Nucleare: un affare per pochi, un rischio per tutti

03/giu/2009 17.00.57 Sinistra e Libertà Contatta l'autore

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Mentre la destra non vede l’ora di “far tornare†l’Italia nell’era nucleare e il PD si perde in un fumoso “ni†per definire la propria posizione nei confronti dell’ipotesi di nuovi reattori in Italia, la posizione di Sinistra e libertà è e rimane un secco e chiaro “noâ€.

L’energia nucleare è un dinosauro tecnologico che si basa sull’utilizzo di risorse non rinnovabili. L’intera catena dell’estrazione e della lavorazione dell’uranio, il processo reattivo e il deposito delle scorie rendono la tecnologia estremamente pericolosa e anche molto costosa.

La produzione di energia nucleare è in netta contraddizione con le esigenze di sostenibilità ecologica, economica e sociale che diventano sempre di più i principali criteri per la valutazione del nostri modi di vivere, di produrre e di consumare. La tipologia dell’impianto nucleare richiede consumi di energia costantemente alti e rende assurdi tutti i tentativi di creare una cultura del risparmio energetico.

L’energia nucleare nella sua complessità non è economica. Solo socializzando la stragrande parte dei costi e dei rischi, la produzione di energia nucleare diventa un conveniente affare economico: un affare per pochi, un costo per tutti. Anche il rischio è e rimane di tutti e non è concepibile che dopo le bombe sul Giappone e gli incidenti di Three Miles Island e Cernobyl i responsabili non abbiano decretato con fermezza la fine dell’energia nucleare, aprendo le porte ad una nuova era solare.

In questo gioco sporco e cinico, gli interessi di fortissime lobby dell’uranio, dell’impiantistica e della produzione energetica hanno il sopravvento sui legittimi interessi delle persone di non essere sottoposte a rischi per la propria salute e quella delle future generazioni. La minaccia che nasce dall’uso della tecnologia nucleare è seria, concreta ed impietosa. Le scorie costituiscono un pericolo di morte per 100 mila anni. Non per ultimo la lavorazione dell’uranio e la rispettiva tecnologia, nonché gli impianti stessi rendono accessibile un’arma pericolosa a coloro che perseguono ben altri obiettivi di quelli dell’utilizzo della tecnologia per scopi civili.

Troppi attori della politica stanno al gioco delle lobby del nucleare. Anche i deputati del PD al Parlamento Europeo hanno sostenuto il rapporto Laperouze con il quale si apre la strada all’energia nucleare, annoverandola tra le future fonti energetiche per l’Europa e sostenendo il fatto che ca. il 60% dei mezzi per la ricerca provenienti dalle casse europee sono destinati alla ricerche nel campo del nucleare – e vanno alle aziende private, invece di permettere attività di ricerca scientifica presso le Università ed istituti di ricerca indipendenti.

Guarda il video sul nucleare di Sepp

Foto di Vetrina a cura di TeGe


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