Hostel: Part II

Sul treno incontrano una conoscente che le convince ad andare con lei in una beauty farm sperduta in Slovacchia.

11/feb/2010 16.05.00 FreeStreaming Contatta l'autore

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Locandina Hostel: Part II

Tre studentesse americane di storia dell'arte a Roma decidono di concedersi una vacanza a Praga. Sul treno incontrano una conoscente che le convince ad andare con lei in una beauty farm sperduta in Slovacchia. Le tre accettano senza sapere che cosa le attende.
Quando Hostel uscì al cinema il pubblico rimase in(h)orridito dalla violenza messa in scena. Persino i più temerari ebbero qualche sussulto entrando nella stanza degli orrori creata da Eli Roth. L'incubo del regista statunitense riprende da dove lo avevamo lasciato. L'unico superstite dell'ostello slovacco (Paxton/Jay Hernandez) si nasconde in un angolo sperduto del mondo, terrorizzato che un membro dell'organizzazione lo possa trovare. Nel frattempo Beth (Lauren German), Whitney (Bijou Phillips) e Lorna (Heather Matarazzo) sono giunte sul posto dove sono state catalogate e messe all'asta per essere vendute al miglior offerente. Hostel Part II si tinge così di rosa (è un Hostel al femminile) per assumere man mano il colore più scuro del sangue che scorre dolciastro e a litri sulle vite delle vittime.
La componente psicologica degli aguzzini - che nel primo capitolo veniva appena abbozzata con la richiesta di un cliente di torturare chi non parlasse la sua lingua - è messa in risalto attraverso il comportamento dei due ricchi americani - Stuart (Roger Bart) e Todd (Richard Burgi) - che giungono in terra slovacca assetati di trasgressione. Anche il messaggio del regista è più chiaro nel suo tentativo di affrontare il lato oscuro del capitalismo: "chi ha più soldi degli altri decide chi vive e chi muore".
Come Richard Burgi, che regge perfettamente la maschera del "cattivo" avendola già indossata nella serie televisiva 24, Roger Bart è bravo a esprimere il conflitto interiore di un uomo represso, affascinato e allo stesso tempo disgustato dal modus operandi dell'Elite Hunting. A lui è riservata (e non è un caso) la battuta che porta un po' di leggerezza in uno dei momenti più sanguinosi del film, in cui paragona la sua forza a quella di Ercole (per chi non lo sapesse, l'attore ha doppiato il protagonista nel cartone animato della Disney Hercules). Non mancano citazioni "occulte" al cinema di Tarantino, produttore di entrambi i capitoli di Hostel, e un paio di cameo ad hoc a omaggiare il cinema italiano. Edwige Fenech si presta a un ruolo che le sta a pennello, mentre a Ruggero Deodato è stata affidata una parte che si nutre della sua crudeltà cannibalesca. Hostel = Splatter? Sì, ma con cognizione di causa.

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