L’ETICAL’ONOREl’indignazione).

Il rincorrersi di voci le più diverse; le contraddittorie notizie sull'andamento dell'intera vicenda; la delusione per il mancato raggiungimento di quella che a molti era sembrata l'unica alternativa all'andazzo di basso profilo degli ultimi tempi; la mancanza di notizie ufficiali, malgrado il periodo estivo (e la calura romana), hanno procurato l'assai antipatico risultato della "migrazione" di più di taluno verso quello che è sembrato un lido societario più accogliente, offerto dalla Net.com Lazio & Primavera Rugby, società questa alla disperata ricerca da tempo di un "proprio" settore giovanile, dopo che la Primavera Rugby aveva negato le "deleghe" e che la unificazione con la nostra Rugby Lazio era fallita.

06/set/2006 13.10.00 Rugby Lazio Contatta l'autore

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Nella speranza che si possa trovare un po di spazio per chi ama lo sport
PULITO, e per opportuna conoscenza trasmetto la lettera dell'avvocato
Taverna, vice-presidente della Rugby Lazio ed appasionato della palla
ovale......a voi le dovute considerazioni.



L’ETICA E L’ONORE (ovvero il coraggio e l’indignazione).

Recenti avvenimenti impongono qualche riflessione sulle perplessità che
alcuni di noi genitori, specie delle Under 13 e Under 15, hanno manifestato
in ordine alla mancata unificazione della Net.com Lazio & Primavera Rugby
con la nostra Rugby Lazio.

Il rincorrersi di voci le più diverse; le contraddittorie notizie
sull’andamento dell’intera vicenda; la delusione per il mancato
raggiungimento di quella che a molti era sembrata l’unica alternativa
all’andazzo di basso profilo degli ultimi tempi; la mancanza di notizie
ufficiali, malgrado il periodo estivo (e la calura romana), hanno procurato
l’assai antipatico risultato della “migrazione” di più di taluno verso
quello che è sembrato un lido societario più accogliente, offerto dalla
Net.com Lazio & Primavera Rugby, società questa alla disperata ricerca da
tempo di un “proprio” settore giovanile, dopo che la Primavera Rugby aveva
negato le “deleghe” e che la unificazione con la nostra Rugby Lazio era
fallita.

Così, secondo un costume che poco ha a che vedere con le regole dello
Sport e del Rugby in particolare (raggiungere lealmente un risultato con la
fatica e con l’impegno propri), ovvero con l’onorabilità (simulando il
“LARM” identificativo presso la FIR, con una denominazione, una storia e
colori sociali dismessi con “schifiltosità” subito dopo la fusione della SS.
Lazio Rugby con la Primavera Rugby - a proposito perché mai dal giorno della
fusione del giugno 2000 non si sono indossate dalla Net.com Lazio &
Primavera Rugby le maglie “bianco-celesti”, e perché le deleghe del
“mini-rugby” sono sempre e solo state richieste alla Primavera Rugby …?),
senza tema poi di censure morali per l’operazione “occulta” sollecitata, la
Net.com Lazio & Primavera Rugby, che non ha mai coltivato propri settori
mini-rugby e giovanili, sta tentando una “leva” di mini-rugby che, per ora,
ha solo ottenuto una “levata” di ragazzi dalla famiglia sportiva originaria
della Rugby Lazio.

Tralasciamo le pur doverose valutazioni sulle modalità adoperate: il
ricorso a tecnici già a nostro libro-paga (d’altronde, è un vizio nazionale
quello della insensibilità a “conflitti di interessi” anche solo morali….);
notizie false dette “a mezza bocca” (del tipo, “gli allenamenti si fanno a
Passo Corese”, o peggio); l’enfasi adoperata sull’appartenenza alla
“Polisportiva Lazio”, là ove i colori bianco-celesti e la denominazione
“Lazio Rugby” sono sempre stati considerati un “minus quam” dai soci e
dirigenti della Net.com Lazio & Primavera Rugby, perché notoriamente
riferibili alla “Lazio di Mario Ricciardi”.

Se le persone che si sono adoperate per tale operazione fossero
effettivamente animate da intenti sportivi, e quindi rispettose di regole
non scritte che appartengono all’etica comportamentale condivisa nel mondo
del Rugby, queste persone dovrebbero invero provare almeno un po’ di
“vergogna” per il tentativo operato e il risultato ottenuto: non è affatto
vero che “il fine giustifica i mezzi”, e quindi “cannibalizzare” il lavoro
sportivo di anni svolto da un’altra società sportiva per l’adempimento della
c.d. “obbligatorietà” costituisce un abuso, una “cosa che non si dovrebbe
fare”, e quindi “immorale”, anche se l’intenzione fosse buona (ma nel caso
in discorso probabilmente neppure l’intenzione è “buona”, giacché pare
conseguire solo da “ripicche”, volte a creare problemi alla società
sportiva che, volenti e/o nolenti, tutti, dalla F.I.R. alla stampa sportiva,
ai sostenitori, alla storia personale dei dirigenti che la compongono,
riconoscono - e conoscono - come la “vera” Lazio Rugby).

Nessuno di noi ha nascosto le difficoltà dell’ultimo anno sportivo: tant’è
vero che abbiamo adottato un progetto di ristrutturazione e di profondo
cambiamento. E’ d’altronde proprio contro questo progetto di novità -
soprattutto nelle persone - che si è consumato il fallimento di quella
operazione di “riunificazione” della Rugby Lazio con la Net.com Lazio &
Primavera, che al dunque si stava proponendo solo come il tentativo di
incorporare un “altro” settore giovanile per “tirare avanti”, senza un reale
progetto di sviluppo volto a riportare i colori bianco-celesti nel rugby
romano ai valori di eccellenza che gli competono.

Gli ultimi tempi, come dimostrano le azioni di intraprese, vedono
finalmente la Rugby Lazio protagonista a Roma, perché attraverso le persone
che rappresentano la storia della società e l’apporto dei “nuovi” che
condividono l’entusiasmo e credono nel progetto della “grande società
sportiva” (là ove per altri, l’importante è solo …. “continuare a
sopravvivere”), abbiamo riproposto il nome e i colori della Lazio Rugby nel
settore Seniores, abbiamo convinto sponsor importanti e abbiamo intrapreso
una effettiva operazione di acquisizione di una nostra “casa”, che ci vedrà
entro breve finalmente fruitori esclusivi di impianti e delle “comodità”
che invidiamo ai Club anglosassoni.

Ci piace pensare che questa nostra operazione di rilancio, che nasce
all’interno della società (e quindi soprattutto proprio da noi genitori),
veda partecipi e presenti tutti coloro che fino a oggi hanno dedicato
entusiasmo e fatiche nei disagi dell’Acquacetosa, perché è “cosa buona e
giusta” che chi ha dato fiducia alla nostra società nelle fatiche degli anni
passati possa oggi per primo beneficiare delle cose belle che stiamo
realizzando.

Un’ultima annotazione: affidare i nostri ragazzi a una società sportiva che
non viva le regole etiche sopra richiamate, e che quindi non esiti ad
appropriarsi in modo “abusivo” del lavoro di altri, non rappresenta un
“rischio” soprattutto per la formazione morale dei nostri figli?

E’ questa, invero, una domanda alla quale dobbiamo dare una risposta, al di
là di ogni querelle sulla titolarità giuridica della denominazione “Lazio
Rugby”, ovvero della partecipazione alla “Polisportiva Lazio”, giacché più
che sentimenti di appartenenza a uno o all’altro sodalizio sportivo, debbono
valere per i nostri ragazzi (ma anche per noi) i valori dell’onore, della
lealtà, del rispetto del lavoro altrui, anche se migliore del proprio.

Di tali valori è ricolma la storia antica della nostra società ed è su
questi valori che abbiamo forgiato l’impegno dei nostri ragazzi, perché
crediamo che il torneo più importante da vincere è quello ….. “della vita”:
per questo oggi, malgrado tutto, e nonostante la “leva anomala” della
Net.com Lazio & Primavera Rugby, la nostra speranza è di continuare a
restare insieme con coloro che ci hanno fin qui accompagnato.

Viva il Rugby. Viva la Rugby Lazio.

Salvatore Taverna


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