[COMUNICATO STAMPA] Morti, feriti e sapori della caccia

25/nov/2004 01.23.59 Caccia il Cacciatore Contatta l'autore

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[COMUNICATO STAMPA]
TRA MORTI E FERITI GRAVI CAUSATI DALL'ATTIVITA' VENATORIA, PESARO ESALTA "I SAPORI DELLA CACCIA". L'ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA CACCIA ESPRIME SCONCERTO E CONDANNA PER L'INIZIATIVA.

24-11-2004


La Confcommercio di Pesaro e Urbino ha promosso un'iniziativa gastronomica volta a mostrare il "lato piacevole" della caccia, pubblicizzando ristoranti marchigiani che offrono piatti a base di cervi, cinghiali, caprioli, lepri, quaglie, colini, starne e uccelletti allo spiedo. Il ritornello è sempre lo stesso: la valorizzazione della tradizione.

Ma qual e' il prezzo da pagare per questo "lato piacevole"? Lo testimonia l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia: "Nella scorsa stagione vi sono stati 50 morti e 94 feriti, e le stesse spaventosi cifre si ripetono ogni anno. Facendo un confronto coi morti sul lavoro, si scopre che, in proporzione, la caccia uccide sei volte piu' del lavoro!" affermano i portavoce dell'Associazione.

E' notizia di pochi giorni fa, proprio nella provincia di Pesaro e Urbino, il ferimento grave di un giovane di 23 anni, assessore a S. Lorenzo, ferito durante una battuta di caccia al cinghiale. Dunque, morti e feriti non interessano, l'importante e' soddisfare le papille gustative?

Oltre alle decine di incidenti, sono innumerevoli i casi di procurato allarme sociale, di famiglie che vivono letteralmente sotto assedio per l'intera durata della stagione venatoria. "Leggiamo ogni giorno sui quotidiani di tutta Italia, e riceviamo molte segnalazioni attraverso il nostro sito" raccontano i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e vittime della Caccia, "di persone che vivono in situazioni di grave disagio, che sono delle vere e proprie vittime, in senso psicologico e a volte anche economico (e' il caso dei coltivatori) dell'arroganza dei cacciatori". Cacciatori che entrano nel loro fondo privato, nel giardino, che disturbano a ogni ora del giorno, che impallinano gli animali domestici, che impediscono di passeggiare e andare a funghi, che, in sostanza, non consentono di vivere un'esistenza tranquilla e dignitosa a tante persone che abitano o lavorano in campagna.

"Con quale coraggio, dunque, si pubblicizza un'iniziativa che vuole valorizzare l'attivita' venatoria, e viene sostenuta dalle istituzioni locali?" si chiede l'Associazione Vittime.

L'iniziativa viene inoltre inserita in un ciclo dedicato "alla cultura e all'economia turistica": ma l'attivita' venatoria, ben lungi dall'avvantaggiare l'industria del turismo, non puo' che essere per essa dannosa. Perche'... "vacanze e fucilate non vanno d'accordo!". E' questo lo "slogan" dell'iniziativa denominata "Vacanze senza caccia", promossa e sostenuta dall'Associazione Vittime, la quale è rivolta alle strutture ricettive (agriturismi, bed&breakfast, alberghi, ecc., ma anche semplici fattorie) che vogliono auto-proclamarsi "contro la caccia" e decidono di chiudere simbolicamente il loro territorio a essa, in analogia ai "comuni denuclearizzati" o alle zone dichiarate "OGM free". E' un impegno, una presa di posizione, un NO forte e chiaro. E' rivolta anche ad agenzie di viaggio, associazioni vacanze-natura e a ogni altra struttura legata al turismo. L'obiettivo è realizzare è una sorta di consorzio fra le strutture che si alleano per far fronte nel modo migliore alle!
invasioni a mano armata dei cacciatori ed offrire sicurezza e relax ai propri ospiti.

"Si valorizzino le attivita' non pericolose per l'incolumita' pubblica e che siano dei veri passi avanti, e non indietro, per gli aspetti culturali e turistici della regione" conclude l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia.

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia
www.cacciailcacciatore.org - info@cacciailcacciatore.org
3336705842








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