Antiplagio nel Messaggero - Satanismo e costume

casi non si fa ricorso alla violenza: questa richiede l'aspetto para-religioso,

28/set/2004 12.46.22 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
IL MESSAGGERO - Sabato 25 Settembre 2004
L’ESPERTO: «La religione non c’entra più è un fenomeno di costume»
«L'appartenenza ad un culto satanico non è sintomatica di devianza mentale - spiega il direttore de Dipartimento 3D della Asl di Frosinone, Fernando Ferrauti - A differenza degli anni passati, in cui l'adesione alle sette derivava da fattori culturali e religiosi, oggi il fenomeno è scisso dal vero e proprio fenomeno religioso, è un movimento di costume legato agli aspetti musicali della vita giovanile. E nella stragrande maggioranza dei casi non si fa ricorso alla violenza: questa richiede l'aspetto para-religioso, sacrificale, presente però più negli adulti che nei giovani. Il 90% degli adepti ciociari si rifà all'aspetto musicale. Ma quando c'è violenza, c'è sempre un disagio, il bisogno di rassicurarsi e sentirsi meno deboli verso l'esterno».
Non solo fanatici del demonio, però. Anche i maghi sono ben radicati in Ciociaria: se il Lazio è la seconda regione in Italia (dopo la Lombardia) per numero di maghi e giro di affari (2.000 maghi, 140.000 cittadini che a loro si rivolgono, 75 milioni di euro come giro di affari), Frosinone fa la sua parte: sono 60 i maghi, che si dividono 2.250.000 euro di profitti (rapporto 2003-2004 del Telefono Antiplagio). Ma.Ce.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl