4-3 Roma - Catania (16/05/09) | Video Gol – Highlights | Sintesi completa - I gol della Serie A

Si comincia al piccolo trotto, poi la partita si trasforma in una spettacolare sagra del gol: apre le danze una fuga di Vucinic sulla sinistra al 13', culminata in un cross al bacio per Perrotta il cui perfetto inserimento di testa viene premiato dalla rifinitura chirurgica del montenegrino: tap-in sotto porta dell'ex Chievo ed è 1-0.

17/mag/2009 00.32.09 SoloCalcio - Partite Calcio Gratis Contatta l'autore

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Serie A: spumeggiante e spensierato 4-3 della Roma

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(AGM-DS) - 16/05/2009 20.12.40 - (AGM-DS) - Milano, 16 maggio - L'insostenibile leggerezza di Roma e Catania: 4-3 in un match schizofrenico: Catania da 1-3 a 3-3, nel finale sbuca Panucci. E alla fine arriva Panucci. In tempi di vacche magre è bene non fare troppo gli schizzinosi. Oggi i giallorossi, nel placido e annoiato pomeriggio dell’Olimpico, non possono solleticare i propri tifosi con obiettivi prestigiosi o ambizioni intriganti. Ma c’è da difendere un sesto posto che, per quanto possa contare, vale la qualificazione all’Europa League. Quale migliore occasione che l’incontro con lo svogliato e appagato Catania di questo finale di stagione per suggellare il traguardo? Centrare i tre punti vorrebbe dire mettere una seria ipoteca sull’Europa (seppur di serie B) dopo il pirotecnico e agrodolce 2-2 di Cagliari.
Spalletti riconferma il tandem visto al S.Elia composto da Totti e Vucinic, rientra dalla squalifica il norvegese Riise. Zenga opta per uno schieramento “leggero”, con gli agilissimi e brevilinei Mascara e Morimoto pronti a colpire la Roma in contropiede con le rapide combinazioni in verticale della squadra etnea. Si comincia al piccolo trotto, poi la partita si trasforma in una spettacolare sagra del gol: apre le danze una fuga di Vucinic sulla sinistra al 13’, culminata in un cross al bacio per Perrotta il cui perfetto inserimento di testa viene premiato dalla rifinitura chirurgica del montenegrino: tap-in sotto porta dell’ex Chievo ed è 1-0. Il pareggio catanese è pressoché immediato: al 15’ il volenteroso e intraprendente Sciacca apre il gioco con una sventagliata da destra verso sinistra: pregevole il velo di Mascara che fa scorrere il pallone verso l’accorrente Tedesco, abile a inserirsi trovando un’autostrada sulla corsia di sinistra. Il centrocampista di Zenga è poi bravo a scavalcare Artur in uscita con un delizioso pallonetto che si insacca nell’angolino, siglando il pareggio. Ancora un minuto e la giostra torna a girare: al 16’ è Perrotta a ricambiare il favore a Vucinic con un assist vellutato che libera il montenegrino a tu per tu con Kosicky. Vucinic non sbaglia il diagonale nell’angolo più lontano e la Roma è di nuovo avanti. Maglie larghe, soprattutto in difesa, ritmi messicani e palle gol in rapidissima successione. Sull’altalena potrebbe salire nuovamente il Catania, ma Artur è prodigioso, al 26’, a opporsi con il corpo a un doppio tentativo ravvicinato di Martinez (grande assolo in slalom) e del vivacissimo Sciacca. Dall’altra parte Vucinic si mangia il 2-1 solo soletto davanti a Kosicky facendosi neutralizzare il diagonale. Ma ci pensa ancora Perrotta, al 36’, con un fendente rasoterra dall’interno dell’area di rigore (deviato fatalmente da Terlizzi, che trasforma il diagonale in una mortifera palombella, nella propria porta) ad arrotondare il punteggio per i giallorossi. Tre a uno in disinvoltura.
Ma nella ripresa la rutilante giostra delle emozioni riprende la sua corsa. E, al luna park dell’Olimpico, tocca nuovamente al Catania salire sull’ottovolante. Di sicuro al portiere giallorosso Artur sarà venuto il mal di mare sulla punizione di Mascara al 46’, che scaglia un siluro impressionante a giro dal limite dell’area di rigore, a riaprire prepotentemente la partita: il portiere sfiora soltanto, 3-2 e Roma che torna a tremare. Anche perché a tenere in piedi la baracca ci pensa due volte Artur, che assurge al ruolo di protagonista salendo in cattedra fra il 48’ e il 65’, quando salva la sua porta due volte: prima sul sinistro terrificante da posizione angolata e da oltre 20 metri di Llama e poi smanacciando, seppur goffamente, la sberla dello stesso fromboliere etneo. Nel mezzo, una clamorosa palla gol gettata alle ortiche da Martinez, che al 50’, solissimo davanti alla porta, servito da un perfetto assist di Tedesco, si divora il pareggio spedendo alto di testa, e un bolide dalla distanza di De Rossi che sfiora la traversa. Impossibile contare tutte le palle gol che si succedono La Roma soffre terribilmente le ripartenze degli etnei. La squadra di Spalletti sembra aver esaurito la benzina e infatti, al 72’, fra l’incredulità generale incassa il pareggio esponendosi a un contropiede suicida: Tedesco, con un elegante tocco d’esterno, spalanca un’autostrada a Morimoto, che si invola davanti ad Artur. La conclusione del giapponese è molle, ma tenera è anche la presa di Artur: la palla gli scivola sotto le braccia e si insacca, lenta, beffarda e inesorabile. I supporters giallorossi riprendono a bersagliare la squadra con sonori fischi di contestazione, mentre la spensierata fiera del tiro al bersaglio non ne vuol sapere di arrestarsi. Non c’è un attimo di tregua, la partita è palpitante, le squadre sono lunghissime e le occasioni si rincorrono da una parte e dall’altra: per la Roma sfiorano il gol De Rossi da fuori area (sfera di un soffio a lato sul primo palo) e Panucci (colpo di testa che lambisce il legno). Per il Catania le occasioni più ghiotte: gli etnei si infilano come lame arroventate nel burro nell'impresentabile retroguardia giallorossa e Martinez per due volte, dopo due irresistibili slalom che mandano al manicomio Mexes e Panucci, si presenta solo davanti ad Artur. Il portiere giallorosso è però bravissimo a strozzargli l’urlo in gola, stoppandolo con due prodigiosi recuperi.
I siciliani sembrano poter sfruttare l'inerzia della gara e fare il colpo. Fino all’ultimo, imprevedibile sussulto: nel finale, al 91’, su una punizione tesa dal lato corto di sinistra battuta da Pizarro si avventa sottoporta Panucci, che corregge di testa da due passi, scaricando in porta tutta la rabbia e la frustrazione per una stagione disgraziata. Almeno l’onore (e la Uefa) è salvo. Fra i fischi assordanti dell’Olimpico.

(R. Datasport, DTS)

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