ANTIPLAGIO vietare la pubblicita' dei maghi (Mattino Pd)

Panunzio responsabile del telefono «Antiplagio», la rete che si occupa della

02/ott/2004 20.00.17 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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IL MATTINO DI PADOVA - SABATO, 02 OTTOBRE 2004
Prima Pagina
CASO MARGHOT. Dopo la truffa da 12 mila euro alla coppia di Piove scatta l’allarme. Il 41% dei cartomanti lavora al Nord
Impedire ai maghi la pubblicità in tv
Telefono antiplagio: 35 mila truffati in Veneto, pochi denunciano
MESTRINO. Ansia per il futuro e timore dell’invidia altrui. Sono i motivi che spingono a rivolgersi ai maghi della tv. Maga Marghot, la cartomante che riceve a Mestrino, denunciata per truffa aggravata da una coppia piovese cui stava per spillare 12 mila euro, è solo un esempio dei veggenti accusati di abusare della buona fede della gente. «Per imprimere una svolta ai raggiri è necessario ricondurre le truffe nell’ambito della normativa penale e vietarne la pubblicità» in tv, tuona il responsabile del telefono «Antiplagio». Le vittime sono al 35 mila, pochi denunciano. E i professionisti della truffa sono molti, specie al Nord.
LIVIERI E ZANETTI A PAGINA 32

IL MATTINO DI PADOVA - SABATO, 02 OTTOBRE 2004
Sul caso della cartomante Marghot interviene Giovanni Panunzio, del Telefono antiplagio
«Il 41% dei maghi lavora qui»
«E’ un affare per tivù, Stato, compagnie telefoniche»
MESTRINO. Ansia per il futuro e timore dell’invidia altrui. Sono i motivi che spingono la gente a rivolgersi ai maghi della televisione. Un fenomeno che poggia sulle difficoltà quotidiane che le persone non si sentono di affrontare da sole oltre che su una superstizione vissuta come esasperazione della fede. Maga Marghot, la cartomante che riceve in uno studio a Mestrino, denunciata per truffa aggravata da una coppia di coniugi è solo un esempio dei veggenti accusati di abusare della buona fede della gente. «Per imprimere una svolta ai raggiri dei maghi è necessario ricondurre le truffe nell’ambito della normativa penale e vietare la pubblicità di queste attività», tuona Giovanni Panunzio responsabile del telefono «Antiplagio», la rete che si occupa della difesa delle vittime degli inganni dei veggenti. «In questo senso le persone che cadono in balia dei maghi sono vittime due volte, dei truffatori e di uno Stato che non offre garanzie». I dati riferiscono di 500 maghi che entrano via etere nelle case solo nel Veneto, nono nella classifica delle regioni più colonizzate con un giro di 35.000 cittadini coinvolti. Di questi solo 5 su 100 sporgono denuncia, bloccati dalla vergogna. «Ci sono troppi interessi che ruotano attorno a queste trasmissioni - prosegue Panunzio - Basti pensare all’Iva che lo Stato percepisce dalle pubblicità, per non parlare delle compagnie telefoniche e degli editori delle televisioni locali». Dal punto di vista legale due sono le armi in mano alla giustizia, caricate a salve: «Con le accuse di truffa e circonvenzione di incapace nessuno finisce in galera - spiegano al telefono Antiplagio - E quando un veggente viene chiamato a restituire il maltolto se la cava a buon mercato, dato che tutti i maghi risultano nullatenenti. E’ una partita persa in partenza e le forze dell’ordine non intervengono più». Il 41% dei maghi ormai opera al Nord, attratto dalla ricchezza e dalla precarietà psicologica diffusa. Sfatato il mito dell’ignoranza che spinge a cercare un conforto nell’ambito dell’occulto sono le vittime di depressione, ansia e stress ad avere bisogno di consulenza: «In tivù i maghi non si sbilanciano, sapendo di essere controllati», sostiene Panunzio. Ma lanciano l’amo per attirare i clienti nella rete degli studi privati dove si consuma la truffa. «La consulenza dei veggenti - concludono dal telefono Antiplagio - è molto diffusa anche tra i vip, con la differenza che rispetto ai disperati, hanno soldi da spendere in amuleti e talismani».
(Simonetta Zanetti)

IL MATTINO DI PADOVA - SABATO, 02 OTTOBRE 2004
LA VEGGENTE SI DIFENDE
«Ho fatto le ricevute per tutti i pagamenti»
MESTRINO. Nessuna truffa e nessun raggiro ai danni dei due coniugi che, esasperati da gravi problemi famigliari, si sono rivolti alla maga Marghot. E’ quello che sostiene la diretta interessata, Marghot De Santis. Che non vuole essere definita maga, né veggente o cartomante, nonostante siano le attività in cui è specializzata. Tanto da condurre una trasmissione tivù dove gira e rigira le sue Sibille ed emette verdetti di buona o cattiva sorte. Marghot è stata denunciata dalla coppia di coniugi che, dopo continue richieste di denaro (12 mila euro il saldo), si sono rivolti ai carabinieri. Secondo la donna non ci sarebbe mai stato un contatto telefonico con la coppia in diretta tv. Il marito si è recato nello studio di Mestrino dove l’esperta di riti magici riceve, di propria iniziativa, dopo aver consultato (senza esito) altri veggenti. «Quando l’uomo è venuto da me - ha affermato Marghot - mi ha riferito di temere che la sua famiglia fosse colpita da un malocchio perché perseguitata da sfortune. La figlia ragioniera che non trova lavoro, la casa che non riescono a vendere per trasferirsi a Milano, problemi di salute. Non è vero che quando sono venuti assieme ho mostrato loro delle lastre per convincerli dei miei poteri curativi. Anzi, ho suggerito che le loro malattie andavano seguite da un medico. Per aiutarli col problema della casa ho proposto un rito magico per cui servivano oggetti particolari, regolarmente mostrati su un catalogo. Hanno acconsentito firmando un contratto inviato dal mio legale. Per i soldi che hanno pagato ho rilasciato le ricevute. Non temo il tribunale, anzi, lì dimostrerò la mia innocenza».
(Elena Livieri)
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