COMUNICATO STAMPA FIAMME ORO RUGBY - INTERVISTA AL PREPARATORE ATLETICO RICCARDO DI MAIO

02/dic/2010 14.12.30 Cristiano Morabito - Responsabile Ufficio Stampa F Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA FIAMME ORO RUGBY 

Viaggio nelle Fiamme Oro Rugby - Intervista al preparatore atletico Riccardo Di Maio

Riprende il consueto appuntamento con il viaggio all’interno delle Fiamme Oro Rugby. Questa settimana abbiamo incontrato Riccardo Di Maio, ex giocatore dei “cremisi”, poi tecnico dell’under 20 e oggi preparatore atletico della prima squadra. Per tutti lui è il “prof”. Scopriamo perché.

Da molti anni fai parte, con diverse mansioni, del Gruppo Sportivo Fiamme Oro Rugby. Come è iniziata la tua carriera rugbistica?
Sono arrivato nel 1999. Ero un ragazzo a cui piaceva giocare a rugby e mi ritrovo adesso a scrivere ancora la mia storia insieme a quella di questa gloriosa società. Emozioni forti ed intense che ho il piacere di condividere con mia moglie e la mia splendida figlia. Ho partecipato a 10 campionati indossando la maglia cremisi passando tra le varie serie. Non sono stati sempre momenti facili, ma superarli ci hanno permesso di crescere e di iniziare un nuovo ciclo vincente grazie all'arrivo di un nuovo staff e ad una programmazione a lungo termine.
I risultati della prima squadra, la creazione della Under 20, i settori giovanili fino all’Under 6 ed il “progetto scuole”, sono solo la facciata di un lavoro enorme svolto da tutti gli appartenenti al gruppo sportivo, con un fine comune: ridare lustro ad una società che vale e che lo merita.
Il mio ultimo campionato da giocatore è stato quello del 2008. Poi, con il conseguimento del secondo livello da tecnico allenatore ed il raggiungimento di un traguardo ben più grande, la laurea in scienze motorie nel 2006 (a pieni voti, ndr), ho potuto continuare a dare il mio contributo: prima come tecnico della under 20 e poi come responsabile fisico della prima squadra.
Qui sono cresciuto sia come giocatore che come uomo. Per questo il mio cuore sarà sempre cremisi.

 Entriamo un po’ di più nello specifico. Che tipo di metodologia di allenamento viene adottata oggi in Italia? Qual è, secondo te, la programmazione ottimale nella preparazione atletica del rugbista.
La metodologia di allenamento è ancora lontana dall'essere una scienza esatta. È per questo che oggi ci sono punti di vista discordanti su problematiche legate all'allenamento e all’ “allenabilità” di caratteristiche specifiche del gioco.  È un mio giudizio personale, ma credo che siamo ancora legati alle "mode" del momento e che la ricerca sia ancora troppo lontana dalla realtà del campo.
Attualmente la linea guida federale è quella che tende a sviluppare le caratteristiche di base dei giocatori: forza e velocità. Il rugby è sicuramente uno sport di potenza per cui sicuramente queste due caratteristiche sono fondamentali e credo possano essere la base su cui costruire un giocatore e devono essere sviluppate soprattutto nella prima fase di specializzazione. È però sicuramente utile confrontare ciò che alleniamo con il modello di prestazione del gioco del rugby. Senza tener conto in questo momento delle differenze dovute al ruolo, possiamo sicuramente individuare nella reattività sia fisica che mentale (presa di informazione - elaborazione - decisione) uno dei punti chiave del gioco moderno. Reattività che va allenata in stretto rapporto con le altre abilità fisiche. Per quanto riguarda i lavori con sovraccarichi sono convinto che la coordinazione (intramuscolare, intermuscolare e intersegmentaria) sia fondamentale per esprimere i propri livelli di forza nel gesto specifico. Per questo motivo personalmente prediligo lavori di forza specifica, ad esclusione della forza massima, e lavori di recupero, dove vengono coinvolte tutte le catene muscolari e dove ritroviamo similitudini con i gesti dello sport.
Per quanto riguarda la parte aerobica utilizziamo lavori di tipo intermittente associati spesso a situazioni di gioco reale; questo perché  il sistema aerobico in uno sport come il rugby non è il principale fornitore di energia, ma è importantissimo nei momenti di recupero per ristabilire condizioni fisiologiche.
Per ultimo un appunto sui sistemi di allenamento propriocettivo (consapevolezza del corpo e del suo movimento nello spazio, ndr) e del “core” (fascia centrale del corpo) che ci hanno dato ottimi risultati nella prevenzione degli infortuni. Il risultato di tutto questo ritengo sia la nuova frontiera della metodologia cioè allenamento del Sistema nervoso. Insomma un giocatore forte, veloce e anche “intelligente”... almeno a livello motorio.

Da preparatore atletico, quali sono stati i punti su cui, con il tuo staff, hai focalizzato l’attenzione nella preparazione? Hai introdotto tecniche e metodologie nuove?
In un primo momento ci siamo dedicati a ristabilire livelli di forza adeguati poi abbiamo sviluppato il lavoro per incrementare la velocità. È stato lungo e faticoso, ma ora possiamo dedicarci ad allenamenti più mirati e specifici per il rugby. Alcuni dei lavori più interessanti che abbiamo introdotto sono: gli allenamenti di espressione di forza legata alla presa di decisione e al tempo di reazione; gli allenamenti di velocità con esercizi tecnici per la visione periferica e con presa di decisione; circuiti propriocettivi con utilizzo di fit ball, disc o sit, movin sit, e un allenamento specifico per la mischia ordinata con corde, che va a sopperire alla mancanza di instabilità che troviamo nell'utilizzo della macchina della mischia.

Quali sono le tue aspettative future?
Prima di tutto raggiungere la massima serie con le Fiamme Oro e crescere insieme a questa squadra così giovane e così piena di speranze. Poi riuscire a diminuire la distanza di cui parlavo prima tra la ricerca e l'allenamento sul campo magari formando un vero e proprio centro di studi all'interno del Gruppo Sportivo. E questo sarebbe la realizzazione di un sogno!

Andrea Pelliccione – Ufficio stampa Fiamme Oro Rugby

 

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