Antiplagio e satanismo nel Piccolo di Trieste

03/nov/2004 19.35.46 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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IL PICCOLO DI TRIESTE 03/11/04 - Cronaca di Gorizia
L’episodio di Giasbana ha portato in superficie un fenomeno in preoccupante aumento anche in questa zona
«Satanismo», giovani goriziani a rischio
Don Greco: «Sono i più vulnerabili soprattutto se cercano di colmare dei vuoti»
Riti per evocare il demonio, scritte blasfeme in luoghi sacri, messe nere. Satana trova nuovi adepti. Anche a Gorizia. Tra lo sconcerto dei religiosi e delle associazioni che si battono per smascherare santoni e maghi.
Il loro numero è impossibile da quantificare - la regola di base delle sette sataniche è la segretezza - ma è certo che esistano. Lo dicono le croci capovolte e i simboli satanici che compaiono a cadenze regolari sulle chiese (ultima quella dell’altro ieri a Giasbana) e nei cimiteri, il fatto che alcune persone alla comunione portino via l’ostia consacrata senza ingerirla durante la funzione religiosa e le testimonianze di alcuni pentiti (molto pochi per la verità) che cercano di uscirne.
Il fenomeno è diffuso soprattutto tra i giovani e si ramifica oggi, a differenza di qualche anno fa quando i contatti avvenivano prevalentemente grazie al passaparola e ad annunci su giornali di inserzioni gratuite, attraverso siti internet e sms. Luciferismo, satanismo acido, occultista e razionalista sono le tipologie in cui si dividono le sette al cui vertice c’è sempre una guida che assoggetta psicologicamente le «pecore». Uscire da questa sudditanza non è facile, tanto da indurre gli adepti - «che nelle sette non hanno evidentemente trovato ciò che speravano» - a bussare alle porte dei conventi cittadini per cercare aiuto o semplicemente per trovare una parola di conforto.
Quantificare il fenomeno, come detto, non è per niente semplice. Ci prova da dieci anni l’associazione Telefono antiplagio, che ha ricevuto sino ad oggi più di mille segnalazioni, il 95% delle quali anonime, di sette sataniche e riti per evocare il demonio sul territorio nazionale. «La segretezza è il primo comandamento del gruppo, poi ci sono la vergogna e la paura che inducono le persone a non denunciare queste situazioni - spiega il presidente di Telefono antiplagio, Alfredo Barrago - ma il problema del satanismo esiste, ed è diffuso in tutta Italia. Ci sono gruppi che lo fanno per moda, altri che cercano il divertimento e la trasgressione. Di certo - conclude - la situazione è preoccupante».
Una visione condivisa da don Arnaldo Greco, decano di Gorizia, che parla di «vendita di speranza illusoria» a quanti cercano di soddisfare il proprio bisogno di magico, di sacro, di infinito. «Non sono preoccupato - sottolinea don Arnaldo - delle possibili azioni compiute da chi entra a fare parte di queste sette che, evidentemente, esistono, quanto del fatto che le persone scherzino col fuoco». Dietro all’atto di tracciare le croci capovolte, il simbolo «666» (che in realtà - chiarisce Telefono antiplagio - non si riferisce a Satana ma all’imperatore Domiziano) e le croci uncinate si nasconderebbe infatti un profondo disagio: «Credo - commenta don Arnaldo - che quanti aderiscono a questi gruppi cerchino di riempire un vuoto enorme: forse, come preti, abbiamo finito per chiamare le persone a fare, tralasciando la riflessione e curandoci troppo poco dell’homo religiosus».
Annalisa Turel
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