Antiplagio contro erbe pericolose (La Nuova Ferrara)

Sta meglio ma è l aritmia cardiaca a preoccupare ancora i medici del Sant Anna.

15/nov/2004 02.16.49 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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LA NUOVA FERRARA
DOMENICA 14 NOVEMBRE 2004 - CRONACA - Pagina 13

TELEFONO ANTIPLAGIO
Erba pericolosa, ma attenti alle truffe
Anche il Telefono antiplagio (338-8385999, http://www.antiplagio.it), associazione di tutela dei consumatori mette in guardia i possibili consumatori di stramonio: «A proposito del suo consumo - spiegano in una e-mail - specifichiamo che l’utilizzo di sostanze ‘magico-esoteriche’, purtroppo non vietate, sta prendendo piede anche in Italia». Il 65% dei sedicenti’maghi’ propina ai clienti - con ricarichi economici dal 500% al 1.000% - preparati sudamericani e orientali per vivere esperienze paranormali o guarire malattie, anche le più gravi. Il 32% delle vittime afferma di essere stato invitato dal ‘mago’ a ingerire sostanze esotiche-esoteriche. Il 17% dei ‘maghi’ consiglia di non assumere farmaci prescritti dai medici e il 40% delle vittime sostiene di essere stato invitato dal ‘mago’ a non ricorrere più alla medicina tradizionale. Per questo il telefono antiplagio chiede al ministero della Salute di considerare illegali 31 sostanze tra cui lo stramonio inserendole nelle tabelle degli stupefacenti.

CACCIA ALLO «SPACCIATORE» DI STRAMONIO
Dopo il coma, migliora lo studente intossicato. Ha rischiato di morire per una bistecca alla droga.
Sta meglio ma è l’aritmia cardiaca a preoccupare ancora i medici del Sant’Anna. Il giovane studente universitario in coma per due giorni dopo aver ingerito stramonio, «erba del diavolo o delle strege», è stato trasferito nel reparto di Cardiologia dopo aver lasciato la rianimazione del Sant’Anna, dove era ricoverato da mercoledì scorso.
Dunque, il giovane è migliorato ma le sue condizioni non sono ancora ottimali: i medici stanno monitorando costantemente l’aritmia cardiaca di cui soffre ancora, conseguenza diretta dall’assunzione di una dose potentissima di stramonio.
Il giovane, ricordiamo, ha ingerito volutamente i semi di stramonio che teneva in casa dentro un vasetto del rosmarino secco. E addirittura, per facilitarne l’assimilazione, ha ingerito l’erba come condimento ad una succulenta bistecca, mercoledì scorso all’ora di pranzo. Gli effetti dell’allucinogeno, da quanto si è appreso, sono comparsi dopo alcune ore quando il giovane si trovava a lezione all’università, nella facoltà di giurisprudenza. Dopo uno stato di intontimento generale è stato preso da un attacco di sonnolenza, vertigini sui banchi di scuola ed è stato allora che i suoi amici si sono preoccupati del suo stato di salute e lo hanno portato a casa.
Nella prima serata di mercoledì, poi, la corsa al Pronto Soccorso, accompagnato dalla fidanzata che si era consultata, per telefono, con il padre del ragazzo, un medico, che l’aveva consigliata che non c’era un attimo da perdere. Il giovane, di Brindisi, che vive e studia a Ferrara, da quanto è stato accertato dagli ispettori dell’Antidroga della polizia, aveva ricevuto la «droga» da amici: e proprio gli amici sono stati interrogati dalla squadra mobile.
Il presunto fornitore, un ragazzo di Treviso, ha dichiarato di non aver ceduto lui i semi di stramonio, e le indagini si sono concentrate così su altri ragazzi per capire soprattutto se si sia trattato di una cessione casuale oppure se esista veramente un mercato «clandestino» di questa sostanza, anche se ribadiscono alla polizia a Ferrara, non è illegale detenere o cedere lo stramonio. Da quanto è stato accertato, al momento, la «partita» di stramonio sarebbe stata ceduta ad un gruppo di studenti, gli amici del ragazzo, ed era stata depositata in casa sua dentro il vasetto vuoto che conteneva il rosmarino secco. Quello stesso vasetto che gli ispettori della polizia hanno trovato quando hanno perquisito la casa in cui abitano gli studenti: la «partita» secondo quanto riferito dai ragazzi era circa di 500 semi. Poi c’era stata la classica distribuzione: ognuno poi ne aveva assunto a proprio piacere e quello che ha rischiato di più ne sta pagando le conseguenze all’ospedale Sant’Anna. Per questo motivo dalla questura rinnovano l’appello: lo stramonio è sostanza troppo pericolosa da poter esser assunta. Anche a dosi farmacologiche, difficli da stabilire, la droga è troppo rischiosa. (d.p.)
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