Scommessopoli turca, un terremoto da 58 arresti

07/lug/2011 02.11.00 SoloCalcio Contatta l'autore

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Se la “banda degli zingari” ha reso imprevedibile la traiettoria dei palloni italiani, il vizio, le reciproche accuse e scuse della ditta firmata Signori, Pirani, Paoloni and company sembrano quasi poca roba rispetto al terremoto che ha bucato i palloni in Turchia.
La scommessopoli turca, infatti, non è affatto uno scherzo. Sono 58 gli arresti di calciatori e amministratori tra cui il presidente del Fenerbahce, Aziz Yildirim, un imprenditore del settore delle costruzioni che guida la società dal 1998. E tra i “terremotati” figurano anche altri club di spicco come il Sivasspor, l’Eskisehirspor e il Genclerbirligi. In più, il coinvolgimento del 18 volte campione di Turchia Fenerbahce, iscritto alla prossima Champions, aggroviglia in peggio le cose. La giustizia sportiva dovrà infatti ricucire il tutto entro il 15 luglio, giorno in cui andranno confermate all’Uefa i nomi delle squadre che partecipano al terzo turno di qualificazione del trofeo più ambito d’Europa. Tra pochi giorni, dovrà essere stabilito chi è davvero colpevole e chi no.

In questo caos, il presidente della Federcalcio turca, Mehmet Ali Aydinlar, in una conferenza stampa tenuta a Istanbul dopo un incontro col magistrato che conduce l’indagine, ha avvertito che «per concludere l’inchiesta potrebbero volerci tempi molto lunghi; perciò dobbiamo agire con le prove che abbiamo in mano».

Da parte sua, il Fenerbahce sostiene di essere senza peccato e di nutrire fiducia nella Giustizia. Da parte loro, i giornali turchi riportano accuse della più varia natura: un attaccante cui è stato offerto denaro per non segnare, un portiere che ha volontariamente preso un gol e un club che ha chiesto un determinato arbitro per un derby. Fra le partite incriminate ce ne sono due vinte dal Fenerbahce contro l’Eskisehirspor e il Sivasspor.

Il sito inglese del quotidiano turco Zaman riporta dichiarazioni del Segretario generale della Uefa, Gianni Infantino, secondo il quale l’Unione europea delle Federazioni calcistiche sta seguendo «con preoccupazione» gli sviluppi dell’inchiesta in Turchia.

Altri siti precisano che la partita sospetta col Sivasspor è stato il 4-3 con cui il Fenerbahce si impose nell’ultima di campionato conquistando il titolo. Ci sarebbero intercettazioni compromettenti del presidente della società di Istanbul, che aveva 13 schede sim. Sospetti sul Fenerbache riguardano anche una combine con l’Ankaragucu (400 mila dollari poi versati solo per metà) e con il Konyaspor.

Fra gli arrestati ci sono pure due suoi nuovi acquisti: il centravanti nigeriano da nove milioni di dollari Emmanuel Emenike e l’attaccante Sezer Ozturk. E anche due dirigenti: il vipresidente Sekip Mosturoglu e il responsabile finanziario Tamer Yelkovan.

In borsa il titolo del Fenerbahce ha continuato a perdere (oggi -15%) accumulando un arretramento del 40% in due giorni: la causa, secondo un analista del Bizim Securities citato sul sito di Zaman, è il rischio che la società «venga privata del titolo di quest’anno e sia relegata dalla Spor Toto Super League», la serie A turca, «alla Bank Asya League 1» (la B) nonostante sia una squadra giunta ai quarti di finale della Champions League nel 2008. L’accusa di associazione per delinquere rivolta al presidente del Fenerbahce gli fa rischiare fino a 30 anni di carcere. Il numero di fermi era aumentato ieri con il coinvolgimento anche di quattro giornalisti locali. La Turchia aveva già assistito l’anno scorso ad una vasta operazione contro partite truccate con decine di arresti ma non era rimasto coinvolto alcun dirigente del calibro di quelli fermati questa volta. Fra gli arrestati spiccano, in ultimo, i presidenti del Sivasspor (Mecnun Odyakmaz), del Giresunspor (Omer Ulku) e il direttore tecnico dell’Eskisehirspor
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