Matteo Soragna a Palla a Spicchi su Radio24

11/dic/2009 16.05.38 Insport Contatta l'autore

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11 dicembre 2009. Matteo Soragna è intervenuto nel corso del programma di Radio24 “Palla a Spicchi”, condotto da Carlo Genta e Flavio Suardi.

La tua Europa e l'Europa di Biella: due vittorie e una sconfitta, non male l'avvio, ti stai divertendo?

“Ho già affrontato questa Coppa con la Benetton Treviso, arrivando fino alle Final Eight di Torino, per Biella invece è un'esperienza totalmente nuova, è stimolante perché vedere un gruppo che affronta per la prima volta una competizione europea è curioso, per noi non sarà semplice anche perché abbiamo avuto qualche infortunio di troppo che ci ha tolto soprattutto un po' di lavoro, però  per adesso le cose stanno andando abbastanza bene.”

Matteo sei tornato a Biella dopo diversi anni, ma dalle prime partite sembra che non te ne sia mai andato, sei riuscito a tagliarti ancora quel ruolo di collante, insomma che Biella hai ritrovato dopo questi anni di assenza che ti hanno visto impegnato a Treviso?

“Sicuramente cresciuta, cresciuta nell'organizzazione e anche negli obiettivi. La grande caratteristica che fortunatamente è rimasta immutata è la personalità di questa società, cioè una società che lavora con quello che ha, senza esagerare, avendo un programma e rispettandolo, senza farsi bruciare dal tempo: è la stessa società, però è cresciuta.”

Come si fa a tenere coi piedi per terra Pietro Aradori?

“Il coach non permette a nessuno di pensare che ci si possa rilassare, Luca (Bechi, ndr) da questo punto di vista fa un ottimo lavoro tenendo sotto pressione tutti: Pietro essendo  giovane è giusto che si goda questo meraviglioso periodo, è giusto che usi il suo entusiasmo per continuare così, ma nello stesso tempo Luca gli fa capire che da un momento all'altro possono arrivare i momenti meno felici e quindi deve esser pronto.”

Ha ancora margini di miglioramenti, sei d'accordo?

“Per adesso sto giocando usando le sue caratteristiche, credo che il passo principale per un futuro da giocatore di Eurolega, da Nazionale e quindi di alto livello, sarà quello di riuscire a plasmare il suo modo di giocare al servizio della squadra, nel senso che quando avrà di fianco due o tre giocatori che hanno tanti punti nelle mani come lui, bisogna essere in grado di non fare un tiro per 5-6 minuti, ma bisogna riuscire a fare magari dei passaggi, difendere forte... quindi la metamorfosi sarà in quell'ottica: diventare un giocatore di alto livello.”

Quali sono i margini di crescita di Biella secondo te?

“Noi abbiamo fuori Fred Jones che è un giocatore americano atipico, nel senso che è uno che sa passare molto bene la palla e che piuttosto rinuncia lui ai suoi tiri per far segnare un compagno. Ha ancora bisogno di tempo ma purtroppo è fuori e starà fuori fino a dopo Natale: questo ci penalizza molto, perché avevamo già trovato un buon equilibrio anche con lui.
Ci sarà un margine di miglioramento soprattutto in difesa credo, in particolare in alcune dinamiche di difesa, poi l'attacco - se si riesce a difendere bene -  viene di conseguenza: ci sono buoni atleti e giocatori con punti nelle mani, ovviamente ci sono margini di miglioramento.”


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