SEI NAZIONI: PER CRITICA E STAMPA INGLESE ITALIA VINCITRICE A TWICKENHAM.

poi si è trovata a correre dietro ad una partita che non avrebbe mai potuto

10/mar/2003 18.52.01 Ufficio Stampa FIR Contatta l'autore

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Roma, 10 marzo 2003

 

 

PER CRITICA E STAMPA INGLESE:

ITALIA VINCITRICE A TWICKENHAM.

Londra – Per la critica, i media, i dirigenti ed i giocatori inglesi è come se l’Italia ieri a Twickenham sia uscita vincitrice dal campo. I complimenti sono seri, motivati e convincenti.

 

THE TIMES: “A PARTE IL TABELLONE L’ITALIA APPARIVA IN CREDITO”

Inizia David Hands sul celebratissimoThe Times”: “Strana, strana partita. L’Inghilterra una delle più grandi squadre mondiali ha giocato ieri per 25 minuti alla grande, poi si è trovata a correre dietro ad una partita che non avrebbe mai potuto perdere. Chiunque fosse arrivato tardi a Twickenham si sarebbe fatto la convinzione che l’Italia stesse conducendo la partita verso una storica vittoria. Ma guardando il tabellone, con sorpresa, avrebbe visto un risultato diverso…a parte il tabellone l’Italia appariva in credito. Una squadra conosciuta per concedere troppe penalità vinceva il conto per 14 a 8. Vincevano molte palle dalle touche e dalle mischie ma soltanto una volta sono riusciti a trafiggere il muro bianco davanti a loro. L’Inghilterra ha dovuto fare 147 placcaggi contro gli 86 degli Azzurri”.

 

THE DAILY TELEGRAPH: “ALL’ITALIA GRANDISSIMI MERITI”

Per Mick Cleary, sul “The Daily Telegraph”, “l’Inghilterra può avere ottenuto la sua 20esima vittoria successiva a Twickenham ma l’impressione generale destata ha frustrato le aspettative. L’Inghilterra può essere dispiaciuta ma bisogna riconoscere all’Italia grandissimi meriti. Gli italiani avevano di fronte la prospettiva di una grande umiliazione nel quarto d’ora di partita iniziale ed avrebbero potuto facilmente tracollare. E non è che l’Inghilterra ha voluto risparmiarli ma il collasso non è arrivato per la loro fiducia in se e per la prontezza di trovare la strada per guadagnarsi il rispetto. Che i primi 5 placcatori della partita siano risultati inglesi la dice lunga sulla capacità di risorgere degli italiani. In tutto l’Inghilterra ha dovuto fare 147 placcaggi contro gli 86 degli Azzurri.”

 

DAILY INDEPENDENT: “I PLACCATORI PIU’ IMPEGNATI ERANO INGLESI”

Chris Hewett sul “Daily Independent” “I favoriti del Sei Nazioni hanno speso gran parte del loro finale di gioco cercando di superare le barricate azzurre contro le quali si infrangevano per i placcaggi di qualità subiti. Anche gli italiani  hanno costruito in questo periodo molte occasioni e, infatti, i placcatori più impegnati sono stati gli inglesi. La squadra di casa è sparita dal gioco perché per periodi allarmanti di tempo non mettevano la mano sul pallone ed era costretta ad accettare un razionamento da fame da una squadra di sfavoriti che faceva molto più gioco di quello dei loro presunti maestri…Se gli italiani avessero avuto un po’ più di “lama tagliente”, essi avrebbero potuto terminare la partita entro 15 punti di distacco ed ora starebbero celebrando la gloria di Roma. Giovanni Raineri si è scontrato con Will Greenwood nel gran traffico della partita e si è confrontato con successo con l’Harlequins dal primo all’ultimo minuto; Giampiero De Carli, quel grande pilone bue in maglia azzurra, del vibrante club Calvisano, si è eretto nelle mischie e nelle maul. Alessandro Troncon ha giocato con il piglio del capitano creando continuamente problemi alle terza linee inglesi. E Aaron Persico il fronzuto flanker di Viadana ha ridotto Richard Hill ad una comparsa, una parola significativa in tutte le lingue. Ci sarebbe voluto un uomo più coraggioso per impensierire Persico… Quando finalmente gli italiani si sono calmati e si sono messi sul ritmo degli avversari – quando hanno capito la semplice verità che contro questi inglesi non si potevano permettere di sbagliare anche un unico placcaggio – lo spirito della partita è cambiato. Concludevano il primo tempo senza ulteriori drammi (in verità avrebbero potuto segnare mete con Persico e Bergamasco) e quando hanno potuto godere di più opzioni nelle rimesse laterali con l’inserimento dell’eccezionale Marco Bortolami all’inizio del secondo tempo, l’Italia ha controllato il possesso del pallone al di sopra di quanto possano essere riusciti ad ottenere tutte le squadre che hanno visitato Londra, dal tempo degli Springboks di Nick Mallett nel 1997… L’Italia avrebbe potuto aumentare il suo score se non fosse stato per gli infortuni che hanno costretto Vaccari e Troncon ad uscire dal campo nella parte conclusiva della partita.”

 

GUARDIAN: “ALLA FINE L’ITALIA SI GUADAGNA IL RISPETTO TOTALE”

Robert Kitson sul “Guardian”: “nel ricercare le ragioni per cui l’Inghilterra conduceva 33 a 0 dopo 21 minuti mentre nel resto del tempo il margine è stato solo di 7 a 5, sarebbe inadeguato ignorare il contributo dell’Italia. Inizialmente considerata morta a causa del ritmo e la classe superiori dell’Inghilterra, l’Italia, come una brillante Fiat riusciva a “rombare indietro” per far la parte del leone nel possesso della palla e guadagnarsi alla fine un rispetto totale…al contrario l’Italia incrementava il suo dominio nelle ruck e meritava al 59’ la meta di Mirco Bergamasco. Considerando che il più noto fratello dell’estremo, Mauro, si è stirato una coscia prima della partita, il coach italiano John Kirwan deriva una grande soddisfazione da questo match.”

 

TERZO TEMPO: GRANDI COMPLIMENTI PER LA REAZIONE AZZURRA

Londra - Sulla stessa linea di considerazione per l’Italia in una partita dominata per 2/3 dagli Azzurri, anche le rituali dichiarazioni nel terzo tempo.

Il Presidente inglese Derek Morgan: “complimenti Azzurri! Siete venuti fuori dopo 20 minuti da una situazione da cui pochissimi altri sarebbero riusciti a riscattarsi e sarebbero tracollati. Nel secondo tempo se gli italiani avessero trovato di fonte una difesa inglese meno agguerrita avrebbero sicuramente ridotto al loro favore il punteggio. Ora sono certo che nelle prossime due partite contro Francia e Scozia potete conseguire altre vittorie.”

Il capitano Jonny Wilkinson: “Bravi italiani! Sul campo di gioco siete aggressivi, fuori dal campo socialmente piacevoli. Noi abbiamo sottomesso gli italiani nei primi 20 minuti di gioco ma gli altri 60 appartengono a voi. Siete stati sfortunatissimi ed a mio parere avreste potuto realizzare molto più punti. Vi potete rifare nelle prossime due partite del Sei Nazioni e, soprattutto, ai Mondiali”.

Infine i complimenti sono arrivati anche dall’arbitro irlandese Alain Rolland: “E’ stato un onore ed un piacere arbitrare Inghilterra – Italia. Gli inglesi nei primi 20 minuti di gioco hanno praticato un rugby contro il quale nessuna squadra al mondo avrebbe potuto opporsi con successo. Poi l’Italia è cresciuta mantenendo il suo sistema di gioco anche nel momento in cui perdeva il filo conduttore”.

 

AZZURRI OGGI A CASA

MADA DOMENICA SI RIPRENDE IN VISTA DI FRANCIA E SCOZIA

Londra - Gli Azzurri sono tutti rientrati in Italia in giornata, diretti chi verso scali al nord, chi a Roma e comunque ognuno verso casa propria. Una settimana quindi un poco più rilassante per Troncon e compagni, mentre domenica tutti di nuovo al lavoro. L’appuntamento, infatti, per preparare il match contro la Francia (23 marzo a Roma) e la Scozia (29 marzo a Edinburgo) è per domenica prossima, 16 marzo, nel tardo pomeriggio al solito Hotel (Summit) di Roma.

 

I NUMERI PROMUOVONO L’ITALIA

Londra – Se non il risultato finale, almeno le statistiche del match di Twickenham, fra Inghilterra e Italia, giocato ieri pomeriggio, promuovono gli Azzurri.

Queste le statistiche più significative:

Mischie aperte: Inghilterra 45, Italia 57

Mischie chiuse: Inghilterra 6, Italia 12

Touche: Inghilterra 10, Italia 12

Punizioni: Inghilterra 9, Italia 15

Calci: Inghilterra 5/6, Italia 0/1

Passaggi completati: Inghilterra 157, Italia 167

Linea del vantaggio: Inghilterra 10, Italia 11

Ruck e Drive: Inghilterra 10, Italia 36

Ruck e passaggio: Inghilterra 55, Italia 74

Palle vinte: Inghilterra 69, Italia 114

Placcaggi: Inghilterra 147, Italia 86.

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