SOLIDARIETA’, VALORE NECESSARIO PER LA POLI TICA

Tocca a tutti, quindi, riconoscere l’importanza della manodopera straniera nelle imprese edili del Nord-Est, quanto in quelle agricole del Sud, ed à palese anche quanto il sistema sociale si avvalga di persone provenienti dall’est europeo o più in generale extracomunitarie per l’assistenza agli anziani, ai disabili ed a tutti quelli che sfortunatamente non godono dell’autosufficienza.

26/mag/2009 16.35.52 Sinistra e Libertà Contatta l'autore

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“Un terzo dell’umanità muore per mangiare troppo, mentre i due terzi muore per mangiare troppo poco…â€. È da questo appello di Raoul Follereau che parte la mia riflessione sull’immigrazione. Nel 2008 tra Lampedusa, le coste siciliane e la Sardegna sono sbarcate 37 mila persone. Il 70 per cento di quelli che sono arrivati hanno fatto richiesta d’asilo, un terzo ne ha ottenuto il riconoscimento dallo Stato italiano. Non sono gli unici dati di cui disponiamo sull’immigrazione. Sappiamo anche che, ad oggi, sono circa 9 milioni gli immigrati regolari in Italia, più del 70 per cento ha un lavoro regolare ed influiscono per poco più del 9 per cento sul nostro Pil. Tocca a tutti, quindi, riconoscere l’importanza della manodopera straniera nelle imprese edili del Nord-Est, quanto in quelle agricole del Sud, ed è palese anche quanto il sistema sociale si avvalga di persone provenienti dall’est europeo o più in generale extracomunitarie per l’assistenza agli anziani, ai disabili ed a tutti quelli che sfortunatamente non godono dell’autosufficienza.

Tuttavia, le preoccupazioni dei popoli privilegiati dell’Occidente industrializzato e consumista sono la sicurezza e la salvaguardia di posti di lavoro, che in realtà nemmeno vorrebbero più occupare. La sicurezza dei cittadini, delle loro famiglie e dello Stato è, infatti, un bene prezioso che va perseguito con responsabilità e gestito con misura. Ma non servono muri da scavalcare, solo una legge giusta potrà davvero rendere più sicuri i cittadini, che sappia coniugare la tutela degli interessi dello Stato con il rispetto della dignità umana. La convivenza civile è un diritto di tutti e tocca allo Stato garantirla, senza costringere gruppi sparuti di cittadini a improvvisarsi ronde urbane. La nostra società, è indubbio, avverte la necessità di avviare un processo di integrazione, ricostruzione e rafforzamento, ma richiede che questo avvenga attraverso un confronto sereno, aperto e paziente, senza sacrificare i diritti fondamentali delle persone. Riguarda il futuro di tutti.

Il fatto che tanti extracomunitari, soprattutto africani, paghino organizzazioni criminali per venire in Europa è la conseguenza di una politica non solo italiana ma dell’Unione europea, anche attraverso il sistema di Schengen che fa sì che nessun cittadino di un paese terzo, in particolare africano, riesca ad entrare sul territorio italiano o comunitario in modo regolare, perché nessuno gli dà il visto. Dobbiamo trovare l’equilibrio fra le due posizioni estreme di cui si caratterizza la demagogia politica. Se i Governi cedessero alle pressioni populiste di chi vuole tenere fuori gli immigrati, si metterebbero su una strada molto brutta. Chi lotta contro la multiculturalità, combatte una battaglia persa. Il primo passo per una maggiore sicurezza, almeno in Italia, è innanzitutto contrastare le mafie perché solo nel nostro Paese sono così radicate ed incidono sulla politica e l’economia. Poi, bisogna garantire la certezza della pena e favorire l’integrazione ed il recupero di condizioni di vita serene. Dobbiamo immaginarci la vita che vorremmo per noi e per i nostri figli, per compiere le scelte giuste ed indirizzare il legislatore.

La solidarietà è un valore che deve tornare al centro dell’attenzione della politica, delle istituzioni, dei privati cittadini, soprattutto in un momento così difficile in cui c’è chi alimenta fenomeni di odio razziale. È superfluo ricordare i fatti di cronaca ancora davanti agli occhi di tutti, dagli incendi dei campi Rom a Napoli alla strage di Castelvolturno, fino ai respingimenti delle ultime settimane. Non lo è ribadire che queste persone vengono in Italia per lavorare e vivere tranquillamente perché, spesso, nei loro paesi sono perseguitati o semplicemente non esistono condizioni di vita accettabili. Persone che di frequente affrontano viaggi terribili, durante i quali molti di loro perdono la vita o un fratello, un figlio, un caro. Il Mediterraneo è, forse, il più grande cimitero esistente dove, senza una lapide, senza un segno, sono dimenticati centinaia, migliaia di uomini, donne e bambini che speravano in una vita migliore. La fame, la guerra, le atrocità – di cui lo stesso Occidente è responsabile - porteranno in Italia sempre più immigrati ed a noi tocca accoglierli come nostri amici. Dobbiamo essere dalla loro parte. Dalla parte di chi vive pacificamente nei nostri territori e dobbiamo sconfiggere quella cultura dell’odio, della divisione, dell’intolleranza che rischia di creare danni insopportabili.

Dino Di Palma
Presidente Provincia di Napoli
Sinistra e Libertà


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