C’è posta per te

C'è posta per te Lei è nubile, lui celibe, ma entrambi fanno vita di coppia.

13/gen/2010 00.07.01 SoloCalcio Contatta l'autore

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Locandina C'è post@ per te

Lei è nubile, lui celibe, ma entrambi fanno vita di coppia. Nella realtà sono professionalmente rivali e nei loro scontri ciascuno dei due cava il peggio dell'altro, ma su Internet corrispondono romanticamente tra loro sotto pseudonimo, suggerendo un'immagine di sé e della propria invisibile anima gemella che è, insieme, rovesciata e complementare. Scritto dalla regista con la sorella Delia con cui aveva già collaborato in Michael (1996), è il 2° rifacimento del delizioso Scrivimi fermo posta (1940) di E. Lubitsch. A dirne la qualità basterebbe una circostanza di fatto: è imperniato sull'inaugurazione di un grande bookstore che provoca il fallimento di una piccola libreria per bambini che, in omaggio a Lubitsch, si chiama The Shop Around the Corner. Ma il tema centrale (l'opposizione tra vita e sogno) è svolto con precisione di particolari e sapiente leggerezza nel rimando, nell'attesa, nella ripetizione. E c'è una New York (West Side) autunnale come soltanto Woody Allen sapeva filmarla. Non importa che date le premesse, il traguardo sia scontato: come gli autori, lo spettatore non ha fretta di arrivarci. Conta il percorso, non la meta. Come in Insonnia d'amore, M. Ryan smagrita (con la voce di Cristina Boraschi) è di una spanna sopra all'improsciuttito T. Hanks (doppiato da Roberto Chevalier). In linea con il retrogusto malinconico della commedia c'è una battuta spiritosa: “Il fazzoletto è un kleenex che non si butta via”.


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