L'UNIVERSITA' ITALIANA DEL CALCIO

29/giu/2012 16.29.31 AIDnetwork Contatta l'autore

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Fare un parallelismo è semplice, però è d’obbligo. Due sono le sfide tra Italia e Germania che si stanno giocando: quella calcistica, a Varsavia, e quella politica, a Bruxelles.

Il convegno di Bruxelles rappresenta uno degli incontri più significativi dalla nascita dell’Europa unita: è in ballo il futuro economico e politico dell’Europa, vista la grande crisi che sta investendo il nostro continente.

Questa crisi ha portato la Germania a primeggiare sulle altre nazioni più povere, diventando anche a tratti arrogante e prepotente al punto da infischiarsene nel caso in cui, ad esempio, la Grecia avesse dovuto lasciare l’UE.

Ironia della sorte, la Germania calcistica ha eliminato la Grecia agli Europei.

Con l’Italia, la Germania politica ci ha sempre provato e continuerà a provarci. Se però dobbiamo proseguire con il parallelismo… beh, voglio ricordare a tutti quei “simpatici” tedeschi – sì, tutti quelli che a poche ore dal match contro gli azzurri hanno voluto intitolare i loro giornali con amabili luoghi comuni tipo «Capolinea pizza», «Andrea nome da donna», «Italiani furiosi, mandrilli o effeminati» o «Gli immigrati italiani avevano lo sguardo cattivo» ed altro come mafia e "O' sole mio" - ecco, voglio ricordare a tutti loro Messico 1970 (4-3), Argentina 1978 (0-0), Spagna 1982 (3-1), Germania 1988 (1-1), Inghilterra 1996 (0-0), Germania 2006 (2-0) e ora Polonia/Ucraina 2012 (2-1).

Insomma: voi che siete sempre stati i favoriti non avete mai vinto contro i "pizza e mandolino". Cliché per cliché, che sberleffo per i tedeschi farsi sconfiggere da questi "italiani traditori" e per di più con doppietta di un mascalzone come Balotelli!

Quando Otto von Bismark aveva riunito un popolo tutto tremante, debole e impaurito dalle grandi potenze del tempo, lo aveva rinvigorito e fatto diventare la grande potenza che noi oggi conosciamo. Tant’è che la sua frase per eccellenza era diventata: “I tedeschi temono Dio e nient’altro al mondo”. In politica. Nel calcio noi siamo la loro sventura.

La storia si ripete e i tedeschi la subiscono sempre.

Odiateci, temeteci, cercate di evitarci ma noi saremo sempre pronti. Il nonno vi hanno dato un 4-3, il papà 3-1, il figlio 2-0 (in casa vostra!) e il nipotino… un altro 2-1. E aveva pure due giorni in meno di riposo! Come dire: abbiamo provato a farvi vincere, ma voi niente.

Non ce n’è: “la storia siamo noi”, come dice De Gregori, è inutile che tentiate ancora di giocare contro di noi. Facciamo così: la prossima volta che ci sarà un’altra partita Italia-Germania, mettiamo un 3-0 politico e risparmiamo le fatiche. Ops, ho detto “politico”? È necessario continuare il parallelismo con la politica? La pressione che avete fatto con questo rapporto calcio-economia è stata bella forte, ma se proprio volete portarlo avanti… allora Merkel, adesso compraci anche gli Eurobond!

 

Andrea Battistella


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