5-0 Sampdoria – Reggina | Video Gol – Highlights 09/05/09 | Sintesi completa - I gol della Serie A

10/mag/2009 02.24.11 SoloCalcio - Partite Calcio Gratis Contatta l'autore

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(Daniele Dessena)

(AGM-DS) - 09/05/2009 19.58.20 - (AGM-DS) - Milano, 9 maggio - Lo goleada Samp spegne i sogni di salvezza dei calabresi: a segno Dessena (doppietta), Marilungo, Delvecchio e Pazzini. In un placido pomeriggio di Marassi tramonta (forse) la meravigliosa utopia di Foti. Il sogno della salvezza, accarezzato nel breve volgere di quattro partite, sembra scivolare aldilà dell’orizzonte di un malinconico, crudele sabato genovese. Eppure per gli uni (quelli della Sampdoria, senza ambizioni o urgenze di classifica) la partita di oggi non era altro che un fastidioso accidente, un seccante interludio prima del “giorno del giudizio”. Un divertissement in attesa della notte che farà palpitare i cuori a tutta la tifoseria doriana, distante ormai solo quattro, lunghissime sere. Per gli altri, invece (quelli della Reggina) la notte decisiva era oggi. La finale era oggi. Di Champions League, non di Coppa Italia.
Così i calabresi hanno riproposto il tridente offensivo sfoggiato a Bologna (Brienza-Costa-Ceravolo), dove avevano vinto per 2-1 non più tardi di sette giorni fa, sostenuto dall’estro di Barreto, mentre la Samp applica un turnover ragionato rispolverando il baby prodigio Marilungo (già re Mida contro il Cagliari) al fianco di Pazzini. Sammarco è assente, Campagnaro è squalificato, Cassano in panchina, assieme a Franceschini. Rilanciato anche il funambolico Dessena che, nel duello delle motivazioni, spariglia subito le carte del match, sconfessando qualsiasi facile pronostico della vigilia. E al 2’ azzanna la retroguardia reggina con un gran fendente che supera Puggioni, incolpevole, al termine di una tambureggiante azione blucerchiata al limite. Alla faccia di tutti quelli che avevano pontificato di una Samp appagata e compiacente nei confronti di una Reggina caricata a mille e tarantolata. E invece gli ospiti sono frastornati, reagiscono in maniera blanda e confusionaria non riuscendo a produrre occasioni dalle parti di Castellazzi. Per contro, appaiono svagati in difesa e infatti concedono un contropiede in solitaria a Pazzini al 16’: l’azzurro è prima trattenuto e affossato da Valdes alle soglie dell’area calabrese. Inevitabile l’espulsione comminata dall’arbitro Trefoloni, che probabilmente infligge il colpo di grazia agli ospiti già a un quinto di match. Dopo una punizione morbida di Brienza dal limite, bloccata agevolmente da Castellazzi, la brillante Samp del primo tempo, che manovra in disinvoltura con azioni ariose e avvolgenti, colpisce ancora. Ed è sempre Dessena, sugli sviluppi di un batti e ribatti, a scagliare ancora una volta una sassata spaventosa dal limite dell’area, praticamente all’altezza della lunetta (30’). Imparabile il siluro a mezz’altezza del centrocampista di Mazzarri, che dà sfoggio di tutte le sue doti balistiche: 2-0 e Reggina al tappeto. Tanto più che poco dopo i genovesi calano il tris: punizione dal lato corto di destra dell’area amaranto di Ziegler e stacco di testa chirurgico di Delvecchio, che incrocia d’incontro sul secondo palo battendo un pietrificato Puggioni: palo e rete, anche con la leggera deviazione di Barreto, 3-0 e tanti saluti Reggina già all’alba della partita.
La ripresa inizia sulla stessa falsariga del primo tempo: la Reggina è un pugile suonato su cui la Samp infierisce: al 46’ Puggioni si mette in luce con una splendida doppia respinta prima su Pazzini e poi su Marilungo, ma infine capitola sull’incornata ravvicinata dell’enfant prodige servito dal cross dalla destra dell’assist-man Padalino: colpo di testa, poi tap-in sull’ennesimo tocco del portiere calabrese e poker servito. Seguito, immediatamente, dal pokerissimo di Pazzini: al 51’ il “Pazzo”, dopo un contropiede magistralmente orchestrato dai padroni di casa e rifinito da una sponda di Marilungo, conclude a rete spiazzando Puggioni con un piattone aperto a mezz’altezza dal dischetto del rigore. Cassano, sul 5-0, rinuncia a entrare, invitando col sorriso sulle labbra Mazzarri a far divertire il giovane Mustacchio, dando spazio a lui nel finale di partita. I doriani passeggiano sui resti della Reggina. Gli ospiti non provano nemmeno a lottare, a ribellarsi. Non c’è neppure furore agonistico nella squadra di Orlandi, che subisce passivamente e attacca al piccolo trotto. Il resto del match è un palleggio annoiato e stucchevole: spettacolo resistibile. E adesso buona finale di Coppa Italia ai doriani, che raggiungono Roma con il morale a mille. Buon ritorno all’inferno ai calabresi.

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