Comunicato stampa del 13/06/2002

13/giu/2002 10.09.39 Giovanni Sonego Contatta l'autore

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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Comune di Roma

 

Assessorato alle politiche culturali

Sovraintendenza ai Beni Culturali

 

Museo d’Arte Contemporanea di Roma

Via Reggio Emilia 54 - Roma

 

George Segal - The Artist’s Studio

in collaborazione con

The George and Helen Segal Foundation

 

13 giugno - 1 settembre 2002

 

Conferenza e anteprima della mostra per la stampa: Giovedì 13 giugno 2002, ore 11.30

 

Saranno presenti il Sindaco di Roma Walter Veltroni, l'Assessore alle Politiche Culturali Gianni Borgna, il Sovraintendente ai Beni Culturali Eugenio La Rocca, il Direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Roma Danilo Eccher, Helen Segal e Susan Kutliroff della The George and Helen Segal Foundation e il curatore della mostra Gianni Mercurio.

Inaugurazione: giovedì 13 giugno 2002, ore 18

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il 13 giugno 2002, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma in collaborazione con la “The George and Helen Segal Foundation” (www.segalfoundation.org) inaugura la mostra retrospettiva su George Segal, grande protagonista della Pop Art americana.

Per la prima volta in Italia in uno spazio pubblico viene presentato in modo articolato il lavoro di George Segal, documentato attraverso una selezione di quaranta opere provenienti dallo studio dell’artista (ora sede della The George and Helen Segal Foundation, South Brunswick, New Jersey): sculture di grandi dimensioni in gesso e in bronzo, “rilievi”, “frammenti”, olii e acquarelli dall’enorme impatto visivo ed emozionale che ben giustificano il successo ottenuto dal maestro nel panorama artistico mondiale degli anni Settanta ed Ottanta.

La mostra, realizzata in collaborazione con The George and Helen Segal Foundation, è curata da Gianni Mercurio, con contributi critici in catalogo di Daniel Berger, Martin Friedman, Carrol Janis, Dino Pedriali, Pierre Restany e Adachiara Zevi. Il catalogo illustrato e bilingue (italiano-inglese), edizioni De Luca, è la sola pubblicazione in lingua italiana su questo grande artista recentemente scomparso.

 

Nato nel 1924 a New York, dove è morto nel 2000, Segal si avvicina alla pittura negli anni Cinquanta subendo il fascino e l’influenza di quella tendenza che il critico inglese Lawrence Alloway definì “Pop Art”, per designare l’arte figurativa ispirata dall’allora nascente società dei consumi e caratterizzata dall’uso di una iconografia fortemente derivata dall’immaginario popolare urbano e dai mezzi di comunicazione di massa.

Di queste esperienze sono presenti in mostra quattro grandi olii su tela, realizzati tra il 1959 e il 1960, opere che preannunciano le sperimentazioni successive,volte a “riconciliare esperienze bidimensionali e tridimensionali oltre i limiti posti dalla pittura e dalla scultura”.

Le opere presenti in mostra ben testimoniano l’originalità della poetica di George Segal, caratterizzata dalla volontà di rappresentare i sentimenti interiori, la semplice umanità colta nel vivere quotidiano.

Una poetica a metà strada tra un’interiorità con accenti espressionisti, che ha presente la lezione di grandi maestri come William de Kooning o Franz Kline, ma anche l’incontro del sentimento umano con il mondo esterno, in cui si può riconoscere la matrice pop.

Le sue sculture rappresentano per lo più delle persone colte in momenti della loro vita in cui non accade nulla di significativo, mentre aspettano l’autobus, bevono un caffè o ascoltano la radio, momenti che rivelano una quotidianità che l’artista mette a nudo attraverso toni drammatici ed esistenzialisti.

 

All’interno del percorso espositivo due documentari: Videointervista” , registrazione effettuata a Roma, nel 1999, da RAI SAT ART, in occasione della mostra alla galleria “2RC Edizioni d’Arte” e “George Segal: American Still Life” che racconta, attraverso le testimonianze di familiari, amici e critici d’arte, quali fossero le linee guida della ricerca artistica di Segal e in che modo i temi apparentemente banali che decise di eleggere a soggetto delle sue opere riassumano tutto il significato del suo “fare arte” nel contesto della cultura americana degli ultimi cinquant’anni.

Una sezione della mostra è dedicata a più di sessanta fotografie inedite (in bianco e nero) sul lavoro di George Segal, scattate dal fotografo Dino Pedriali nello studio dell’artista a South Brunswick nel New Jersey, nel 1976.

 

George Segal è uno dei più grandi artisti americani.

Sue opere sono conservate in tutti i più importanti musei d’arte sia negli Stati Uniti che in Europa e in Asia.

Negli Stati Uniti: Museum of Modern Art, Whitney Museum of American Art, Metropolitan Museum of Art, Solomon R. Guggenheim Museum of Art, Jewish Museum, Brooklyn Museum a New York, Art Institute of Chicago, Walker Art Center di Minneapolis, San Francisco Museum of Modern Art, Seattle Museum of Modern Art; National Gallery of Art a Washington D.C.

In Europa solo per citarne alcuni: Musees Royaux des Beaux-Arts di Brussels, Centre National d'Art Contemporain di Parigi, Neue Galerie der Stadt di Aachen, Staatsgalerie Moderner Kunst di Munaco, Stedelijk Museum di Amsterdam.

In Medio Oriente : al Museum of Modern Art di Teheran e all’Israel Museum di Gerusalemme.

In Asia è rappresentato in moltissimi musei giapponesi e coreani.

Molte sue sculture sono installate in luoghi pubblici sia negli Stati Uniti che in Oriente, come ad esempio Gay Liberation,  1980 (Sheridan Square, New York); The Holocaust, 1983 (Golden Gate Park, San Francisco)

La carriera di George Segal è ricca di mostre organizzate in tutto il mondo: la sua prima mostra personale si tiene nel 1956 presso la Hansa Gallery di New York e nel 1963 espone presso la Ileana Sonnabend Gallery a Parigi.

Nel 1971 viene organizzata una retrospettiva itinerante in molti musei tedeschi e olandesi, nel 1978 si tiene la sua prima retrospettiva negli Stati Uniti, nel 1982 la prima retrospettiva itinerante in Giappone, nel 1983 presso il Jewish Museum a  New York e poi presso l’Israel Museum di Gerusalemme.

Nel 1984 viene organizzata la sua prima mostra personale in Italia, a Roma presso la “Galleria Il Ponte” , sempre in Italia, un’altra personale si svolge alla “2RC Edizioni d’Arte” nel 1999.

Nel 1985 epone al Jewish Museum di New York, nel 1989 al Modern Art Museum di Fort Worth (poi Orlando Art Museum, Portland Art Museum, Whitney Museum of American Art, Fairfield County di Stamford).

Nel 1998 presso l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, al Jewish Museum di New York, al Miami Art Museum of Dade County.

Nel 2001 una grande mostra itinerante viene organizzata in Giappone e negli Stati Uniti.

Delle mostre collettive segnaliamo la partecipazione nel 1963 alla "VII Bienal de Sao Paulo", nel 1967 alla      "IX Bienal de Sao Paulo", nel 1968 a "Dokumenta 4" di Kassel,  nel 1977 a "Dokumenta VI" di Kassel, nel 1988 alla Biennale di Venezia.

 

NOTIZIE UTILI:

Orario: da martedì a domenica 9.00 - 19.00; festività 9-14; (lunedì chiuso)

Biglietto d'ingresso: intero Euro 5,16 / ridotto Euro 4,13 e 2,58.

Informazioni: Telefono: 06-67107900 / galleria.moderna@comune.roma.it
Sito Internet: www.comune.roma.it/galleriacomunale
Servizi al pubblico: bookshop, caffetteria, mediateca, postazioni multimediali, biblioteca del Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive

Ufficio Stampa:

Maria Bonmassar: tel. 06-4825370 / 335-490311 E.mail: maria.bonmassar@tiscalinet.it
Novella Mirri: tel. 06-3297708 / 335-6077971 E.mail: novellamirri@iol.it

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