Antiplagio vs satanismo magia occultismo esoterismo (Vivere Sani & Belli)

06/ago/2004 06.53.53 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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"VIVERE SANI E BELLI" 9/7/04
SATANISMO di Laura de Laurentiis
Consulenza del professor Giovanni Panunzio, fondatore e coordinatore nazionale del Telefono Antiplagio.
Satanismo: termine che evoca rituali che parevano sepolti nel Medioevo. E invece, in quest’alba del Duemila, la cronaca ha portato alla ribalta vicende da incubo che hanno per motivo ispiratore il demonio. Il giallo delle “bestie di Satana”, la setta varesina responsabile di omicidi, su i cui raccapriccianti retroscena si sta ancora indagando, pare sia solo la punta di un iceberg di cui, in realtà, non sono note le dimensioni. Si ipotizza, infatti, che oltre ai gruppi organizzati, che in Italia forse non arrivano a dieci e che contano un numero esiguo di adepti, ci siano tra i due e i cinquemila satanisti “sciolti”, considerati ancora più pericolosi perché difficili da individuare e quindi da controllare. Ancora più pericolosi perchè non ancora adulti (e non solo anagraficamente), perché privi di qualsiasi valore, perché prigionieri di una noia esistenziale che suggerisce di cercare emozioni nell’ambito nebbioso e inquietante del Male, inteso come naturale opposto del Bene.
I SATANISTI: ORGANIZZATI E NON
Gli esperti sostengono che è d’obbligo operare una netta distinzione tra il satanismo praticato dagli adulti e quello che raccoglie proseliti tra i giovani. In generale, almeno in Italia le sette formate da persone adulte hanno più le caratteristiche di organizzazioni di tipo massonico (scambi di favori, mutuo soccorso) che di movimenti ispirati al principe degli inferi. Hanno infatti sedi ufficiali in cui avvengono gli incontri, hanno capi carismatici dal nome spesso noto alla polizia, hanno soci fondatori non difficili da identificare e, in qualche caso, hanno perfino riviste specializzate. Le forze dell’ordine controllano in qualche modo queste sette o, perlomeno, possono tenerle d’occhio. In più, pare che tra le attività svolte dai satanisti organizzati non siano contemplati riti sacrificali, stipule di patti mediante il reciproco scambio di sangue, violenze o soprusi su persone o animali. Insomma, probabilmente si tratta di movimenti piuttosto innocui, che non devono destare particolare preoccupazione.
I “FAI DA TE”
A preoccupare sono invece i satanisti dell’ultima ora, per lo più ragazzi o giovani adulti, appena usciti dall’adolescenza (almeno per quanto riguarda l’età anagrafica). A unirli il gusto per la heavy metal, la musica metallara che esalta la violenza e la trasgressione e che ha per massimo esponente il furbo Marylin Manson, un uomo- marketing che ha saputo trasformato il trash nella sua personalissima, inesauribile miniera d’oro.
Ma non solo: i giovani seguaci di satana fanno uso di droghe e navigano in Internet alla ricerca di racconti dell’orrore o di altri spunti a cui ispirarsi per poter acquisire quell’identità malvagia che sperano possa dare senso e giustificazione a un’esistenza altrimenti vuota e priva di progetti. Nelle storie dei giovani satanisti ci sono tanti capitoli che richiamano più che la malvagità la tendenza a vivere all’insegna dello sbando, con punte di delinquenza: furtarelli, atti di vandalismo, uso di stupefacenti. Solo in alcuni casi invece la situazione è realmente agghiacciante, come ha evidenziato la cronaca recente. Le bestie di satana, non si limitavano a stordirsi di musica metallara, di droghe, di consigli demoniaci trovati nel Web. Per entrare nel gruppo era d’obbligo bere il sangue degli altri seguaci e per uscirne c’era solo una possibilità: morire.
ALCUNI ELEMENTI UFFICIALI
Un rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni sul tema dei movimenti religiosi e magici, analizza il fenomeno del satanismo in Italia, definendolo “più una tendenza che un movimento vero e proprio”. Nel documento il satanismo, sulla base di elementi culturali e simbologie adottate, è così suddiviso:
Satanismo occultista: è fondato sull’accettazione della visione del mondo contenuta nella Bibbia, ma suggerisce di schierarsi con il diavolo invece che con Dio.
Satanismo razionalista: è fondato sull’adorazione del demonio come simbolo di trasgressione, ricerca sfrenata dei piaceri, anticonformismo, ribellione.
Satanismo acido: è il movimento più pericoloso e meno controllabile. I seguaci utilizzano l’adorazione del maligno come pretesto per compiere atti di efferata violenza di ogni genere, per fare uso di droghe, per dare sfogo a ogni sorta di perversione.
Luciferismo: è fondato sull’idea che satana sia uno dei due principi vitali da cui è scaturito l’universo e rappresenti il necessario antagonista di Dio.
COSA PREVALE IN ITALIA
Secondo il rapporto, in Italia sono rappresentate tutte queste forme di satanismo, con prevalenza dell’”occultista” e dell’”acido”. L’incertezza maggiore riguarda i numeri, impossibili da verificare, anche se secondo gli operatori della Pubblica Sicurezza si può escludere che si tratti di percentuali significative. Gli esperti ritengono inoltre che sia solo una leggenda metropolitana l’ipotesi che i singoli gruppuscoli siano tutti collegati a un’organizzazione centrale guidata da un antipapa nero. Confermano invece che in varie zone d’Italia (in aperta campagne, nelle grotte, nelle chiesette sconsacrate, in qualche edificio in rovina, in locali abbandonati) siano state e continuino a essere ritrovate tracce dell’avvenuta celebrazione di rituali satanici. In ogni caso, la maggior parte dei satanisti si limita a scrivere bestemmie sui muri delle chiese o a violare tombe nei cimiteri. Pochissimi, per fortuna, sono invece coloro disposti a compiere omicidi o altre violenze sulle persone o sugli animali.
CHI E’ A RISCHIO
In linea teorica tutti ma proprio tutti possono abbracciare il satanismo oppure essere plagiati da qualche adepto dotato di carisma. In realtà, però, c’è un periodo della vita, l’adolescenza, in cui si è più vulnerabili, più facilmente influenzabili, più esposti alla tentazione di colmare i propri vuoti esistenziali grazie al sovrannaturale, anche se malvagio. E’ il periodo della transizione, delle tappe - spesso dolorose - che conducono verso la vita adulta. E’ il periodo in cui diventa pressante capire chi si è e che cosa si desidera diventare. Il pericolo esiste, almeno a livello potenziale, perché sono propri dell’adolescenza la voglia di trasgressione, la biologica incapacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni sul lungo termine, il desiderio di provare emozioni forti, l’impulso di compiere gesti che possano consentire di affermare la propria identità, in contrapposizione con quella degli adulti in generale e dei genitori in particolare. Fragilità, disorientamento, sbalzi d’umore, senso di inutilità, che a tratti lascia il posto a una sensazione di onnipotenza, sono tutte caratteristiche degli adolescenti. Peculiarità che nella stragrande maggioranza dei casi sono presenti in modo sfumato e si esprimono solo con sporadiche intemperanze e massicce quanto innocue polemiche con i genitori. Più di rado i sentimenti, le emozioni, le reazioni proprie dell’adolescenza si manifestano in modo esasperato, suggerendo comportamenti altamente pericolosi per se stessi e per gli altri. In seno a questa piccola percentuale di giovani sbandati possono trovare terreno fertile i culti satanici.
I SEGNALI
Come possono i genitori accorgersi che un figlio è entrato a far parte di una setta satanica o, comunque, di un gruppo in cui, in nome del demonio, si compiono le peggiori azioni? Di fatto, quasi sempre i ragazzi invischiati in queste reti assumono comportamenti che possono, se non fornire una conferma certa di appartenenza un gruppo di adoratori del demonio, almeno far nascere sospetti ragionevoli. Vediamoli, tenendo presente che questi “sintomi” hanno maggiore valore se rappresentano un cambiamento rispetto al solito.
Regressione a una stadio infantile, sia negli atteggiamenti che nei discorsi.
Poca spontaneità nel modo di fare.
Assenza di senso dell’umorismo, incapacità di stare allo scherzo, perdita totale dell’autoironia.
Stretto legame di amicizia con un gruppo di persone (anche più grandi) eccessivamente eccentriche o, comunque, molto sopra le righe.
Incapacità di coltivare rapporti d’amicizia o d’amore al di fuori della cerchia degli amici stravaganti.
Condizioni fisiche meno buone del solito (per esempio, dimagrimento, mancanza di energia, poco appetito, occhiaie, occhi arrossati, pallore, insonnia).
Instabilità emotiva, anche molto marcata, attacchi d’ansia, paure immotivate e prive di fondamento oggettivo.
COSA FARE
Aiutare un figlio ad allontanarsi dal satanismo non è facilissimo ma neppure impossibile. L’importante e non lasciarsi sopraffare dal panico che, essendo un pessimo consigliere, può suggerire di muovere critiche troppo dirette o di prendere provvedimenti esageratamente puntivi, quanto inutili. Minacce, scenate e castighi di solito non portano ad alcun risultato, mentre può essere vincente sollecitare l’adolescente (o il giovane adulto) a parlare dell’esperienza che sta vivendo, per poi cautamente guidarlo verso la consapevolezza di aver imboccato una strada pericolosa. Può anche servire consultare uno psicologo esperto, perché spesso la scelta di diventare seguaci di satana è solo il segno di un disagio emotivo che solo uno specialista può identificare e poi cercare di risolvere. In generale, ecco quali sono gli obiettivi da perseguire quando si intuisce che un figlio o comunque un familiare si è lasciato sedurre da una qualsiasi forma di satanismo:
Sollecitatelo ad acquisire la consapevolezza che il gruppo ha caratteristiche solo negative e punta a compiere illeciti, anche gravissimi, usando il demonio più che altro come comodo alibi per giustificare le proprie perversioni.
Aiutatelo ad analizzare nel dettaglio l’esperienza che sta vivendo, a interrogarsi sul suo significato, a cercare di comprendere se davvero ne ricava vantaggi personali o se invece si tratta solo di una grande beffa che lo sta esponendo a compiere azioni illegali e a correre rischi di cui magari neppure immagina la portata.
Inducetelo a parlare delle eventuali pressioni psicologiche che gli adepti esercitano su di lui per tenerlo legato ed anche delle conseguenti paure che può aver sviluppato proprio per questo. Mostratevi comprensivi nei confronti delle sue debolezze e disponibili ad aiutarlo a diventare più forte, ma inflessibili nel giudicare sbagliato e pericoloso l’operato del gruppo. Sottolineate anche che qualsiasi tipo di minaccia mirata a tenere legato qualcuno a un’organizzazione, a un movimento, a un qualsiasi genere di setta è un reato punibile per legge.
Fategli presente, con garbo e fermezza, che uscire da una setta significa rinascere. Vuol dire scrollarsi di dosso ogni paura, ricominciare a essere liberi, sfuggire dall’ombra minacciosa e inquietante di progetti volti a distruggere altri o a fare del male a se stessi.
A CHI RIVOLGERSI
Le vittime del satanismo o i loro familiari possono chiedere aiuto al telefono Antiplagio, telefonando al 338-8385999. I volontari del comitato forniscono consigli sul da farsi, anche di tipo strettamente legale.
DIZIONARIO DEL MALE
Abusi rituali: sono i riti caratteristici del satanismo. Vengono svolti dal leader della setta, a volte aiutato dai suoi assistenti, e consistono nell’esercitare su qualcuno, essere umano o animale, violenze fisiche, psicologiche o sessuali. Lo scopo è creare un’atmosfera di male favorisca il contatto con il diavolo.
Esoterismo: sono tutte le dottrine “misteriose” riservate a piccoli gruppi di “iniziati”.
Satanismo: movimento di tipo religioso che si basa sull’adorazione di Satana, inteso come principe dei demoni e come principale nemico del Dio cristiano.
Spiritismo: attività paranormale volta a stabilire un legame tra le persone vive e il mondo dei morti.
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