CAMBIANO LE REGOLE DEL GIOCO: nuova normativa sulla sicurezza negli stadi

17/mar/2010 11.47.20 Giada Molinaroli-Prima & Goodwill Contatta l'autore

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Costantemente al centro dell’attenzione, la problematica della sicurezza negli stadi ha visto nel tempo un susseguirsi di aggiornamenti normativi che - a partire dal 1992 con la norma UNI 10121, proseguendo con il Decreto Ministeriale Marzo 1996 sugli impianti sportivi e la Legge “Pisanu” del 2005 (relativa agli stadi con capienza superiore ai 10.000 spettatori),  fino alla più recente normativa europea EN 13200-3 (recepita nel 2006 dalla UNI) - hanno disciplinato i criteri di progettazione delle barriere per la sicurezza degli spettatori al fine di garantirne la massima funzionalità. La norma UNI EN 13200-3 va a sostituire le attuali normative sugli impianti sportivi e ricreativi; la norma UNI 10121 che è stata ritirata, rimarrà però presente fino alla modifica delle Leggi Italiane in cui è contenuta. Secondo quanto prescritto dalla legislazione, tutti gli stadi italiani hanno avuto l’obbligo di adempiere quanto prima possibile alla normativa sulla sicurezza, relativamente alle barriere interne ed esterne allo stadio. Questo provvedimento riguarda tutti gli impianti, sia quelli con capienza superiore alle 10.000 unità, sia quelli con una disponibilità di posti inferiore  (come può essere ad esempio lo stadio Biondi di Lanciano)

Per rispondere a tale esigenza di adeguamento, il CONI Servizi ha scelto quale partner privilegiato per la messa in sicurezza dei principali stadi italiani Betafence, primo produttore europeo di sistemi di recinzione con sede italiana a Tortoreto (Te). Da tale partnership è nata l’innovativa gamma Betafence destinata all’impiantistica sportiva, la cui imprescindibile peculiarità consiste nella totale rispondenza sia alla normativa fin’ora vigente (UNI  10121 e D.M. 18 marzo 1996, Legge “Pisanu” 6 giugno 2005), sia alla recente normativa UNI EN 13200-3 che stabilisce gli standard minimi ed i valori raccomandati per la progettazione degli elementi di separazione interni ed esterni. Tale legge ridefinisce tutte le caratteristiche delle zone di delimitazione (stabilisce altezze e carichi di progetto) e prevede separatori con altezza non minore di 1,1 m (ad eccezione della zona tra tribuna e campo, in condizioni specifiche) con condizioni di carico differenti in funzione della localizzazione. Per l’area specifica di filtraggio e separazione delle opposte tifoserie all’ingresso e all’uscita dallo stadio, ad esempio,  Betafence propone il sistema di recinzione in moduli Publifor, che ha negli anni raggiunto un successo crescente imponendosi come la recinzione maggiormente impiegata negli stadi italiani. Caratterizzandosi per la modularità soprattutto che garantisce la velocità e la facilità di posa, la trasparenza che offre il vantaggio della massima visibilità, la resistenza e la rigidità del sistema (palo, corrente e pannello) che determinano la rispondenza a tutte le norme, Publifor è un innovativo e semplice sistema a basso impatto ambientale, formato da un basamento in lamiera zincata e plasticata, riempita con cemento sul quale viene installato un pannello (su ambo i lati o solo su uno). Tutti i componenti del pannello sono in acciaio zincato e plastificato per assicurare una lunga durata nel tempo. Collegati tra loro da apposite piastre bullonate, i moduli costituiscono una barriera in grado di resistere ad ogni tentativo di scavalcamento, sfondamento, ribaltamento; separati, possono invece essere spostati facilmente utilizzando un normale carrello elevatore, per ricomporre la recinzione secondo le nuove esigenze che si fossero nel frattempo presentate.

Grazie alle peculiarità costruttive, Publifor risponde perfettamente sia ai parametri indicati nel D.M. n. 61 del 18 marzo 1996, sia alla norma UNI 10121 del giugno 1992, sia alla già citata Legge Pisanu per quel che concerne i carichi di spinta (avendo i requisiti di resistenza alla spinta orizzontale previsti e richiesti). Publifor è nato proprio per rispondere a quanto prescrive la Legge Pisanu, è stato messo a punto, la prima volta, per lo stadio Olimpico di Roma e ad oggi è stato installato nei venti più importanti stadi italiani, in diretto coordinamento con i tecnici del CONI e secondo le esigenze da questi segnalate.

 

 

Per conoscere il mondo Betafence: www.betafence.com

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