Comunicato n. 11/06-07 ASD Jesolo Rugby

30/gen/2007 01.00.00 A.S.D. Jesolo Rugby Contatta l'autore

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Di 28 ce n'è uno*


Da oggi è ufficiale: a Jesolo non si viene solo in vacanza per sollazzarsi (libera interpretazione di uno striscione apparso durante l'incontro di andata a Montereale).
A Jesolo si può venire anche per vedere una bella partita di rugby, magari non spettacolare, ma vera ed intensa.  Come quella di ieri che vedeva i padroni di casa ospitare "il Montereale dei record [...] Nel confronto collettivo le Aquile non dovrebbero avere problemi: appaiono superiori agli avversari in ogni reparto. Compreso il gioco dei trequarti, dove Salvadori e Milani stanno giganteggiando." (da Il Gazzettino di Pordenone del 27/01/07).
Come forse già saprete non è andata così. Per la cronaca della partita vi rimandiamo alla stampa locale, certi che saprà riconoscere i meriti di tutta la squadra e non dei soliti noti, perchè - e ve lo garantiamo - ieri abbiamo assistito ad una prestazione di squadra emblematica. Della partita, però, vogliamo sottolineare la bella prova di entrambe le squadre, che hanno lottato sportivamente sotto la direzzione magistrale del sig. Dordolo.

Anche volendo sarebbe impossibile fare la cronaca della partita. Ieri si sono giocate decine di partite: quella di Bincoletto che tornava in campo dopo oltre un anno di assenza; quella di Bortoletto che sfilato il camice si è sacrificato in prima linea; quella di Di Raimondo, di Vedovo e di Dalla Pria giovani pilastri dello Jesolo di domani; quella di Cancellier che a 36 anni gioca con la freschezza di un ragazzino; quella di Mauro Martinello, padre e presidente orgoglioso; quella di Gianni Salmaso, di Vincenzo, di Ezio, di Mario e di tutti coloro che si dedicano allo Jesolo Rugby; quella di Fedrigo, per il quale fare l'allenatore era una scelta "geneticamente" obbligata; quella di tutti gli altri giocatori che non sono potuti scendere in campo.

E' stata anche la partita del Montereale che ha dimostrato organizzazione e qualità di gioco da categoria superiore. Hanno perso, ma meritano di raggiungere tutti gli obiettivi che si sono posti e forse la sconfitta li renderà ancora più uniti e forti, riportando con i piedi per terra coloro che volavano troppo in alto.

Comunque sia, la vera notizia non è il risultato. La notizia è quello che il rugby fa alla gente: la contagia con quella sensazione impalpabile che ti riempe il petto e ti stampa un sorriso sul volto. Solo chi frequenta un campo di rugby lo può capire. E ieri erano in molti ad assistere alla sfida al vertice, tra essi anche molti neofiti - ormai contaggiati - che chiedevano informazioni sui prossimi incontri casalinghi. Scusate se è poco.

Al fischio finale è letteralmente "scoppiata" la gioia, in campo e fuori,  accompagnata anche da qualche lacrima. Tra gli spettatori si sono visti occhi lucidi, un po' per il pathos della partita e un po' per l'emozione: certe scene hanno rievocato in loro immagini di un rugby che fu.

E vogliamo parlare del terzo tempo? Complice la concomitanza di alcuni compleanni, gli jesolani hanno fatto le cose in grande: birra a fiumi, spritz, griglie roventi e panini caldi. Il tutto condito dalla musica e dall'animazione dei Marmellotti e delle Marmellotte.
A ricordarci che era pur sempre una giornata di rugby, l'arrivo di Giancarlo Pivetta, che ha voluto personalmente complimentarsi con i ragazzi. Tra rugbisti ci si capisce e certi gesti hanno un grande valore.
La serata si è poi conclusa al Gasoline di Piazza Mazzini dove un "risorto" Buba ha continuato a dare spettacolo sotto l'occhio vigile - ma fiero - di Nonno Zabotto.

Per sapere come proseguirà l'avventura dello Jesolo, vi diamo appuntamento a domenica 11 febbraio (ore 14.30) al comunale di via Oriente. A fronteggiare gli jesolani ci sarà il Trento.
 
* Così recita un cartello appeso all'ingresso degli spogliatoi dello Jesolo
 
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A.S.D. Jesolo Rugby
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