente squadra della Atlantic Film e' stato trasmesso dalla televisione britannica. Il film di Doran sta ancora tirando per la giacca i potenti. Trasmesso alla televisione in 14 paesi, nel dicembre 2002 e' stato finalmente proiettato nei parlamenti italiano e tedesco. Il 15 gennaio 2003 Doran e' riuscito a mostrarlo anche ai membri del parlamento britannico. Come risultato, le Nazioni Unite hanno acconsentito, in via confidenziale, ad aprire un'indagine sull'incidente. Quanto oltre si spingera' l'inchiesta nessuno lo sa.


CENSURA - Le notizie piu' censurate nel 2003
di Peter Phillips e Project Censored
prefazione di Sandro Provvisionato, pagg. 352, € 18,50

Scheda e indice - Introduzione di Peter Phillips - Rassegna stampa - Acquista (-20%)

 

NOVITA' IN LIBRERIA

 

"CARMILLA. RIVISTA DELL'IMMAGINARIO"

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Contributi di: Evangelisti, Quadruppani, Dumenil e Levy, Gallo, Catani, Moresco, MacLeod, Papatheodorou, Lollini, Valla, Paggi, Izzo

 

"La minaccia e' molto chiara: per chi scelga di collocarsi al di fuori dell'universo di discorso del dominio si prospettano botte, carcere, piombo. Allo stesso tempo la vita di tutti i giorni viene messa sotto controllo con gli strumenti della paura e dell'insicurezza, in un clima che sposa l'emergenza permanente (allarme microcriminalita', allarme terrorismo, allarme immigrazione) con la distruzione di quelle conquiste sociali (sicurezza del posto di lavoro, scuole, pensioni e sanita' pubbliche ecc.) che hanno permesso alle classi subalterne di avere la possibilita' di progettare un futuro relativamente sicuro. E' la fine di una realta' nella quale un miglioramento costante, anche se lento, delle proprie condizioni di vita sembrava ormai un processo naturale" (dalla 4a di copertina).

 

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NOVITA' SU NUOVIMONDIMEDIA.IT
(Articoli di Susan Sontag, William Blum, Scott Ritter, Arundhati Roy, Ritt Goldstein, Michel Chossudovsky...)

Iraq, sovranita' fasulla
di Ghali Hassan
Se l'Iraq e' una nazione "sovrana", perche' gli USA continuano a costruire quattordici grandi basi militari da tutte le parti del paese? Chi ha dato agli USA il permesso di farlo? Perche' George Bush ed il suo lacche' Tony Blair manderanno altre truppe in Iraq? Perche' gli USA rifiutano di dare agli iracheni il controllo sulle loro entrate petrolifere?

McDonald's provoca il cancro?
di Starre Vartan
Un'azione legale si e' pronunciata contro i due colossi americani del fast-food, McDonald's e Burger King, i quali, probabilmente, saranno obbligati ad apporre sui loro alimenti-spazzatura l'etichetta di avvertenza: "puo' causare il cancro".

Biodiversita' e biopirateria
di Marfi e Isabel Delgado
Le conoscenze, i metodi, le tecniche e i composti tramandati di generazione in generazione vengono definiti "tradizionali" e, gia' da tempo, sono oggetto di interesse da parte di molti istituti di ricerca e multinazionali che li vorrebbero studiare, brevettare e quindi sfruttare. E' necessaria, a livello internazionale, una regolamentazione precisa per fermare gli atti di biopirateria.

Europee: vince l'astensionismo
Se esportiamo la democrazia a noi quanta ne rimane?
Sono state le Europee dell'astensionismo: la partecipazione al voto e' stata la piú bassa mai realizzata fino ad oggi. Secondo un opinionista della rivista "Cafe' Babel" l'unica ricetta per invertire la spirale dell'astensionismo e' piu' dibattito europeo. Il fattore piu' scoraggiante che il cittadino sente e' quello di conferire un mandato a qualcuno di cui poi non sentira' piu' parlare.

La pessima reputazione della CIA nel "dopo - Tenet"
di Scott Ritter
Sotto la sua guida l'agenzia ha divulgato informazioni false che hanno giustificato una serie di scelte infelici. Nell'ansia di compiacere i capi, sia ai tempi di Clinton sia di Bush, George Tenet ha portato la politicizzazione dell'intelligence a un punto tale, non solo negli Stati Uniti ma anche nel resto del mondo, da far perdere alla CIA, in quanto istituzione, ogni credibilita'.

Il presunto ruolo di Reagan nel favorire la fine della Guerra Fredda
di William Blum
I peggiori crimini di Ronald Reagan sono legati agli interventi militari in Nicaragua, El Salvador, Guatemala e Afghanistan. Adesso, pero', vorrei parlare del tripudio che i media gli conferiscono riguardo il suo presunto ruolo nel favorire la fine della Guerra Fredda. In realta', non ha fatto altro che prolungarla.

Iyad Allawi, Primo Ministro: in Iraq il crimine paga
di Max Lesnik
Il nuovo Primo Ministro e capo del governo iracheno e' stato accusato da vari ex-agenti della CIA di aver organizzato numerosi atti di terrorismo. Iyad Allaw, un terrorista di quelli "buoni" con le mani macchiate di sangue innocente, ha dimostrato che, nonostante la sua storia, ha davanti a se' un grande futuro.

Un Natale indimenticabile
Ricordare, affinche' cessino, le stragi del proibizionismo
Canale di Sicilia, 26 dicembre 1996. Il legno maltese, che sta portando il suo sovrabbondante carico umano verso l'Europa, verso una vita migliore, verso la salvezza, si e' fermato, imbarca acqua da ore. Ad un certo punto, nel buio, si sente un terribile tonfo, tutto si sposta all'interno della stiva; il buio rende l'ansia ancora piu' forte, ciascuno tende l'orecchio per sentire qualche parola nella sua lingua.

Coca Cola, Bush e cocaina
di Sherman H. Skolnick
Dopo il 1989, nel mondo, le vendite di Coca Cola superarono quelle di qualunque bibita locale. E c'erano maree di bevande al cui gusto i consumatori erano anche piu' abituati. Ma la Coca Cola li batte' tutti. Perche'? Semplice. Per i consumatori esteri la Coca Cola aveva la cocaina nella ricetta segreta.

Polizia ed esercito messicani coltivano e trafficano Marijuana. I ribelli no
di Alex Contreras Baspineiro
La polizia e l'esercito messicani hanno avviato una campagna diffamatoria nei confronti delle comunita' indigene Zapatiste, accusandole di coltivare oppio e Marjuana. Lo scopo: attaccarle all'interno della "Guerra alla Droga". Ma, nonostante queste accuse nessuno e' stato mai capace di collegare direttamente un solo Zapatista con il traffico di sostanze stupefacenti.

Il filesharing non e' il nemico
di Joy Landendorfer, da AlterNet
Una nuova ricerca, la prima effettuata non in modo empirico, contrasta i luoghi comuni sullo scaricare musica. Dopo aver rintracciato 1,75 milioni di file scaricati in un periodo di 17 settimane nel 2002 e comparando quei dati alle vendite di 680 album famosi, la ricerca ha rilevato che scaricare musica non ha nessun effetto negativo sulla vendita dei cd.

Con la natura non ci sono effetti speciali
di Renato Redentor Constantino
Improvvisamente, a causa di un film, tutti parlano della maggiore minaccia che il pianeta si sia mai trovato ad affrontare. "L'alba del giorno dopo" e' un film di fantascienza, ma l'effetto serra e' un problema reale. Il film finira' per banalizzare l'impatto del cambiamento climatico, aumentando cosi' l'indifferenza? O stimolera' le persone ad agire? e' troppo presto per dirlo.

Chi e' Ahmed Chalabi?
di Michel Chossudovsky
Chalabi e' lo strumento numero uno dell'intelligence americana a Baghdad in grado di svolgere un ruolo centrale nella colonizzazione economica dell'Iraq. Si presenta adesso con una nuova immagine anti-americana che contribuisce a creare confusione nell' opinione pubblica.

Che cosa abbiamo fatto?
di Susan Sontag - da The Guardian
Alla vigilia della visita di Bush in Italia - mentre la situazione in Iraq e' sempre piu' sanguinosa, le armi di distruzione di massa, presentate dal Presidente del Consiglio come causa di guerra, si sono dimostrate inesistenti, la situazione umanitaria irachena e' prossima al genocidio- Susan Sontag descrive cosa abbiamo fatto.

Lo stato dei negoziati al Wto: il vulcano si sta risvegliando ?
a cura di TradeNews
A poco piu' di otto mesi dal clamoroso fallimento della V Conferenza Ministeriale di Cancun, sembra che per il Wto ed i negoziati sul commercio internazionale tutto sia ancora fermo. In realta', anche se lontano dall'attenzione dei media, questi negoziati non si sono mai interrotti del tutto, e nelle ultime settimane stanno riprendendo vigore.

La NATO ha volutamente avviato una catastrofe ambientale in Yugoslavia
di Michel Chossudovsky
La catastrofe ambientale della base nucleare Pancevo non fu ne' il risultato di un "danno collaterale" ne' un caso di negligenza. La prova e' schiacciante: la NATO fece saltare in aria, intenzionalmente e meticolosamente, container di sostanze chimiche tossiche con l'obiettivo di creare un inferno ecologico.

La decapitazione di Nicholas Berg. I medici dicono: impossibile
di Ritt Goldstein
Secondo le dichiarazioni rilasciate da un famoso chirurgo e da uno specialista in medicina legale, il video della decapitazione di Berg suscita numerose perplessita' sulla sua autenticita'. Alla domanda se credono che l'uccisione sia stata "inscenata", rispondono : "Si', pensiamo che sia la spiegazione piu' plausibile".

Quanto dovremo scavare ancora?
di Arundhati Roy
La lotta armata provoca una fortissima escalation di violenza da parte dello stato. Abbiamo visto il pantano che ha provocato nel Kashmir e in tutta l'area nord orientale. E allora, dovremmo fare cio' che il nostro Primo Ministro ci consiglia di fare? Rinunciare al dissenso ed entrare nella mischia delle elezioni elettorali? Unirci al circo?

Fahrenheit 9/11 - Intervista a Michael Moore
di Samuel Douhaire, Liberation
"Spero di incitare la gente, e in modo particolare gli americani, a riflettere su questo: perche', dopo il formidabile slancio di simpatia del mondo nei confronti degli Stati Uniti in seguito all'11 settembre, oggi siamo considerati come il popolo piu' crudele della terra?"

Iraq, il massacro del matrimonio nelle parole dei sopravvissuti, mentre i generali rifiutano di scusarsi
di Rory McCarthy, The Guardian
La festa del matrimonio era finita e le donne avevano appena condotto la giovane sposa e lo sposo alla tenda nuziale, quando Haleema Shihab ha sentito i primi suoni dei caccia che stridevano in alto nel cielo. Poi, racconta, "i soldati hanno cominciato a sparare, colpendoci uno a uno". "Ho visto cose che nessuno ha mai visto in questo mondo," ha detto il signor Nawaf. "C'erano corpi di bambini tagliati a pezzi, donne a pezzi, uomini a pezzi."

Abu Ghraib come Guantanamo ma anche come Brooklyn
di Christopher Brauchli
Il 3 maggio 2004 due emigrati, il pachistano Javaid Iqbal e l'egiziano Ehab Elmaghraby, hanno intentato una causa per le condizioni inumane della loro reclusione avvenuta in seguito ai fatti dell'11 settembre. Sarebbe stato piu' immediato, per un qualsiasi lettore, pensare che la prigione descritta fosse in Iraq. Invece era a Brooklyn.

Kerry sulla questione di Israele: anche io come Bush
di Catherine Cook
In un discorso pronunciato di fronte all'Anti-Defamation League's National Leadership Conference John Kerry, il presunto democratico candidato alla Casa Bianca, ha riaffermato il suo fermo appoggio a Israele e ha rassicurato i presenti che, nel caso venisse eletto, non obbligherebbe mai Israele a negoziare senza un "partner credibile."

 

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