Diego Milito come Ronaldo

Diego Milito come Ronaldo Diego Milito.

02/dic/2009 18.23.00 SoloCalcio Contatta l'autore

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Diego Milito. Afp
Diego Milito. Afp

MILANO, 2 novembre 2009 - Il Principe è un fenomeno. Diego Milito come Ronaldo: due modi diversi di essere centravanti, due percorsi professionali parecchio distanti, ma identico impatto nel primo anno in maglia Inter. Nella storia recente nerazzurra, solo il Fenomeno brasiliano, e la sua stagione "monstre" (1997-98) con Simoni, reggono il confronto con l'inizio di campionato dell'argentino. Nove gol in quattordici giornate al primo anno in maglia nerazzurra: non ci erano riusciti nemmeno Ibrahimovic, Vieri o Adriano, i grandi bomber dell'era Moratti.

nove su quattordici — Quattrodici partite di campionato per Milito, ma non c'è stato grande bisogno di ambientamento: nove gol, il primo alla seconda giornata, nel derby, su rigore; l'ultimo domenica scorsa, contro la Fioretina, decisivo, sempre dal dischetto. Sono gli unici due penalty, in mezzo sette reti, con doppietta per la rimonta contro il Cagliari. Un debutto così, abbiamo detto, era riuscito solo a Ronaldo: nel 1997-98 era con Zidane il miglior giocatore al mondo. Dopo il suo arrivo da Barcellona, nove gol fra la seconda giornata e l'undicesima, poi la striscia si interruppe fino alla 18ª: prima rete al Bologna, una doppietta e anche per il Fenomeno un gol nel derby (2-2), su rigore (2 reti dal dischetto). Quell'anno chiuse a quota 25, un buon auspicio per il Principe.


Ibrahimovic al primo anno interista. Ap
Ibrahimovic al primo anno interista. Ap

Ibra, vieri e Adriano — L'obiettivo di Milito, con Eto'o, era quello di far dimenticare Ibrahimovic: obiettivo centrato, almeno a livello di numeri, anche senza il contributo del camerunese. Ibra nel 2006-07, primo anno dopo il passaggio da Torino a Milano, parti con soli cinque gol nelle prime 14, e persino la scorsa stagione, la più positiva per prolificità, erano stati 7 nella stessa porzione di campionato. Vieri, nel 1999-2000, nonostante una tripletta al debutto si fermo a 7. Più difficili i paragoni con Adriano: nella prima stagione (2001-02) fu utilizzato come estrema risorsa, segnando un gol solo. Quando tornò interista, a gennaio 2004, nelle prime 14 ne segnò 7, si scatenò l'anno dopo con 13 su 14 (gol/giornate): ma allora era un veterano della Pinetina.

statistiche da paura — Insomma, se ci fosse bisogno di ricordarlo coi numeri, Milito e i gol vanno d'accordo. Tornando indietro negli annuari, si trovano inizi di stagione così solo nel primo anno interista di Istvan Nyers (12 su 14 nel 1948/49) e nella prima stagione della neonata Serie A a girone unico, con Giuseppe Meazza (10 su 14 nel 1929-30). Milito, poi, è fra i primatisti anche come media gol/partite in A: compresi quelli segnati col Genoa, i gol sono 33 su un totale di 43 presenze e 3.618 minuti giocati. La media: 0,767 centri a partita. Da quando in Italia c'è il girone unico, solo Pedro Petrone e Gunnar Nordhal, in altri tempi, hanno una media migliore: 0,841 e 0,773, rispettivamente. Tra i giocatori in attività lo battono Nené e Ragatzu del Cagliari: ma nel loro score influiscono le poche presenze.

Valerio Clari© RIPRODUZIONE RISERVATA

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