Perché l'
Associazione Nazionale Magistrati ha indetto uno sciopero per il
6-6-2002?
La giustizia non
funziona bene.
I magistrati lo sanno da anni e da
anni denunciano i guasti del sistema giudiziario italiano.
E'
purtroppo normale che un processo penale duri anche oltre dieci anni, un
processo civile persino di più, e ciò rappresenta una grave ingiustizia per le
vittime dei delitti, per gli imputati, per chi chiede di far valere un proprio
diritto.
La risposta della giustizia dovrebbe invece essere rapida sia
nei confronti di chi viene posto sotto accusa come imputato sia nei confronti
delle vittime dei reati, nonché verso tutti coloro che affidano alla
risoluzione giudiziaria dei conflitti i loro interessi personali e patrimoniali,
anche se minuti ma per essi vitali o comunque importanti.
Il
processo, inoltre, è molto costoso e gli imputati che non possono spendere in
avvocati sono costretti a scegliere riti semplificati che offrono garanzie
difensive molto minori rispetto al rito ordinario; per le vittime di delitti che
chiedono di poter sostenere nel processo i propri diritti lesi, così come nelle
cause civili, il protrarsi del processo comporta spese di difesa molto elevate
che non tutti possono sostenere.
Questo è profondamente ingiusto
perché di fronte alla legge tutti dovrebbero essere uguali.
Purtroppo non è così.
C'è chi - e sono i più - deve subire
i guasti dell'attuale sistema e chi può invece piegarlo in proprio favore ( ad
esempio allungando i tempi dei processi e ottenendo la prescrizione dei reati;
non adempiendo alle proprie obbligazioni civili ecc.).
Perché la giustizia non funziona
?
Non per l'inerzia dei magistrati, come si vuole
far credere.
I magistrati applicano le leggi che altri, e cioè il
Parlamento, crea, anche quelle che dispongono come si devono fare i
processi.
Oggi un processo penale non giunge mai a compimento per i mille
ostacoli formali che si frappongono alla sua normale definizione. Per fare un
processo penale sono impegnati circa trenta magistrati (tenuto conto dei diversi
gradi di giudizio e delle eventuali incompatibilità). Il processo penale è
diventato una sorta di gioco dell'oca, una corsa ad ostacoli che non serve più
ad accertare la verità.
Inoltre la domanda di giustizia è aumentata
moltissimo: anche per le violazioni più lievi si ricorre alla giustizia penale
ed è aumentato anche il ricorso alla giustizia civile sia per la maggiore
consapevolezza oggi dei propri diritti che per la maggiore complessità dei
rapporti fra cittadini.
In realtà una giustizia che funzioni è garanzia per
tutti e soprattutto per i più deboli; una giustizia che non funzioni può
divenire una garanzia di impunità per i potenti.
Le proposte contro cui i
magistrati sono entrati in stato di agitazione non fanno nulla per rendere più
efficiente il sistema giustizia.
Infatti, ad esempio: 1)si propone la
separazione delle funzioni fra giudici e pubblici ministeri che, senza aver
nulla a che fare con l'efficienza, prelude alla subordinazione dei pubblici
ministeri al potere politico del momento col risultato di impedire non solo la
celebrazione, ma anche l'inizio di processi contro i potenti; 2) si modifica la
selezione dei magistrati per accedere alla Corte di Cassazione in modo tale da
ottenere un maggior controllo sui processi e sui giudici.
Insomma si
propongono misure che invece di garantire una giustizia efficiente e veloce (ai
cui fini occorrono più mezzi, umani e materiali, strutture adeguate e
leggi chiare) limitano l'indipendenza della magistratura e dei singoli giudici.
La protesta dei magistrati non ha motivi economici, né è fatta per difendere
privilegi di categoria, ma solo per difendere l'indipendenza della
magistratura.
Solo una magistratura indipendente può tendere a
garantire l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Una magistratura
subordinata al potere del governo sarà invece inevitabilmente "di parte",
schierata a garanzia dei poteri forti.
Noi questo non lo
vogliamo.
Speriamo che non lo vogliate neppure
voi.
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