Comunicato stampa del 09/06/2003

09/giu/2003 17.23.34 Ufficio Stampa FIR Contatta l'autore

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Roma, 9 giugno 2003

 

TOUR IN NUOVA ZELANDA

TERMINATO ILRADUNO, DOMANI SI VOLA

 

 

Roma –Gli azzurri del rugby hanno concluso oggi la loro preparazione in vista del Tour in  Nuova Zelanda disputando l’ultimo allenamento sul campo presso gli impianti dell’Unione Rugby Capitolina. Domani alle 14.45 la partenza con volo Malesian Airlines delle 13.45. Prima di lasciare l’Italia , come è diventata consuetudine, in collaborazione con gli Aeroporti di Roma, alle ore 12 presso la Terrazza Roma al Terminal B, il C.T. John Kirwan, il capitano Troncon terranno una conferenza stampa. Parteciperanno anche i volti nuov di questo gruppo azzurro.

 Al termine dei tre giorni di raduno romano le condizioni fisiche dei giocatori sono state considerate eccellenti dal CT John Kirwan e dal preparatore atletico Pascal Valentini , nonostante gran parte degli stessi provengano da una stagione intensissima. Iniziata con i raduni di luglio-agosto. Proseguita con i due match di qualificazione ai Mondiali contro Spagna e Romania a settembre. Continuata con il Campionato e le Coppe Europee. Ancora a novembre con i due Jaguar Test Match contro Argentina ed Australia. Quindi, di nuovo, senza interruzioni, con Campionato e Coppe Europee fino alle cinque settimane del Sei Nazioni. Per concludere, ancora le fase finali del campionato. Nove mesi senza soluzioni di continuità.

Condizioni fisiche e mentali eccellenti con qualche problemino solo per alcuni reduci della durissima finale di Super Dieci fra Treviso e Calvisano. Ma Dellapè e Pavanello hanno recuperato in pieno, mentre il solo Denis Dallan accusa ancora qualche noia in conseguenza ad  un infortunio che non gli aveva  impedito di giocare le ultime partite del campionato. Ma il match d’esordio in Nuova Zelanda ad Invercagill contro il Southland è prevista per il 15 e per la data Kirwan avrà la possibilità di sciegliere tranquillo  fra 30 giocatori.

 

I 30 AZZURRI DELLA ROSA

 

Estremi: Gert Peens (Overmach Parma), Massimo Ravazzolo ( Ghial Calvisano)

Trequarti: Denis Dallan e Mauro Bergamasco (Benetton Treviso), Diego Saccà ( SKG Gran Parma), Cristian Zanoletti e Nanni Raineri (Calvisano), Andrea Masi ( Conad L’Aquila), Alex Stoica (Castres), Mediani di Apertura: Ramiro Pez  (Rotherham), Vincenzo Zullo (Calvisano);

Mediani di Mischia: Alessandro Troncon (Treviso), Manuel Queirolo (Dax ) Matteo Mazzantini (Rovigo)

Terze linee: Maurizio Zaffiri (Gran Parma), Andrea Benatti, Aaron Persico, Matthew Phillips (Arix Viadana), Scott Palmer (Treviso);

Seconde Linee : Marco Bortolami (Petrarca), Cristian Bezzi (Viadana), Mark Giacheri (Rotherham) Enrico Pavanello e Santiago Dallapè (Treviso);

Piloni: Andrea Locicero (Lazio & Primavera), Salvatore Perugini e Leandro Castrogiovanni (Calvisano), Matteo Gennari (O.Parma);

Tallonatori: Carlo Festuccia (Gran Parma), Fabio Ongaro (Treviso)

 

NOTA PER LE REDAZIONI

 

1 -Domani, martedì 10 giugno, in occasione della partenza dell’Italia del rugby per il Tour in Nuova Zelanda,  Il CT Kirwan, il Capitano Troncon, e la squadra incontreranno i Media alle ore 12, presso la Terrazza Roma  , Terminal B dell’Aeroporto  Leonardo da Vinci.

 

2. Riteniamo di fare cosa utile e gradita unendo a questo comunicato anche i due di sabato e domenica che non hanno potuto essere trasmessi a causa del Virus che ha impedito l’invio di EMail e Postelfax. I comunicati sono apparsi pertanto solo sul Sito federale Federugby.it. I comunicati, ancorché lunghi possono  aggiornare e contengono quattro profili di giocatori nuovi o quasi nella rosa azzurra.

 

Roma, 7 giugno 2003

 

L’ITALIA SETTIMA AL LONDON SEVEN

L’ARBITRO IRELAND ESPELLE MARTIN

E FERMA GLI AZZURRI CONTRO INGHILTERRA E GALLES

 

 

Londra – Gli azzurri del Seven conquistano la settima piazza al London Seven disputato a Twickenham davanti a 25 mila spettatori. Per gli azzurri, dopo la qualificazione a sorpresa di ieri ( battendo Francia e Canada) per le finali dal primo all’ottavo posto, la giornata conclusiva del Torneo non è stata delle più belle. Gli azzurri sono scesi in campo contro i fortissimi padroni di casa inglesi intenzionati a dare battaglia ed a farsi valere, magari tentando il colpaccio. Purtroppo avevano fatto i conti senza l’arbitro, una vecchia conoscenza , in negativo, dell’Italia, lo scozzese A.Ireland. Sull’arbitraggio di questo signore gli stessi giornali gallesi lo scorso anno hanno dedicato fiumi di inchiostro a sottolineare i suoi scandalosi arbitraggi anti-italiani all’indomani di Galles A-Italia A. Ogni volta che una formazione italiana, anche nelle coppe europee di club, se lo è trovato in campo sono stati guai. Insomma,  dopo due soli minuti di gioco Mr Ireland ha costretto l’Italia  a giocare l’intera partita in sei per l’espulsione definitiva di Luca Martin per doppio cartellino giallo. Immaginate di dover giocare una partita di rugby su un campo di dimensioni regolari in sei contro sette!? Partita a senso unico. Ed infatti l’improponibile match è terminato 42-0. Cosa era successo di tanto grave? Che sullo 0-0 il primo placcaggio di Martin veniva considerato ritardato tanto da meritarsi un giallo. Successivamente al 2’, Ireland concedeva una penalità agli ospiti che un giocatore inglese si apprestava a giocare da un punto diverso da quello del fallo. Martin lo tratteneva, visto che l’arbitro non interveniva. E si meritava il nuovo giallo e l’espulsione. Solita indisciplina azzurra? Niente affatto! E la riprova si aveva davanti alla commissione disciplinare ( che ha comminato una partita di sospensione all’azzurro) quando visionando il filmato Ireland si è scusato ammettendo che il placcaggio di Martin era regolare e che lui aveva dovuto esibire il giallo per l’intervento del guardalinee……Scuse o non scuse all’Italia, contro l’Inghilterra non è stata fischiata una sola penalità a favore.

 

Beffardamente l’organizzazione ha, poi, affidato allo stesso arbitro anche la direzione della finale per il quinto posto fra Italia e Galles. Non ci sono state espulsioni, ma un uomo di rugby come Orazio Arancio, manager della spedizione azzurra , ha dovuto constatare amaramente una direzione di gara  di nuovo a senso unico. Insomma, anche nel Seven, come è successo nel XV,  l’Italia deve pagare uno scotto al noviziato.

 

Venendo e concludendo su Italia-Galles, a prescindere dall’arbitraggio, dopo  un ottimo primo tempo  chiuso con gli azzurri in vantaggio 14-7 per due mete straordinarie di Robertson , trasformate da Pucciariello, la ripresa è stata condizionata da un infortunio alla mano di De Jager ( sostituito da Canavosio) e dalla panchina corta per la squalifica  di Martin. Nella ripresa, infatti, non è stato difficile per i gallesi realizzare 3 mete e concludere 24-14.

 

Forti di un settimo posto e dei primi punti conquistati nella classifica generale delle World Series, domani gli azzurri rientrano a Roma , dove parteciperanno nel prossimo week end al grande  Roma Seven.

 

TOUR AZZURRO  IN NUOVA ZELANDA

PRIMO GIORNO DI RADUNO  A ROMA

 

 

Roma – Primo giorno di raduno della Nazionale di rugby a Roma in preparazione al Tour in Nuova Zelanda in programma dal 10 al 30 giugno con cinque partite da disputarsi in 14 giorni. In mattinata si è unito alla comitiva di 30 giocatori anche  Alessandro Stoica reduce dalla convocazione dei Barbarians. Nella Capitale l’afa è elevatissima e il Ct. John Kirwan ha optato nella mattinata per una sessione mista palestra – campo sintetico per verificare le condizioni fisiche dei giocatori ed iniziare a mettere appunto gli schemi tecnici nuovi, in particolare quelli difensivi. Nel pomeriggio gli azzurri sono stati ospitati sui campi dell’Unione Rugby Capitolina, neo promossa in serie A, per un allenamento tecnico-tattico.

John Kirwan, sempre più rasato a zero è apparso soddisfatto per questa prima giornata di lavoro.

“Li ho trovati bene ed hanno lavorato con impegno. Dopo la palestra abbiamo cominciato ad attuare i nuovi sistemi di difesa. Non che si rinneghino quelli adottati in precedenza, ma si tratta di andare avanti con l’inserimento di tre-quattro novità tecniche. Anche fisicamente ho trovato i ragazzi a posto. L’obiettivo di questi giorni di preparazione non è quello di lavorare sulla condizione fisica - perché siamo al termine di una lunga stagione e rischieremmo di mandare tutti in surmenage – ma quello di mettere a punto le questioni tecniche e tattiche lavorando sul campo senza spremerci, ma assimilando. Lavoriamo con due sessioni giornaliere , ma senza sforzarci troppo!”

-          Le condizioni dei nuovi arrivati e di quelli che non hanno partecipato alla finale di Super Dieci Treviso- Calvisano?

 

“Sono molto contento di tutti! . Valentini li ha fatti lavorare in palestra ed è rimasto favorevolmente impressionato dalla forza di Zullo!”

 

 I NUOVI , VINCENZO ZULLO

 

Il progetto di John Kirwan per il Tour in Nuova Zelanda prevede con i 30 giocatori disponibili la predisposizione di due   XV da alternare  in campo per verificare sistemi innovativi di recupero in tempi molto brevi. Nel ruolo di mediani di apertura sono Ramiro Pez, l’erede di Dominguez, e Vincenzo Zullo.

Zullo, 22 anni,  è nato a Benevento dove è cresciuto rugbisticamente iniziando dalla Under 7. La maglia azzurra per lui non è una novità avendo svolto tutta la trafila delle Nazionali Minori: U15, U16, U17, U18, U19 e per due anni la U21. Nella presente stagione ha esordito fra le fila del Ghial Amatori e Calvisano giocando fra Campionato, Coppa Italia e Coppa Europeo 12 partite. Mediano di apertura titolare del Calvisano è infatti Fraser.-

Un giocatore  a cui devo molto . – spiega Zullo.  Per farmi le ossa nel mondo professionistico ad alto livello non potevo trovare un maestro migliore. Fraser è sempre disponibile a lavorare con me per migliorare il calcio, la tecnica, il passaggio. Il modello a cui mi ispiro, comunque, è sempre Diego Dominguez, impareggiabile E’ stata sempre l’apertura che avrei sognato di essere e che spero di diventare!”.

-          Sorpreso per questa convocazione?

 

Assolutamente sì. Me ne stavo a casa domenica scorsa, dopo aver perso la finale contro il Benetton, quando mi arriva una telefonata di un giornalista  che mi fa i complimenti. I complimenti per un titolo italiano perso?!Ma no perché Kirwan ti ha chiamato in Nazionale? Non ci volevo credere. Sono contentissimo. Una occasione che potrebbe essere unica che voglio capitalizzare al massimo. Un tram che è perso se non lo prendi al volo. Kirwan predilige i giocatori coraggiosi che sanno osare con intelligenza? E’ proprio questa la mia vocazione. Ho sempre cercato di giocare d’attacco a tutto campo!”.

 

I NUOVI, MATTEO GENNARI

Quella del pilone-tallonatore dell’Overmach Parma, una convocazione a sorpresa. Ma Kirwan non è nuovo a queste imprese. Pensiamo nell’ultimo Sei Nazioni agli inserimenti in pianta stabile di  Festuccia e  Bezzi.

Matteo Gennari è del 18 maggio del 1979, cioè ha 24 anni. Misura 1,78kg. per  110 kg. E’ nato a Parma iniziando a giocare a Rugby a 14 anni a Colorno, per poi trasferisi all’Overmach Parma. Quest’anno ha giocato  12-13 partite.

“L’ho chiamato – ha spiegato Kirwan – perché è un ragazzo talentuoso che dopo tanti infortuni ora sta bene…”

“E’ vero – ammette Gennari – Gli ultimi cinque anni per me sono stati un  autentico calvario. Non sono riuscito a giocare più di qualche mese di fila, soprattutto per problemi discali alla colonna vertebrale che finalmente sono stai rimossi. Quest’anno, per esempio, inizio la preparazione ad agosto e subito mi “becco” una infezione ed un infortunio ad una caviglia. Mi riprendo, ritrovo la forma ed a dicembre in partita, dopo solo 8 minuti di gioco mi rompo una costola. E di  nuovo un altro stop, comunque, ho disputato un buon finale di stagione,  a livello individuale perché per quanto riguarda il rendimento della squadra l’Overmach era forte, ma non è riuscita ad arrivare alle semifinali.”

 

-          Quindi questa convocazione era assolutamente inaspettata….

 

“Certamente, anche perché non ho fatto la trafila delle Nazionali minori. Dopo il mio inizio a 14 anni a Colorno, allenato da Sabatino Pace, il padre di Samuele, ho partecipato ad un raduno U15 ed uno U16. La mia più grossa soddisfazione è stata la partecipazione al Sei Nazioni u21 del 2000, giocando in tutte le partite, ma in quel periodo stavo bene. Ora, comunque, sono qui mi è stata data fiducia . Ringrazio Kirwan  per l’opportunità e darò tutto per fare il meglio possibile! Dire che sono contento è poco! ”

 

-          Che tipo di pilone è Gennari ?

 

“Un pilone sinistro che ama la tecnica della mischia chiusa, dove do il meglio di me stesso. Sono dinamico , ma non troppo. Nel gioco aperto , secondo il mio allenatore Snyman,  ho una buona visione  di gioco e confidenza con il pallone . Quest’anno, per ragioni di infortuni, mi è stato chiesto di giocare tallonatore. L’ho fatto e , secondo l’allenatore con buoni risultati. Sono un professionista ( da 4 anni grazie all’Overmach mi alleno e basta) e devo essere pronto a venire incontro alle esigenze del club.”

   

MASI A ROMA DOPO IL SEVEN DI LONDRA

AZZURRI AL COMPLETO (30) AL RADUNO PRE TOUR

 

 

Roma -  Con l’arrivo di Andrea Masi  si è completata stamani la comitiva di 30 giocatori azzurri che martedì

prenderanno il volo per la Nuova Zelanda dove fra il 14 ed il 28 di giugno il XV di Kirwan disputerà ben 5 partite per prendere dimestichezza con il tour de force che attende l’Italia nel girone di apertura della Coppa del Mondo australiana in programma dal 10 di ottobre.

Masi è arrivato da Londra dove ha preso parte all’ultimo Seven delle World Series, dove l’Italia ha conseguito il suo miglior risultato di sempre battendo Francia e Scozia, entrando nei quarti e terminando settima al termine del torneo. Il giocatore azzurro ha raccontato delle angherie subite dall’arbitro scozzese Ireland che hanno falsato l’andamento delle gare finali prima contro l’Inghilterra ( ingiustificata espulsione iniziale di Luca Martin) e quindi con il Galles. Il team manager Marco Bollesan è apparso stupito che sia stato designato per l’arbitraggio di ben due partite contro squadre britanniche quel signor Ireland distintosi in tante occasione come assolutamente prevenuto nei confronti dei colori azzurri e più volte  clamorosamente attaccato dalla stessa stampa anglosassone per questi palesi atteggiamenti.

Masi ha partecipato all’allenamento pomeridiano che il C.T. Kirwan ha fatto disputare presso il centro dell’Unione Rugby Capitolina. Una sessione tranquilla per il grande caldo che si è conclusa con una cena offerta dal club romano presso il ristorante dello stesso impianto.

Il clima è torrido a Roma, ma l’entusiasmo è alto specie per la presenza di nomi nuovi, come quelli di Zullo e Gennari, ma anche per graditi ritorni come quelli della terza linea aquilana in forza al Gran Parma, Maurizio Zaffiri, e del trequarti Tuta Vodo del Calvisano.

 

MAURIZIO ZAFFIRI TORNA IN AZZURRO :

GRAZIE KIRWAN

Terza linea del Gran Parma, aquilano, 26 anni, 1,84 m x 102 kg. Nato è cresciuto  nell’Aquila Rugby, si è trasferito a Parma l’anno scorso. E’ stato azzurro nel periodo 2000-2001 guadagnandosi 4 Caps contro Fiji, Romania, Nuova Zelanda e Galles.

“Ero uscito dal giro azzurro assoluto – racconta Zaffiri - per un periodo di infortuni e per le scelte tecniche dell’allora  C.T. Johnstone. La chiamata di Kirwan mi è aggiunta inaspettata, ma l’ho accolta con grande felicità. Penso di averla meritata per il bel finale di stagione che ho avuto. Un finale forte che non ha conciso, purtroppo, con quello della squadra che aveva tutte le carte in regola per entrare nelle semifinali.”

 

-Kirwan ha introdotto un tipo di gioco molto diverso dal passato, ci saranno problemi di adattamento?

 

Nell’ultimo Sei Nazioni si è vista l’Italia più forte di sempre, con un gioco molto più interessante. In Nazionale ho trovato un gruppo molto unito, assai motivato, nel quale mi sento già ben inserito, anche perché ci sono tanti ragazzi che conoscevo..”

 

-Che tipo di terza linea è Zaffiri?

“Sono una terza linea “dalla parte chiusa”, che ogni tanto impiegano Numero 8 per ragioni di squadra, però non chiedetemi saltare in touche!. Dove dò il meglio, comunque,  è nella caccia del pallone e degli avversari.”

-La condizione fisica come è, visto che la stagione del Gran Parma è terminata prima delle semifinale di Super Dieci?

 Fortunatamente è ottima. Sono stato fermo qualche giorno per un problema muscolare all’ultima partita, ma poi ho ripreso alla grande per  far compagnia negli allenamenti al mio amico e compagno di squadra Festuccia che sapeva della convocazione azzurra ed è uno stakanovista della preparazione fisica. In due si lavora meglio…”

 

VODO: SONO ITALIANO DA SEI ANNI

FIJI ED ITALIA HANNO CULTURE SIMILI

Per il trequarti del Calvisano, Tuta Vodo,  la convocazione è arrivata grazie al grande finale di stagione, culminato con un a prova maiuscola nella finale contro Treviso. Ma Vodo l’azzurro l’aveva già assaggiato nel novembre scorso quando l’Italia A affrontò l’Argentina A a Colleferro. In quell’occasione Vodo giocò all’ala, ma senza entusiasmare i tecnici.

“Colpa del ruolo. Spiega tranquillo-. Fino allo scorso anno io ho sempre giocato centro. Per me quella partita con la Nazionale A all’ala mi è risultata difficile. Specie in difesa, i tempi e le misure sono diversi; per cui mi trovai a disagio. Però, a Calvisano ho continuato a giocare ala per tutta la stagione ed ho assimilato molto bene il ruolo. Ora riesco ad esprimermi molto meglio.”

- Poi è arrivata questa convocazione che riporta Vodo dalle sue parti.

“Sono molto felice di questa chiamata.Sono sei anni che gioco in Italia e mi sento italianissimo. Qualcuno non ci crederà, ma ci sono tantissime affinità fra la cultura ed il modo di vivere in Italia e nelle Fiji. Io a Calvisano mi sento a casa mia e quando scendo in campo mi sento pieno di orgoglio,  dando tutto me stesso. Con la Nazionale darò ancora di più .Le Fiji distano dalla Nuova Zelanda due ore di aereo. Andare in Nuova Zelanda non è proprio la stessa cosa, ma io ci torno volentieri prima perché è il paese del rugby,  come le mie Fiji, e poi perché lì, prima di venire in Italia, ho vissuto quattro anni molto formativi giocando per North Harbour.   

 

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