COMUNICATO ITALIA RUGBY LEAGUE

07/giu/2004 17.26.07 ITALIA RUGBY LEAGUE Contatta l'autore

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Per il terzo anno consecutivo, l’ITALIA RUGBY LEAGUE, è lieta di proporvi il rugby a 13 in Italia. Dopo le stagioni passate, dove vi abbiamo presentato le partite contro Scozia, Tatarstan, ecc…, quest’anno vi invitiamo a prendere parte nella giornata di sabato 12 giugno 2004, presso il campo di rugby comunale di Mira, di un pomeriggio-serata all’insegna del rugby league.
Il programma della manifestazione è così strutturato:
- Ore 16:30 Selezione Italiana Femminile contro XIII Provençal
- Ore 18:30 intrattenimento Musicale
- Ore 19:00 Selezione Italiana Maschile contro Chatillon-Paris
- Ore 21:00 terzo tempo, all’interno del quale le giocatrici del Riviera del Brenta saranno premiate dal Sindaco di Mira per la conquista del primo campionato di rugby union femminile della loro storia.

Le manifestazioni in programma per l’estate 2004, si svolgeranno presso il nuovo stadio comunale di rugby del Comune di Mira. Non a caso è stata scelta la città di Mira, situata nel cuore della regione ed a una distanza equidistante tra le città di Padova, Venezia e Treviso.
A proposito delle squadre francesi che si recheranno in Italia a prendere parte alle manifestazione in programma, si può solamente dire che lo Chatillon rugby a XIII, è una squadra che attualmente gioca nella prima divisione francese, rappresentando la città di Parigi, e attualmente sta partecipando ai play off. Per quanto riguarda la squadra femminile del XIII Pronvençal, è una squadra affermata nel panorama rugbystico francese, vincitrice di numerosi scudetti; all’interno di questa squadra avignonese giocano numerose nazionali della squadra francese.
Con tale manifestazione, L’Italia Rugby League, conferma il proprio impegno di propaganda del rugby a 13 in Italia, ma sempre proponendo i propri avvenimenti sportivi con la mentalità e filosofia propri dell’associazione: ossia divertirsi assieme con un tipo diverso di rugby, lo stare assieme e condividere momenti di aggregazione sotto lo stile del rugby ed offrire la possibilità ai giocatori di confrontarsi con realtà rugbystiche diverse dalle tradizionali facendo anche migliorare rugbysticamente i partecipanti.
Con queste prospettive, invito tutti voi, la List, gli All Bluff, tutto il movimento rugbystico Italiano, simpatizzanti e chiunque sia interessato ad assistere ad uno spettacolo sano sotto tutti i punti di vista, senza dimenticare che siamo rugbisti e perciò il binomio sport e divertimento sarà punto focale del pomeriggio-serata.
Per maggiori informazioni riguardanti l’evento in oggetto, contattare Franchini Simone, cell: 338-4688955

Franchini Simone



Vi allego con la presente, un breve resoconto della storia del rugby in senso generale, comprendendo sia il rugby league che il rugby union.

UNO SPORT
I l Rugby

Nella cittadina di Rugby, vicino da Birmingham, nel 1823 un certo William Ellis, decise un giorno di infrangere le regole del calcio e, preso il pallone in mano, si mise a correre tenendolo stretto al petto e, acclamato dalla folla diede così i natali al gioco del rugby. Pare che però questa sia la nascita ufficiale del Rugby, perchè ufficiosamente in Inghilterra venne già portato addirittura da Guglielmo il Conquistatore nel 1066.
Circa nel 1860 si stabilirono alcune regole aggiuntive, in particolare quella relativa al placcaggio e quella relativa al passaggio all'indietro, e nel 1871 si adottò la palla ovale con l'esplicita intenzione di renderla difficilmente controllabile con i piedi e non rischiare di "tornare" al calcio.
Il rugby si sviluppò nel mondo anglosassone che si espanse in gran parte dell'emisfero Australe, e sin dal 1888 emersero le grandi capacità della squadra dei Maori, successivamente chiamati gli All Blacks neozelandesi e degli Springboks sudafricani. In Italia il rugby fece la sua apparizione nel primo decennio del secolo ed è del 1929 la nascita della FIR - Federazione Italiana Rugby.
Per molto tempo il rugby venne giocato a livelli elevati ma solo per divertirsi, senza scopo professionistico, caratteristica di questo Sport che arriverà molto più tardi rispetto altre discipline agonistiche. Solo da pochi anni tutti i giocatori delle squadre che partecipano al "6-nazioni" sono considerati sportivi professionisti.
L’origine del Rugby, o palla ovale, risale al 1823 anno in cui William Webb Ellis, sconvolgendo le regole allora praticate dal gioco, prese il pallone in mano e corse con esso, creando la caratteristica del gioco del rugby. Fatto successo nella cittadina Inglese di Rugby da cui deriva il nome del gioco.
Dal 1875 al 1895 il gioco assunse sempre più le caratteristiche attuali; all’inizio di questo ventennio infatti, i centri universitari inglesi limitarono il numero dei giocatori a 15 ( in precedenza gli incontri avvenivano tra formazioni di venti e più atleti ) e gettarono le basi delle regole del gioco.
La sua immagine, almeno qui da noi, in Italia, è quella del fango, dove uomini corpacciuti, resi quasi irriconoscibili dalla muta nerastra che li avvolge come un sudario, si danno battaglia contendendosi un pallone ovale, vischioso e imprendibile, che nessuno da fuori riesce a vedere.
Eppure questo sport vanta remote origini nobili, perché nato in uno dei più aristocratici college inglesi, quello di Rugby appunto, che gli ha dato il nome, quando il giovane studente William Ellis, durante una partita di calcio disputata nel 1845, decise all'improvviso di afferrare il pallone con le mani (allora era ancora rotondo, ovviamente) e di partire come un razzo verso l'opposta linea di fondo.
Ed è anche spettacolo! Ma soprattutto è disciplina dura e virile, che richiede doti di coraggio, generosità, abnegazione, altruismo e sacrificio, oltre a qualità fisiche notevoli.
E' un gioco tipicamente collettivo, anzi, è sicuramente lo sport dove il collettivo si impone sul personaggio singolo e dove ciascuno dei quindici componenti di una squadra interpreta il suo ruolo, la sua funzione come giocasse su una scacchiera e fosse mosso da fili invisibili che ne reggono e condizionano ogni suo movimento, teso al risultato finale di portare il pallone alla fatidica meta, oltre la linea di fondo.
Infatti è anche oggi, a onta della falsa immagine che in Italia lo relega generalmente fra gli sport brutali, disciplina per gente eletta, cioè di grande acume e raziocinio.
Nei Paesi dove è più diffuso, è praticato (tranne poche eccezioni) da gente di classe elevata, cioè da chi studia nei college, nelle Università nei club o circoli sportivi. Ciò non vuol significare che sia meno spettacolare del calcio (sport invece di matrice essenzialmente popolare), ma semplicemente che è sport completamente diverso dal calcio e perciò di meno facile comprensione per il grande pubblico.

Ma dove è principalmente sviluppato il rugby? Nei Paesi di lingua inglese, è ovvio,. dato che da lì è partito e lì con serva le sue più antiche tradizioni. Al vertice oggi c'è la Nuova Zelanda, con i suoi formidabili Ali Blacks espressione di uno sport che in quel Paese è considerato una religione, e viene giocato fin dalle elementari. Fortissima la penetrazione dei rugby anche in Australia, dove la sua nazionale è popolarissima. Praticato quasi esclusivamente dai bianchi di una certa classe (ma esistono già parecchie squadre di neri e da quache anno qualche "coloured" è entrato pure in nazionale) è il rugby in Sud Africa.
Pure abbastanza praticato in Canada e Stati Uniti, ma sol tanto a livello universitario. Poi in Europa, dove il suo fulcro è nelle isole britanniche e in Francia, che appunto danno vita al torneo più famoso dei mondo, definito delle "Cinque Nazioni" (Inghilterra, Irlanda, Galles, Scozia e Francia). Ma dall'anno 2000 finalmente è entrata a far parte di questa elit anche la nazionale italiana, per gentile concessione dell'International Board e in virtù della crescita complessiva del movimento rugbystico italiano.

Il Rugby a 13

Il Rugby League Football nacque il 29 Agosto 1895, al George Hotel di Huddersfield Yorkshire, in Inghilterra dalla scissione dalla rugby football union per questioni pecuniarie.
Infatti, a quel tempo il rugby era praticato dagli studenti, nel loro tempo libero, come hobby e senza alcun compenso.
Ben presto questo sport, caratterizzato dallo scontro fisico, cominciò ad espandersi, appassionare ed attrarre numerosissime persone, le quali iniziarono a praticare questo sport.
Questi nuovi giocatori erano in special modo lavoratori delle miniere e delle industrie del nord.
I suddetti lavoratori, però non potevano perdere giornate lavorative per lo sport e quindi sorse il problema del compenso, che sarà la causa di scissione dalla rugby football union.
La crisi "scoppio" nel 1894 all'indomani del "General Meeting" dell'"English Rugby Union" dove due delegati dello Yorkshire presentarono la seguente mozione "si consenta ai giocatori di ricevere un compenso per il tempo dedicato all'attività agonistica". La mozione venne respinta. Fosse stata accolta, forse oggi non esisterebbe un gioco chiamato Rugby League.
La bocciatura della mozione non fu accettata nelle contee del nord e allo storico meeting di Huddersfield nel 1895, venne fondata la "Northern Rugby Football Union", 21 clubs diedero vita alla nuova lega.
In quell'occasione non vennero apportate modifiche alle regole del gioco ma ai giocatori fu corrisposto un compenso, per il "mancato guadagno" che non doveva superare il tetto di sei scellini.
Nel 1897, il punteggio venne cosi fissato: 3 punti per la meta, 2 punti per tutti i calci sia di punizione che di trasfomazione o di rimbalzo. La modifica più rilevante fu introdotta nel 1906, quando il numero dei giocatori di una squadra fu ridotto da quindici a tredici.
Nel corso degli anni vennero introdotte alcune sostanziali modifiche alle regole del gioco in modo da renderlo più spettacolare e attrarre cosi un sempre crescente numero di spettatori. Nel 1923, infine, la League assunse l'attuale denominazione: "The Rugby Football League".

Oggi ci sono più di 22 paesi nel mondo dove si gioca questo sport: "Il Rugby League".
Le culle di questo sport sono: l’Australia, la Nuova Zelanda, e la Gran Bretagna.
I Campioni della Coppa del Mondo in carica sono gli australiani

Storia dell’Italia rugby League

Il Rugby League in Italia iniziò la sua storia negli anni 50 quando in quanto si fondò il primo campionato nazionale e la squadra Italiana giocò dei tornei contro altre squadre Europei.
Nel 1959, inoltre la Nazionale Australiana giocò due partite contro la Nazionale Italiana in Italia.

Il campionato Italiano finì negli anni 60 per problemi finanziari ed ostilità con la Federazione Italiana Rugby così finì anche l’avventura italiana della rugby league.

Nel 1995, l'Italia Rugby League riprese la sua storia grazie a due appassionati Italo/Australiani, Mick Pezzano e John Benigni, il primo originario della Calabria ed il secondo delle Marche.
Mick e John erano determinati ad avere una squadra Italiana per rappresentare il loro Paese d’origine (al quale sono molto legati), a livelli internazionali nel Rugby League moderno. Volevano una squadra formata sia da giocatori italo-australiani sia da giocatori nati rugbysticamente in Italia.

Nel 1995 la squadra Italiana è stata invitata a partecipare nel Coca Cola World Sevens, nel Sydney Football Stadium in Sidney (Australia). Questa manifestazione fu la prima uscita ufficiale di una squadra italiana di rugby league dopo quasi 35 anni di inattività.

Il torneo comprendeva ben 34 squadre. La squadra italiana si è ben comportata vincendo una partita su tre contro il Marocco.

Nel 1996 La squadra Italiana ha partecipata nel Super League World Nines in Suva(Fiji). In questo torneo c'erano altre 15 nazioni: Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, Nuova Guinea, Francia, Scozia, Galles, Irlanda, Fiji, Samoa Ovest, Tonga, Marocco, Giappone, USA e le Isole Cook.
A Fiji l'Italia è arrivata in dodicesima posizione con tre partite, due vittorie sul solito Marocco per 18 - 0 e su Tonga 16 - 12, ed una sconfitta più che onorevole contro una forte Inghilterra(poi vincitrice del torneo) 4 - 0 in una partita molto combattuta.

Nel 1997 L'Italia ha partecipato di nuovo al World Sevens a Sydney dove arriveranno ai quarti dopo due vittorie sul Giappone e l'USA.

Nel 1998 L'Italia ha giocato il suo primo Test Match a Sidney contro il Libano nella città di Sydney. Il Libano vinse però fu un gran successo di pubblico con le comunità Italiana e Libanese di Sydney entusiaste. L’evento ha avuto gran rilievo per la stampa e per la televisione Australiana.

Nel 1999 l'Italia ha partecipato con, Francia, Libano e Marocco alle qualificazioni per il mondiali che si sono svolte in Francia. L’Italia è arrivata seconda alle spalle del Libano, ma davanti alla Francia ed al Marocco. L’Italia vinse due partite, una contro il Marocco e l’altra contro i Francesi ma perse con il Libano.

Nel 2000 l'Italia ha partecipato all’Emerging Nations Championships a Manchester in Inghilterra. L'Italia ha vinto le due partite nel suo gruppo contro USA e Canada, ed è arrivata prima del suo girone, ma ha perso la finale contro i forti britannici.

Nel 2002 l’Italia organizza e partecipa al triangolare PADOVA RUGBY LEAGUE CUP che si è svolto a Padova nel mese di luglio. Quest avvenimento è di fondamentale importanza per L’ITALIA RUGBY LEAGUE in quanto per la prima volta dopo quasi 40 anni per la prima volta ha visto la selezione nazionale giocare, ancora, nel territorio italiano contro il Tatarstan e la Scozia. Nonostante la scarsa esperienza dei giocatori (tutti giovani italiani) l’Italia ha giocato alla pari contro i forti scozzesi. La manifestazione ha ottenuto un buon successo nonostante la scarsa pubblicità dell’evento.

Lo scorso anno, la nostra Nazionale ha partecipato a tornei di rugby league seven nell’emisfero australe. Ha partecipato alle qualificazioni per partecipare all’importante torneo di seven “COCA COLA CUP”, in Sidney, ed è arrivato secondo al torneo che si svolse a Wolloong in Australia. Poi si è svolta per la prima volta dopo 40 anni una sfida tra due realtà italiane ossia, una doppia sfida tra una selezione Marchigiana e una selezione Veneta. Inoltre si svolse ancora lo scontro annuale contro i forti scozzesi.


Anche se sono molteplici le affinità che legano i due tipi di rugby, gli stessi si possono considerare due tipi di sport indipendenti e distinti. La differenza fondamentale che distanzia le queste due pratiche sportive, sta nel fatto che il rugby a 15 o rugby union è un gioco più tattico e fondato su principi come la compattezza e l’unione di squadra, mentre il rugby league o a 13 fonda il suo gioco sulla velocità e sulla spettacolarità degli scontri. Un’altra distinzione tangibile tra i due giochi, sta nel fatto che il rugby a 13 è molto più coinvolgente e comprensibile, anche dai non addetti ai lavori!
Il gioco, infatti, non è spezzettato da fasi di gioco statiche nelle quali uno spettatore non vede il pallone e non ha la benché minima idea di cosa i giocatori stiano facendo, bensì è in grado di vedere un gioco pulito , arioso , veloce e senza interruzioni.


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