ABRUZZO: NON BASTA UNA PARATA MILITARE LOW COST

03/giu/2009 17.00.15 Sinistra e Libertà Contatta l'autore

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Giornali radio e televisioni hanno messo in bella evidenza la notizia di una parata militare del 2 giugno all’insegna della sobrietà e del risparmio.

Un milione di euro risparmiati per l’Abruzzo annunciano enfatiche le gazzette di regime.

E’ un risparmio che apprezziamo. Ogni euro in più destinato ad alleviare le sofferenze e i disagi delle vittime del terremoto non può non essere sottolineato positivamente.

Ciò che, invece, ci indigna è che i grandi organi di informazione suonano la grancassa sul milione risparmiato e tacciono in modo assoluto su altri e ben più consistenti risparmi che si potrebbero fare per la ricostruzione dell’Abruzzo colpito dal terremoto.

Parliamo dei 13 miliardi (non milioni!) di euro che si potrebbero risparmiare se si rinunciasse al programma militare JSF di acquisto di 131 cacciabombardieri F 35 che il Governo, con il parere favorevole delle Commissioni Difesa di Camera e Senato e senza una opposizione degna di nota di PD e IDV, ha deliberato alla chetichella due giorni dopo il terremoto abruzzese.

Ripetutamente dal nostro sito abbiamo cercato di attirare l’attenzione dei media e quella dei parlamentari dell’opposizione sulla possibilità di rinunciare al costosissimo programma JSF.
Oltre un migliaio di mail sono state inviate da altrettanti visitatori del nostro sito ai senatori dell’opposizione e altrettante mail stanno arrivando ai deputati, con proposte concrete di emendamenti al decreto del Governo per incrementare i fondi a disposizione della ricostruzione dell’Aquila, tagliando il programma JSF.

Né PD né IDV ci hanno voluto fino ad ora rispondere. Ma noi continueremo a insistere perché la discussione sul decreto post-terremoto è ancora in corso alla Camera dei deputati.

Rimane, tuttavia, il dato preoccupante di una informazione malata e condizionata da poteri forti, capace di un gran battage sul milione di euro risparmiati mentre alza un muro di silenzio sui 13 miliardi che si potrebbero ancora risparmiare.
Comunque abbiamo nelle nostre mani un’arma per farci sentire da una informazione di regime che non vede, non sente e non parla e da una opposizione in Parlamento inconsistente e flebile: è l’arma del voto.

Il 6 e il 7 giugno un successo elettorale di Sinistra e Libertà servirà anche a sturare le orecchie e ad aprire gli occhi di quelli che non vogliono né sentire, né vedere che per l’Abruzzo si può fare di più di una parata low cost .


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