Fw:_L'immoralità_di_chi_spende_quello_che_non_ha_sapendo?ÿ?iso-8859-1?Q?_che_poi_se_lo_dà

19/lug/2002 02.24.27 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Insieme con Di Pietro
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NEWSLETTER DIPIETRO 2002
18 luglio 2002

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L'IMMORALITA' DI CHI SPENDE QUELLO CHE NON HA
SAPENDO CHE POI SE LO DA'
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Cari amici


Di ritorno da una missione per conto del Parlamento europeo in Mongolia ho
trovato una "bella sorpresa". Mi sono ritrovato improvvisamente ricco. O
meglio il partito da me fondato "Italia dei Valori - Lista Di Pietro" e'
stato anch'esso indicato come beneficiario di una "leggina di mezza estate"
per la quale - se venisse davvero approvata - dovremmo ricevere anche noi
una "barcata" di soldi, a titolo di finanziamento ai partiti.
Subito mi sono chiesto: perche' mai tanta grazia? Noi non abbiamo chiesto
nulla! E' da quando siamo "nati" che facciamo tutto da soli, con tanti
sacrifici e tanto volontariato, all'insegna soprattutto del principio
economico per cui "ognuno si accolla le spese per l'attivita' politica che
pone in essere". E, se proprio non puo', ci mette un po' di lavoro (come si
usava una volta alle feste di partito, con tanti militanti che arrostivano
le salsicce). E' questa la vera ragione per cui ogni tanto c'e' anche da noi
qualcuno che pensa di "migrare" in altri lidi piu' economicamente
accoglienti. Insomma da noi c'e' da "dare", non da "prendere".
Non c'e' voluto molto per capire dove sta l'inghippo. Non era a noi che
volevano fare un favore. Noi serviamo da "paravento" per poter distribuire a
tutti i partiti e partitelli una marea di miliardi alla chetichella e con un
blitz degno del miglior Arsenio Lupin. Miliardi che sono necessari ai
partiti - anche e soprattutto i maggiori, Forza Italia in testa - per
ripianare il deficit dei loro bilanci, fortemente in rosso e per
accontentare i "pesci piccoli" (come la Lega che urla e sbraita per avere
soldi o incarichi di sottogoverno, come mai accadeva nemmeno nella Prima
Repubblica da loro tanto odiata (a parole!).
Proprio qui sta la prima delle questioni che vorrei sollevare. Perche'
questi partiti hanno i bilanci in rosso? Anche noi dell'Italia dei Valori
facciamo politica eppure i nostri bilanci sono sostanzialmente in pareggio.
E lo siamo nonostante non abbiamo ricevuto le decine e decine di miliardi di
cui gli altri partiti hanno finora beneficiato.
Si dira': la politica costa! Certo, ma quanto? Insomma si puo' fare
politica spendendo meno? O meglio, spendendo solo lo stretto necessario e
non invece ricorrendo alle "pomposita' da ancien regime", con dame e
damigelle di corte, appariscenti luminarie, distribuzione di libri
autocelebrativi ad ogni famiglia, navi da crociera abbardate, celebrazioni
e parate da copertina, luccichio di opulenza ad ogni sospiro? Io credo di
si'. Anzi, cosi' dovrebbe essere in un periodo in cui si chiede austerita'
ai cittadini, si vuole ridurre la loro spesa sanitaria, far pagare
l'insegnamento, privatizzare i servizi pubblici. Insomma non si puo'
chiedere ai cittadini un comportamento economicamente - ed eticamente - piu'
corretto di quello che mostrano di avere i loro governanti.
La seconda questione e' di metodo. Pur ammettendo per vera - e lo e', non
vi e' dubbio - che la politica costa e che e' meglio un "trasparente"
sistema di finanziamento pubblico che una "occulta" sovvenzione privata, il
problema e' vedere come si arrivano a stabilire le quantita' e le
modalita' di finanziamento. Al riguardo bisogna riconoscere che il metodo
utilizzato l'altro giorno dai nostri Deputati e' stato tutt'altro che
trasparente. Che senso aveva infatti - se non quello di non essere sorpresi
dall'opinione pubblica a rubare la marmellata - fare tutto di nascosto,
approvando un emendamento presentato all'ultimo minuto e assegnando alla
Commissione parlamentare una anomala "sede deliberante" (autorizzandola
cioe' non solo a dare pareri all'Assemblea plenaria ma addirittura di
deliberare in sua vece)?
Altrettanta "esagerata" - ed e' questa un'ulteriore questione da porre sul
tappeto - e' la "quantita'" di denaro che i parlamentari hanno assegnato ai
loro partiti ( e cioe' - gira, gira - ai loro danti causa se non a se
stessi). Le somme in questione - piu' che essere finalizzate alle attivita'
che i partiti dovrebbero svolgere per il futuro, sono state individuate da
"necessita' di cassa", cioe' per ripianare i debiti per spese gia'
effettuate. Diciamola tutta: i partiti hanno il "brutto vizio" di spendere e
spandere - specie durante le campagne elettorali - un mare di soldi. Se non
ce l'hanno, li spendono lo stesso, ricorrendo a compiacenti prestiti
bancari. Lo fanno perche' sanno che poi, ad elezione conclusa, i loro
parlamentari - tutti insieme e tenendosi per mano maggioranza ed
opposizione - approveranno una legge di finanziamento integrativo per far
tornare i conti. E' come se noi dell'Italia dei Valori durante la campagna
elettorale, invece di far quadrare il bilanc!
io, ci fossimo indebitati per miliardi. Certamente avremmo avuto maggiori
possibilita' di raggiungere il 4% (si sa che la pubblicita' e l'anima del
commercio, anche quello del voto). Ora pero' avremmo dovuto chiedere ai
parlamentari che saremmo cosi' riusciti a portare in Parlamento di chiudere
anch'essi un occhio e contribuire alla approvazione di una legge cosi'
inopportuna ed ingiusta. No, meglio la coerenza e la serieta'!
Altro problema ancora - sempre di trasparenza - solleva "l'unanimismo
parlamentare" su questa questione. E' mai possibile che i partiti, che
riescono a litigare su tutto (anche sulla emergenza idrica), trovino
d'acchitto ed in quattro e quattr'otto l'accordo sul finanziamento pubblico
da autoassegnarsi? Farlo poi durante il periodo estivo, nel mentre gli
italiani sono in procinto di andare in vacanza e stanno percio' a "guardia
abbassata" - e' davvero una "biricchinata diabolica". No, tutto questo non
puo' essere un caso! Fa parte invece di una precisa "strategia predatoria"
studiata a tavolino da menti sopraffine.
Dalla critica alla proposta, allora, giacche' nessuno intende disconoscere
che ci sia necessita' di finanziare i partiti. Si dia finalmente attuazione
all'art. 49 della Costituzione, dando per legge una veste giuridica definita
e concreta ai partiti, riconoscendoli come soggetti giuridici associativi,
con un proprio statuto, propri soci con tutti i loro diritti e doveri, un
proprio sistema di finanziamenti e di bilanci pubblici, con la necessita' di
dover anch'essi rendere conto del proprio operato ai creditori ed al
"mercato", ai lavoratori ed agli organi di procedura fallimentare. Insomma
si faccia in modo di poter controllare preventivamente i "bilanci" dei
partiti in modo che nessuno faccia il passo piu' lungo della gamba,
spendendo di piu' di quel che puo' permettersi. Altrimenti al danno per
l'erario si aggiunge la beffa per i cittadini nel constatare " l'immoralita'
di chi spende quello che non ha sapendo che poi se lo da'".



ANTONIO DI PIETRO
PRESIDENTE ITALIA DEI VALORI
(www.antoniodipietro.org)
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POST SCRIPTUM

Ti chiedo, se possibile, di inviare questa e-mail ad
almeno 20 amici o conoscenti, che ritieni interessati
alle nostre iniziative politiche invitandoli ad iscriversi
(http://www.antoniodipietro.org/comeiscriversi.htm)
alla NewsLetter e ad aderire all'Osservatorio
sulla Legalità e la Questione Morale

Grazie,
Antonio Di Pietro


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Per cancellarti dalla NewsLetter DiPietro:
http://www.antoniodipietro.org/comecancellarsi.htm




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Insieme con Di Pietro





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