KIRWAN DI NUOVO AL LAVORO OBIETTIVO: SEI NAZIONI 2004

al lavoro: obiettivo 6 Nazioni 2004 che per l Italia inizia subito con la sfida ai neo Campioni del Mondo il 15

28/nov/2003 15.25.18 Ufficio Stampa FIR Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

 

 

Roma, 28 novembre 2003

 

KIRWAN DI NUOVO AL LAVORO

OBIETTIVO: SEI NAZIONI 2004

 

Treviso - Rientrato dai Mondiali australiani all’immediato indomani della vittoria dell’Inghilterra, John Kirwan si è messo immediatamente al lavoro: obiettivo 6 Nazioni 2004 che per l’Italia inizia subito con la sfida ai neo Campioni del Mondo il 15 febbraio.

La mente, comunque, è ancora sulla 5a edizione della Coppa del Mondo che ha visto il primo successo di un Paese dell’Emisfero Settentrionale, l’Inghilterra,  e, per quanto riguarda l’Italia lo storico risultato di due successi ed un  “quasi passaggio” ai quarti di finale.

La domanda al CT azzurro è d’obbligo:

-         Qual’è il Rugby che è uscito vincente da Sydney?

“Un rugby moderno, basato sull’organizzazione, incentrato su un gruppo di giocatori che hanno lavorato insieme per 5/6 anni. Sul piano tattico-tecnico-strategico gli inglesi hanno praticato un rugby misto fra neozelandese e francese, con un pack di avanti molto forte ed un Wilkinson a fare la differenza. L’Australia ha mostrato, invece, un suo gioco, diverso e non si può dire che sia stato inferiore a quello inglese poiché, quando alla fine la differenza è solo di 3 punti, non si può dire, veramente, che ci sia un vincente od un perdente. Sono tutti vincitori. La Nuova Zelanda ha presentato una squadra giovane con una esperienza internazionale di solo 2/3 anni. In conclusione in Australia ha vinto la visione di Clive Woodward, una visione che si fonda su una grande programmazione.”

 

Il XV MONDIALE

-         E sul piano individuale quale potrebbe essere il XV ideale?

“Una valutazione non facile, sulla quale però mi sono soffermato avendo bene nel cuore e nella mente le grandi prestazioni della nostra squadra. Inizio dall’estremo:

15 Muliaina (Nuova Zelanda); 14 Howlett (N.Z.), 13 O’Driscoll (Irlanda), 12 Marsh (Francia), 11 Tuqiri (Australia); 10 Wilkinson (Inghilterra),  9 Troncon (Italia); 8 Parisse (Italia), 7 McCaw (Nuova Zelanda), 6 Smith (Australia); 5 Auradou (Francia), 4 Johnson (Inghilterra); 3 Castrogiovanni (Italia), 2 Wood (Irlanda), 1 Lo Cicero (Italia).”

- Il 6 Nazioni 2004 ormai incombe. Con quale filosofia l’Italia riprende a lavorare e con quale giocatori. Gli stessi della rosa mondiale?

“La filosofia è la mia, quella di sempre: tornare al lavoro di organizzazione di tutto, di ogni dettaglio. Per i giocatori è prevedibile qualche cambiamento, così come nel gioco della squadra. In questa fase preparatoria c’è anche lo studio dei nostri prossimi avversari del 6 Nazioni per adattarvi i progetti di gioco. Quindi vedrò moltissime partite e molti video. L’obiettivo azzurro, comunque, è quello di confermare quanto abbiamo mostrato in Australia: che siamo alla pari con tutti.”

-         Il programma di lavoro? Raduni, convocazioni?

“Nella fase attuale che vede le squadre impegnate moltissimo in campionato e nelle Coppe Europee ci affidiamo ai mini raduni – che abbiamo sperimentato lo scorso anno. Stiamo lavorando con la LIRE per fissarli o il lunedì od il martedì a partire da gennaio.”

-         Sono previste novità nel gioco azzurro?

“Si. Sto studiando qualche cosa di migliorativo per “movimentare” il nostro gioco. Ho in vista di incrementare le performances sia della linea difensiva negli “uno contro uno” che nell’attacco, sempre negli “uno contro uno”.

Continueremo ovviamente a lavorare sul sostegno. Mentre dopo due o tre punti di incontro dobbiamo trovare movimenti che permettano di spostare i raggruppamenti al largo”

 

L’INCONTRO CON DONDI

-         Come è andato l’incontro con il Presidente Dondi?

“Gli ho presentato un’ampia relazione sulla Coppa del Mondo con un ottimo riscontro. Ci sono cose da migliorare. Per quanto riguarda il futuro il mio contratto scade fra 6 mesi. Definirei il nostro meeting un incontro onesto. “

-         Si prevedono modifiche nella struttura tecnico –organizzativa dello staff azzurro?

“Sono un convinto sostenitore della specializzazione. E, ovviamente, sarebbe importante disporre di uno specialista per il contrattacco nella linea dei tre quarti. Mi sto guardando intorno in questo senso ma se non si individua un personaggio che dia garanzia di un vero miglioramento, è inutile inserirne uno per forza.”

 

IL SUPER 10

-         Il Campionato italiano di Super 10 appare equilibrato quanto non mai…

“Si, appena rientrato in Italia sono riuscito a vedere GRAN Rugby Parma – Conad L’Aquila. Una conferma del grande equilibrio esistente. Ha vinto L’Aquila dando conferma che se in campo non sei al massimo dell’impegno per tutta la partita chiunque può vincere. Una dimostrazione ulteriore che il rugby italiano deve crescere mentalmente per reggere 80 minuti ad altissimo livello. Se ti rilassi un attimo perdi. Questa evoluzione del campionato italiano è la stessa che è avvenuta nel Campionato di Super 12 nell’Emisfero Australe. “

-         Ritorniamo a parlar dei Mondiali in relazione al livello raggiunto dall’Italia. Il Galles, che ci ha superati nel modo che, sappiamo, ha messo in crisi, nei quarti, l’Inghilterra, poi Campione.

“Ancora non mi do pace. Se avessimo superato il turno anche l’Italia avrebbe fatto un partitone contro l’Inghilterra. Saremmo entrati in campo, come ha fatto il Galles, mentalmente ben disposti. Senza pressione. Non avendo nulla da perdere  ce la saremmo giocata tutta. L’esito e le vicende di questo Italia-Galles, finita come è finita, è una cosa che non riesco ancora a digerire.”

 

L’OLIMPICO COME IL COLOSSEO

-         Ed ora il 6  Nazioni…

“Dobbiamo proseguire per la strada intrapresa. Voglio giocare un 6 Nazioni grande. Tutti si aspettano una forte Italia, migliorata moltissimo ed abbiamo l’obbligo di portare a casa qualche grosso risultato...

-         ...E la prima partita contro l’Inghilterra potrebbe giocarsi davanti alla grande platea dello Stadio Olimpico…

“Lo spero tanto. L’anno scorso, passando davanti a questo bellissimo stadio mi sono detto “Voglio portate l’Italia a giocare là” perché vuol dire che il rugby italiano è cresciuto tanto da  meritarsi questo stadio. Voglio che vi siano 80.000 spettatori e che l’Olimpico turbi i sogni di chi dall’estero vi viene a giocare. Che diventi qualcosa che i nostri avversari odino. Una sorta di Colosseo da dove non si esce vincitori”.

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl