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I MASS-MEDIA SONO SCORRETTI SU SCIENTOLOGY di Prof. Saverio Fortunato (Specialista in Criminologia Clinica, docente di Devianze all'Università di L'Aquila e di Criminologia Clinica all'università "G. Marconi" di Roma) PARIGI, CONDANNATA IN PRIMO GRADO PER TRUFFA UNA SEDE DI SCIENTOLOGY, MA PER I GIUDICI DELLA SUPREMA CORTE ITALIANA È UNA CHIESA Su Scientology si è scatenato un putiferio mediatico basato sulla notizia della sentenza di primo grado del tribunale di Parigi, sentenza però, di cui ancora non si conoscono le motivazioni e contro la quale è già stato annunciato appello, confidando nei gradi della Giustizia.

03/nov/2009 17.34.01 Chiesa Nazionale di Scientology d'Italia Contatta l'autore

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I MASS-MEDIA SONO SCORRETTI SU SCIENTOLOGY

di Prof. Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica, docente di Devianze all’Università di L’Aquila e di Criminologia Clinica all’università “G. Marconi” di Roma)

PARIGI, CONDANNATA IN PRIMO GRADO

PER TRUFFA UNA SEDE DI SCIENTOLOGY, MA PER I GIUDICI DELLA

SUPREMA CORTE ITALIANA È UNA CHIESA

Su Scientology si è scatenato un putiferio mediatico basato sulla notizia della sentenza di primo grado del tribunale di Parigi, sentenza però, di cui ancora non si conoscono le motivazioni e contro la quale è già stato annunciato appello, confidando nei gradi della Giustizia.

Se "La Nazione", ha titolato: "Scientology condannata ma non troppo", come per dire che non è mai abbastanza, l'agenzia Adnkronos ha dato questo dispaccio, ripreso poi dalla maggior parte dei quotidiani italiani: "Il tribunale di Parigi ha condannato per truffa la Chiesa di Scientology, imponendo alla branca francese della setta il pagamento di una multa di 600mila euro. Il responsabile di fatto di Scientology in Francia, Alain Rosenberg, è stato condannato a due anni con la condizionale e al pagamento di 30mila euro. L'accusa aveva chiesto anche lo scioglimento di Scientology in Francia, ma un emendamento ad una legge, approvato in sordina a maggio, lo ha reso di fatto impossibile".

L'informazione è tendenziosa ed inesatta. Il reato di truffa presuppone una responsabilità personale, non di tutta la chiesa di Scientology, che ha sedi in tutto il mondo, Ammesso e non concesso che in Francia c'è stato un reato di truffa (in Italia punito dall'art. 640 c.p.) la responsabilità penale è delle persone che hanno posto in essere la condotta deviante o delinquenziale, non di tutto l'universo Scientology.

La notizia è tendenziosa perché accanto alla mezza verità (condanna primo grado per truffa, quindi non definitiva!) c'è la menzogna, ossia che sarebbe stata condannata solo alla pena pecuniaria pur avendo chiesto lo scioglimento di Scientology in Francia. A dire giornalistico lo scioglimento di Scientology non sarebbe avvenuto per "colpa" di "un emendamento ad una legge che sarebbe stato approvato in sordina a maggio" (sic!).

Questa affermazione è scorretta e grave: come si può affermare che a maggio (ossia, cinque mesi prima della sentenza) si sarebbe approvato un emendamento in vista di una condanna che sarebbe avvenuta cinque mesi dopo? Via! Se fosse vero, allora andrebbe annullato tutto il processo perché starebbe ad indicare che i giudici avrebbero confidato cinque mesi prima la decisione di colpevolezza che hanno preso cinque mesi dopo!

IL REATO DI TRUFFA PRESUPPONE RESPONSABILITA' PENALE INDIVIDUALE

NON SOCIALE, CON LO SCANDALO IOR NON SI CHIESE DI CHIUDERE IL

VATICANO!

L'agenzia americana "AP COM, partner Associated Press",  ha dato questo dispaccio: "Francia/ Scientology condannata per truffa, ma non sarà proibitaRoma, 27 ott. (Apcom) - La 'Chiesa' di Scientology grida all'inquisizione, ma non sarà messa fuori legge in uno dei paesi europei in cui è vista con più sospetto: il tribunale di Parigi ha condannato oggi quella che in Francia è considerata una "setta" a pagare 600.000 euro di ammenda, infliggendo a quattro responsabili pene di reclusione da 10 mesi fino a due anni (con sospensione condizionale) per "truffa in associazione organizzata" e ammende da 2.000 a 30.000 euro. A finire sotto la scure della giustizia sono state le due principali strutture di Scientology in Francia: il Celebrity Center e la libreria Sel, condannate rispettivamente a 400.000 e 200.000 euro di multa. Ad Alain Rosemberg, definito dal tribunale di Parigi "dirigente di fatto" della setta, è andata la pena maggiore (due anni con sospensione) e 30.000 euro di multa. Il processo "è stato fin dall'inizio un processo eretico, una sorte di moderna Inquisizione", ha sostenuto Scientology in un comunicato. La 'Chiesa' americana con sede in Florida ha subito annunciato un ricorso in appello, e il portavoce internazionale Tommy Davis ha definito la sentenza parigina "un cane che abbaia ma non morde". Il Tribunale non poteva chiedere lo scioglimento della setta a causa di una recente modifica legislativa passata inosservata per mesi, in cui i detrattori di Scientology vedono il suo potere di pressione perfino sull'Assemblea Nazionale. Ma la procura aveva domandato la proibizione di alcune attività del gruppo e una multa di 4 milioni di euro.”


Questo dispaccio d'agenzia contiene mezze verità e mezze inesattezze. Intanto, non si può mettere fuori legge una Chiesa se si procede per truffa su un singolo caso, Sarebbe come se all'epoca dello scandalo IOR con monsignor Paul Marcinkus, si sarebbe preteso la chiusura dell'intero Vaticano! Via!

IL TERMINE "SETTA" E' DA INCOMPETENTI, SUL PIANO CRIMINOLOGICO, LE

SETTE NON LE TROVI SULLE PAGINE GIALLE!

Anche la definizione di "setta" è inesatta, perché nell'antropologia criminale «Il termine “Setta“deriva dal latino sequor (e dal suo rafforzativo sector) con il senso di “seguire”, “andare dietro”, “accompagnare un maestro”. Secta in latino significava “linea di condotta”, “dottrina”, “scuola filosofica” e “gruppo religioso”. L’idea che la parola indichi una separazione  (quindi impropriamente collegata al verbo secare, ovvero tagliare) è molto più tarda e meno relativistica, in quanto implica il concetto di una religione più vasta da cui la setta si sarebbe appunto separata. È strano, quindi, che si leghi al termine una valenza negativa, dato che all’origine le sectae erano le scuole degli stoici, degli epicurei, e persino dei giureconsulti, per non parlare dei primi cristiani, seguaci di una secta (o dottrina) a tutti gli effetti. […] Ma la storia gioca dei brutti tiri alle parole e “setta” è oggi diventato sinonimo di ‘conventicola’, ‘covo di streghe’ e ‘congrega ereticale» (Cecilia Gatto Trocchi, 1994).”

Setta può essere un'aggregazione segreta e, giacché tale, non la trovi sulle pagine gialle. Sette sono le congreghe che inneggiano Satana o il maleficio, che praticano riti eretici, insomma, fino a prova contraria, nulla a che vedere con Scientology.

PER LA CORTE D'APPELLO DI MILANO ED I GIUDICI DELLA SUPREMA

CORTE ITALIANA SCIENTOLOGY E' "UN'ASSOCIAZIONE

CONFESSIONALE"

Per i giudici della Suprema Corte italiana,"...lo statuto di Scientology è compatibile con la qualificazione autoreferenziale che l'associazione si è attribuita e che le numerose sentenze di giudici ordinari e tributari costituiscono quel pubblico riconoscimento che la Corte Costituzionale annovera fra i criteri non di merito utilizzabili, nel rispetto di una equidistanza laicale fra le varie confessioni, per stabilire se un'associazione sia effettualmente confessionale".
Scrivono i giudici della
Corte d'appello di Milano: "Con la seconda sentenza la Cassazione ha fornito una sorta di interpretazione autentica di se stessa, indicando i vincoli non eludibili assegnati a questa Corte con forza di giudicato interno:il giudice del rinvio aveva criminalizzato Scientology enfatizzando l'orientamento al denaro, già ritenuto non ostativo al riconoscimento di una confessione che voglia autofinanziarsi con la vendita dei propri servizi; e con ciò aveva violato il giudicato interno".

LE FROTTOLE SUI VIP

I mass media si scatenano per informarci di questo o quell'attore di Hollywood che avrebbe intenzione di abbandonare la Chiesa di Scientology, ma non si cita mai una dichiarazione in tal senso da parte dei singoli interessati. E' sempre il "giornalista" di turno, che si arroga questo diritto di dire tutto e il contrario di tutto, senza alcuna verifica né fondamento di quello che dice. La notizia viene confezionata con il "pare", "parrebbe" con i se ed i ma...Per tutti, ecco il servizio di libero.it il cui titolo dice tutto e niente: "Scientology: la setta dei vip e degli omicidi". Titolo forte (quali omicidi?), ma leggendo l'articolo è la tiratela del se ed il ma, ecco un passo significativo: "Oggi, tra le altre cose, la Scientology vanta (e sfrutta a fini di propaganda) -sic!- la presenza di una lunga serie di celebrità dello spettacolo, dello sport e della politica: John Travolta, Tom Cruise (fervente sostenitore), Nicole Kidman, Kelly Preston (moglie di Travolta), Kirstie Alley (”Cheers” e “Veronica’s Closet”), Jenna Elfman (”Dharma & Greg”), Nancy Cartwright (la voce americana di Bart dei “Simpsons”), Juliette Lewis (”Natural Born Killers”), Anne Archer (”Fatal Attraction”), Sharon Stone, Emilio Estevez, Rock Hudson, Demi Moore, Candice Bergen, Brad Pitt, Christopher Reeve, Jerry Seinfeld, Patrick Swayze, Priscilla e Lisa Marie Presley (vedova e figlia di Elvis Presley), John Brodie (leggenda del football), Mikhail Baryshnikov (ballerino), William Burroughs (scrittore), i cantanti Van Morrison, Al Jarreau e Leonard Cohen, nonché Marcia Clark, pubblico ministero nel caso di O.J. Simpson. Ma non solo: secondo la rivista “George”, il Presidente Clinton potrebbe in passato aver fiancheggiato Scientology contro il governo tedesco, reo di aver cominciato una lunga e faticosa lotta contro la setta, colpevole di varie truffe, molestie e violenze nel Paese".


Ma che vuol dire "vanta e sfrutta"? Come si può dire ciò di Tom Cruise e di tutti quegli attori se non sono loro stessi a dirlo? Ma a che gioco si gioca? Via!! Si dica tutto quello che si ritiene di dover dire, ma con un po' di onestà intellettuale, se è possibile. Il reo va giudicato e perseguito per quello che fa, non per quello che è; tutti sono innocenti fino a prova contraria e tutti hanno diritto ad un processo equo fino a terzo grado di giustizia. I mass media non possono dare per scontato ciò che nessun tribunale ha stabilito come tale e si ha il dovere deontologico di non creare stigmatizzazioni.

(Fine)


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