RUGBY NOTIZIE: AARON PERSICO, L'UOMO DEI RECORD

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24/feb/2005 14.30.51 Ufficio Stampa FIR Contatta l'autore

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RUGBY NOTIZIE - a cura dell'Ufficio Stampa FIR

Roma, 24 febbraio 2005

AARON PERSICO, L'UOMO DEI RECORD
CONTRO LA SCOZIA L’UNICO AZZURRO SEMPRE PRESENTE NEL 6N
Roma - Contro la Scozia è l’unico Azzurro, dall’ingresso nell’Italia
nel 6 Nazioni, a non aver mai marcato visita; sabato a Murrayfield,
per il sesto confronto nel Torneo tra l’Italia ed il XV in blu-navy,
conquisterà la sua 48esima presenza con la maglia della Nazionale,
superando tra l’altro il Team Manager Azzurro Marco Bollesan (47 caps
tra il 1963 ed il 1975); 24 presenze nel 6 Nazioni, nessuno meglio di
lui in casa-Italia; ma per Aaron Persico, terza linea dell’Italrugby e
dell’Agen, la sfida agli highlanders di Matt Williams ha un sapore
tutto particolare, anche perché proprio contro la Scozia ha conquistato
il suo primo cap internazionale.
E’ il 5 febbraio del 2000, prima partita dell’Italia nel 6 Nazioni, in
un Flaminio gremito di pubblico, Persico ha 22 anni “e già sono al
settimo cielo per essermi conquistato un posto in panchina, per poter
essere dove sono in un giorno che sento speciale per me e per il rugby
italiano”.
Al 24’ della ripresa Diego Dominguez centra i pali e permette
all’Italia di allungare sul 24-13 contro i detentori del Torneo e prima
che il gioco riprenda l’allora CT Azzurro Johnstone, auricolare
all’orecchio, comunica con il bordo campo: tocca a Persico. “Entro, e
prendo il posto di Mauro Bergamasco, che fino a quel momento è stato
uno dei migliori - se di migliori si può parlare in una partita che
tutti giocano come indemoniati - e mi domando se il nostro allenatore
non sia pazzo, a buttare nella mischia proprio me” scherza oggi, da
Edinburgo, il ragazzo originario di Wellington.
Ma, più dei 16 minuti più recupero giocati quel giorno, più del trionfo
finale per 34-20, Aaron oggi ricorda il prima: l’atmosfera degli
spogliatoi, la grinta dei veterani, la voglia di stupire il mondo.
“Troncon, Checchinato, Dominguez, tutti quelli che avevano lavorato
duro per permettere all’Italia di arrivare a vivere quel giorno avevano
una marcia in più, sapevano di essere lì, in quello spogliatoio, per
scrivere una pagina importante, forse storica, per il rugby italiano.
Sono passati cinque anni e anche io posso dire di aver fatto la mia
parte”.
Poi, dopo quel giorno, tre battute d’arresto consecutive contro la
Scozia: una al Flaminio nel 2002 (12-29), due a Murrayfield nel 2001
(finisce 23-19) e nel 2003 (ancora la Scozia a passare di misura,
33-25) prima di tornare al successo il 6 marzo scorso, di nuovo al
Flaminio, vittoria per 20-14 e bilancio di due vittorie a tre a favore
della Scozia nel 6 Nazioni: “Ma andiamo a prendere i tabellini delle
partite perse a Murrayfield, please” sorride come sempre Aaron “e
scopriamo che a casa dei <<cardi>> siamo sempre andati ai punti.
Meglio, siamo andati spesso e volentieri ad un passo dalla vittoria,
regalando ai nostri tifosi prestazioni di valore. Forse, sia nel 2001
che nel 2003, siamo un po’ mancati nella fase finale del match. Ecco,
questo dobbiamo migliorare e su questo, con Kirwan, stiamo lavorando”.
Solitamente timido e riservato, mentre sente avvicinarsi il confronto
con gli scozzesi il flanker Azzurro è un fiume in piena: “Dobbiamo
scendere in campo con confidenza ed aggressività: giocheremo in un
Murrayfield che sarà tutto per gli scozzesi, che come noi devono ancora
conquistare il primo successo nel 6 Nazioni 2005, e sappiamo che loro
metteranno in campo tutto ciò che hanno. Cuore, amore per la maglia e
per il proprio Paese, orgoglio: noi sapremo non essere da meno”.
Uomo di mischia, gran cacciatore di palloni, Persico aspetta il
confronto con gli avanti scozzesi con tanta voglia di ben figurare: “La
Scozia ha una grande mischia, ma io restringo la mia analisi al mio
settore, la terza linea: sabato sarà guerra di trincea per 80’. Chi di
noi sarà in campo con le maglie numero 6, 7 ed 8 dovrà vincere ogni
confronto individuale: una volta di più, la terza linea può essere la
chiave della partita. Dobbiamo vincere: per noi, ma anche per tutto il
rugby italiano. La crescita del movimento dipende anche dai risultati
che questa nostra Nazionale saprà ottenere: il primo successo esterno
del 6 Nazioni sarebbe un grande passo in avanti”.
E questo è il futuro immediato di Aaron Persico, da qui a sabato
prossimo.
Ma Aaron, arrivato 20enne in Italia dalla natia Nuova Zelanda - dopo
aver fatto anche parte della squad della Nazionale U19 della Nuova
Zelanda, i “Baby Blacks”, con cui però non ha conquistato presenze
ufficiali - guarda anche un poco più in là: “All’Agen sto bene, ho un
contratto di una stagione con opzione per una seconda. Dopo? Dopo mi
piacerebbe tornare a giocare in Italia, continuare a far parte di
questa squadra, se saprò meritarmelo, almeno sino alla Coppa del Mondo
del 2007. L’NPC o il Super 12? Ci penso, ed è un’esperienza con cui un
giorno vorrei arrivare a confrontarmi. Ma anche se sono nato a 20.000
chilometri da Roma, sono italiano al 100%. E alla maglia Azzurra, alla
maglia della Nazionale, non voglio rinunciare per nulla al mondo”.
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