Province di Bergamo e Brescia diffidate per caccia in deroga, Graziano con gli ambientalisti

02/ott/2009 15.16.03 Italia dei Diritti Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA



Province di Bergamo e Brescia diffidate per caccia in deroga, Graziano con gli ambientalisti



Il viceresponsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti: "Legge illegittima, impensabile che le province debbano assumersi i costi delle condanne comunitarie, un motivo in più per appoggiare gli ambientalisti "





Milano - 2 ottobre 2009 - "L'Italia dei Diritti si schiera a favore degli ambientalisti in quanto vengono sempre contrastate nuove leggi e data scarsa considerazione all'importanza dei provvedimenti emessi dalla Comunità Europea dimenticando in tal modo la priorità del diritto comunitario". Questo il primo commento del viceresponsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti Enzo Graziano alla notizia della lettera di diffida inviata da parte delle più importanti associazioni ambientaliste alle province di Bergamo e Brescia perché fermino la caccia in deroga nei rispettivi territori provinciali. Le associazioni affermano che la legge sulle deroghe della Regione è illegittima in quanto è in aperto contrasto con il diritto comunitario oltre che priva di fondamento giuridico perché basata su una disposizione legislativa nazionale (art. 19 bis della L. 157/92) già disapplicata dal giudice di ultimo grado. Il danno, oltre che per la fauna, deriverebbe anche dagli oneri finanzia!

ri causati dalle condanne comunitarie che ricadrebbero sulla Regione Lombardia e sulle Province che non provvederanno a disapplicare la legge regionale in tema di caccia in deroga in contrasto col diritto comunitario. Prosegue e conclude l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "Le leggi comunitarie sono tali e non andrebbero modificate a proprio piacimento. Se verrà attuata questa proposta di deroga, incostituzionale, ci troveremo a fronteggiare 'sportivi cacciatori' nelle nostre regioni che invece dovrebbero essere maggiormente tutelate sia a livello di fauna che di flora. In più, sempre sulla nostra regione, graverebbe anche il peso finanziario delle condanne comunitarie: una ragione in più per la quale noi dell'Italia dei Diritti saremo dalla parte degli ambientalisti".





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