(1-2) Bologna - Reggina | Video Gol - Highlights | Sintesi completa 02/05/09 Tutti i gol della giornata di Serie A

03/mag/2009 01.19.31 SoloCalcio - Partite Calcio Gratis Contatta l'autore

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La Reggina sbanca Bologna e si rilancia

(Edgar Barreto ha siglato un eurogol al Dall'Ara)

(AGM-DS) - 02/05/2009 20.03.29 - (AGM-DS) - Milano, 2 maggio - E' una sentenza che sa di condanna per il Bologna quella dello spareggio del Dall'Ara: Brienza-Barreto e la Reggina esulta. Rendez vous salvezza ad altissima tensione allo stadio Dall’Ara di Bologna fra i felsinei e la Reggina, nel primo anticipo della trentaquattresima giornata di campionato. Tre punti sono vitali per entrambe, un punto costituirebbe un “brodino” che non sazierebbe nessuno. E’ dunque un duello rusticano, senza appello e senza ritorno, quello fra emiliani e calabresi, affrontato da Papadopulo con una formazione spregiudicata. Il tecnico del Bologna sceglie infatti di puntare su un attacco assortito composto da Valiani (in posizione arretrata e pronto a inserirsi), Di Vaio e Adailton (un tandem in grado coniugare esplosività, opportunismo e rapidità), con Mudingayi a sostegno in fase di impostazione. La Reggina risponde con uno schieramento assolutamente inedito. Orlandi si affida ai pesi piuma, consegnando le chiavi dell’attacco calabrese a Brienza, Costa e Ceravolo, chiamati a pizzicare gli emiliani (presumibilmente sbilanciati in avanti) con ficcanti contropiede fulminei: ripartenze ispirate dal cursore di fascia Adejo, freccia velocissima e spina nel fianco delle difese avversarie.
L’avvio di gara è tutto del Bologna. Ma le conclusioni dei felsinei sono imprecise: al 5’ Di Vaio lascia partire una sberla in diagonale che taglia tutta la porta di Puggioni spegnendosi sul fondo alla destra del portiere calabrese. Al 9’ bella combinazione Zenoni-Di Vaio-Adailton, con quest’ultimo che tenta una spettacolare fiondata di contro balzo destinata però alle stelle. Al 13’ il portiere bolognese Colombo, catapultato in campo dopo l’infortunio di Antonioli, si fa sfuggire un cross di Costa, ma Adejo, appostato a pochi metri dalla linea di porta, accompagna il pallone sul fondo con un tocco maldestro di petto. Al 16’ contropiede solitario di Adailton, che prende palla sulla sinistra, converge al centro e poi scaglia un sinistro a giro che termina altissimo sulla traversa della porta difesa da Puggioni. Premono i padroni di casa, che attaccano a testa bassa. Il ritmo del Bologna si fa tambureggiante: al 38’, sugli sviluppi di un’azione confusa sull’out di destra, Valiani è bravo a rimettere un pallone morbido e delizioso al centro: raccoglie a centro area Di Vaio, lasciato colpevolmente tutto solo davanti a Puggioni, che però sfiora solamente il pallone con la testa non riuscendo a imprimergli né potenza né precisione. Ma poi, come un lampo nel buio, arriva il coup de theatre: dopo aver subito per tutto il primo tempo, non appena mette il becco fuori dalla trincea la Reggina trova un preziosissimo vantaggio. Un gran suggerimento di Lanzaro viene raccolto da Brienza, in posizione regolare, che appena dentro l’area, da posizione defilata sulla sinistra, scarica un pregevole diagonale di controbalzo. Gran tiro a incrociare che si insacca nell’angolino opposto: niente da fare per Colombo. Si va al riposo con un mortificato Bologna.
In avvio di secondo tempo, il disappunto dei rossoblù diventa scoramento. Dopo pochi secondi, infatti, il paraguayano Barreto esalta le sue doti balistiche con un fulminante destro dai trenta metri, che coglie impreparato Puggioni. La palla sbatte sulla traversa e rimbalza in porta. La rete che si insacca sembra una sentenza per il Bologna: 0-2 e mazzata psicologica all’alba della ripresa. I padroni di casa si riversano in avanti, lasciando praterie per il contropiede reggino, e sfiorano il gol che riaprirebbe la partita al 52’: Osvaldo aggancia elegantemente in area un lancio dalle retrovie e, in perfetta solitudine davanti a Puggioni, opta per un esterno destro a filo d'erba che sfila di pochissimi centimetri alla sinistra di Colombo. La sfortuna si accanisce sullo stesso Osvaldo, entrato al posto di Mudingayi, che al 60’ incoccia l’incrocio dei pali con un colpo di testa prepotente scagliato da posizione ravvicinata su un cross col contagiri di Coelho. Al 66’ la traversa calabrese trema nuovamente su un tiro cross dell’intraprendente Coelho, che ha aggiunto un pizzico di vivacità all’attacco bolognese: la conclusione del brasiliano si trasforma in una morbida palombella che scavalca Puggioni, ma la dea bendata ha deciso di voltare le spalle al gioco arraffazonato della squadra di Papadopulo. Secondo legno, dunque, e poi palla raccolta da Di Vaio che sprigiona un diagonale rasoterra di destro, ammortizzato con presa ferrea da Puggioni. Brutto incidente di gioco per Andrea Costa al 69’, tramortito dopo uno scontro violento testa a testa con Coelho. L’italiano ha la peggio e si accascia a terra privo di sensi, poi si riprende ma deve uscire per precauzione. E il suo sostituto, Halfredsson, all’82’ orchestra un mirabile contropiede per i calabresi, saltando un avversario e servendo Brienza in area solissimo davanti a Colombo. Bravo l’attaccante a dribblare l’ultimo difensore, ad accentrarsi e a calciare violentemente di sinistro, ma ancora più bravo è il portiere rossoblù a deviare d’istinto con un colpo di reni ed è poi addirittura prodigioso Zenoni ad alzare la traiettoria a porta vuota. Incredibile poi l’errore di Brienza all’84’, quando il folletto reggino si invola in beata solitudine in campo aperto ma si fa clamorosamente ipnotizzare da Colombo, autentico salvatore della patria per i felsinei. Anche perché poco dopo, all’86’, giunge la rete che accorcia le distanze: Moras risolve un batti e ribatti in area sugli sviluppi di un corner e realizza con una sventola sotto la traversa che inchioda Puggioni. 1-2 e il match si fa incandescente. Finale convulso, mischie furiose nei diciotto metri ospiti ma per gli amaranto finisce in trionfo. La salvezza non è più una meravigliosa chimera. Sprofonda all’inferno invece il Bologna, sull’orlo di uno strapiombo che ora sempre una voragine. Un buco nero che gli emiliani, fino a due mesi fa, non avrebbero osato sognare neppure nel peggiore dei loro incubi.

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