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29/dic/2003 14.11.39 Ufficio Stampa FIR Contatta l'autore

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RUGBY NOTIZIE a cura dell'Ufficio Stampa FIR


Parma, 29 dicembre 2003


DONDI: UN GRANDE RUGBY 2003
NEL 2004 ANCORA PIU’ IN ALTO

Parma - Come ormai tradizione, il Presidente della Federazione Italiana Rugby, Giancarlo Dondi, risponde ad una serie di domande che investono l’anno appena trascorso e quello che sta sopraggiungendo. Domande attinenti ed urgenti che riguardano l’attuale momento del rugby italiano e mondiale contraddistinto dal successo televisivo davvero entusiasmante avuto nei recenti Mondiali australiani.
Iniziamo tracciando il bilancio del 2003, partendo da quello tecnico, cioè della Nazionale maggiore, espressione principale del rugby italiano…

BILANCIO TECNICO POSITIVO

“Sicuramente positivo. Non abbiamo preso più il “cucchiaio di legno” nel Sei Nazioni, battendo il Galles, classificandoci al quinto posto e sfiorando la quarta posizione perdendo immeritatamente il match ad Edinburgo contro la Scozia. Ai Mondiali australiani ci siamo piazzati fra le prime dodici Nazioni al mondo, vincendo due partite e sfiorando lo storico ingresso fra i primi otto Paesi del firmamento internazionale. Il calendario iniquo, infatti, ci ha punito contro il Galles. A livello mondiale il ranking ci ha visto salire dalla 13a all’11a posizione.”

LA FIR GUARDA ALLO SVILUPPO

- Parliamo del bilancio gestionale, amministrativo - finanziario - organizzativo….
“La gestione federale si è sicuramente impegnata in modo particolare ad andare incontro in primo luogo alle necessità dei nostri club. Abbiamo stanziato 500.000 euro per un progetto di base che aiuti maggiormente settori giovanili. Abbiamo deciso dal prossimo anno che le Società dalla A in giù non paghino più alcuna forma di tassa federale. Abbiamo stanziato più soldi per la programmazione delle attività nazionali ed internazionali delle nostre squadre minori. Si è cercato di migliorare tutto il settore tecnico mettendo a disposizione di ogni Comitato Regionale un tecnico a tempo pieno che lavori in modo particolare nel settore giovanile. Abbiamo cercato di risolvere in maniera definitiva il problema dell’informatizzazione federale in modo che dalla prossima stagione i Comitati siano in grado di tesserare i propri giocatori. Abbiamo, infine, dotato tutti gli oltre 430 club che formano il nostro tessuto di un indirizzo di posta elettronica personalizzato collegato al nostro sito federale “federugby.it” in modo da consentire a tutti di comunicare in maniera celere, moderna ed economica. Abbiamo, dunque realizzato una vera e propria “comunità rugbystica”...
Quello che, comunque, conta di più è che il rugby italiano ha continuato nel suo trend di aumento dei tesserati, una delle poche federazioni in crescita in Italia. Questa tendenza, in particolare, va ascritta al merito delle stesse Società. Quanto al bilancio federale, il nostro ingresso nel Sei Nazioni, unitamente all’attenzione degli sponsor che ci sono vicini, ci permette di finanziare e realizzare programmi di alto livello di modo da avvicinarsi sempre di più alle Nazioni rugbysticamente più evolute.”


UN 2004 ALMENO PARI AL 2003

- Ed al 2004 cosa chiede il Presidente Federale?
“Visto che nel nostro sport non si possono fare miracoli da un giorno all’altro, chiedo di confermare, e possibilmente migliorare, i risultati del 2003 in modo particolare nei settori giovanili che sono le garanzie del nostro futuro. Inoltre, sarebbe importante riuscire a far decollare definitivamente il rugby femminile e far sì che la nostra squadra Nazionale di Rugby Seven possa qualificarsi per la Coppa del Mondo.”


SUPERCLUB IN EUROPA: PARLIAMONE

- Nelle ultime settimane, alla luce dei non entusiasmanti esiti delle prestazione dei club italiani nelle Coppe Europee, si è molto dibattuto sulla ipotesi di allinearsi a quanto hanno già fatto con molto successo in Irlanda, Scozia e Galles, cioè partecipare alle Coppe Europee non come singole società, ma come Superclub, o simili, rappresentanti più club. Una ipotesi praticabile in Italia?
“Premettiamo, intanto, che la struttura del rugby italiano è basata sui Club e che, prima di tutto per migliorare i risultati, occorre che le Società nutrano una maggiore considerazione per le Coppe Europee. Mi sembra, infatti, che molti club, viste le formazioni schierate in campo, ritengano molto più importante il campionato. Sembra che affrontino le Coppe Europee senza quella determinazione e concentrazione che richiedono il nostro sport. Penso, dunque, che dovremmo sederci attorno ad un tavolo con le Società di Super 10 cercando di trovare le migliori soluzioni che consentano ai Club italiani in futuro di ben figurare in questa importantissima competizione”.

LA VICENDA PARMALAT NON TOCCA IL RUGBY

- Parma, con i suoi due club di Super 10, ed un grande indotto minore, si è affermata come uno dei poli di maggior sviluppo rugbystico del Paese. La vicenda Parmalat potrebbe influenzare negativamente questa tendenza?
“Personalmente non credo possa avere alcuna influenza. La Parmalat ha aiutato e sta aiutando altri sport al di fuori dal rugby. Non prevedo, perciò, nessuna ripercussione futura sul nostro sport. Mi dispiace come parmense che sia potuta succedere una cosa incredibile come questa nella nostra città. Sicuramente il tessuto economico della nostra zona ne risentirà e, naturalmente, con qualche sofferenza per altri sport.

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