Coppa Italia B1F - Matia Ornavasso-Vigolzone 3-1

Le Api volano alla final four.

Persone Perrone, Baradel, Decordi, Gioria, William Fiorani, Ghilardi, Moneta, Massimo Bellano, Di Lorenzo, Martino
Luoghi Chieri, Ornavasso, Vigolzone
Argomenti sport, tennis, calcio

16/feb/2012 21.24.48 Ornavasso volley Contatta l'autore

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Le Api volano alla final four. Per il secondo anno consecutivo e per la terza volta in quattro stagioni la Matia Ornavasso potrà dare l’assalto alla Coppa Italia, difendendo il trofeo conquistato l’aprile scorso a Verbania.

L’ultimo ostacolo sulla strada delle giallonere è caduto ieri sera a Ornavasso, dove la Rolleri Vigolzone è stata sconfitta per 3-1. Dopo l’analogo risultato dell’andata, a Minati e compagne servivano due set per centrare aritmeticamente il passaggio del turno. E, puntuali, i due set sono arrivati.

Si gioca in un palazzetto che, nonostante il turno infrasettimanale, è affollato e caloroso nel sostenere le Api. In tribuna, a tifare per la Matia, c’è anche una folta delegazione della Paffoni Omegna di basket, guidata dal coach Di Lorenzo.

I sestetti sono quelli preannunciati. Massimo Bellano manda in campo le stesse sei titolari degli ultimi due precedenti di campionato e Coppa: Albini in palleggio con Minati opposto, Loda e Moneta ali, Tasca e Salvi centrali, Ghilardi libero. Anche William Fiorani non cambia e, pur modificando la disposizione tattica, schiera la regista Gioria in diagonale a Benini, Rossini e Decordi schiacciatrici-ricevitrici, Martino e Piolanti al centro, Valenzise libero.

Il primo punto del match è un pallonetto che Decordi deposita dietro al muro giallonero. Sarà l’unico vantaggio piacentino del set d’apertura, che registra subito un break di 4-0 chiuso dal perentorio muro di Salvi su Decordi. Una Ghilardi superlativa in difesa nonostante un piccolo problema muscolare alla coscia è decisiva nel far balzare le Api a +5 (8-3). Il set si fa in discesa e le Api non pagano nemmeno dazio per gli errori (4 di fila) in battuta, peraltro corrisposti dalle avversarie. Minati firma il 20-10 e per Vigolzone è buio pesto, tanto che Fiorani toglie Gioria e Benini pescando tra le sue giovani in panchina.

Baradel e Perrone rilevano invece Minati e Albini per sfruttare, con il cambio di linea, l’attacco a tre nei punti decisivi. Punti che le Api non mancano chiudendo il conto con un rassicurante +10 sul 25-15.

La Matia parte bene anche nella frazione successiva, inaugurata dai tre ace consecutivi di Loda che valgono il 5-0. La battuta è l’arma con cui le biancorosse emiliane replicano alle locali, colpite a loro volta da 3 ace (2 subiti da Loda e 1 da Moneta). Riacciuffata la parità a quota 7, Vigolzone resta in scia finché non piomba a -3 sul 12-9. Fiorani chiama time out ma al rientro in campo Rossini viene murata e le ossolane vanno sul 13-9. L’equilibrio è rotto e il team di casa, che tiene le redini del set, non concede scampo ai tentativi di rimonta, archiviando la pratica qualificazione con Tasca (25-22).

Nell’esultanza dell’obiettivo raggiunto, nella necessità di non disperdere energie e preservare le atlete non al top e di dare spazio a tutte, il terzo set inizia con Baradel, Perrone, Bertaiola e Gloder titolari per la Matia contro il sestetto invariato delle piacentine. Vigolzone prende subito un paio di punti di vantaggio e sul 14-12 si scrolla via le avversarie, prendendo il largo fino al 25-18.

Nella quarta frazione di gioco anche Vigolzone cambia, lasciando a riposo Gioria e Martino per, strada facendo, far accomodare tutte le titolari in panchina salvo Valenzise e Piolanti. Ornavasso, che conduce fin dai primi scambi, dall’8-6 della prima interruzione tecnica si trova sul 16-10 della seconda. Nel finale sale in cattedra Moneta, che in attacco piazza 4 dei suoi 22 punti serali e prende per mano le Api verso il 25-15, il 3-1 e la seconda final four consecutiva di Coppa.

Per le Api ora c’è tempo di riposare: il campionato sabato concede un turno di riposo, l’ultimo prima del lungo rush finale della stagione. Si riprende tra dieci giorni in casa contro Chieri, in una sfida decisiva per stabilire le gerarchie in vetta.

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