le amministrazioni comunali si servano di banche etiche ...

24/lug/2004 06.16.18 Luigi Sedita Contatta l'autore

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ricevo, condivido, aderisco e invito tutti coloro che sono sintonizzati sull'onda di analoghi valori a diffondere e sollecitare l'approvazione in tal senso del consiglio comunale di firenze e se e' possibile proporre in altre amministrazioni la stessa mozione.
Luigi Sedita - Firenze
 
----- Original Message -----
From: aequafirenze
Sent: Friday, July 23, 2004 10:52 PM
Subject: Fw: [Unaltracitta] comunicato stampa de zordo

Vi trasmetto l'allegato comunicato  del gruppo "unaltracittà/unaltromondo" con invito ad aderire ed a sollecitarne l'approvazione da parte di tutti i consiglieri del centro-sinistra.
Corrado Mauceri di AEQUATOSCANA
Original Message -----
Sent: Friday, July 23, 2004 1:40 PM
Subject: [Unaltracitta] comunicato stampa de zordo

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 23 Luglio 2004

«IL COMUNE SI SERVA DI BANCHE ETICHE E NON "ARMATE"»: MOZIONE PRESENTATA DA DE ZORDO

Un regolamento comunale relativo alle banche con le quali avere rapporti finanziari, favorendo gli istituti di credito che non abbiano effettuato transazioni bancarie in materia di esportazione, importazione e transito di materiale di armamento, e penalizzando quindi quelle banche che offrono i propri servizi e servono come appoggio al commercio delle armi verso quei paesi a cui non dovrebbero essere esportate, in base ai principi e al dettato della legge 185 del 1990, cioè in particolare paesi dittatoriali o in guerra.
E' quanto chiede una mozione presentata da Ornella De Zordo, capogruppo de "Unaltracittà/unaltromondo", e sottoscritta, ad oggi, da Monica Sgherri capogruppo di Rifondazione Comunista, Gianni Varrasi, capogruppo dei Verdi, Nicola Rotondaro, capogruppo dei Comunisti Italiani, dal capogruppo della Margherita, Nicola Perini, dal consigliere dei DS Gregorio Malavolti, dal consigliere dei Comunisti Italiani Luca Pettini, dalla consigliere della Margherita Lavinia Balata e dal presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini.
Nel documento, che sarà discusso nel consiglio comunale di lunedì prossimo, si sottolinea "il ruolo importante svolto da Firenze nell'ultimo secolo per la pace fra i popoli e come ponte fra diverse culture" e "l'importanza della predisposizione di atti formali che indirizzino l'amministrazione comunale a impegnarsi per non intraprendere relazioni finanziarie con le cosiddette "banche armate" ".
I consiglieri ricordano «una precedente mozione, approvata dal consiglio comunale nel 2002, che invitava il sindaco a decidere le banche con le quali avere rapporti finanziari in base anche a principi etici». «Mozione di fatto disattesa» ha precisato la capogruppo de "Unaltracittà/unaltromondo" Ornella de Zordo.
«I dati che riguardano le operazioni di commercio di armamenti, in base alla legge 185/10 del '90 che le regolamenta - si afferma nella mozione - sono pubblici ed è possibile verificare conseguentemente che molte banche italiane sono impegnate nel finanziamento di imprese la cui attività è rivolta al commercio di armi; tali dati sono liberamente a disposizione in quanto estratti dalla Relazione del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento nonché dell'esportazione e del transito dei prodotti ad alta tecnologia».
«Tale normativa - si rileva nella mozione - stabilisce che l'esportazione ed il transito di armamento sono vietati verso paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell'articolo 51 della carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia, le diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri, da adottare previo parere delle Camere; verso paesi la cui politica contrasti con i principi dell'art. 11 della Costituzione; verso paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l'embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte delle Nazioni Unite; verso paesi i cui governi sono responsabili di accettare violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell'uomo». (fn)

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