Trezeguet fuori per 40 giorni

07/gen/2010 23.43.34 SoloCalcio Contatta l'autore

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TORINO - Ciro Ferrara si è conquistato altri tre giorni di Juve, e Hiddink gli ultimi tre giorni di vacanze in Kenya che concluderà, come previsto, domenica prossima: il suo rientro in Europa non sarà organizzato da Blanc e Bettega con un piano d'emergenza, ma potrà tornarsene con calma in attesa di vedere  -  lui come tutte il popolo juventino  -  quello che accadrà di sera contro il Milan. Perché il buon Ciro ha avvitato qualche bullone della sua panchina, ma non l'ha ancora salvata del tutto e il suo lavoro rimane sotto istruttoria. "Ma è normale che sia così, conosco questo mondo. Io continuo a lavorare e a rimanere tranquillo". Intanto però il tecnico bianconero deve fare i conti con una nuova tegola. L'infortunio rimediato da Trezeguet a Parma è più grave del previsto: la distorsione alla caviglia destra terrà fuori il francese per 40 giorni.
PROBLEMI IRRISOLTI - La Juventus ha interrotto la crisi, ma non ne è uscita. Ha risistemato la classifica, ma non ha risolto i suoi problemi. Ha ritrovato lo spirito, ma non ancora il gioco. Continua, insomma, a vivere in una condizione di emergenza appena attenuata dal successo di Parma e dai buoni propositi che ha sollevato. Più che altro, la vittoria del Tardini ha raccontato di cosa non andava, piuttosto che di quello che invece potrebbe rimettersi a funzionare. "Troppe volte ci sono mancate la voglia e la fame", ha detto senza mezzi termini Giorgio Chiellini, che domenica è stato monumentale. "Bisognava recuperare compettezza, spirito di sacrificio. Era necessario che in campo tornassimo ad aiutarci uno con l'altro. Mi è molto piaciuto vedere come si sono impegnati Melo e Diego, quanto si è sacrificato Amauri per difendere palloni e darci un po' di respiro. Certo, il gioco deve ancora migliorare. Ma lo spirito è di nuovo quello di una volta, quello dei tempi di Moggi".

NUOVO MODULO - Il 4-4-1-1 è servito per proteggere Manninger: almeno l'interpretazione difensiva della partita è stata efficace, ma prima o poi la Juve dovrà riuscire a darsi un'idea di gioco perché non sempre le capiterà di segnare due gol con un solo tiro in porta o di vincere senza costruire neanche un'azione pericolosa con la palla in movimento. "Però con questo modulo eravamo messi un po' meglio in campo", ha ammesso Salihamidzic: si procede per tentativi, si avanza per piccoli passi e si spera che quel famoso spirito, "il marchio di fabbrica della Juve fino ai tempi di Calciopoli" (ancora parole di Chiellini), basti a passare la nottata. Domenica contro il Milan mancherà Caceres, squalificato. Forse non ci sarà neppure Trezeguet, azzoppato da una distorsione alla caviglia. In compenso rientrerà Cannavaro e ci sono pallide speranze per Buffon e Iaquinta. Si vive alla giornata e anche Ferrara fa notare come la svolta possa essere certificata soltanto "da una buona continuità di risultati", e non da una fiammata d'orgoglio come quella di Parma. La situazione resta incerta, l'allenatore in bilico. Ma almeno è tornata un po' di fiducia. (07 gennaio 2010)

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