RUGBY
Notizie a cura dell'Ufficio Stampa
FIR
Genova, 23 novembre
2002
JAGUAR TEST MATCH ITALIA - AUSTRALIA 3-34 (3-17)
NONOSTANTE LA SCONFITTA GLI AZZURRI RITROVANO IL
GIOCO
SOTTO IL DILUVIO MA CON UN GRANDE
PUBBLICO
Genova
- Sotto una pioggia battente ma riscaldata dal calore della folla
genovese presente allo Stadio Ferraris con oltre 20 mila unitá, l¹Italia
ha finalmente dimostrato di avere prospettive di crescita battendosi a
lungo alla pari con i campioni del mondo australiani. Alla fine gli
Azzurri di John Kirwan, anche incassando 5 mete, sono usciti da Marassi
fra gli applausi di un pubblico appassionato.
Il risultato ha comunque mostrato un disavanzo ingiusto che non ha
rispecchiato i veri valori mostrati in campo dalle 2 squadre. Si puó
infatti dire che le 5 mete non sono state frutto di una manovra di gioco
superiore dei Wallabies ma sono scaturite soprattutto da alcuni episodi.
La prima meta di Harrison, la terza di Staniforth, nel primo tempo e
l¹ultima di Mortlock sono state realizzate in seguito ad alcune penalitá
non comprensibili decretate dall¹arbitro argentino Pablo De Luca. In
tutte queste 3 situazioni l¹Italia in attacco nel campo avversario si è
vista penalizzare con punizioni che l¹hanno ricondotta nella propria area
di meta. Se si aggiunge che la prima meta di Staniforth (la seconda
dell¹Australia) è stata conseguenza di uno svarione difensivo di Queirolo
causato dalla scivolositá dell¹ovale inzuppato, diventa evidente che una
vera superioritá australiana, in realtá, in campo non si è vista.
Rispetto all¹Argentina, gli Azzurri hanno presentato un pack dinamico,
che nonostante i 26 kg di peso complessivo in meno di quello australiano,
è stato in grado di non retrocedere mai e di conquistare tutti i
palloni conquistabili. Nelle rimesse laterali, le 3 torri australiane, di
altezza media superiore ai 2 metri, si sono trovate di fronte una buona
organizzazione e l¹abilitá del capitano Marco Bortolami, ed hanno
concesso agli Azzurri, per 3/4 della partita, di guadagnare le proprie
touches. Piú che contro lArgentina, quindi, gli Azzurri sono stati in
molte occasioni prossimi alla meta nonostante l¹ottimo controllo da parte
della difesa dei Wallabies. La partita dell¹Italia si è svolta molto alla
mano, con il gioco che si è sviluppato con una serie prolungata di fasi e
se la meta non è arrivata lo si deve alla difesa australiana considerata
la maestra di questo settore.
Per capire meglio la forza di questa Australia basta rilevare che
l¹Inghilterra, da cui sono stati sconfitti per un solo punto a
Twickenham, la settimana scorsa, oggi, sempre a Londra, ha distrutto il
Sudafrica per 50 a 3.
L¹Italia conclude quindi il suo ciclo 2002 con una prova incoraggiante
che lascia ben sperare per il prossimo Sei Nazioni, in programma da
febbraio 2003.
I COMMENTI: COMPLIMENTI DA GREGAN PER L¹ITALIA E
GENOVA
Genova
- I complimenti piú belli agli Azzurri, arrivano dal formidabile campione
australiano, nonché capitano della squadra, l¹apertura George
Gregan: " Complimenti all¹Italia e a Genova. Abbiamo giocato
sotto il diluvio ma accompagnati dal bellissimo entusiasmo che ha
contagiato gli Azzurri. Infatti abbiamo incontrato una squadra molto
brava in difesa e molto valida tecnicamente anche in condizioni di
notevole difficoltá come quelle incontrate a Genova. Rispetto alla
squadra che ho incontrato, nel 1994, è molto cresciuta e dimostra di
avere una ottima organizzazione di gioco e in difesa destinata a crescere
vista la grande competenza del Coach Kirwan e la giovane etá dei suoi
giocatori".
Per John Kirwan finalmente una giornata radiosa (se cosí si puó
dire) e un clima, in conferenza stampa, abbastanza conciliante: "Si,
sono soddisfatto. Abbiamo lavorato tutta la settimana per giocare,
prendere rischi e mettere in atto un sistema di gioco di attacco e difesa
volto a muovere la palla in una serie di fasi. E contro i campioni del
mondo, ed in condizioni proibitive, siamo riusciti nel nostro
intento".
Ma oltre ad aver lavorato, sono anche stati cambiati 8 giocatori rispetto
all¹incontro con l¹Argentina
"Come ho giá detto e ripetuto, ho diviso il lavoro di approccio ai
mondiali in 3 fasi e quella conclusa con la partita di oggi riguardava le
verifiche per costruire un telaio di base da cui poi poter tirar fuori il
meglio del rugby italiano".
La buona prova con cui si è conclusa la prima fase fa quindi ben sperare
per il 6 Nazioni?
"...ma non bisogna smettere di lavorare - prosegue Kirwan - e giá
dalla prossima settimana, insieme a Leicester Rutledge, faremo le
valutazioni e delle verifiche per accedere alla seconda fase che è
rappresentata dal Torneo di febbraio. Peró vorrei aggiungere che un
ulteriore elemento di conforto mi è arrivato nel finale quando ho visto
che non c¹è stato il crollo, anzi erano gli Aussies ad arrancare. Per
questo devo dar merito a Pascal Valentini che ha svolto uno straordinario
lavoro di preparazione fisica sui ragazzi".
Anche Capitan Bortolami appare soddisfatto della prova degli
Azzurri: "Alla fine non eravamo certo contenti della sconfitta peró
questa partita ci ha fatto rendere conto delle reali possibilitá che
abbiamo. Per 30 minuti gli australiani non sono riusciti a farci una meta
ed abbiamo giocato alla pari, forse anche gestendo piú palloni di loro.
Diciamo che, dopo oggi, si puó ripartire con una fiducia raddoppiata. Per
questo incontro peró ci tengo a ringraziare in modo particolare il
pubblico di Genova. E¹ stato splendido dal primo all¹ultimo minuto e per
noi sentire il loro incitamento, fin dal riscaldamento era come sapere di
poter contare sul contributo di un giocatore in piú".
A proposito del grande successo di pubblico, è il team manager Marco
Bollesan, genovese purosangue, a gongolarsi, oltre ovviamente che per
il gioco espresso dagli Azzurri: "Credo che un pubblico cosí sia
difficile da trovare in giro. Non è sicuramente gente che ha la puzza
sotto il naso¹ ne che vuol spaccare il capello¹ per il valore degli
avversari e della nostra squadra. Si tratta invece di persone che sono
corse sotto il diluvio solo per vedere del buon rugby, per la simpatia
che hanno nei confronti della nostra squadra e per appoggiare, sempre e
comunque, la loro Nazionale. Quella di oggi credo sia la prova piú
evidente che Genova merita ancora di ospitare al Nazionale".
IL
TABELLINO
Italia:
15 Mirko Bergamasco; 14 Vaccari, 13 Stoica (dal 35¹ s.t. Zanoletti), 12
Barbini, 11 Mazzucato (dal 17¹ s.t. Peens); 10 Pez, 9 Queirolo (dal 40¹
s.t. Troncon); 8 Parisse, 7 Mauro Bergamasco (dal 20¹ s.t. Palmer), 6
Persico; 5 Bortolami (cap.), 4 Pavanello (dal25¹ s.t. Giacheri); 3
Castrogiovanni, 2 Ongaro (dal 22¹ s.t. Moretti), 1 Lo Cicero (dal 22¹
s.t. Faliva).
Australia: 15 Mortlock (dal 44¹ s.t. Bartholomeusz); 14 Sailor, 13
Burke, 12 Herbert (dal 28¹ s.t. Giteau), 11 Staniforth; 10 Flatley, 9
Gregan (dal 28¹ s.t. Whitaker); 8 Kefu, 7 Smith, 6 Cockbain (dal 37¹ s.t..
Croft); 5 Harrison (dal 12¹ s.t. Giffin), 4 Vickerman; 3 Noriega (dal 20¹
s.t. Darwin), 2 Freier (dal 35¹ s.t. Cannon), 1 Young.
Arbitro: Pablo Deluca (Argentina)
MARCATORI: Primo tempo - 11¹ Meta Harrison tr. Burke, 18¹ e 23¹
Meta Staniforth, 43¹ calcio piazzato Pez (3 - 17); Secondo tempo - 2¹
c.p. Burke, 27¹ meta Kefu tr. Burke, 32¹ meta Mortlock tr. Burke (3 -
34).
NOTE: Partita sotto il diluvio ma terreno ben drenato. Spettatori
oltre 20000. Note degli inni nazionali cantate dal soprano Sara
Maggiore.