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18/ott/2004 05.29.01 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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Maghi, tarocchi e Co.
Perché abbiamo sempre più bisogno di affidare il nostro futuro sentimentale (e non solo) a oroscopi/fattucchiere? Largo al responso. Con in più le vostre testimonianze tratte dal Forum
23/8/2004
Ci sono momenti in cui la tentazione è forte, inutile negarlo. Perché le cose non girano come vorresti. Perché quello che credevi l’uomo della tua vita ti ha mollato. O soltanto perché hai bisogno di un segno, di sapere che, da domani, cambierà. Così ti fai fare i tarocchi, leggere i fondi di caffè o calcolare il quadro astrale, nella speranza che il destino ti stia preparando una sorpresa da urlo. La notizia è che non c’è niente di cui vergognarti. Negli ultimi due anni in Italia la voglia di affidarsi all’irrazionale è cresciuta a dismisura, soprattutto tra gli under 40. Secondo i dati del Telefono Antiplagio, nel 25 per cento dei casi i “clienti” di maghi e cartomanti hanno addirittura meno di 35 anni. Come conferma anche Carlo Climati, giornalista e autore di I giovani e l’esoterismo (Edizioni Paoline, e 14,46): «L’interesse per la magia e la stregoneria si sta diffondendo tra i ragazzi, specialmente grazie a Internet. Il motivo? In un momento storico come il nostro, caratterizzato da poche certezze, sono le uniche fonti che sembrano dare una risposta sicura».
A caccia di risposte
Con queste premesse, l’argomento ha ovviamente stuzzicato la nostra curiosità. Tanto per cominciare, abbiamo aperto un forum sul nostro sito. Cosa ne è venuto fuori? Che le Cosmogirls alle carte e agli astri un po’ ci credono. Magari non abbiamo un santone di fiducia, però una capatina dall’amica che legge i tarocchi la facciamo volentieri. Così ci è venuta voglia di rispondere alla domanda-chiave, che sta alla base di tutto questo boom: come mai, all’alba del secondo millennio, abbiamo bisogno di affidare le sorti della nostra vita, soprattutto quella affettiva, a qualcosa che ha tutto fuorché basi scientifiche? «Semplice: finora abbiamo creduto che la ragione, la scienza e la tecnologia potessero aiutarci a vivere meglio. Ma ci siamo resi conto che non è sempre così», spiega l’antropologo Duccio Canestrini. «Spesso le cose ci sfuggono di mano: non riusciamo a controllare l’inquinamento, a curare malattie gravi; molte delle nostre sicurezze sono crollate. E ci rivolgiamo al mondo irrazionale. Anche il diffondersi delle terapie alternative o di religioni come il buddismo è parte di questo fenomeno». Come dire: non sapendo più che pesci prendere, ci tuffiamo nell’ignoto. E questo, indipendentemente dal nostro livello culturale, come precisa Stella sul sito: «Ho una laurea, un lavoro che mi piace, una storia d’amore. Vivo anche senza oroscopo e tarocchi, però penso siano un modo per sentirsi più sicure. E per illudersi di poter controllare gli eventi». Già: l’imprevedibilità ci getta nel panico. Siamo troppo abituate a organizzare la nostra vita minuto per minuto per accettare che il futuro sia un grande blob dove può succedere di tutto. È più rassicurante credere di avere un destino già scritto. «E poi, se stai attraversando un periodo nero, hai bisogno di sapere che, prima o poi, la musica cambierà. Cerchi una speranza concreta, “avvalorata” dalle stelle o dalle carte», spiega Carolina, 35 anni, giornalista. Vogliamo essere confortate, quindi. Ma anche ascoltate, prese sul serio. «Oggi i rapporti umani sono così spersonalizzati: viviamo di corsa e non abbiamo tempo per prestare attenzione agli altri. I maghi, invece, ti stanno a sentire. E ti promettono aiuto», conferma Canestrini. Basta guardare le cartomanti che lavorano in tv per capire di cosa stiamo parlando. Se facendo zapping sulle reti locali ne hai beccata una, sarà capitato anche a te di rimanere “ipnotizzata”. Perché sono indubbiamente bravissime a catturare la tua attenzione facendoti “sentire” che sono lì per te. «Molte di loro hanno dei rudimenti di ipnosi: usano il tono giusto, ripetono spesso alcune parole, fanno leva sui bisogni più profondi», spiega lo psichiatra Giorgio Gagliardi. «A volte, le carte sono solo uno stratagemma per non presentarsi davanti al video a mani nude. Ma di fatto non servono, tanto che spesso non vengono neppure inquadrate», aggiunge Giovanni Panunzio del Telefono Antiplagio. In poche parole, capiscono il tuo punto debole e ti dicono parole di buon senso. Ovvie. Ma, forse, sono proprio quelle che tu vuoi sentire.
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