Osservatorio Antiplagio news: Corrado Augias commenta una lettera di Giovanni Panunzio - Quei modelli sbagliati che propone la tv (La Repubblica 29 maggio 2009)

Osservatorio Antiplagio news: Corrado Augias commenta una lettera di Giovanni Panunzio - Quei modelli sbagliati che propone la tv (La Repubblica 29 maggio 2009) LA REPUBBLICA 29/5/09 - QUEI MODELLI SBAGLIATI CHE PROPONE LA TV c.augias@repubblica.it Caro Augias, i vescovi si interrogano sui limiti del governo (lavoro, xenofobia, ronde) e sull'immoralita' del presidente del Consiglio (casi Noemi e Mills).

03/giu/2009 00.40.47 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

LA REPUBBLICA 29/5/09 - QUEI MODELLI SBAGLIATI CHE PROPONE LA TV

c.augias@repubblica.it



Caro Augias, i vescovi si interrogano sui limiti del governo (lavoro,

xenofobia, ronde) e sull'immoralita' del presidente del Consiglio

(casi Noemi e Mills). Io mi chiedo chi ha creato in Italia la tv

violenta e indecente che entra nelle case, rovina i nostri figli e

vanifica le fatiche di scuola e famiglia, poi usate come bandiere

politiche. Perche' i capi di Mediaset sostengono che la loro tv deve

divertire e non educare, quando sanno benissimo che diseduca? Perche'

Berlusconi sostiene che pessimismo e catastrofismo sono figli del

comunismo, quando sono stati i suoi tg e i suoi talk-show, per primi,

a creare angoscia nei telespettatori? E chi permette a centinaia di

ciarlatani (cartomanti, veggenti ecc.) di pubblicizzarsi nelle reti

private con la scusa della liberta' d'impresa? Non sono aspetti di cui

la Chiesa si sarebbe dovuta accorgere da tempo? Ho l'impressione che

sia tardi, a meno che la Chiesa non ammetta il suo ''ritardo'' e,

insieme alla societa' civile, quella vera, quella del volontariato,

promuova una rivoluzione culturale che parta dalla difesa dei piu'

piccoli, dalla protezione dei bambini. Giovanni Panunzio, insegnante

di religione - panunzio@email.it



Commento di Corrado Augias

Tra le tante campagne, anche molto insistenti e talvolta illegittime,

condotte dai vescovi non ce n'e' stata una dedicata ai guasti prodotti

da una tv che pubblicizza modelli di comportamento (e linguistici)

orribili, erigendoli addirittura a canoni di vita. Basta pensare alle

file interminabili, alle piazze gremite di giovani che vogliono

partecipare a un qualche reality o (nel caso delle ragazze) essere

scelte per sculettare sorridendo davanti a una telecamera o leggere

seminude un qualunque comunicato. Uguale silenzio di fronte al

comportamento cosi' discutibile del presidente del Consiglio, alle

condanne della magistratura per corruzione. Tutto quello che Mariano

Crociata, segretario della Conferenza dei vescovi, ha saputo dire nei

giorni scorsi e' stato: ''Ognuno ha la propria coscienza e capacita'

di giudizio''. Amen, verrebbe da chiosare. Quale differenza di toni

con l'arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra che, sempre nei giorni

scorsi, si e' lanciato con decisione contro lo spot di un'automobile

che vede protagonista una famiglia allargata: figli di lui, di lei,

comuni. Secondo il cardinale esalterebbe la poligamia. L'alto prelato

crede che uno spot possa indebolire le coscienze mentre lascerebbero

il tempo che trovano gli esempi veri di tante sgangherate famiglie di

politici tutti casa, chiesa, divorzi e figli ''naturali''. Il tempo

degli idoli (o quello degli interessi) e' davvero arrivato anche per

la Chiesa.



blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl