Richiesta pubblicazione articolo: Parallelismi neroazzurri

Richiesta pubblicazione articolo: Parallelismi neroazzurri Carissimi lettori di http://www.infointer.it/ Grazie alla vittoria sulla Francia e la contemporanea sconfitta della Romania, l'Italia si qualifica per i quarti di finale dell'Europeo.

18/giu/2008 13.30.00 Informazione Interista Contatta l'autore

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Carissimi lettori di http://www.infointer.it/

Grazie alla vittoria sulla Francia e la contemporanea
sconfitta della Romania, l’Italia si qualifica per i
quarti di finale dell’Europeo. Come succede spesso in
questi casi, gli stessi media che fino a poco tempo fa
criticavano aspramente Donadoni e i giocatori (qualcuno
aveva anche espresso le proprie nostalgie nei confronti di
Lippi), questa mattina escono con titoli roboanti, del tipo
“Notte perfetta”, sottolineando la bontà della
prestazione della squadra e le scelte dell’attuale C.T..
Ora, non reputo Donadoni uno sprovveduto e la nostra
nazionale un team scarso ma, a mio modo di vedere, alla luce
dei fatti non bisogna neanche eccedere nei trionfalismi. Nel
girone di qualificazione abbiamo totalizzato solo quattro
punti, segnando la miseria di tre gol (nessuno su azione ma
tutti nati da calci piazzati) e subendone quattro. Donadoni
ha impiegato nelle tre partite la bellezza di venti
giocatori. I soli a non essere scesi in campo per almeno un
minuto sono Gamberini, Borriello e i due portieri di
riserva. Questo è inequivocabilmente il sintomo che il
nostro allenatore non ha quantomeno la situazione sotto
controllo. Per di più la linea difensiva delle ultime due
partite annoverava tra le proprie fila ben quattro terzini,
due dei quali riadattati a difensori centrali. Altra nota
dolente è che Toni, nostro attaccante principe, non l’ha
ancora buttata dentro. Anzi, nella partita di ieri,
nonostante si sia procurato molto abilmente il calcio di
rigore che ha cambiato il match, ha fallito alcune occasioni
clamorose. La Francia era sicuramente un test importante,
però non dimentichiamoci che i transalpini hanno
completamente sbagliato l’approccio alla competizione
continentale: un punto in tre partite con solo un gol
segnato e ben sei al passivo. In più ieri ha perso per
infortunio dopo pochi minuti l’unico giocatore in grado di
garantire un pizzico di fantasia ed imprevedibilità alla
manovra (Ribery). Infine, per la serie piove sul bagnato, le
sorti dell’incontro sono state indirizzate nel momento in
cui è rimasta in dieci, nell’azione da cui è scaturito
il calcio di rigore che ci ha permesso di andare in
vantaggio.
Proprio questo episodio, avvenuto dopo circa venti minuti di
gioco, mi ha riportato alla memoria quel Roma-Inter di
inizio campionato in cui la formazione giallorossa venne
sotterrata con un perentorio 4-1. L’Inter era allenata da
un altro signore di nome Roberto e si portò in vantaggio
più o meno nello stesso modo dell’Italia, grazie ad un
calcio di rigore trasformato da Ibra. Nella velocissima
azione di contropiede da cui scaturì il penalty, Giuly si
fece espellere salvando di mano sulla linea, lasciando la
propria squadra in dieci per il resto del match. L’Inter,
nonostante il momentano pari di Perrotta (scaturito peraltro
da una disattenzione difensiva di Maxwell e non da quel
“bel gioco” continuamente rimarcato da molti), affondò
il colpo e nonostante le sostituzioni obbligate di Ibra e
Dacourt per infortunio, andò a vincere in scioltezza,
grazie alle fiammate proprio dei due subentrati dalla
panchina Crespo e Cruz. Cordoba, a circa venti minuti dalla
fine, chiuse i conti segnado il quarto gol, costringendo il
Mancio a “consigliare” ai nostri di fermare il massacro.
All’indomani di quel match, pur riconoscendo i meriti
dell’Inter, molti sollevarono la questione che quella
partita fosse stata condizionata da quel sacrosanto
cartellino rosso, rifiutandosi di ammettere che anche in
parità numerica l’Inter aveva fatto la partita. Oggi
invece, per una situazione simile ma con un risultato finale
molto meno netto e una prestazione meno convincente (anche
perché diciamolo: sino al secondo gol di De Rossi arrivato
su un calcio di punizione deviato, la supremazia
dell’Italia non era apparsa così schiacciante, anzi a
mio parere gli azzurri hanno giocato molto meglio quando le
due squadre si sono affrontate in undici contro undici) si
leggono e si sentono dire dagli “addetti ai lavori” cose
molto diverse. Ma adesso attenzione: domenica sera c’è
la Spagna e le opinioni potrebbero cambiare in fretta….


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