Fw: Sciopero Magistrati

? Non per l'inerzia dei magistrati, come si vuole

02/giu/2002 17.56.57 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Perché l' Associazione Nazionale Magistrati ha indetto uno sciopero per il 6-6-2002?

La giustizia non funziona bene.
 
I magistrati lo sanno da anni e da anni denunciano i guasti del sistema giudiziario italiano.
 
E' purtroppo normale che un processo penale duri anche oltre dieci anni, un processo civile persino di più, e ciò rappresenta una grave ingiustizia per le vittime dei delitti, per gli imputati, per chi chiede di far valere un proprio diritto.

La risposta della giustizia dovrebbe invece essere rapida sia nei confronti di chi viene posto sotto accusa come imputato sia nei confronti delle vittime dei reati, nonché verso  tutti coloro che affidano alla risoluzione giudiziaria dei conflitti i loro interessi personali e patrimoniali, anche se minuti ma per essi vitali o comunque importanti.
 
Il processo, inoltre, è molto costoso e gli imputati che non possono spendere in avvocati sono costretti a scegliere riti semplificati che offrono garanzie difensive molto minori rispetto al rito ordinario; per le vittime di delitti che chiedono di poter sostenere nel processo i propri diritti lesi, così come nelle cause civili, il protrarsi del processo comporta spese di difesa molto elevate che non tutti possono sostenere.


Questo è profondamente ingiusto perché di fronte alla legge tutti dovrebbero essere uguali.
 
Purtroppo non è così.

C'è chi - e sono i più - deve subire i guasti dell'attuale sistema e chi può invece piegarlo in proprio favore ( ad esempio allungando i tempi dei processi e ottenendo la prescrizione dei reati; non adempiendo alle proprie obbligazioni civili ecc.).
 
Perché la giustizia non funziona ?
 
Non per l'inerzia dei magistrati, come si vuole far credere.
I magistrati applicano le leggi che altri, e cioè il Parlamento,  crea,  anche quelle che dispongono come si devono fare i processi.
Oggi un processo penale non giunge mai a compimento per i mille ostacoli formali che si frappongono alla sua normale definizione. Per fare un processo penale sono impegnati circa trenta magistrati (tenuto conto dei diversi gradi di giudizio e delle eventuali incompatibilità). Il processo penale è diventato una sorta di gioco dell'oca, una corsa ad ostacoli che non serve più ad accertare la verità.
 
Inoltre la domanda di giustizia è aumentata moltissimo: anche per le violazioni più lievi si ricorre alla giustizia penale ed è aumentato anche il ricorso alla giustizia civile sia per la maggiore consapevolezza oggi dei propri diritti che per la maggiore complessità dei rapporti fra cittadini.
In realtà una giustizia che funzioni è garanzia per tutti e soprattutto per i più deboli; una giustizia che non funzioni può divenire una garanzia di impunità per i potenti.
Le proposte contro cui i magistrati sono entrati in stato di agitazione non fanno nulla per rendere più efficiente il sistema giustizia.


Infatti, ad esempio: 1)si propone la separazione delle funzioni fra giudici e pubblici ministeri che, senza aver nulla a che fare con l'efficienza, prelude alla subordinazione dei pubblici ministeri al potere politico del momento col risultato di impedire non solo la celebrazione, ma anche l'inizio di processi contro i potenti; 2) si modifica la selezione dei magistrati per accedere alla Corte di Cassazione in modo tale da ottenere un maggior controllo sui processi e sui giudici.


Insomma si propongono misure che invece di garantire una giustizia efficiente e veloce (ai cui fini occorrono più mezzi,  umani e materiali, strutture adeguate e leggi chiare) limitano l'indipendenza della magistratura e dei singoli giudici.
La protesta dei magistrati non ha motivi economici, né è fatta per difendere privilegi di categoria, ma solo per difendere l'indipendenza della magistratura.


Solo una magistratura indipendente può tendere a garantire l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Una magistratura subordinata al potere del governo sarà invece inevitabilmente "di parte", schierata a garanzia dei poteri forti.


Noi questo non lo vogliamo.
 
Speriamo che non lo vogliate neppure voi.
 
                           

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